Un articolo di Noiroma da leggere. E da non perdere neppure i commenti

3 luglio 2012
Giustappunto a proposito del nostro post di questa mattina su tavolini e auto. Se si tratta di scegliere, voi da che parte state? Dalla parte dei tavolini o dalla parte delle auto in sosta selvaggia? Beh leggete qui come si comportano talune associazioni in Centro Storico...

PS. questo post era stato temporizzato ben prima che Noiroma facesse le sue scelte per l'elezione del "politico del mese" di Giugno. Davvero!

L'incrocio dove si deve per forza morire...


Dopo numerose segnalazioni riguardo a un'incrocio pedonale molto pericoloso a Trastevere, ho ricevuto una lettera di risposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti assicurandomi che, insieme al Primo Municipio, avrebbero aggiustato la situazione. Ecco come hanno "risolto"- ripristinando (a meta perché ci sono sempre le macchine parcheggiate illegalmente) le strisce pedonali. Tutto qua. Rimane sempre un'incrocio maledetto dove si rischia la vita ogni giorno perché le macchine prendono la curva a una velocità esagerata e ci sono sempre delle automobili parcheggiate in curva e sulle strisce pedonali che impediscono ai pedoni e agli automobilisti di vedere se c'e' qualcuno in arrivo.
Deve morire per forza qualcuno?
Rosanna

Via della Pace prima e dopo la cura. Di chi è colpa? Comitati? Italia Nostra? Municipio? A voi come piace di più?


Dedicato a tutti i citrulli che, a Roma, combattono contro i tavolini all'aperto. Citrulli siete, questo e basta. Combattete contro qualcosa solo dopo esser certi che al posto di quel qualcosa non finiscano vetture in sosta selvaggia... E combattete solo dopo aver digerito la consapevolezza che i tavoli all'aperto sono la norma e la risorsa di tutte le città d'Europa, che infatti ne sono ricoperte, mentre la sosta selvaggia, quella, esiste soltanto da noi.

Non sta dando precedenza...

2 luglio 2012

Pensate che quest'auto si sia fermata all'incrocio per dare la precedenza? No, affatto! È "semplicemente" in sosta! Avveniva ieri sera a Via Alberto Ascari, Roma 70, EUR.

Ora vi raccontiamo a cosa servono le grandi adunate e i maxischermi e perché questa è stata l'unica occupazione del sindaco per una settimana



I grandi schermi e le grandi piazze trasformate in grandi circoli, in grandi bar, in grandi sale tv servono a due cose. La prima cosa è far sì che i peggiori istinti della cittadinanza (violenza, prepotenza, sopraffazione) possano esprimersi liberamente e passare alle vie di fatto. La seconda cosa è lasciar libero sfogo alle camorre zingare degli ambulanti che tengono per le palle mezzo consiglio comunale e mezza giunta. Tu radunami 100mila persone che io penso a far arrivare decine e decine di venditori totalmente abusivi per fare un sacco di soldi. Ché se anche ogni persona spende in media un solo euro, ho fatto centomila euro, e una parte, caro amico dell'amministrazione, caro Vigile che non controlla, sono per te.
In tal senso ecco un passaggio di un articolo de Il Messaggero di oggi. A voi l'indovinello su chi sia la nota cornetteria... Ah, e dopo aver letto non dimenticate di guardare le fantastiche foto dell'Ansa sul Circo Massimo tramutato in Malagrotta... Proprio il luogo adatto dove fare queste cose, non c'è che dire... La Soprintendenza sempre zitta eh!?

Birra e cornetti: la “vittoria” degli ambulanti. Spagna-Italia è stata davvero la vittoria dei venditori ambulanti abusivi. A decine si aggiravano come squali tra 500mila possibili clienti offrendo bibite a prezzi esorbitanti: una bottiglia d’acqua a due euro (malgrado la protezione civile la distribuisse gratis), una bottiglia di birra da 33 cl a cinque euro, e via di seguito. Fino a 15 euro per una bandiera. Anche se nella speciale classifica degli abusivi del commercio, la palma di primo classificato domenica se l’è aggiudicata una rinomata cornetteria di San Giovanni, che ha approntato un banchetto sul lato di via del Circo Massimo, e ha fatto affari d’oro, vendendo decine di casse di cornetti caldi (a un euro) senza emettere neppure uno scontrino.

Come usano twitter i sindaci italiani? Ecco il confronto esclusivo

Torniamo a parlare di Alemanno. Il nervosismo da fine Impero (ma quale impero, è stato un campo-rom che ha svenduto la città ai clan zingari, altroché) del sindaco e del suo staff provoca scazzi al fulmicotone di cui abbiamo avuto plastica rappresentazione alla fine della scorsa settimana, in occasione della semifinale europea Italia-Germania. In quella circostanza contestammo che il sindaco della capitale d'Italia sciupasse il suo tempo (o ne facesse sciupare al suo staff) tuittando a spron battuto di goal, Germania, maxischermi e "italia che soffre, italia che vince" (mavaffanculova!). Nei nostri twitt che ci sono costati un bel "non rompere le scatole" spiegavamo al sindaco che di giovedì sera (la data di quella partita) un sindaco dovrebbe occuparsi della sua città e non di pallone. Per carità, se i twitt sulla partita (tutti lanciati per accattivarsi i consensi del romanomedio malato di calcio, perché una settimana prima Alemanno aveva tuonato affinché la nazionale non partecipasse all'Europeo per protesta contro la strage di cani randagi a Kiev, lì per accattivarsi i consensi degli animalisti: ma si può campare così? E' politica questa?), se i twitt sulla partita fossero stati due o tre, dicevamo, non ci avremmo neppure fatto caso, ma si è trattato di ore. Ore e ore a twittare di calcio, di italia, di pallone. Manco nei peggiori bar di periferia, ormai. E ore e ore a retwittare anche l'ultimo imbecille che dicesse qualcosa a riguardo, compreso chi twittava la foto di Mario Monti modificato con la capigliatura di Mario Balottelli. Tu mandala nell'etere, metti @AlemannoTW nel tuo tweet e vedrai che il sindaco di una delle più importanti città d'Europa ti retwitta. Incredibile a nostro modo di vedere.

Ma le tante proteste dei pochi lacché del sindaco ci hanno fatto fare una riflessione: non è che sta banda di burini che ci hanno attaccato per difendere il sindaco ha ragione? Non è che siamo esagerati noi? Non è che siamo snob noi? Non è che abbiamo fatto la classica pisciatina fuori dal vasetto? Per star tranquilli siamo andati a vedere come si comportano su Twitter gli altri sindaci delle altre grandi città italiane. Se il loro comportamento è simile a quello di Alemanno (una timeline vergognosa, retwitt a tutti coloro che gli fanno i complimenti, ban a tutti coloro che criticano, argomenti totalmente fuori tema rispetto alla città ed al "servizio" che un follower immagina di ricevere da un profilo che comunque è istituzionale) allora abbiamo torto, se invece si comportano diversamente allora quello anomalo è il nostro sindaco. Beh, vediamo: partiamo da un percorso da sud verso nord, Alemanno compreso. E osserviamo le differenze. (La rilevazione è avvenuta attorno a mezzogiorno di domenica 1 luglio, dunque - per carità di patria e per non umiliare ulteriormente Giovanni Alemanno da Bari - ben prima della finale...)

LEOLUCA ORLANDO - sindaco di palermo
@LeolucaOrlando1

Quasi 9.200 follower. Nella sua timeline abbiamo trovato solo un (uno!) tweet su partite e maxischermi. Un tweet di servizio peraltro. Nessuna esultazione per goal, rigori o altre minchiate varie che poco si attagliano ad un profilo istituzionale. Si parla di iniziative politiche, si invitano con forza i cittadini a rispettare le corsie preferenziali (ehmmm) e si risponde a chi fa critiche, anche a chi importuna il primo cittadino perché ancora non si è dimesso da deputato. Chi insiste non viene bannato.

LUIGI DE MAGISTRIS - sindaco di napoli
@demagistris

Qualcosa come 125mila followers, dieci volte tanto quelli di Alemanno. Praticamente mezza Napoli, di fatto, segue il proprio sindaco su Twitter. E il sindaco non delude, non si lascia andare a incontinenze, non retwitta come un infojato i lanci di chi lo alliscia: parla della città, non di se stesso. Il Napoli Pride in corso, la nuovissima ztl (da noi Alemanno ne ha ridotto l'orario rendendo il centro storico un posto dove la gente normale, civile, per bene non può più mettere piede), una strepitosa pista ciclabile da 20 km, la più lunga tra quelle urbana, che collega Portici e Napoli e si interfaccia con le nuove ztl. Ecco gli argomenti su cui insiste l'esponente dell'Idv. L'unica parolaccia? L'ashtag #scemoschisporca che il sindaco usa spesso postando foto di chi butta immondizia per strada. Ce lo vedete Alemanno con un ashtag #bastamafiadeicartelloni? Oppure #vialebancarelledaroma? O ancora #ladoppiafilauccide? No, lui preferisce retwittare i personaggi improbabili che lo osannano e bannare chi lo critica. De Magistris parla anche di bike-sharing, pare che anche a Napoli arriverà presto: avete presente? Quel servizio che a Roma non si può fare perché la camorra allucinante dei cartelloni -totalmente difesa e tutelata da questa amministrazione- non vuole...!?

MICHELE EMILIANO - sindaco di bari
@micheleemiliano

E' sindaco di una grande città, ma non certo di una metropoli. Peraltro a sud, dove la penetrazione delle tecnologie e dei social network è un po' inferiore. Eppure Michele Emiliano, il sindaco della città dove è nato Alemanno, ha 16mila e trecento followers, quasi il 50% in più di Alemanno stesso. E qualcosa ci  dice che il ferreo ex magistrato non se ne è comprato manco uno. Ma passiamo alla sua timeline? Retweet ridicoli? Cittadini bannati? Ore e ore a parlare de partite manco fossimo drento a 'na bisca sulla Prenestina? Naaa. Si parla di politica, del governo Monti (Emiliano è contrario!), si risponde (spesso a tono, con durezza, ma si risponde, non si banna) a tutti i cittadini che hanno qualcosa da obiettare. E poi  asili nido, piano rifiuti, pulizia della città. Insomma quello di cui deve parlare di un sindaco, non è difficile dai Crespi, ce la puoi fare a insegnarglielo... Un solo post a tema calcistico dedicato a Balotelli e incentrato sul suo simboleggiare una nuova Italia multirazziale. Una follower lo critica, però, facendogli notare che Balotelli non è multirazziale affatto. bensì totalmente italiano essendo nato a Palermo e cresciuto a Brescia. E Emiliano la retwitta...

GIANNI ALEMANNO - sindaco di roma
@AlemannoTW

Bruttissimo il nome (AlemannoTW???), ma ancor più brutta la timeline del sindaco della Capitale d'Italia. L'unica vera grande metropoli del paese e, nonostante ciò, 12mila micragnosi followers per di più con il sospetto, avanzato da qualche giornale (ma più che altro fuggito dal sen di qualche collaboratore e confermato, informalmente, da personaggi assai vicini al sindaco), di averli per la maggior parte comprati. Ma non è colpa del Sindaco, è colpa di chi gli gestisce il profilo senza la minima strategia. La pagina è in-seguibile. Se seguite Alemanno avrete la vostra timeline inquinata da una quantità di contenuti totalmente inutili. Non avrete un quadro dei problemi perché chi li pone viene bannato (sono talmente tanti i bannati che nei giorni scorsi è nato e cresciuto l'ashtag #alebanno!!!). Alemanno retwitta tutti coloro che lo citano per elogiarlo, anche se dicono o fanno cose di cattivissimo gusto, volgari, false: lui retwitta. Se lo critichi ti banna e poi continua a parlar male di te e ad insultarti anche se tu non puoi più rispondergli. Un comportamento vigliacco, tra l'altro. Un esempio? Questo ridicolo e mal scritto articolo contro Romafaschifo è stato retwittato dal sindaco non si sa quante volte: i suoi follower saranno contenti? Per forza che poi ha un decimo dei 'seguitori' di Renzi e addirittura meno del sindaco di Bari! A proposito di quell'articolo: si parla di campagna elettorale. Singolare! Se Romafaschifo fa campagna elettorale occorrerebbe anche dire a favore di chi la fa. Ne diciamo di tutti i colori al PD (sì, gli diamo dei dementi, ma noi non siamo il sindaco, non siamo una istituzione e possiamo anche trascendere di tanto in tanto, tutt'al più rischiamo una querela, ma non infanghiamo una città e una comunità!), siamo odiati profondamente dai centri sociali e dalla sinistra estrema, il nostro sca**o con il Movimento5Stelle è infinito e insanabile, sottolineiamo come Alemanno e il Pdl abbiano regalato la città ai clan zingari, alla sosta selvaggia, alla camorra dei cartelloni ed a mille altre clientele che la stanno scarnificando. Dunque chi rimane? Per chi stiamo facendo campagna elettorale? Riuscite a spiegarcelo? La nostra non è faziosità, è solo vergogna di avere un sindaco che si comporta in maniera allucinante. Faziosità sarebbe se aprendo la timeline di Alemanno voi non trovaste tutto e il contrario di tutto. E invece, apritela e vedete...

MATTEO RENZI - sindaco di firenze
@matteorenzi

124mila e cinquecento followers. Dieci volte tanto quelli di Alemanno in una città che è grande circa dieci volte meno. Questo significa che Renzi, fatti i dovuti compendi, vale cento volte Alemanno. E la cosa è confermata dalla timeline, asciutta, pulita, senza retweet stupidi e capziosi, di Renzi. Non più di tre o quattro tweet al giorno, non ottanta come Alemanno. Purtroppo si parla molto di politica e poco di Firenze, se fossimo cittadini fiorentini non saremmo contenti. Ma sempre meglio di chi scambia il proprio profilo per il salotto di casa o, meglio, per il cortile...

PIERO FASSINO - sindaco di torino
@pierofassino

Ha 28mila followers, ben più del doppio di Alemanno eppure Torino non raggiunge neppure lontanamente il milione di abitanti. Un profilo poco usato dal sindaco del capoluogo piemontese, ma composto e privo di incontinenze ridicole e dannose per l'immagine della città.

GIULIANO PISAPIA - sindaco di milano
@giulianopisapia

Milano è grande assai meno della metà di Roma. Pisapia è sindaco da assai meno tempo di Alemanno. Eppure quasi 60mila followers non glieli toglie nessuno. Ma è la timeline dell'avvocato ad essere di qualità e ben gestita. Abbiamo trovato un (un!) post che segnalava un maxischermo a Milano e poi tutte comunicazioni di servizio utili ai cittadini. Dalla temperatura ai servizi per gli anziani, dalle zone trenta al servizio dei ciclisti (sì, Milano come tutte le città d'Europa si sta trasformando in un posto molto amichevole di chi va in bici: un giorno anche Alemanno capirà che sotto i 5 km è la bicicletta il mezzo più sensato per spostarsi, ma per convincere i cittadini occorre rendergli difficile l'uso dell'auto, non facilitarglielo togliendo le strisce blu e smantellando le preferenziali) fino all'AreaC... Bel confronto con Roma dove le ZTL vengono smantellate e le preferenziali vengono regalate ai bus turistici roba che manco in Sudamerica. Pochissimi e misurati i retweet: mai autoreferenziali. E poi ancora aiuole, orari di apertura delle anagrafi, i lavori della linea 4 del metrò, gli autobus notturni...

A voi le conclusioni...


Piazza dell'Ateneo Salesiano. Appena restaurata

foto Mario Remoli

Trastevere, un quartiere elettrizzante

1 luglio 2012
Non che la segnaletica sia messa bene, ma notate i fili scoperti ad altezza uomo...

E questa sarebbe la Grecia? Il paese della crisi? Confrontate Fiumicino con l'aeroporto di Atene e poi ne parliamo...


Quello che vedete nel video, pulito ordinato e moderno non e' l'aereoporto di Parigi, Londra, Monaco, Barcellona o Vienna ma (tenetevi forte) e' quello di Atene. Avete capito bene: Atene capitale della Grecia, il paese della CRISI. Noi a Roma un Aereoporto cosi' ce lo sognamo, bagni pulitissimi, negozi e ristoranti molto belli e organizzazione impeccabile. Tutto c'e' e tutto (soprattutto) funziona. Quindi la scusa della crisi usata per coprire un degrado sempre piu' crescente non regge piu' e a Fiumicino dovranno inventarsene un'altra. Romano Depresso

Dopo Alemanno, ahinoi, Luigi Crespi. Venite a vedere cosa combina su twitter il consulente (pagato da noi?) del sindaco



Evidentemente l'attacco dei cani rabbiosi amici del sindaco che ci hanno insultati via twitter con tutto il veleno possibile (sempre elegantemente retwittati dal primo cittadino) non bastavano. Ci voleva anche il capo supremo della comunicazione alemanniana, l'uomo che sta in nuce a tutte le continue figure di merda che il sindaco inanella da mesi a questa parte (e non pensiate che si è partiti dalla neve, nooo: molto, molto prima). Pur non richiesto da nessuno il suo intervento e pur mai coinvolto nell'acerrimo dibattito dei giorni precedenti, Crespi ha deciso di dare la sua zampata. Lo spin-doctor pagato dai cittadini (speriamo di sbagliarci) che si affaccia su twitter per insultare e aggredire i cittadini. Con la bava alla bocca. Di più: per insultare e aggredire i giornalisti che hanno avuto l'unica colpa di dare notizia dello sca**o Tonelli-Alemanno di qualche giorno prima. Tonelli aveva fatto notare ad Alemanno che era assurdo un sindaco che per ore e ore twittava solo e soltanto di calcio e Alemanno gli aveva risposto di non rompere le scatole. Tonelli aveva fatto notare che non si poteva, dal pulpito istituzionale che Alemanno rappresenta, utilizzare il termine "demente" come un offesa e in tutta risposta Alemanno lo banna dal suo profill. Tonelli pubblica i fedeli screen shot dello scambio di vedute  e, ovviamente, alcuni giornali riprendono la cosa. Beh, secondo Crespi i dati erano "manipolati", il giornale che li ha pubblicati, Roma Today, non è "serio" o addirittura "ridicolo".

Ora se questo è il signore che sovraintende la comunicazione del nostro sindaco, direi che da qui in avanti occorre che siamo più comprensivi con il povero Alemanno perché molte delle continue gaffes che colleziona potrebbero non essere direttamente colpa sua. Oppure di comunicazione siamo noialtri a non capire nulla -cosa più che probabile- e Luigi Crespi è talmente bravo, ma talmente bravo che vale la pena assoldarlo benché non più di sette mesi fa sia stato condannato -in primo grado, beninteso- a sette anni di galera per bancarotta e, cosa significativa per chi collabora con un sindaco, all'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici...

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