Cosa succede a Degrado Esquilino?

11 marzo 2012
Nulla di che, solo qualche problemuccio tecnico: il sito era diventato troppo grande e ingombrante. I tecnici sono a lavoro e speriamo di avere presto con noi uno dei miglior esempi (uh, modesti!!!) di urban blog della città!

Uscendo dalla metro a Piazza della Repubblica ecco cosa vi trovate davanti


Ecco cosa si trova davanti un povero cristo che esce alla fermata Repubblica. Macchine, camioncini e altro tranquillamente parcheggiati in mezzo alla piazza (e che piazza!), indolenza che si nutre di altra indolenza tipica "romana", basta vedere il modo in cui vengono parcheggiate: alla "ma che me frega a me". Inutile fare paragoni con Londra, Berlino o Parigi, basta farli con Lisbona e Instanbul dove queste cose non si vedono manco in periferia. Purtroppo penso che le istituzioni abbiano anche le loro responsabilità ma un tumore di natura civica è proprio congenito alla popolazione di questa città.
Gerardo di Biase

Per favore ci trovate un altro tribunale di qualsiasi altra città europea al cui esterno succede questo?

10 marzo 2012




Federico Menni

I posti di lavoro dell'Economia del Degrado

9 marzo 2012
foto Ale77

Ostia si prepara all'ennesima estate nel degrado e nell'umiliazione

8 marzo 2012





Vi invio qualche foto del lungomare di Ostia, nessun miglioramento nella manutenzione delle aiuole e dell’arredo urbano, Peccato veramente.
Roberto Uffreduzzi

Una lettera sul III Municipio. Facciamo volentieri da megafono

7 marzo 2012
Buongiorno,
mi sono rivolta tramite l'indirizzo istituzionale di Dario Marcucci
allo stesso per segnalare una situazione pericolosa relativa a una
fermata del bus/tram allo scalo San Lorenzo.
Non ho avuto alcuna risposta in merito e la situazione nella zona
interessata non cambia, continuano a persistere gravi pericoli per la
circolazione pedonale e prima che succeda qualche grave incidente avrei
il piacere che si intervenisse.



Egregio sig. Presidente,
sono una studentessa di giurisprudenza e Le scrivo per segnalare alle istituzioni municipali una situazione pericolosa, oltre che deprimente per chi deve viverla tutti i giorni.
Come è noto da circa due anni le lezioni di alcune facoltà dell’università La Sapienza sono state dislocate presso la struttura sita in Via Circonvallazione tiburtina, 4.
Per raggiungere questa sede, centinaia di studenti corrono ogni giorno dei gravi pericoli. Chi viene dal Verano (centinaia di studenti) deve scendere alla fermata SCALO SAN LORENZO/AUSONI, la quale è situata in prossimità di un salvagente di larghezza molto ristretta che fa allo stesso tempo da spartitraffico tra due vie sulle quali la circolazione avviene a velocità molto elevate. In particolare una delle due vie è una corsia di decelerazione della Tangenziale est. L’altra è Via dello Scalo di San Lorenzo, sulla quale transitano veicoli e tram e la visibilità è ridottissima.
Vorrei descrivere quello che uno studente di Giurisprudenza iscritto alla Sapienza vive ogni mattina: sceso dal tram o dal bus alla fermata, si trova davanti ad un vero e proprio percorso a ostacoli per raggiungere la struttura che è sede delle lezioni. Innanzitutto: è completamente assente un attraversamento pedonale in corrispondenza della fermata. Il pedone che deve attraversare deve sperare che il conducente del veicolo che sopraggiunge uscendo dalla tangenziale lo veda in tempo e gli faccia la cortesia di dargli la precedenza, e che in quel momento non sopraggiungano da dietro motocicli i quali transitano a velocità normale e senza curarsi del possibile attraversamento di pedoni in quanto questo non è segnalato.
Superato questo primo ostacolo (e ringraziando il Signore per essere ancora integro), il pedone deve attraversare le due corsie separate da spartitraffico e salvagente, i quali sono perennemente occupati da veicoli in sosta, alcuni dei quali forse addirittura abbandonati (a giudicare dallo spessore di polvere, dallo stato dei pneumatici e dal fatto che sono parcheggiati li da mesi). Il pedone deve dunque procedere in parte sulla carreggiata (quando non sopraggiungono tram o bus), in parte sul salvagente, nello spazio che gli è concesso percorrere.
Se lo studente è arrivato fino a questo punto senza ancora aver avuto alcun incidente, deve attraversare ancora l’ultima corsia. In questo caso l’attraversamento pedonale è segnalato e regolato da semaforo: bene. Peccato che, una volta effettuato l’attraversamento, il pedone non possa procedere sul marciapiede ma è obbligato a passare sulla carreggiata, peraltro in curva, in quanto il marciapiede è puntualmente occupato da un veicolo in riparazione presso l’officina meccanica che opera in quel punto.
Tutto questo è condito dal degrado circostante, vetri rotti, sporcizia, escrementi, quindi dal rischio di calpestare un vetro, tagliarsi e contrarre un’infezione.
Ora, senza andare oltre (ci sarebbero da descrivere anche le condizioni dell’edificio entro il quale si svolgono le lezioni, originariamente un deposito, ma tralasciamo perché noi studenti della Sapienza, giovani romani e italiani siamo dotati di un forte spirito di adattamento), mi chiedo come è possibile accettare un tale degrado urbano?
So che la tangenziale est è stata costruita negli anni ‘60-‘70 e che ovviamente chi presiede le istituzioni oggi non ha responsabilità sul fatto di aver concesso e dato l’ok alla realizzazione una struttura che corrisponde ad un vero e proprio esempio di architettura criminale, non concepita per migliorare la vita dei cittadini ma al contrario per renderla più difficile… però chi presiede le istituzioni oggi probabilmente non ha dei figli che studiano giurisprudenza alla Sapienza e non si pone neppure il problema di limitare i danni che sono stati fatti nel passato, ad esempio attraverso la rimozione forzata dei veicoli che sostano sui salvagente e sugli spartitraffico, oppure l’abolizione di una fermata in corrispondenza della quale non esiste una segnaletica orizzontale che segnali l’attraversamento dei pedoni, attraversamento molto intenso dal momento che in questo periodo la densità di studenti frequentanti è elevatissima e la probabilità di incidenti è direttamente proporzionale ad essa. Oppure, se si vuole mantenere la fermata, la regolazione del traffico tramite semaforo, o tramite delle strisce di attraversamento, quindi la realizzazione di quella segnaletica mancante. Infine, la nettezza urbana.
Persino su google-maps si vedono degli studenti che sono costretti a camminare ai margini delle corsie riservate al transito dei veicoli, così come le telecamere di google hanno fotografato anche la sporcizia circostante.
Metteteci nelle condizioni di raggiungere l’università senza rischiare la nostra vita, o comunque di farci male.
Distinti saluti
Francesca Agostino  

Situazione inaudita giusto in mezzo a Piazza della Repubblica. Ma vi rendete contoooo

Vi seguo da molto ma è la prima volta che vi scrivo (e penso non sarà l'ultima) 

Nel solito schifo di piazza della Repubblica nel quale mi tuffo ogni giorno per andare al lavoro vi segnalo questo piacevole quadretto. La Volkwagen grigia parcheggiata all'imbocco di Via Nazionale appartiene al signore che se ne sta tranquillo a leggere il giornale alla sua bancarella. Ieri ho visto due vigili tentare un timido approccio alla macchina con tanto di blocchetto delle contravvenzioni. Il bancarellaro è intervenuto di corsa cominciando a giustificarsi, spiegare, raccontare... Purtroppo non ho potuto assistere alla conclusione del dialogo perché dovevo andare al lavoro, ma ero abbastanza confidente che la macchina sarebbe stata almeno spostata altrove (che ne so, anche nell'area pedonale, c'era ancora qualche spazio libero!)

L'altra mattina la macchina era nella stessa posizione. I due vigili, gli stessi di ieri, passeggiavano tranquillamente lì davanti. Il bancarellaro ha chiuso un attimo il giornale, si è alzato, ha preso una bottiglia d'acqua in macchina e si è rimesso a leggere. Il sole primaverile comincia a scaldare, in effetti...

Continuate così

A Via Genzano. Per colpa del solito esercente. Tutti i giorni così







Si va anche sull'erotico spinto... Pics, non vi fate distrarre!

6 marzo 2012

L'uomo che diceva di amare Roma


Costui ama davvero Roma? O contribuisce forse a renderla squallida e povera?
Siamo in Via della Magliana, fronte Scuola Media Statale Quartataro, ma il suddetto sono ANNI che rompe e sporca a nostre spese coi suoi manifesti illegali.
Paolo

ShareThis