Nulla di che, solo qualche problemuccio tecnico: il sito era diventato troppo grande e ingombrante. I tecnici sono a lavoro e speriamo di avere presto con noi uno dei miglior esempi (uh, modesti!!!) di urban blog della città!
Uscendo dalla metro a Piazza della Repubblica ecco cosa vi trovate davanti
Ecco cosa si trova davanti un povero cristo che esce alla fermata Repubblica. Macchine, camioncini e altro tranquillamente parcheggiati in mezzo alla piazza (e che piazza!), indolenza che si nutre di altra indolenza tipica "romana", basta vedere il modo in cui vengono parcheggiate: alla "ma che me frega a me". Inutile fare paragoni con Londra, Berlino o Parigi, basta farli con Lisbona e Instanbul dove queste cose non si vedono manco in periferia. Purtroppo penso che le istituzioni abbiano anche le loro responsabilità ma un tumore di natura civica è proprio congenito alla popolazione di questa città.
Gerardo di Biase
Per favore ci trovate un altro tribunale di qualsiasi altra città europea al cui esterno succede questo?
10 marzo 2012
Una lettera sul III Municipio. Facciamo volentieri da megafono
7 marzo 2012
Buongiorno,
mi sono rivolta tramite l'indirizzo istituzionale di Dario Marcucci
allo stesso per segnalare una situazione pericolosa relativa a una
fermata del bus/tram allo scalo San Lorenzo.
Non ho avuto alcuna risposta in merito e la situazione nella zona
interessata non cambia, continuano a persistere gravi pericoli per la
circolazione pedonale e prima che succeda qualche grave incidente avrei
il piacere che si intervenisse.
mi sono rivolta tramite l'indirizzo istituzionale di Dario Marcucci
allo stesso per segnalare una situazione pericolosa relativa a una
fermata del bus/tram allo scalo San Lorenzo.
Non ho avuto alcuna risposta in merito e la situazione nella zona
interessata non cambia, continuano a persistere gravi pericoli per la
circolazione pedonale e prima che succeda qualche grave incidente avrei
il piacere che si intervenisse.
Egregio sig. Presidente,
sono una studentessa di
giurisprudenza e Le scrivo per segnalare alle istituzioni municipali
una situazione pericolosa, oltre che deprimente per chi deve viverla
tutti i giorni.
Come è noto da circa due
anni le lezioni di alcune facoltà dell’università La Sapienza
sono state dislocate presso la struttura sita in Via Circonvallazione
tiburtina, 4.
Per raggiungere questa
sede, centinaia di studenti corrono ogni giorno dei gravi pericoli.
Chi viene dal Verano (centinaia di studenti) deve scendere alla
fermata SCALO SAN LORENZO/AUSONI, la quale è situata in prossimità
di un salvagente di larghezza molto ristretta che fa allo stesso
tempo da spartitraffico tra due vie sulle quali la circolazione
avviene a velocità molto elevate. In particolare una delle due vie è
una corsia di decelerazione della Tangenziale est. L’altra è Via
dello Scalo di San Lorenzo, sulla quale transitano veicoli e tram e
la visibilità è ridottissima.
Vorrei descrivere quello
che uno studente di Giurisprudenza iscritto alla Sapienza vive ogni
mattina: sceso dal tram o dal bus alla fermata, si trova davanti ad
un vero e proprio percorso a ostacoli per raggiungere la struttura
che è sede delle lezioni. Innanzitutto: è completamente assente un
attraversamento pedonale in corrispondenza della fermata. Il pedone
che deve attraversare deve sperare che il conducente del veicolo che
sopraggiunge uscendo dalla tangenziale lo veda in tempo e gli faccia
la cortesia di dargli la precedenza, e che in quel momento non
sopraggiungano da dietro motocicli i quali transitano a velocità
normale e senza curarsi del possibile attraversamento di pedoni in
quanto questo non è segnalato.
Superato questo primo
ostacolo (e ringraziando il Signore per essere ancora integro), il
pedone deve attraversare le due corsie separate da spartitraffico e
salvagente, i quali sono perennemente occupati da veicoli in sosta,
alcuni dei quali forse addirittura abbandonati (a giudicare dallo
spessore di polvere, dallo stato dei pneumatici e dal fatto che sono
parcheggiati li da mesi). Il pedone deve dunque procedere in parte
sulla carreggiata (quando non sopraggiungono tram o bus), in parte
sul salvagente, nello spazio che gli è concesso percorrere.
Se lo studente è
arrivato fino a questo punto senza ancora aver avuto alcun incidente,
deve attraversare ancora l’ultima corsia. In questo caso
l’attraversamento pedonale è segnalato e regolato da semaforo:
bene. Peccato che, una volta effettuato l’attraversamento, il
pedone non possa procedere sul marciapiede ma è obbligato a passare
sulla carreggiata, peraltro in curva, in quanto il marciapiede è
puntualmente occupato da un veicolo in riparazione presso l’officina
meccanica che opera in quel punto.
Tutto questo è condito
dal degrado circostante, vetri rotti, sporcizia, escrementi, quindi
dal rischio di calpestare un vetro, tagliarsi e contrarre
un’infezione.
Ora, senza andare oltre
(ci sarebbero da descrivere anche le condizioni dell’edificio entro
il quale si svolgono le lezioni, originariamente un deposito, ma
tralasciamo perché noi studenti della Sapienza, giovani romani e
italiani siamo dotati di un forte spirito di adattamento), mi chiedo
come è possibile accettare un tale degrado urbano?
So che la tangenziale est
è stata costruita negli anni ‘60-‘70 e che ovviamente chi
presiede le istituzioni oggi non ha responsabilità sul fatto di aver
concesso e dato l’ok alla realizzazione una struttura che
corrisponde ad un vero e proprio esempio di architettura criminale,
non concepita per migliorare la vita dei cittadini ma al contrario
per renderla più difficile… però chi presiede le istituzioni oggi
probabilmente non ha dei figli che studiano giurisprudenza alla
Sapienza e non si pone neppure il problema di limitare i danni che
sono stati fatti nel passato, ad esempio attraverso la rimozione
forzata dei veicoli che sostano sui salvagente e sugli
spartitraffico, oppure l’abolizione di una fermata in
corrispondenza della quale non esiste una segnaletica orizzontale che
segnali l’attraversamento dei pedoni, attraversamento molto intenso
dal momento che in questo periodo la densità di studenti
frequentanti è elevatissima e la probabilità di incidenti è
direttamente proporzionale ad essa. Oppure, se si vuole mantenere la
fermata, la regolazione del traffico tramite semaforo, o tramite
delle strisce di attraversamento, quindi la realizzazione di quella
segnaletica mancante. Infine, la nettezza urbana.
Persino su google-maps si
vedono degli studenti che sono costretti a camminare ai margini delle
corsie riservate al transito dei veicoli, così come le telecamere di
google hanno fotografato anche la sporcizia circostante.
Metteteci nelle
condizioni di raggiungere l’università senza rischiare la nostra
vita, o comunque di farci male.
Distinti saluti
Francesca Agostino
Situazione inaudita giusto in mezzo a Piazza della Repubblica. Ma vi rendete contoooo
Vi seguo da molto ma è la prima volta che vi scrivo (e penso non sarà l'ultima)
Nel solito schifo di piazza della Repubblica nel quale mi tuffo ogni giorno per andare al lavoro vi segnalo questo piacevole quadretto. La Volkwagen grigia parcheggiata all'imbocco di Via Nazionale appartiene al signore che se ne sta tranquillo a leggere il giornale alla sua bancarella. Ieri ho visto due vigili tentare un timido approccio alla macchina con tanto di blocchetto delle contravvenzioni. Il bancarellaro è intervenuto di corsa cominciando a giustificarsi, spiegare, raccontare... Purtroppo non ho potuto assistere alla conclusione del dialogo perché dovevo andare al lavoro, ma ero abbastanza confidente che la macchina sarebbe stata almeno spostata altrove (che ne so, anche nell'area pedonale, c'era ancora qualche spazio libero!)
L'altra mattina la macchina era nella stessa posizione. I due vigili, gli stessi di ieri, passeggiavano tranquillamente lì davanti. Il bancarellaro ha chiuso un attimo il giornale, si è alzato, ha preso una bottiglia d'acqua in macchina e si è rimesso a leggere. Il sole primaverile comincia a scaldare, in effetti...
Continuate così
Nel solito schifo di piazza della Repubblica nel quale mi tuffo ogni giorno per andare al lavoro vi segnalo questo piacevole quadretto. La Volkwagen grigia parcheggiata all'imbocco di Via Nazionale appartiene al signore che se ne sta tranquillo a leggere il giornale alla sua bancarella. Ieri ho visto due vigili tentare un timido approccio alla macchina con tanto di blocchetto delle contravvenzioni. Il bancarellaro è intervenuto di corsa cominciando a giustificarsi, spiegare, raccontare... Purtroppo non ho potuto assistere alla conclusione del dialogo perché dovevo andare al lavoro, ma ero abbastanza confidente che la macchina sarebbe stata almeno spostata altrove (che ne so, anche nell'area pedonale, c'era ancora qualche spazio libero!)
L'altra mattina la macchina era nella stessa posizione. I due vigili, gli stessi di ieri, passeggiavano tranquillamente lì davanti. Il bancarellaro ha chiuso un attimo il giornale, si è alzato, ha preso una bottiglia d'acqua in macchina e si è rimesso a leggere. Il sole primaverile comincia a scaldare, in effetti...
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Roma fa schifo è una bacheca pubblica di approfondimento e riflessione nata nel 2008 per mettere insieme l'indignazione, le denunzie e le segnalazioni di migliaia di cittadini nei confronti della inenarrabile situazione di anarchia, malgoverno, connivenza, criminalità, corruzione e degrado in cui versa la città di Roma.
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