Ambulanti e bancarelle. Cosa c'è dietro la finta bagarre 5 Stelle?

14 marzo 2021

La bagarre sulle postazioni degli ambulanti (parliamo di un autentico cancro maligno per la città di Roma) merita una spiegazione che vada oltre al vergognoso caos visto poche ore fa in Aula Giulio Cesare.
Cosa è successo?

Dopo anni e anni di fiancheggiamento con le squallide lobbies dei mutandari (che invece erano state combattute fieramente e perfino efficacemente ai tempi di Marino sindaco e Leonori assessore alla cultura), la Sindaca Raggi, guarda caso in vista della campagna elettorale, se n’è uscita con un provvedimento per la prima volta contrario al rinnovo automatico delle concessioni fino al 2032. “A Roma” è stata la proposta estermporanea di Raggi “applicheremo la Direttiva Bolkestein e le postazioni andranno a regolare bando”. 

Una follia per mille motivi: prima del bando serve una riforma anche perché occorre mettere a bando non tutte le posizioni che ci sono ora, ma prima vanno ridotte, spostate, convertite, va imposto un banco-tipo dal design adeguato e molto molto altro. Tanto per dire la strumentalità della posizione della sindaca, con la proposta di bandi che diventa una roba buttata lì esclusivamente a fini propagandistici e demagogici, ma incapace di risolvere davvero il problema di strade, marciapiedi e piazze umiliate dal mutande, panciere e reggipetti in vendita a 0,99 cent e tante tante scatole delle banane Ciquita.

Ovviamente la sindaca sapeva benissimo che la sua proposta sarebbe stata inattuabile, ma le serviva per mandare dei precisi messaggi politici al suo partito e al PD. E per guadagnarsi una fragilissima verginità nonostante sia lei che il suo partito per anni siano stati totalmente contrari alla Direttiva Bolkestein e alla necessaria riforma di un settore.
Se Raggi infatti avesse voluto davvero sistemare questo bubbone, sul serio pensate che l’avrebbe affrontato nelle ultime settimane di consiliatura? Stiamo parlando di uno dei drammi della città e qualsiasi sindaco davvero intenzionato a superarlo ci avrebbe lavorato fin dal primissimo giorno per portare a casa un risultato ottima prima della fine dell’incarico. Insomma il modo di saper discernere tra un cialtrone e un sindaco serio ce l’abbiamo e sappiamo perfettamente individuare la tipologia-Raggi. La volontà di riformare il settore, insomma, lo avete capito tutti, non era autentica e sincera, ma solo strumentalizzata per gettare fumo negli occhi. 

L’epilogo di questa storia c’è stato poche ore fa in Aula Giulio Cesare. Marcello De Vito, parte del Movimento 5 Stelle, ha fatto approvare un provvedimento che stronca l’iniziativa anti-ambulanti della sindaca. Ovviamente tutte le opposizioni l’hanno votato perché la cosa certifica, semmai ce ne fosse bisogno, la spaccatura di una maggioranza che non esiste più, distrutta dalle liti interne. I cosiddetti fedelissimi della Sindaca hanno inscenato una protesta con tanto di occupazione dell’aula per non far passare il provvedimento, un siparietto miserabile con un consigliere - uno dei più folkloristici di questa patetica cricca che speriamo di non vedere più nei palazzi pubblici della città - che ha inscenato anche un malore svenendo addosso al collega-complice. Insomma, esattamente le stesse metodologie messe in pratica dai bancarellari nelle loro proteste. E qui il cerchio si chiude.

La città rimarrà (almeno fino al 2032, così ha deciso il Governo Conte e i 5 Stelle) ostaggio delle bancarelle. Strade, piazze e marciapiedi continueranno a essere ingombre di banchi agghiaccianti e di furgoni Euro 0 parcheggiati in doppia fila. E tutto questo grazie alla Raggi e al suo partito: hanno interrotto le riforme di Marino, hanno flirtato con le peggiori cricche (pensate a cosa sono riusciti a fare con il settore dei cartelloni), hanno lucrato sui rapporti con le lobby più squallide e, in chiusura, hanno pure fatto finta di volerle combattere. Degli autentici attori, ma pessimi, di quelli che non riescno a far ridere ne piangere. Di quelli che fanno solo profondamente pena e tanta tanta rabbia per i danni lasciati che dureranno decenni.

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