Video. Ecco come questo albergo smaltisce i suoi rifiuti

9 febbraio 2019
Ormai a Roma basta affacciarsi alla finestra per vederne delle belle acca ventiquattro! Nessuno ha rispetto, nessuno ha un briciolo di senso civico, se qualcuno ha l'opportunità di comportarsi in maniera incivile lo fa senza alcuna remora anzi sentendosi giustificato dalle condizioni disperate della città: aoh, ma con tutto sto schifo il problema nun sarò mica io.

E allora ecco cosa succede in mezzo allo scempio di Via Statilia, tra Santa Croce in Gerusalemme e Porta Maggiore. Un addetto porta dentro e fuori dalla porta di servizio di un hotel un carrello pieno di quelli che apparentemente sembrano grandi pezzi di cartone. Una, due, tre volte. Ogni volta i presumibili cartoni vengono gettati non nel cassonetto della carta ma in quello dell'indifferenziata. Almeno questa è la sensazione dall'alto.

Una volta scesi, i sospetti si confermano. I cassonetti dell'indifferenziata, in mezzo ad un contesto al limite dell'emergenza socio sanitaria, sono pieni zeppi di cartone. Un vero peccato considerando che quel materiale è totalmente riciclabile. 

La domanda nasce spontanea sebbene nella città di Sora Pinù - che poco ore dopo questo video si sarebbe dimessa - tutti possono fare un po' quello che gli pare. Anzi le domande:
1. È normale che un albergo conferisca i suoi rifiuti nei cassonetti riservati alle utenze domestiche essendo una UND ovvero una utenza non domestica?
2. È normale che decine di chili di cartone vengano buttati nel cassonetto dell'indifferenziata?
3. L'Hotel Porta Maggiore, protagonista dell'episodio, ci sa spiegare come mai si comporta in questa maniera? Avrà senz'altro i suoi buoni motivi, ma ci piacerebbe saperli se possibile.  


Tutta la situazione è ben illustrata nel video. Fateci sapere cosa ne pensate e restiamo in attesa dei chiarimenti dell'hotel. Ci sembra davvero strano, infatti, che chi lavora nel settore del turismo contribuisca in maniera così smaccata al degrado che è uno dei motivi per cui il turismo a Roma è in fase di clamoroso crollo. 

19 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

Milano e' un guardiere

Anonimo ha detto...

Se sembra strano che gli operatori del turismo contribuiscono allo sfacelo dovrebbe sembrar strano che i cittadini facciano lo stesso, quindi non è quello il punto.
Il punto è che manca una visione di una Roma più bella, un disegno di come farla diventare nel breve, medio, lungo periodo; un controllo puntuale e spietato su chi è disfunzionale rispetto al Bene Comune, e un habitat che convogli, a mo' di tutor naturale, a comportarsi nella giusta direzione. Fare le cose perbene deve diventare conveniente.

Miriam Lavoretano ha detto...

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Miriam Lavoretano ha detto...

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fracatz ha detto...

guarda che il cassonetto della carta è sempre pieno.
Specialmente ove ci sono negozi ed addirittura alberghi che aprono scatoloni in continuazione
Dovrebbero metterne di più e passare ogni giorno a ritirarli come fanno per l'indifferenziata
Dove ci sono bar e trattorie dovrebbero mettere più campane del vetro e cassonetti per la plastica.
Comunque poi vanno tutti a finire in discarica, nun te stà a preoccupà.
Na vorta giravano i mortidifame con i carretti e caricavano tutti i cartoni, perché in ogni cantiere c'era un commerciante che glieli comprava, poi cadde er muro de berlino e i cartoni dell'est costavano 1/3 de quelli nostri, così i commercianti de carta usata fallirono. Addirittura NOI che lavoravamo nei centri meccanografici, mettevamo da parte le cassette de schede perforate de cartoncino e a fine anno coi sordi che ricavavamo dalla vendita, ce facevamo 'na bella cena tutti assieme. Le schede meccanografiche de cartoncino erano scarti de carta pregiata

Adriano ha detto...

Mi ricordo da bambino con mio padreeee...
camminavo lentamente su un marciapiedeee...
mi ricordo le erbacce che lo infestavanooo...
e mio padre che prendeva il telefoninoooo...
SUS, SUS, ale', ma quanti semo, tutti insieme qui pe' te,
SUS, SUS ale', il ciccione barbuto c'ha bisogno de teeeeee...

Anonimo ha detto...

Si fracatz quindi mi sorge una idea.
Mettere tasse su tutti gli incarti,in base la grandezza 2,5,10,20cent così chi vuole li può portare col camioncino o a piedi in appositi posti di riciclo e ridare indietro i soldi pagati già da qualcuno con le tasse.
Così si ricreerebbero i raccoglitori di cartone che arrivano a fine mese e tutti sarebbero incentivati a riciclare visto che se non ricicli perdi i soldi pagati prima.
Poi fare qualcosa contro i cartoni delle pizze che sono uno spreco assurdo di carta

Anonimo ha detto...

Non servono né multe né tasse sugli incarti, né far resuscitare figure scomparse.

Anche perché la carta sporca di alimenti, come ad esempio i cartoni delle pizze, non viene raccolta per riciclarla, ma finisce piuttosto nei rifiuti organici.
E resuscitare certe figure, che finirebbero per coinvolgere solamente disperati di ogni etnia, finirebbero per scatenare ancora di più guerre tra poveri e degrado sociale.

Basterebbe allora introdurre la raccolta differenziata porta a porta, come in gran parte del resto del mondo civilizzato.
Si mette fuori alla sera, di notte passano a raccoglierla, e al mattino è tutto pulito. Più facile a farsi che a dirsi.
Ma ci vuole voglia. E poi si sa...oggi piove...domani c'è sciopero...dopodomani "giogga a' maggica"...

Anonimo ha detto...

Oltre a titolare di negozi che fa andare al bagno gli abusivi sei anche cantante?!
E io che pensavo fossi solo un dipendente comunale.
Quante cose si scoprono...

Anonimo ha detto...

E se il dipendente, pur avendo ricevuto istruzioni sulla differenziata, se ne fosse infischiato? Se non avesse compreso le istruzioni per problemi linguistici?

fracatz ha detto...

Qui in periferia col porta a porta te se frecherebbero subito i secchielli oppure je darebbero foco oppure nei condomini nun basterebbe piu' l'androne. I secchioni so' commodi, se potrebbe aumentalli e svuotalli ogni giorno. Pe la differenziata basterebbe realizzare i campi lavoro come spiegato nel programma del partito degli under 70.000

Anonimo ha detto...

Penso che ci stiamo preoccupando troppo. Bisogna vederla da un'altra prospettiva, non fare il paragone con il meglio ma con il peggio! Pensate nel tardo impero ad esempio, strade piene di fango e escrementi equini, gente che buttava caraffe di piscio e merda dalla finestra, epidemie....oggi stiamo molto meglio, e allora di che lamentarsi? Mi pare che la città sia migliorata molto da allora!

Carlo Carletti ha detto...

Eliminare i cassonetti. No porta a porta.
Emanare licenze per “negozi di rifiuti”.
Il cittadino ha a casa 2 kg di vetro, 1 kg di cartone, 1 kg di organico e 3 kg di plastica? Porta tutto al “negozio di rifiuti”, scegliendolo per costo o distanza dalla sua abitazione, è lì consegna i rifiuti e paga per il quantitativo che intende gettare.
Il “negozio di rifiuti” provvede a sue spese a consegnare i rifiuti perfettamente differenziati al centro di reciclaggio dove viene pagato per i materiali reciclabili e paga per il non reciclabile. Ama non raccoglie più i rifiuti, pulisce solo le strade, il cittadino non paga più tasse sulla immondizia ma paga per ogni grammo che produce, si genera una nuova economia in concorrenza (negozi di rifiuti).

Anonimo ha detto...

La raccolta differenziata porta a porta funziona perfettamente in gran parte del Nord, se non addirittura in quasi tutta Europa, quindi non si capisce perché non potrebbe funzionare anche a Roma.
Con questo sistema unito ad altri accorgimenti, inclusa l'assegnazione di sacchetti con microchip per certe categorie di rifiuti, (in molte città funziona così ormai da anni), la differenziata in alcune regioni ha raggiunto livelli oltre le aspettative, le discariche sono state tutte chiuse ormai da tempo, e gli inceneritori funzionano a regime ridotto e tra l'altro ormai solo per bruciare i rifiuti del centro sud.
Certo, alla base c'è tutta una politica diversa, e magari ti insegnano a differenziare i rifiuti già fin dalle scuole elementari. Ma perché non può funzionare anche a Roma?
Anche il "negozio di rifiuti" non è una novità. Le isole ecologiche con pesatura ed attribuzione di eco-punti su una "card", (con relativi sconti sulla tassa rifiuti oppure con bonus per acquisti in supermarket convenzionati), tutto sotto l'occhio delle telecamere, in certe province della Lombardia o dell'Emilia Romagna ci sono ormai da almeno 10 o 15 anni. E anche li comunque all'inizio non è mancato chi provava a fare il furbo, come quelli che portavano la carta bagnata per farla pesare di più.
Il problema è che i "negozi di rifiuti" costringerebbero la gente a conferirvi la monnezza con le modalità e gli orari a discrezione del gestore, quindi ancora macchine e furgoni in circolazione per raggiungerli, quindi traffico e quindi problemi relativi.
E poi te lo immagini un "negozio di rifiuti" in pieno centro città? Magari d'estate quando c'è afa! E sai che goduria i sacchetti che ti sgocciolano il percolato nel bagagliaio dell'auto durante il trasporto? E chi lavora tutto il giorno, quando torna a casa, riuscirebbe a trovare un "negozio di rifiuti" aperto senza fare 10 chilometri fino alla periferia? O piuttosto sarebbe costretto a sganciare 5 o 10 euro a qualche disgraziato con un furgone scassato che lo liberi dall'incombenza? Ah già, è economia anche questa!
Per questo il sistema porta a porta, raccomandato ed usato in moltissime città, è decisamente molto più razionale. E ribadendo che, se funziona in molte località, perché non può funzionare anche a Roma?

Carlo Carletti ha detto...

"Il problema è che i "negozi di rifiuti" costringerebbero la gente a conferirvi la monnezza con le modalità e gli orari a discrezione del gestore, quindi ancora macchine e furgoni in circolazione per raggiungerli, quindi traffico e quindi problemi relativi. "
Gli orari sono decisi dal gestore è vero, ma secondo il criterio della libera concorrenza, i gestori che scelgono di aprire con orari più lunghi attirerebbero più clienti (cosi come avviene per molte attività come bar, tabacchi, supermercati).
I "negozi di rifiuti" sarebbero diffusi sul tutto il territorio e il tessuto urbano, sarebbero più diffusi di tabaccherie e farmacie, il comune dovrebbe solo concedere le licenze per questo tipo di attività (prendendo soldi) e studiare un regolamento igienico sanitario per i locali da adibire, il mercato stesso ne farebbe nascere come funghi in ogni dove. Non vi sarebbe alcun aggravio del traffico.
"E chi lavora tutto il giorno, quando torna a casa, riuscirebbe a trovare un "negozio di rifiuti" aperto senza fare 10 chilometri fino alla periferia?"
Chi ha parlato di periferia ? sarebbero attività da aprire in ogni luogo della città ! In un momento storico in cui il commercio di strada soffre colpito dal commercio on-line, si darebbe nuova linfa alle attività commerciali su strada che non avrebbero paura della concorrenza del e-commerce perché in questo settore non esisterebbe.
"sarebbe costretto a sganciare 5 o 10 euro a qualche disgraziato con un furgone scassato che lo liberi dall'incombenza? Ah già, è economia anche questa!" SI !!! ribadendo che sarebbero diffusi in tutto il tessuto urbano, ma anche dove ci fosse una bassa densità abitativa, sarebbe un impulso alla nascita di aziende private (con licenza e quindi altri soldi per il comune e altri posti di lavoro) che si occupino della raccolta di rifiuti domestici a domicilio.
trattare i rifiuti come quello che realmente sono: una risorsa e una fonte di guadagno ed economia.
Ama sarebbe liberata dall incombenza della raccolta dei rifiuti liberando risorse ed energie da dedicare alla pulizia delle strade.
Il concetto del "negozio di rifiuti" è semplice: i rifiuti sono beni PRIVATI: tu hai comprato la scatoletta di tonno? tu paghi e provvedi allo smaltimento della scatoletta di tonno. Tu hai comprato un dentifricio con più scatole e carta di un televisore? tu paghi per smaltirle.

Anonimo ha detto...

Ammirevole l'entusiasmo ottimista del mio interlocutore. Ma purtroppo bisogna anche fare i conti con la realtà.
Primo. Una città che crea ogni giorno migliaia di tonnellate di rifiuti domestici, senza considerare le attività produttive e ricettive, di quanti "negozi di rifiuti" avrebbe bisogno?
Secondo. Non in periferia. E quanto costa allora affittare uno spazio in zona centrale o semi centrale, fosse pure un cortile, per piazzarci un "negozio di rifiuti"? Ahi voglia di trafficare in carte e scatolette!
Terzo. Si ha idea di quanto costino poco oggi le materie prime? Vada per carte e metalli, il ferro ad esempio le fonderie lo pagano 10 o 15 cent al chilo, (franco trasporto, e sono quasi tutte al Nord!), ma plastica ed organico li pagano pochissimo. E siccome il "negozio di rifiuti" deve stare aperto parecchie ore al giorno, chi paga i dipendenti? Quindi sicuramente lavoro nero, magari con stranieri irregolari, senza sicurezze nel maneggiare i materiali; e via di questo passo!
Quarto. Quale condominio o palazzina, pure non signorile, accetterebbe di avere sotto casa un "negozio di rifiuti"? Ma mica si vorrà che quel povero "rifiutaro" debba mangiarsi quel poco guadagno in avvocati!
Quinto. Già scritto. In una città che già soffre di traffico, abusivismo e degrado, ci manca solo che tappezzare i quartieri di centri di raccolta di zozzeria varia. Per una città che vive di ministeri e carrozzoni statali vari, ma soprattutto che prospera di un turismo internazionale, sicuramente saranno un biglietto da visita invidiabile!
SEGUE

Anonimo ha detto...

Sesto. Già scritto pure questo. I rifiuti al "negozio" non ci arrivano belli puliti e sistemati, (se no non sarebbero rifiuti), ma magari sporchi di scarti organici e tutto il resto. Sai che goduria in estate! Altro che venticello gentile. Ma magari i milioni di ratti di fogna e di gabbiani che già popolano Roma sarebbero contenti.
Settimo. Siccome ci sono i furbi, che di perdere tempo a portare i rifiuti al "negozio" e pagare pure non ne vorranno sapere, a breve in periferia lo sport più popolare diventerà l'abbandono a lato strada.
Settimo e mezzo. E siccome le disgrazie non vengono mai sole, ai cumuli di rifiuti si aggiungerà ovviamente anche l'azione di qualche piromane. Così l'aria di periferia, ma il vento farà il resto anche verso il centro, diventerà irrespirabile come quella di una bidonville del quarto mondo.
Ottavo. A parte il fatto che il povero "rifiutaro" guadagnerà poco o nulla, e lui o chi per lui lavorerà giorno e notte, (vedi punto tre), i rifiuti oltre che portarli al "negozio" bisogna pur portarli anche via dall'Urbe all'Orbe. Se a Roma ci fossero, poniamo il caso, 300 di questi "negozi di rifiuti", (cioè uno ogni 9.000 abitanti, tanto per fare conto pari, che significa che ognuno tratterebbe mediamente dalle 10 alle 20 tonnellate di monnezza al giorno), significa un traffico quotidiano di centinaia di TIR magari pure con semirimorchi "dumper" che si intrufolerebbero fin nel cuore della Capitale. Cioè peggio che andar di notte; dal traffico caotico all'apocalisse su gomma! Con la qualità ottimale degli asfalti delle strade romane poi, dopo qualche giorno di continuo passaggio di TIR di zozzume, (in andata vuoti ed in uscita pieni), per chi va in scooter sappia che potrà esercitarsi anche nel motocross.
Nono. E per ora mi fermo qui, che ho altro da fare. Ma se il "negozio di rifiuti" fallisse, visti i lauti guadagni che si prospettano al gestore, chi rimuoverà definitivamente la monnezza stoccata la dentro?
Poi se ne potrebbe parlare a lungo. Ma se tutto il mondo va verso la differenziata porta a porta, ed in buona parte d'Italia anche con relativo ritardo, probabilmente o sono tutti in malafede, od a conti fatti rimane la soluzione migliore.
anche nel trattamento rifiuti è d'obbligo una certa professionalità. E personalmente non mi pare logico tentare di recuperare dei defunti mestieri marginali che facevano i poveracci in altri tempi pensando di trasformarli in opportunità occupazionali. Così si produce ancora più degrado ed emarginazione, a meno che il parametro di riferimento non sia quello delle baraccopoli africane, magari da guardare con meravigliato distacco da parte di qualche "fighetto radical chic".
Se poi è un problema di gestione della nettezza urbana, si fa come han fatto in tutto il resto del mondo, e cioè si appalta il servizio a chi lo sa fare meglio e con costi minori.

super mario bros ha detto...

Sesto. Già scritto pure questo. I rifiuti al "negozio" non ci arrivano belli puliti e sistemati, (se no non sarebbero rifiuti), ma magari sporchi di scarti organici e tutto il resto. Sai che goduria in estate! Altro che venticello gentile. Ma magari i milioni di ratti di fogna e di gabbiani che già popolano Roma sarebbero contenti.

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