Finito lo spazio per le cremazioni: 500 decessi in più a ottobre. Ama in allarme

29 ottobre 2020
Oggettivamente è abbastanza inquietante la comunicazione che AMA (azienda municipalizzata per l'ambiente che a Roma - purtroppo, secondo molti - gestisce anche i servizi cimiteriali) ha inviato alle agenzie funebri della città.
O si tratta di una comunicazione esagerata (e ci sembrerebbe davvero strano, anche perché le agenzie tendenzialmente confermano), oppure la cosa getta un'ombra macabra sulla reale situazione sanitaria della Regione. Perché? Perché i decessi per Coronavirus nel Lazio sono in questo ottobre circa 250. Attenzione: nel Lazio, non a Roma. A Roma, quindi, sono significativamente meno. Come si arriva dunque ai 500 defunti in più di cui parla Ama in questo dispaccio? Le persone hanno preso a trascurare altri sintomi, indipendenti dalla Covid, e così si muore di infarto e di ictus quando prima ci si recava con maggiore tranquillità al pronto soccorso? Oppure il "picco di mortalità" di cui parla Ama è dovuto ad altro? Oppure non c'è alcun picco ma si grida al lupo al lupo solo per nascondere inefficienze? Sarebbe interessante approfondire. E subito.


Nel frattempo registriamo che AMA ha finito gli spazi per cremare le persone, che ci sono centinaia e centinaia di salme "in coda" e che viene tolto il diritto ai cittadini di cremare le salme dei loro cari: viene tolta la scelta lasciando solo opzioni molto ma molto più care, come un loculo che ormai costa 4mila euro in strutture così fatiscenti e marce che AMA chiede di firmare una liberatoria dopo averle vendute! Insomma negli ultimi anni per cremare i propri cari i romani hanno dovuto sborsare tasse sempre più alte, a fronte delle quali non è stato migliorato il servizio visto che il forno resta sempre quello che si usava quando di cremazioni se ne facevano un decimo di oggi.
Come se non bastasse a Roma vige una simpatica tassa (alta) per chi porta gli estinti a cremare in forni privati (e finalmente funzionanti in maniera efficiente, ad esempio a Viterbo o Civitavecchia) e non gestiti da AMA: il ritorno nei cimiteri capitolini si paga a caro prezzo. Oltre il danno, insomma, la beffa. 
Come per mille altre cose a Roma, ci troviamo al cospetto di scenari inesistenti ed impensabili da qualsiasi altra parte d'Italia e d'Europa. Strano comunque che AMA abbia questa gestione discutibile dei cimiteri, su tutto il resto è così impeccabile...


La farsa della differenziata a Torre Angela

19 ottobre 2020


Abito dal lontano 2004 a Torre Angela ma per lavoro ho avuto la fortuna di vivere in passato in altre città come Milano. Quella città così lontana che i superficiali concittadini disprezzano tanto ma che se ci andassero almeno una volta capirebbero che cosa significa arrivare in Europa.

Tornando a Torre Angela, quasi non mi sembrò vero ricevere comunicazione due anni fa che la raccolta porta a porta stava per iniziare con relativa rimozione degli orribili secchioni in strada. Bellissimo! Ci stiamo civilizzando, pensai.

Con tutti i limiti di AMA ma comunque funzionava. Un bel giorno il comitato di quartiere raccoglie 1000 firme. Per cosa? Per eliminare il porta a porta e rimettere i secchioni. La gente evoluta commenta: "ma ti pare che per 1000 persone in un quadrante di Roma tra i più popolosi vengano prese in considerazione soprattutto per un tema cruciale come quello dell'ambiente?" Invece gli evoluti si erano sbagliati.

Il comitato riesce in una cosa senza precedenti. Per non scontentarli si divide il quartiere in due. Ad oggi quindi ci troviamo nel paradosso. Mia sorella che abita a 200 metri da me ha il porta a porta, io ho i cassonetti. La cosa ancora più bella è stata la visita della Raggi. Venuta a via di Torrenova con tanto di post Facebook a sponsorizzare le strade nuove come fosse un qualcosa di miracoloso e non dovuto. 500 metri solo, gli altri 2 km sono in gara d'appalto. La stessa sindaca non si è accorta che a sinistra della strada ci sono i secchioni e a destra il porta a porta con tanto microchip per monitorare i passaggi AMA, quelli a sinistra invece i secchioni.

Un caos totale poiché ovviamente tra gli utenti porta a porta non mancano furbetti e incivili che attraversano la strada per buttare ai cassonetti, falsando tutta l'operazione. Anche qui, su una questione importantissima, solo una farsa.

Lettera Firmata

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