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Finalmente i grillini ne fanno una giusta: parcheggi a pagamento anche per residenti

18 novembre 2018
Anche se il 99% dei romani (d'altro canto la città è nelle condizioni in cui è perché ha la cittadinanza che si ritrova) penserà ad un paradosso, noi non stiamo scherzando affatto. Il provvedimento annunciato nei giorni scorsi sul pagamento della sosta sulle strisce blu anche per i residenti è un provvedimento sacrosanto che va nella direzione giusta e nella direzione da noi auspicata da ormai 10 anni. Tra l'altro un provvedimento - visto il livello infimo della cittadinanza - molto impopolare e dunque coraggioso, che fa onore a chi lo propone.
Un provvedimento che va dunque nella direzione di combattere una delle malattie, forse la principale malattia, della città: l'eccessivo possesso-per-abitante di autovetture private. E l'abuso della loro presenza - quasi sempre stanziale - su suolo pubblico.

Il suolo pubblico - questo vale per tutte le città - non solo è una cosa sacra e preziosa, ma è la principale risorsa, il cespite primario di una città e della sua economia pubblica e condivisa. Il terreno la maggiore fonte di introito per una amministrazione locale che poi, con i denari incassati, può permettersi di erogare i servizi essenziali in special modo a beneficio di chi ne ha più bisogno e dunque alla parte più debole della città. Ogni centimetro di suolo pubblico, dunque, deve essere messo profondamente e oculatamente a reddito e deve fruttare il più possibile all'amministrazione e dunque alla collettività. E i comuni in effetti tendenzialmente lo fanno: dalle insegne ai tavolini dei bar, dai cartelloni pubblicitari alle impalcature temporanee per i lavori su palazzi e facciate passando per cantieri, sviluppi immobiliari e urbanistici. Tutto paga, spesso profumatamente. Non si capisce dunque perché l'unico oggetto appoggiato sul suolo pubblico che non debba pagare sia l'automobile. Una stortura che ha creato tragedie urbanistiche: visto che non costa nulla, molte famiglie hanno comprato seconde o addirittura terze auto completamente inutili, lasciate sul suolo pubblico spesso settimane o mesi senza essere utilizzate. Tanto è gratis. Ecco come si arriva alle 80 vetture per 100 abitanti che si ritrova Roma che sono - sia ben chiaro - solo in parte giustificate dalla penuria di mezzi pubblici e anzi in parte non ne sono l'effetto bensì la causa: i mezzi pubblici di superficie sono lenti e poco puntuali proprio perché restano incagliati tra le auto parcheggiate (è storia di tutti i giorni) e congestionati tra le auto in movimento. E dunque è chiaro che la sosta in superficie non deve e non può essere mai più gratis: finalmente il Comune di Roma, dopo anni di politiche scellerate, sembra averlo capito partendo con una sperimentazione su alcune strade già da Natale.

Ovviamente chi possiede una vettura perché davvero (davvero!) gli occorre e la usa al mattino per andare al lavoro e ritorna la sera neppure si accorgerà della novità visto che le ore di pagamento sono quelle centrali della giornata (8-18). Il provvedimento non c'entra nulla con i "normali" possessori di vetture e non ha nulla a che spartire con l'offerta ottimale o scarsa (purtroppo la seconda che hai detto!) di trasporto pubblico locale. Se ne accorgerà invece chi lascia sul suolo pubblico vita natural durante auto che non usa o usa troppo poco per giustificarne il possesso interpretando il suolo pubblico come proprio garage: queste auto finalmente dovranno anche loro contribuire, risarcire la collettività sulla quale gravano quotidianamente occupando fior di metri quadri h24. È la cosa più normale e corretta del mondo. 

I romani hanno reagito come solo loro sanno fare: "e le macchine dove ce le mettiamo???". Come se il problema della custodia di un elettrodomestico privato fosse da scaricare sulla collettività. Come se una famiglia di quattro persone che vive in 40mq comprasse un grande congelatore a pozzetto o un frigorifero enorme di quelli americani e poi, non potendo metterlo in casa viste le eccessive dimensioni, lo piazzasse sul marciapiede fuori dal portone calando l'alimentazione elettrica dalla finestra. Non funziona così: se non hai spazio forse il mega congelatore non te lo compri o te lo compri molto più piccolo in modo tale che possa entrare nella disponibilità di spazio che possiedi, senza invadere lo spazio di tutti. Stessa cosa per la macchina, se vuoi possederne una devi provvedere a tante cose: l'acquisto della macchina stessa, il carburante, i controlli e i tagliandi, il bollo e l'assicurazione, l'olio, i pneumatici, il carrozziere e l'elettrauto quando occorrono e il luogo dove riporla quando non la usi. Se proprio insisti a lasciarla nello spazio pubblico, nello spazio di tutti, allora per il disturbo devi pagare come pagano TUTTI coloro che occupano lo spazio pubblico. 

Non fa una piega, ma a Roma questo ragionamento genera crisi isteriche surreali a tutti i livelli, nevrosi che accomunano persone di tutti i livelli, tutti i credo politici, tutti i quartieri, che vanno dal "prima dammi alternative" (incuranti delle migliaia di box auto sfitti in città, spesso per la disperazione dei proprietari trasformati in supermercati o palestre) al "ma io già pago le tasse" (come se le tasse di possesso fossero la stessa cosa di ipotetiche tasse di occupazione di suolo pubblico) fino ad arrivare al "per me la macchina è indispensabile, dunque il parcheggio deve essere gratuito" (anche mangiare è indispensabile, ma quando vai a comprare cibo non è affatto gratuito). Insomma provate a chiedere in giro e scoprirete che la gggente di tutti i ceti e i censi la pensa allo stesso modo: far pagare i residenti è una follia, peccato che sia invece un provvedimento inattaccabile e che semmai va reso più ampio e strutturale.

***

Ovviamente questo ragionamento non scagiona il Movimento 5 Stelle e i suoi 30 mesi di profondo malgoverno. Sulla mobilità infatti il Movimento poteva fare e non ha fatto nulla. Anzi sovente ha fatto passi indietro. Vediamo qualche punto. 

- Il provvedimento delle strisce blu a pagamento per i residenti sarà operativo solo in alcune strade. Questo è surreale e non servirà ad altro che a spostare il problema da una strada ad un altra. Il tizio che teneva la sua terza auto ferma un mese su Viale Libia, da domani lo farà aspettando che si liberi un posto in una traversa e occupandola per tutto il tempo che vuole. IL PROVVEDIMENTO DEVE INTERESSARE TUTTE LE STRADE, ALTRIMENTI SARÀ VANO SE NON CONTROPRODUCENTE.

- Le ZTL andavano allargate e ne andava inasprito l'orario (oggi alle 18 entrano cani e soprattutto entrano porci), non si fa per non irritare l'atteggiamento suicida dei commercianti del centro.

- Le zone pedonali nuove quasi non esistono salvo poche eccezioni piccolissime, dopo 4 mesi dall'elezione Marino aveva già pedonalizzato i Fori cosa che era oggetto di ridicoli dibattiti da 35 anni.

- L'attuale politica della sosta è ancora vittima delle malsane e tossiche decisioni di Alemanno che introdusse gli abbonamenti giornalieri e mensili rendendo vano il ruolo stesso delle strisce blu. Solo eliminando gli abbonamenti e aumentando il costo delle strisce blu (costano un terzo che del resto d'Italia!!!) si abbatterebbe il traffico in città del 10 per cento. A costo zero. Anzi guadagnandoci, diteci voi! Marino ovviamente fece immediatamente questo provvedimento ma associazioni senza scrupoli procedettero ad un esposto e il Tar con una sentenza assurda ("non si può aumentare il costo del parcheggio perché i romani non sono abituati a usare i mezzi pubblici" scrissero i giudici) bloccò tutto, è sufficiente ripartire da lì, correggere le cose impugnate, e andare avanti. Meleo si è tenuto il provvedimento nel cassetto per un anno.
Oltre a questo l'area con strisce blu va aumentata e di molto, oggi è ridicola e, tra le altre cose, ignora la presenza della Metro C per tacere del fatto che il centro storico, anche dentro la ZTL, è pieno di assurde strisce bianche a profusione: alle 18 si entra si posteggia gratis a pochi passi da Piazza Navona. Una roba simile esiste solo a Roma. Ricordiamoci come abbiamo ampiamente spiegato da anni e anni che la presenza e l'aumento delle strisce blu è un beneficio anche per chi è costretto a pagare. 

- Non si è fatto nulla sulla sicurezza stradale tanto che i morti si apprestano a raddoppiare. Un'autentica carneficina che si potrebbe diminuire (così hanno fatto a Milano) con una politica repressiva intelligente, ad esempio installando autovelox. Zero anche su questo. Se si impongono - come è giusto fare - maggiori regole, poi bisogna valorizzare chi le rispetta sanzionando senza pietà chi le viola.

- Quasi zero anche su preferenziali, fondamentali per rendere più sexy il traporto pubblico rispetto all'auto: pochissime le strade protette dopo 30 anni. Quelle pochissime funzionano benissimo e dunque fa ancora più rabbia che non si sia proceduto in maniera massiva. Un filo meglio sulle ciclabili, ma l'unica novità è la pista leggera sulla Tuscolana.

- Velo pietoso sulle metropolitane. Dopo essere stati a lungo contrari a dopo essere stati sbugiardati dalla democrazia diretta della città (la gente le vuole più di ogni altra cosa), i pentastellati ancora non hanno deciso su Metro C, mettendo a rischio anche parecchi finanziamenti. Idem su Metro D che rimane un'utopia. Sulle nuove tramvie anche nulla di nulla salvo la riproposizione a babbo morto di qualche linea già impostata dal piano di Ignazio Marino. Ma al di là delle metropolitane il velo pietoso andrebbe sparso su tutta la gestione dell'Atac come sappiamo.

- Importanti anche le mancanze sul lato dei controlli e sanzioni. L'arrivo degli honesty al governo della città poteva far presagire un cambio radicale dell'approccio delle forze dell'ordine capitoline all'annoso problema dell'indisciplina diffusa. E invece niente, tolleranza più di prima. Sulla mobilità peggio che mai: parcheggi in doppia fila, in curva, sulle strisce, dentro le rotatorie, sui marciapiedi, nelle isole pedonali e hai una percentuale di farla franca vicina parente del 100%. Coi grillini uno si aspettava una città disseminata di pattuglie con lo Street Control in modo da essere praticamente sicuri di pigliare la contravvenzione posteggiando in mezzo alla strada. Non hanno fatto nulla e la cafonaggine è ulteriormente dilagata. Oggi si chiede a chi si comporta bene di pagare (giusto) ma si tollera chi si comporta male (profondamente sbagliato) di fatto spingendo i cittadini a trasformarsi in pessimi cittadini. Un danno enorme. Oggi con un giusto inasprimento delle strisce blu si dovrebbero avere ausiliari spietati e multe a raffica. E invece il rischio che a pagare anche questi corretti aumenti siano solo coloro che hanno una coscienza.

- Ultima ma non ultima è la mancanza di visione su uno degli elementi più strategici di tutta questa partita: i parcheggi interrati. Tutte le critiche che abbiamo evocato sopra da parte dei romani a qualsiasi cambiamento che punti a modificare la loro città-favela (la favela sarà anche degradata, ma vuoi mettere il gusto di far quel che ti pare h24!?) potrebbero essere rispedite al mittente semplicemente se ci fosse una serie offerta di sosta in struttura. I parcheggi però non si fanno e quando si fanno si fanno male e coinvolgendo società improbabili. Invece realizzare parcheggi interrati è un vantaggio enorme per tutti: si riqualificano strade e piazze (pensate a Piazza Cavour, unica piazza europea della città grazie ad un parcheggio), si tolgono le auto dalla superficie, il Comune incassa milioni e milioni in oneri concessori da reinvestire su arredo urbano e ciclabilità e si possono dare servizi di qualità: car sharing, scooter sharing, in struttura possono essere trasferite le officine che oggi anomalmente occupano fondi commerciali così come i distributori di benzina. Insomma davvero una strategia ampia che oggi è totalmente ferma, dando adito alle sciocche voci di chi "vabbè, ma la macchina ndo a mettemo?".

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Questa amministrazione, insomma, ha fatto danni economici, sociali e politici che la città pagherà nei prossimi 40 anni. Contro di questi nessun cittadino ha detto nulla. Quando si è trattato di provare a cambiar faccia al trasporto pubblico nessun cittadino si è presentato a votare un referendum. Ora però che si tratta di rinunciare a qualche ingiusto e ipotetico privilegio riguardante la propria maghina sembra che stia per scoppiare una rivoluzione. Una cittadinanza semplicemente raccapricciante che merita il peggio. Il peggio. E che non potrà mai farcela a salvarsi da sola. Veniteci ad aiutare, salvateci da noi stessi. 

Le strisce blu a 3 euro e addio agli abbonamenti. Tutti incavolati, ma il Comune ha ragione

19 giugno 2018
Può succedere qualsiasi cosa. La Giunta può abbandonare i parchi, può umiliare il verde, può chiudere i musei (come sta avvenendo) o gli asili nido, può interrompere i mezzi pubblici, può razionare l'acqua, può dilapidare qualsiasi speranza di sviluppo economico futuro per la città come fatto con la storia dello Stadio di Tor di Valle e delle Olimpiadi. E tutti nella totale surrealtà tacciono inebetiti. Tacciono perfino i tifosi della Roma che si avviavano ad avere una squadra potente e dotata di un campo di proprietà come le maggiori squadre europee e che ora, senza motivo se non la stupidità e l'ideologia mediocre di chi amministra, si trovano con un pugno di mosche e probabilmente la squadra svenduta e gli investitori fuggiti. In qualsiasi città europea un briciolo appassionata al calcio come lo è la nostra capitale (Barcellona, Manchester, Marsiglia...) ci sarebbero le persone con i forconi e le fiaccole sotto al palazzo comunale, qui il silenzio.

A Roma c'è il silenzio su tutto, il disinteresse su tutto salvo che quando l'amministrazione tocca una cosa e una sola. Una cosa che infatti, salvo poche coraggiose eccezioni, nessuna amministrazione tocca: LA MAGHINA. I romani ne hanno fatto una malattia, le statistiche sono ridicole, assurde, ingiustificate; il cittadino medio prende LA MAGHINA pure per andare al gabinetto se la casa è troppo grande; il romano non può fare nulla senza LA MAGHINA, è una cosa da sfigati, da perdenti, da falliti. In tutto il mondo ormai se sei proprietario di una vettura vieni guardato come un cretino, a Roma è esattamente il contrario. In alcuni casi, per carità, LA MAGHINA serve per davvero, ma nella schiacciante maggioranza dei casi è inutile, pleonastica, superficiale, forzata, eccessiva.

I romani hanno tante vetture per un semplice motivo: è agevole averne. Non c'è limite ad averne. Puoi parcheggiare praticamente dove vuoi, anche in quarta fila, anche bloccando tutti gli altri cittadini, anche ostacolando i mezzi pubblici, anche rendendo la vita dei pedoni e dei disabili un inferno e nessuno ti torcerà un capello. Inoltre parcheggiare è praticamente gratis dappertutto, si può andare in giro con vetture vecchie, decrepite, cadenti perché le leggi che impediscono la circolazione alle auto inquinanti non vengono applicate da nessuno, non esistono autovelox fissi per cui si può spingere sull'acceleratore (250 morti e 35mila feriti l'anno, praticamente una guerra civile; in altre città europee di pari dimensioni i numeri sono esattamente un decimo) e così la macchina diventa perfino un mezzo vantaggioso. Le amministrazioni hanno compresso i diritti di tutti gli altri utenti della strada (ciclisti, pedoni, trasporto pubblico locale) per aumentare artatamente i diritti degli automobilisti e degli scooteristi. Andando esattamente nella direzione inversa di quella di ogni città del mondo. Senza alcuna apparente giustificazione se non fosse quella di assecondare le richieste primordiali di una cittadinanza poco civile, pigra, cafona, rimasta indietro di 30 anni, ai tempi in cui LA MAGHINA era uno status. 

Come l'amministrazione precedente (che in pochissimi mesi lo fece più volte su vari fronti, sebbene meno del necessario), anche questa amministrazione pare timidamente provare a toccare LA MAGHINA. E apriti cielo. Associazioni di consumatori, cittadini scatenati, comitati di quartiere, commercianti. Si sollevano tutti. E' l'unica cosa che li sveglia dal loro torpore di zombie civici ineguagliati in occidente. Toccatemi tutto, ma non la mia Clio del 1991 che inquina come una nave da guerra ancorata nella rada di Taranto e che voglio indiscutibilmente parcheggiare in terza fila, dentro la fermata dell'Atac, con due ruote sul marciapiede, sulla corsia preferenziale, nel posto disabili, sulle strisce, in curva o addosso al cassonetto impedendo ad Ama di pulire...

Ferma sulle pedonalizzazioni, ferma sulle ZTL, ferma sulle isole pedonali (abbandonate), questa amministrazione si sta però muovendo su tre assi tutti e tre seguiti dall'unica figura che oggi nella compagine pentastellata lavora scevra da ideologie, ignoranze, impreparazioni e incolpevole stupidità: Enrico Stefàno. Le battaglie portate avanti riguardano dunque: le corsie preferenziali (alcuni cantieri per proteggerle dovrebbero partire a settimane), le piste ciclabili (quella sulla Tuscolana rappresenterà uno spartiacque, e speriamo che sia progettata bene e che davvero a luglio partano i lavori) e la sosta.

L'ultimo provvedimento è appunto quello sulla sosta. Pare infatti che finalmente, dopo il sacrosanto tentativo della giunta Marino nel 2014 a dir poco bizzarramente impugnato dal TAR, l'amministrazione avvalendosi proprio del PGTU approvato da Marino ("quelli di prima", se, quelli di prima t'hanno lasciato una signora normativa sulla quale puoi pianificare), abbia deciso di mettere mano alla sosta. Il provvedimento è ancora una bozza ma contiene delle linee guida corrette. Vediamole. 

1. la sosta tariffata verrà ampliata anche laddove non c'era, e di brutto

2. le tariffe, bassissime, aumenteranno fino a raggiungere i 3 euro in centro

3. diminuiranno di molto (anche se purtroppo non nella ZTL) le strisce bianche gratuite con il ridicolo sistema del disco orario inventato dall'imbarazzante Alemanno e dai suoi

4. spariranno i mostruosi (mostruosi!) abbonamenti per 8 ore o addirittura per un mese inventati dall'imbarazzante Alemanno e dai suoi, restando solo nelle zone periferiche

5. spariranno anche gli eccessivi vantaggi per i residenti: in parte dovranno contribuire anche loro, il suolo pubblico è suolo pubblico e se compro casa in un quartiere non mi sto comprando anche un pezzo di strada; se mi occorre compro un box privato ma non posso pretendere gratis l'utilizzo del suolo pubblico

6. verrà effettuato un peculiare piano di tariffazione nella zona di Viale Jonio, che altrimenti rischia di diventare un parking di scambio per chi lascia lì l'auto per prendere la metro

Tutto insomma va nella direzione corretta (seppure perfettibile, e parecchio). Attenzione QUI ABBIAMO SPIEGATO ORMAI 4 ANNI FA perché tutto questo è corretto, lo abbiamo fatto quando abbiamo commentato il provvedimento piuttosto simile della giunta Marino, leggete per capire che è importante.

Così facendo l'amministrazione disincentiva non solo all'utilizzo ma anche allo stesso possesso dell'auto (specie della seconda o della terza auto a famiglia, follia ormai solo romana). Così facendo l'amministrazione lavora su un incremento significativo degli introiti e dunque sulla possibilità di avere parecchi denari in più in cassa da investire in mobilità sostenibile (sarebbe opportuno che questi introiti venissero vincolati a: ciclabili&bicipark, nuove preferenziali protette, arredo urbano anti sosta selvaggia e salva-pedoni. Sarebbe davvero molto opportuno!) e innovazione. Aumenteranno le bici, diminuiranno le auto in doppia fila, diminuiranno i flussi, diminuirà la congestione, aumenteranno le persone che passeranno al mezzo pubblico, aumenteranno le persone che determinati percorsi li faranno a piedi scoprendo che grazie alle proprie zampette in poco più di 10 minuti si copre la ragguardevole distanza di un chilometruccio. E tutti questi risultati si potranno avere non solo non spendendo un euro, ma addirittura incassando di più! Uovo di colombo a dir poco: assurdo non approvare tutto... ieri!

Il piano, predisposto dall'Agenzia della Mobilità, dovrà poi passare, ahinoi, in aula. La maggioranza a 5 Stelle a quel punto avrà due strade: rinvigorirlo o indebolirlo rendendolo inutile ma facendo contente clientele e questuanti. Noi ovviamente speriamo che l'Assemblea ci metta il carico da undici togliendo ad esempio le strisce bianche all'interno della ZTL (che senso hanno? Nessuno!) magari sostituendole con strisce gialle esclusivamente dedicate ai residenti - che pagano un bollino eh, a gratis è morto da tempo! - come avviene a Firenze o a Milano; speriamo che l'Assemblea decida di dare nelle more dell'approvazione nuovo impulso alla sosta interrata, unica vera soluzione al problema oggi ferma; speriamo che l'Assemblea escluda ogni facilitazione per le vetture ibride o elettriche perché il suolo pubblico è un valore e non può essere regalato e una vettura ibrida occupa lo stesso spazio di una a gasolio e solo apparentemente consuma meno (specie in un paese che ancora produce la propria energia elettrica con l'olio combustibile dopo la geniale trovata dell'addio all'atomo); speriamo che si decida una tariffazione più specifica e peculiare per Ostia che oggi (pur rappresentando l'attrattiva che sappiamo) versa nella mera zona esterna della mappa. 

Abbiamo tutte queste speranze e seguiremo il dibattito in aula. Denunceremo i consiglieri pentastellati che lavoreranno in nome del populismo per dar retta alle pressioni assurde dei MALATI DELLA MAGHINA perché siamo convinti che il primario compito di un pubblico amministratore sia di curare le malattie dei propri concittadini, non assecondarle consentendo alle persone di farsi del male da sole. Abbiamo tutte queste speranze e tutti questi scetticismi, ma dobbiamo in questo momento dire che la direzione politica che è stata data agli uffici e all'Agenzia per la Mobilità è quella corretta. Coraggio!


Follia Strisce Blu a Roma. Il Tar ripristina le ignobili tariffazioni dell'epoca Alemanno. Il Comune non si pieghi

17 marzo 2015

Voi non lo sapete, ma il vostro sindaco non è Ignazio Marino, l'uomo che la maggioranza di voi ha votato. E la vostra Giunta non è quella composta da Improta, Caudo, Leonori e gli altri collaboratori che Marino si è scelto. No. Il vostro sindaco si chiama Carlo Rienzi, ed è il capo del Codacons. La sua Giunta è il TAR del Lazio. Queste ultime due sono le entità che governano Roma.

Chi ha vinto le elezioni in città non è in questo momento nelle condizioni di amministrare. Non può fare scelte (più o meno scomode, più o meno giuste, salvo poi pagarla alle prossime elezioni), perché le scelte vengono strumentalmente impugnate dal vero sindaco di Roma e modificate dalla vera Giunta di Roma. Questa autentica sospensione della democrazia, peraltro perfettamente legale fintanto che rimarranno legali organismi allucinanti come i TAR, sta affondando la città ancor più di quanto non sia.

La decisione del TAR del Lazio sulle strisce blu è semplicemente clamorosa. Il Codacons, nella sua azione di massacro della città, è peraltro recidivo: all'inizio dell'era Alemanno un ricorso fece saltare il sistema delle strisce blu. Quella Giunta di banditi decise non di contrastare l'assurda sentenza ricorrendo al Consiglio di Stato, bensì di cavalcarla annullando i parcheggi a pagamento. Fu il caos. L'associazione che dovrebbe difendere i consumato aveva provocato aumento dell'inquinamento, aumento dello stress, aumento dell'incidentalità, aumento del traffico, aumento della sosta selvaggia. Interi quartieri finirono nei casini. Successivamente la Giunta Alemanno modificò ancora la norma riducendo le strisce blu, ripristinando le strisce bianche (parcheggi in superficie gratuiti non esistono in nessuna città occidentale!) e inserendo la follia degli abbonamenti: suolo pubblico regalato per 4 euro al giorno. Una pazzia che portò decine di migliaia di cittadini a prendere l'auto massacrando quelle poche buone abitudini europee che qualche cittadino aveva acquisito negli anni precedenti.

Giustamente la Giunta Marino eliminò subito queste ridicolezze inesistenti sul pianeta terra (qui spiegammo perché fece bene). Aumentando il prezzo di un servizio che costava meno che negli anni novanta. Le strisce blu nacquero vent'anni fa e costavano 2000 lire all'ora. Poi nel 2001 arrivò l'euro e si passò a 1 euro (1936 lire) e dopo oltre un decennio ancora a 1 euro stavano. Semplicemente folle pensare che l'aumento a 1,5 euro rappresenti un salasso. Semplicemente folle affermare che prima di aumentare una tariffa serva una istruttoria, serva un aumento dei servizi alternativi, serva una analisi. Ma chi è il TAR per dire che aumentare una tariffa ferma da vent'anni deve essere subordinato a queste azioni? Come si permette un organismo come il TAR di affermare una cosa di questo genere? 

La verità è che qualsiasi delibera, anche la più corretta come quella che appunto annullava il ridicolo e fallimentare sistema delle strisce blu impostato da Alemanno, è passibile di impugnativa. In Italia ci sono dieci volte più leggi che nel Regno Unito, questo significa che una legge che ne sconfessa un'altra si trova sempre. E che è impossibile scrivere dispositivi amministrativamente inattaccabili al 100%. L'anomalia dunque non è la delibera, ma chi si picca di impallinarla per farla saltare. A svantaggio di tutti.

Durante la precedente giunta i biglietti dell'autobus passarono, come le strisce blu, da 1 a 1,50 euro. Secondo voi le associazioni dei consumatori insorsero? Fecero ricorsi? Eppure la cosa guadagna moltissima più gente. Ma con la lobby della maghina non si scherza.

In città i risultati della nuova politica erano evidenti. Il traffico era un po' diminuito e, soprattutto, finalmente si trovava posto sulle strisce blu perché non erano più cedute "in abbonamento" in cambio di un pugno di mosche. Il sistema degli abbonamenti, che ora il TAR vuole ripristinare, è infatti semplicemente criminale. Porta gli abbonati a prendere comunque l'auto, anche quando potrebbero farne a meno, perché "tanto ormai ho pagato". E se ho pagato "parcheggio anche se non trovo posto regolare, perché ho messo mano al portafoglio e ora anche se non c'è un buco la metto sulle strisce, sul marciapiede, in doppia fila, in curva". Chi è abbonato è forzato a utilizzare il servizio che ha pre-pagato e una volta partito con la macchina, è obbligato a posteggiarla pur in assenza di posteggi regolari. Un delirio che ci riporta indietro di anni e peggiora la qualità della vita di tutti noi, anche di chi pagherà meno! 

Speriamo che l'amministrazione abbia la lucidità di ricorrere contro questa sentenza incresciosa. Speriamo che Marino non copi Alemanno e non si pieghi, strumentalizzandole, a sentenze patetiche. Speriamo che Governo si decida ad abolire o a riformare una istituzione imbarazzante come il TAR. Non speriamo, invece, che le associazioni dei consumatori rinsaviscano. Su questo aspetto non c'è davvero alcuna speranza. 

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