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I tranelli dei cartellonari che fingono di offrire un bike-sharing alla città. Tronca cascherà nella trappola?

27 febbraio 2016

Non a caso è una delle battaglie che abbiamo combattuto con maggiore determinazione da ormai oltre 6 anni a questa parte. Beccandoci insulti, minacce, intimidazioni, attacchi, aggressioni e assurde ritorsioni giudiziarie da parte delle ditte.

La guerra contro la cartellopoli romana è in una fase delicatissima. Il processo di riforma, dopo gli anni di sostanziale ignavia di Rutelli&Veltroni e dopo gli anni di sostanziale complicità con la mafia cartellonara di Alemanno, avviato da Ignazio Marino e dal suo assessore alle attività produttive Marta Leonori sta procedendo e ha bisogno di venire seguita e accudita, come un bambino neonato al settimo mese che, se non protetto adeguatamente, è così debole da poter subire gli attacchi di decine di germi, bacilli, temibili virus.

Un virus temibile è stata la sentenza del Tar di qualche giorno fa: il Tribunale di Via Flaminia ha risposto picche alle migliaia di appunti delle ditte che hanno cercato qualsiasi appiglio pur di non consentire alla città di diventare un posto normale, ma ha chiesto all'amministrazione di precisare alcuni punti e di far passare in consiglio comunale determinate norme che per ora sono passate esclusivamente dalla Giunta. Va fatto subito: Tronca cosa aspetta? Tra l'altro questo stallo sta rallentando gravemente il processo di 'approvazione' della riforma nei municipi. E' insomma urgente intervenire.

Ma un altro virus altrettanto temibile è stato sguinzagliato, in maniera scorretta, da alcune ditte (tra l'altro in alleanza con Clear Channel, ed è doppiamente vergognoso dal momento che Clear Channel in questi mesi da una parte lavora per il caos e dall'altra sponsorizza Retake Roma: delle due l'una...) che hanno proposto in extremis, pur di non sottoporsi a regolari bandi di gara, un servizio di bike-sharing da loro pagato, "offerto" alla città a patto che la città non chieda loro quello che tutte le città del mondo hanno chiesto: gli spazi pubblici per le affissioni si assegnano tramite bando, al miglior offerente. 

Una proposta-tranello - ben mascherata da atto pseudo mecenatistico, proveniente tra l'altro da chi in ogni incontro pubblico si batte proprio contro il bike-sharing - in cui l'amministrazione commissariale cascherà con tutte le scarpe? In cui la prossima amministrazione cascherà con tutte le scarpe? Vedremo. Ovviamente la proposta va rimandata al mittente per tanti motivi, non solo perché prevede un bike-sharing dimensionato in maniera assurda (80 stazioni non servono a nulla, non serve a nulla qualsiasi schema di bike-sharing a Roma che stia sotto alle 250 stazioni), ma soprattutto perché prevede una modalità che aggira regolari bandi di gara, aperti a tutti, a livello europeo. Che sono finalmente la chance di far arrivare a Roma operatori professionali e tenere alla larga le dittuncole della cartellopoli romana che hanno per decenni massacrato la città provocando degrado, sciatteria e più di qualche morto ammazzato.

Sorprende davvero che Clear Channel, ditta internazionale e che a Milano gestisce un bike-sharing vinto in virtù di una gara e non certo 'offerto' per cercare di salvarsi dalla concorrenza, si abbassi a Roma a accordarsi con le dittuncole locali sapendo alla perfezione quale è stato il danno che queste ultime hanno provocato negli anni alla città. Ma perché lo fa? Clear Channel, nel peculiare "mercato" (definiamolo così) romano ha negli anni acquisito concessioni da parte di altre ditte, che via via ha incorporato, concessioni che hanno un valore che sta a bilancio. Se si va, come è giusto che sia, a fare delle gare pubbliche invece di rinnovare come è accaduto in passato, le concessioni (vale la stessa cosa per mille altre concessioni intendiamoci: dalle spiagge alle bancarelle) perdono il loro valore di libro e si riparte da zero.
Per carità, comprensibili tutti i motivi bilancistici e aziendali, ma da una ditta che proprio a Milano ha vinto delle gare, da una ditta che proprio a Napoli vincendo delle gare gestisce in esclusiva (in esclusiva!) e in monopolio tutto il centro della città avendo spazzato via tutta la concorrenza non te lo aspetti. 

Clear Channel a Milano e a Napoli si comporta da ditta occidentale ed europea. A Roma si comporta da ditta romana. Alle istituzioni il compito di accorgersi della caratura e dei rischi enormi che si celano dietro a certe profferte.

Ma la cosa più clamorosa non è l'immobilismo di Tronca, non è il doppio gioco di ditte che altrove si comportano da grandi multinazionali serie e a Roma no, non è l'attivismo impaurito delle dittuncole romane. No. La cosa più clamorosa è che questi temi praticamente non esistono in campagna elettorale. Una roba di una tristezza assoluta e umiliante. 

Cosa vuole fare Tronca con i cartelloni? Ora la grande riforma è nelle sue mani: la porterà avanti?

23 febbraio 2016

Probabilmente troppo impegnato a legalizzare i mercatini del rubato (presto un provvedimento per rendere legali anche i roghi tossici, i parcheggiatori abusivi e i lavavetri), Franchino Tronca chissà se si è accorto della sentenza del Tar sui cartelloni che così bene ieri - dopo le esultanze via Twitter dell'ex Assessore Marta Leonori a cui si deve la svolta - hanno spiegato sulle pagine di Diario Romano. La riforma messa in piedi dalla Giunta di Ignazio Marino e portata avanti da Marta Leonori e in commissione commercio proceduta anche grazie alla decisiva intercessione del Movimento 5 Stelle ha infatti compiuto un passo ulteriore:  il TAR ha spazzato via quasi tutte le richieste di stop che le allucinanti dittuncole della cartellopoli romana avevano avanzato.

Ora bisogna andare avanti con decisione anche se il processo di pulizia della città con l'arrivo del Commissario si è decisamente arenato. Ma di brutto. Tanto che siamo tornati in molti aree della città ai vecchi, vecchissimi tempi: arrivano di notte, bucano il suolo pubblico, impiantano nuovi osceni e pericolosi cartelli. E' successo dovunque e le segnalazioni si moltiplicano tanto che ci sembra di essere tornati indietro nel tempo, agli anni 2010\2011. 

La città sta tornando a trasformarsi radicalmente come è accaduto in questi giorni, ad esempio, a Piazzale Dunant, protagonista della nostra timeline qua sotto. A voi il giudizio.

 2008: due cartelloni piccoli

 2011: due cartelloni piccoli e uno grande

2015: solo un cartellone grande, ma più piccolo di prima

2016: due cartelloni grandi

Si vendono pure il salmone! 6 foto dai mercatini del rubato che Tronca vuole legalizzare e finanziare

21 febbraio 2016









Ci auguriamo che venga smentita e contestualizzata, ma la notizia che oggi ha dato Il Messaggero riguardo ai mercatini del rubato e dell'immondizia ha del clamoroso. Intendiamoci: la filiera del riuso è assai importante e decisiva per il benessere di qualsivoglia centro urbano. Ma qui non si tratta di riuso, qui si tratta di rendere legale il terminale finale di una filiera criminale che parte dai furti di rame o dagli appartamenti svaligiati. 


Si tratta, insomma, di luoghi dove si vende merce trovata in giro, sì, ma anche merce rubata. Nella migliore delle ipotesi rubata nei cassonetti dell'immondizia (l'immondizia è un patrimonio di proprietà di Ama, e in altre città si trasforma in oro a vantaggio dell'abbassamento delle tasse rifiuti di tutti), nella peggiore delle ipotesi rubata dai camion dei fornitori dei supermercati, dai negozi, dagli appartamenti svaligiati, dalle auto cui viene ormai sistematicamente spaccato il vetro.
Qui siamo a Piazzale dei Partigiani. Primo Municipio. Area turistica. Stazioni terminal importantissime. Eataly e tutto il resto. Ogni giorno si tiene questo mercatino, ogni giorno le forze dell'ordine cercano di disperdere gli abusivi che poi ogni giorno tornano sul loro posto. Una scena raccapricciante dove puoi trovare di tutto: dai documenti (alla bisogna da riutilizzare falsificati) di chi viene scippato del portafoglio fino ai generi alimentari.
Ma ora sarà tutto legalizzato, tranquilli. E la città spenderà anche 5 milioni di euro per questo. 

Alla faccia delle ordinanze di Tronca. E i centurioni conquistano Villa Borghese

31 gennaio 2016

Solo i turisti allocchi che passano a Roma si farebbero fotografare al fianco di un figurante vestito da centurione con sullo sfondo un famoso palazzo del milleseicento. Eppure nel caos organizzato dell'abusivismo capitolino succede anche questo da qualche settimana. Succede che i centurioni, mandria di personaggi sicuramente abusivi ma soprattutto aggressivi e prepotenti, abbiano letto l'ordinanza di Tronca sul loro allontanamento dai luoghi archeologici e siano andati a operare in luoghi che non sono archeologici ma sono semplicemente storici, artistici, architettonici. Come se questi necessitassero di una tutela inferiore.
L'ordinanza si poteva scrivere diversamente e questo vale anche per urtisti e risciò (che, a proposito, rischiano di tornare a giugno perché l'ordinanza scade dopo 6 mesi se non rinnovata). Se una attività la si considera non adeguata la si deve vietare su tutto il territorio cittadino, non in alcune strade lasciando che altre vengano invase di conseguenza. E così se i centurioni danno l'assillo ai turisti a Villa Borghese (e il nostro video fa il paio con questo, ben più tosto, di Piazza Pulita), i risciò si sono appropriati di Largo Goldoni. Nell'attesa di tornare...

Giubileo. Chiudono i cantieri, Tronca esulta, ma il risultato fa a dirpoco schifo. Il video lo dimostra

31 dicembre 2015


Giubileo: chiudono i primi 4 cantieri Come previsto dalla tabella di marcia imposta dal Commissario Straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca,  si chiudono  in queste ore i primi 4 dei 22 cantieri, avviati da zero in poco meno di due mesi, e nei primi giorni di gennaio verranno aperti anche i restanti  previsti dal piano per il Giubileo, che prevede il rifacimento di sei tratti del Lungotevere di sinistra. Con il Capodanno vengono, dunque, restituiti alla piena fruibilità dei cittadini, e completamente riqualificati,  sia lo snodo di interscambio strategico per i pellegrini di Piazzale Ostiense, che  l’importante arteria veicolare che si dirama da Piazza di Porta S. Paolo. Prosegue in queste ore, sul lato di viale Aventino a ridosso dell’antica Porta monumentale, solo un intervento accessorio di tutela richiesto dalla Sovrintendenza Comunale. Su tutta l’area interessata dagli interventi  sono  stati necessari i rifacimenti dei  marciapiedi, della pavimentazione e il riposizionamento del selciato originario, di particolare valore architettonico e paesaggistico. Si è provveduto inoltre all’adeguamento dei percorsi per i diversamente abili e alla revisione degli impianti per il deflusso delle acque reflue. Via del Banco di Santo Spirito, a poche ore dalla fine dei lavori, si presenta con l’abito delle migliori occasioni.  Il passaggio conclusivo dei tre percorsi giubilari, che termina sul ponte pedonale di Castel Sant’Angelo, è stato completamente rivisitato. Marciapiedi  più larghi e carreggiata stradale ristretta.  In questo tratto della Roma cinquecentesca si è proceduto alla ricollocazione e ripristino dei cigli di granito e del selciato originario di largo Tassoni. La strada, dove sono in corso le ultime sigillature della pavimentazione in sanpietrini, che ha sostituito quella in asfalto, esibirà  al meglio le quinte urbane di grande pregio architettonico come Palazzo Alberini Cicciaporci di Giulio Romano ed il Palazzo Gaddi del Sansovino. Conclusi anche gli interventi  nel percorso storico di  Viale delle Mura Latine e Viale di Porta Ardeatina che giunge alla Piramide Cestia. Il tratto viario è interessato sia da un discreto flusso veicolare che da numerosi bus turistici utilizzati dai gruppi di visitatori. Con i lavori si è provveduto a rinnovare le  pavimentazioni stradali di Viale di Porta Ardeatina nel tratto da Via Appia Antica e Via C. Colombo e di Via delle Mura Latine nel tratto da Via Appia Antica a Via Cameria, e a ristrutturare e risanare i  marciapiedi di Porta Latina, di via di Porta Ardeatina compresi i percorsi per i diversamente abili. Riqualificati gli impianti di deflusso delle acque, sostituiti ampi tratti di guard rails danneggiati o fuori norma, e  completamente ridisegnata la segnaletica orizzontale. Anche la manutenzione delle Aree verdi adiacenti alle Basiliche Giubilari di San Pietro, San Giovanni,  Santa Croce in Gerusalemme e San Paolo sono ai ritocchi finali. In questi luoghi si è dato corso,  con straordinario  vigore, alla manutenzione straordinaria dell’ arredo del verde. Dopo aver  terminato  gli interventi in via Carlo Felice e nella parte superiore di Castel Sant’Angelo, sono  stati completati anche quelli  nella parte inferiore di Castel Sant’Angelo e nell’area verde circostante la Basilica  di San Paolo Fuori le Mura. Il Commissario esprime un vivo ringraziamento al personale capitolino, ai tecnici, alle imprese e agli operai che, alternandosi  anche  su turni notturni e festivi, hanno impresso tempi più  celeri per la  realizzazione di tali opere.

 

Riceviamo il comunicato stampa di Franco Tronca, qui sopra, e di corsa ci catapultiamo a Piazzale Ostiense, dietro Porta San Paolo, attorno alla Piramide. E, non avendo creduto ai nostri occhi, abbiamo deciso di condividere con voi attraverso questo filmato...

Se sei violento e illegale, Tronca ti riceve al Campidoglio. Il nuovo paradigma del commissario. Chi lo ferma?

19 dicembre 2015

Tra i tanti uomini grigi (da Mattarella giù giù fino a Tronca) di cui il nostro Primo Ministro si deve circondare per emergere lui come quello più figo, il nostro commissario si sta distinguendo. E finché si distingue solo per robe patetiche e ridicole è un conto ("non faccio il concertone dell'ultimo dell'anno perché farlo è una scelta politica e io sono il commissario", salvo poi essere preso per le orecchie proprio dai politici che gli hanno imposto di farlo), altro conto è quando si trascende nelle cose serie.

L'altro giorno un gruppo, probabilmente, di urtisti e centurioni hanno bloccato il Colosseo per protestare contro le norme che finalmente vietano ad ambulanti e figuranti di umiliare alcune delle aree monumentali della città vendendo parannanze, Torri di Pisa, David di Benvenuto Cellini e statuette di Francesco Totti oltre che di disturbare, raggirare e violentare fisicamente i turisti. Così riporta il Ministero dei Beni Culturali con una nota il giorno 17 dicembre.

Alle 12.15 un gruppo di manifestanti, probabilmente centurioni e urtisti, hanno preso d’assalto gli ingressi del Colosseo, ribaltando le transenne dell’entrata e impedendo l’accesso ai visitatori.Mentre le forze dell’ordine fronteggiavano la contestazione, gli ingressi del Colosseo sono stati chiusi per circa mezz’ora. 
Mezz'ora di stop alle visite per il più importante monumento italiano. Ma c'è di più. Da qualche tempo, grazie ad una mossa astuta e giusta del Ministro Dario Franceschini, musei e monumenti sono considerati beni essenziali, servizi primari. Questo ha conseguenze financo sul diritto di sciopero. Significa che per la legge se blocchi l'accesso ad un museo o ad un bene culturale la cosa equivale penalmente a bloccare un treno sedendosi sui binari o, di più, a bloccare il pronto soccorso degli ospedali. Ne più e ne meno. 
Ne consegue che i facinorosi che secondo il Ministero, e dunque secondo lo Stato, hanno "ribaltato le transenne" andavano arrestati. Sono stati arrestati? No. Sono stati il giorno stesso ricevuti dal prefetto Gabrielli che, mettendosi a loro totale disposizione, gli ha costruito un appuntamento con il Commissario Tronca il quale ha accettato, ha incontrato dei personaggi che invece dovevano stare in galera e ha chiuso il tutto con il comunicato che vedete qui.



Mescolando non si sa per quale assurda motivazione la religione (ebraica) con una professione commerciale come il venditore di souvenir. Un trappolone dal quale Ignazio Marino si era giustamente svincolato e nel quale invece Tronca è caduto con tutti i pantaloni. Disperanti e resisi conto di fare un mestiere che non ha più senso di essere nelle modalità tradizionali, gli urtisti l'hanno buttata sulla religione essendo in maggioranza di religione ebraica. Come se le norme di tutela dei beni culturali si possano prendere in base alla religione di chi genera degrado, come se una bancarella-favela diventi meno o più grave se il titolare della licenza professi l'ebraismo, sia musulmano, sia valdese o buddista. Ma che assurdità è questa? Il vero antisemitismo è di quegli ebrei - tanti a Roma - che strumentalizzano la religione per biechi interessi commerciali. Una vergogna che se la sapessero a Israele sarebbero caxxi amari. 

E così al Colosseo se sei un dipendente e vuoi scioperare e protestare per le tue condizioni non puoi più farlo per legge perché interrompere l'attività del monumento è diventato vietato. Se invece sei uno che il Colosseo lo sfrutta da anni per vendere paccottiglia allora sì, allora puoi bloccarlo e invece di venire applicata la legge su di te, vieni portato in trionfo nel palazzo civico del Campidoglio e poi via a comunicati stampa smielati subito dopo a prefigurare un indietreggiamento su decisioni sacrosante. Una pagina vergognosa per questa città.

Noi per primi siamo convinti che per gli urtisti vada trovata una soluzione (non per i centurioni) benché si tratti di imprenditori che hanno totalmente sbagliato scelte nella loro vita professionale e solitamente quando sei un imprenditore e quando le tue scelte sono sbagliate allora ne paghi le conseguenze. 
Ma ad ogni modo la soluzione l'abbiamo prefigurata qui questa estate. Le licenze di questi signori vanno permutate con qualcos'altro. E la merce di scambio più sensata è una licenza taxi. Il Comune può farlo, lo faccia. E la smetta di accogliere chi si comporta in maniera illegale ed in civile. Chi blocca il Colosseo per mezz'ora deve finire a Regina Coeli, non salire il colle dell'Ara Coeli.

10 giorni di Commissario Tronca e finalmente sotto la metro è tutto un altro mondo. O no?

10 novembre 2015

Finalmente con il nuovo super Commissario si è intervenuti. Con una azione politica violenta, quasi  un vero e proprio colpo di stato, è stato cacciato il sindaco della città ed è stata assegnata l'amministrazione ad alcuni ignoti prefetti. Una forzatura, certo, ma era necessario viste le condizioni della città.
Dopo poche ore dall'arrivo infatti Tronca si è caratterizzato subito per un attivismo spasmodico. Non si è fermato un istante. Ha lavorato come un pazzo e dopo un giorno già i primi problemi, abbandonati per anni, venivano affrontati. Non ve ne siete accorti anche voi? Dai su, dite la verità.

Ad esempio sotto la metro tutto è diverso.
Non esistono più mendicanti. Non esistono più persone che entrano abusivamente minando la sicurezza. Non esistono più ladre e scippatrici. Non esistono più mamme con bambini neonati in braccio che sfruttano i minori per chiedere soldi. Non esiste più accattonaggio. Non ci sono più quelle inquietanti presene che, al passaggio delle metro, restavano sempre lì, in banchina. E finalmente i vigilantes e gli addetti fanno il loro mestiere e controllano. Vi basta 1 minuto di video per capire che è tutto cambiato, che si è messo mano finalmente ai problemi e che l'urgenza con cui si sono fatte le cose era giustficata. Oggi, dopo ben 10 giorni, è tutto ok.
Era ora! Grazie Commissario, Grazie Renzi.

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