Sindaco Gualtieri, il Municipio di Ostia va commissariato: ecco i motivi (riceviamo e pubblichiamo)

16 febbraio 2026


Sintesi breve per chi non vuole leggere tutta la lettera
: L’immobilismo della giunta del  municipio X ha trasformato il territorio ricco di potenzialità in un pantano di macerie, riuscendo ad aggravare le situazioni di  degrado esistenti e facendo passare il messaggio che quando Ostia era gestita dalla criminalità le cose funzionassero. L’opposizione invece alza le barricate proprio per tornare ai “fasti” dell’abusivismo selvaggio e per rendere gli spazi pubblici enormi autorimesse. Poichè i personaggi del parlamentino lidense sono gli stessi di 30 anni fa (quelli del video in cui si picchiano nell’aula municipale) e il movimento per il comune autonomo è notoriamente foraggiato dal cartello dei balneari, il commissariamento del municipio X è l’unica soluzione per evitare che il litorale romano si trasformi definitivamente nella Chernobyl italiana.


Il parlamentino di Ostia ha avuto una situazione ideale per migliorare il suo territorio: Giunta municipale e comunale dello stesso gruppo politico, lidense il consigliere comunale alla mobilità (criticità principale del municipio x) , lidense nonchè ex presidente del municipio stesso l’assessore comunale di turismo sport e eventi ( che rappresentano potenzialità infinite per il litorale), poi ciliegina sulla torta il presidente della regione Lazio è anche lui ostiense DOC . Se tutto questo non bastasse, il municipio X ha avuto a disposizione la prima giunta comunale che ha parlato di “blue economy” e rilancio delle aree fluviali.


Osservando poi la recente evoluzione degli altri municipi romani possiamo certamente affermare   che hanno ottenuto un miglioramento costante: riqualificazioni di grandi aree abbandonate, nuovi sistemi di trasporto pubblico, nuove facoltà universitarie, decentramento di sedi ministeriali e amministrative, nuove aree ciclopedonali e finanche nuovi itinerari turistici. Ci sarà ancora molto da fare, ma tra lavori completati, cantieri avviati e masterplan approvati, gli altri municipi hanno avuto un assestamento concreto e una visione di sviluppo (prendiamo ad esempio Garbatella, Ostiense o Pietralata che saranno molto migliori di 20 anni fa). E’ certo quindi che le altre giunte municipali sono state competenti nel creare una sinergia con il comune per migliorare interi quartieri. 


In questo scenario positivo il municipio X si è invece crogiolato nella passività della narrazione della “periferia abbandonata” peggiorando le stesse criticità di 40 anni fa:  

Assenza di trasporti per Fiumicino e Pomezia : a nord del municipio X confina Fiumicino, città da 90mila abitanti nonchè principale aeroporto italiano con  le sue aree logistiche, i centri commerciali e il polo fieristico. A Sud  troviamo Pomezia, città da 65mila abitanti nonchè polo industriale e commerciale di primaria importanza. Questa configurazione geografica genera un imponente flusso pendolare, infatti decine di migliaia di ostiensi lavorano nell'indotto aeroportuale e commerciale di Fiumicino ed altrettanti presso Pomezia. Parallelamente, migliaia di cittadini di Fiumicino e Pomezia raggiungono Ostia per fruire di servizi pubblici e istituti scolastici, migliaia di  pometini poi attraversano quotidianamente Ostia anche per arrivare a Fiumicino. Nonostante le tre  località abbiano un bacino di quasi 400mila abitanti,il trasporto è delegato totalmente alle auto private, trasformando un breve commuting di pochi km in una traversata di lunghe ore (anzi, spesso le ore servono solo per poter uscire da urbanizzazioni come l’infernetto o l’Axa) con un traffico che collassa la viabilità di tutta l’area e delle strade verso Roma. Come è possibile che gli amministratori del municipio X trovino sempre il tempo di farsi belli con i risultati di ADR,ma non organizzino mai una regia di coordinamento con i comuni di Fiumicino e Pomezia, Con ADR e con la Regione Lazio per istituire almeno 5 o 6 linee di bus (fino a quando non ci saranno metro/tram) che colleghino in modo adeguato le tre località? Data l’enorme domanda inevasa, queste linee di trasporto sarebbero addirittura redditizie per le aziende di trasporto .  La giunta municipale e l’opposizione non si sono mai preouccupati di tutti i servizi e le infrastrutture che servono per poter creare una integrazione di Ostia negli indotti di Fiumicino e Pomezia, cioè ottenere un vero distretto produttivo del litorale di Roma.

Gestione delle spiagge, sono riusciti a trasformare la legalità in degrado: 20km di costa sono una preziosissima risorsa e l’azione di ripristino della legalità da parte del comune di Roma è stato un’intervento sacrosanto ed imprescindibile, peccato che il conseguente immobilismo del Municipio X ha trasformato un’operazione necessaria in un disastroso "effetto Chernobyl". 
Il municipio doveva infatti avere come priorità assoluta la rimozione immediata dei manufatti abusivi (a spese degli ex-gestori illegali) e l’implementazione di un sistema di assegnazione delle spiagge che garantisse accesso libero e pulizia tutto l’anno,invece hanno abbandonato il litorale che si è trasformato in un cumulo di rifiuti, reti arancioni, bidonville e degrado sociale, alimentando il pericoloso messaggio secondo cui l'illegalità garantiva sicurezza e servizi, mentre la legge ha portato l’abbandono e la distruzione. In qualsiasi altro luogo sarebbe inammissibile, eppure l’attuale bando di gestione dei lidi di Ostia, accettato supinamente dal municipio, obbliga le spiagge libere a gli stessi limiti temporali e a agli stessi disservizi causati dagli “stabilimenti privati”, rendendo di fatto il mare un "non-luogo" pericoloso e inaccessibile per nove mesi l'anno (e con servizi ridicoli i restanti 3). Questo vuoto amministrativo sembra proprio voler far passare il diabolico messaggio che: senza la speculazione dei "prenditori" balneari, la costa sia destinata a diventare una discarica a cielo aperto. Sindaco Gualtieri, Roma deve rassegnarsi a questo declino o può finalmente ambire agli standard di decoro e accessibilità delle grandi città marittime europee?



Gestione dei parchi, la città giardino è diventata una discarica : Ogni quartiere del municipio X dispone di almeno due parchi pubblici o addirittura aree naturali. Peccato che l’inerzia del municipio le abbia rese una discarica con l’abituale panorama composto da recinzioni divelte, reti arancioni a profusione, erbacce incolte e cumuli di immondizia. Nei parchi più estesi troviamo anche insediamenti abusivi spesso protagonisti di incendi e emergenze ambientali. Anche per la gestione delle aree verdi esiste un modello vincente che è stato applicato in vari parchi di Roma dove la pulizia è effettuata da chioschi o associazioni sportive che lavorano nel parco. Perchè il municipio X insiste con la narrativa del degrado e non si impegna a raggiungere gli stessi standard degli altri quartieri visto che basterebbe copiare i sistemi applicati in altri municipi?A nessuno da fastidio se un parco è assegnato a un bar che serve caffè e pizzette o un gruppo sportivo che fa esercizi oppure una sala di coworking se poi l’area è  pulita e godibile,  invece è sgradevole recarsi in un parco e fare lo slalom tra immondizia ed erbacce.La manutenzione del verde urbano attraverso forme di partenariato con soggetti privati o associazioni — quali punti di ristoro o centri sportivi — ha dimostrato di poter garantire decoro, sicurezza e manutenzione costante senza oneri  per l'amministrazione. 
Caro Sindaco, è necessario interrogarsi sul motivo per cui il Municipio X non intenda adottare questi standard consolidati, preferendo costringere i cittadini a convivere con il degrado. La fruizione di un parco pulito e presidiato è un diritto della comunità; la rassegnazione all’abbandono non può e non deve essere l'unica realtà possibile.


Aree abbandonate: zero proposte, inzio lavori mai. Gli altri municipi procedono spediti verso la rigenerazione urbana e hanno visto ad esempio il recupero dell’ex Mattatoio, del Porto Fluviale, del Laurentino 38 destinato a ospitare le aule dell’Università di Tor Vergata. Persino aree estese quanto intere città, come gli ex Mercati Generali e l'ex Fiera di Roma, hanno visto l'avvio dei cantieri di riqualificazione.
Al contrario, il Municipio X conferma un immobilismo ingiustificabile.Non sono mai cominciati i lavori di recupero dell’ex complesso scolastico 'Ex-Gil', avviati ormai nel 2017, mentre l’ex colonia 'Vittorio Emanuele' versa in uno stato di occupazione perenne, soggetta a continui blitz delle forze dell'ordine. Stessa sorte spetta  all'edificio dell'ex Ufficio Tecnico — paradossalmente situato proprio sull'arenile — , alla Casa della Cultura (ex mercato San Fiorenzo) chiusa dal 2022 a seguito un atto vandalico e mai ripristinata. Ci sono poi l’area abbandonata dell’ex stadio “Morandi” per cui il comune aveva presentato un progetto di riqualificazione – nel 2013- mai realizzato e il centro polivalente di Dragona, mai completato.Tale scenario di abbandono generalizzato conferma il  sospetto  secondo cui l'assenza di interventi è frutto di una precisa volontà politica di affondare il territorio. Sindaco Gualtieri, non confermiamo questa teoria, anche il litorale può essere riqualificato!

Sicurezza stradale, questa sconosciuta: Chi ama il rischio sicuramente apprezzerà Ostia perché quasi tutti gli attraversamenti pedonali sono senza visibilità e non esistono dossi per far rallentare i veicoli. Il municipio X offre poi un numero infinito di incroci “a scommessa” cioè senza semafori o rotonde. Su questo argomento non esiste proprio discussione tra maggioranza e opposizione, a Ostia correre con la macchina o parcheggiare in seconda fila sembrano diritti costituzionali inalienabili. 

Un governo municipale allergico a pedonalizzazioni e ciclabili:
A Roma il progetto “GRAB” ha già costruito decine di km di ciclabili, a Pietralata è stata realizzata una  vera Rambla, tra piazzale Ostiense e Testaccio c’è un ambizioso masterplan di pedonalizzazione,mentre a Tiburtina è stato dato il via al progetto  “Tangenziale Verde”. Nonostante la conformazione urbanistica di Ostia sia perfettamente pianeggiante e i suoi viali larghi in media 30 metri costituiscano lo scenario ideale per lo sviluppo di percorsi ciclopedonali, si assiste a una tristissima alleanza di tutte le forze politiche nel voler regalare lo spazio urbano esclusivamente all’automobile. Tale visione anacronistica ignora numerose proposte di associazioni e cittadini e si traduce nella crisi del commercio locale, come dimostra l’imbarazzante implementazione del doppio senso di marcia nell’iconica Via delle Baleniere, il cui successo commerciale era dovuto alla fruibilità degli ampi spazi pedonali. Il risultato è un ritardo impietoso rispetto al resto della Capitale, dove altri Municipi investono coraggiosamente in reti di ciclabili e pedonalizzazioni sul modello di Via Ottaviano, lasciando colpevolmente il litorale fanalino di coda nella transizione verso una reale fruibilità. Meritano un capitolo a parte i  parcheggi, giacchè Ostia dispone di 800  preziosissimi parcheggi interrati -in disuso- perfettamente ubicati vicino la bretella “Cristoforo Colombo” : 300 pertinenti al “Palafijlkam” e 500 al polo natatorio. Sul lato ponente ci sono poi altri 2000 preziosissimi parcheggi interni al porto turistico di Ostia quasi tutti vuoti. Com’è possibile che con tante aree parcheggio (abbastanza da restituire a Ostia 3 campi da calcio di spazio libero) il municipio  non si sia mai impegnato proattivamente per renderle disponibili a cittadini e visitatori (a pagamento ovviamente), ma preferisce che i veicoli invadano ogni angolo utile della città?


Turismo, l'eclissi del litorale : Il Municipio X gode di una collocazione eccezionale, trovandosi in prossimità del principale aeroporto nazionale (50mln di arrivi) e a breve distanza dalla Capitale e i suoi 30 milioni di turisti; il territorio vanta  asset unici quali il più vasto sito archeologico d’Europa,il borgo medievale, venti chilometri di litorale, il porto turistico e la vicinanza al sito archeologico di Portus a Fiumicino e ai parchi divertimenti di Pomezia. Nonostante questo potenziale, il municipio si è sempre rifiutato di  studiare  strategie per intercettare l’indotto turistico, una mancanza che ha contribuito alla chiusura di quasi tutti gli hotel e alla contrazione delle attività legate alla nautica. Per migliorare la qualità della vita di residenti e lavoratori e poi rilanciare il turismo sarebbero sufficienti interventi infrastrutturali essenziali: il già citato potenziamento dei collegamenti con Fiumicino e Pomezia, l'istituzione di un servizio di trasporto capillare e notturno verso Roma — che colleghi anche i quartieri non serviti dalla Roma-Lido — e l'attivazione di navette express per il Porto Turistico. A ciò si dovrebbe aggiungere un serio incentivo alla ciclabilità, con stalli protetti per le bici (tipo bikebox) e stazioni di bike-sharing presso  i luoghi di interesse come le spiagge e le stazioni del treno roma-lido; Sono tutti interventi banali che l'amministrazione avrebbe dovuto priorizzare, ma evidentemente il parlamentino di Ostia era occupato a fare conferenze per criticare il costruendo porto di Fiumicino. Caro Sindaco,risulta  paradossale che in un comune dove si dibatte costantemente sul peso dell'overtourism nel Centro Storico non venga messa in campo alcuna reale strategia per il rilancio di un asset formidabile come il litorale. Perchè il municipio rinuncia a investire sui collegamenti e sui servizi che permetterebbero di migliorare la qualità della vita dei cittadini, e decongestionare il centro?  Ancora una volta questo immobilismo alimenta il sospetto che ci sia la volontà di affondare Ostia per riconsegnarla ai vecchi feudatari che la gestivano illegalmente prima del commissariamento del 2015.


- Eventi: il municipio umilia i cittadini: Il Municipio X dispone di una dotazione di spazi pubblici unica: ettari di piazzali fronte-mare, palazzetti dello sport vicino le stazioni ferroviarie e con parcheggi interrati dedicati, un porto turistico con piazze integrate e 2000 posti auto interni, oltre a venti chilometri di spiaggie che potrebbero ospitare ogni genere di manifestazioni . Nonostante questo potenziale, a partire dal 2015 Ostia ha sistematicamente rifiutato qualsiasi evento, rinunciando ai festival e ai concerti che ne hanno segnato la storia passata. L’attuale offerta culturale appare non solo insufficiente, ma offensiva: la partecipazione all’estate Romana ad esempio è stata ridotta a una singola manifestazione -a fine novembre- (la commemorazione di un assassinio, tanto per non presentarla come “periferia degradata”). Umiliante è stata la rassegna estiva "Mare di Cultura", dove gli eventi sono stati programmati alle ore 15 nei mesi di luglio e agosto e hanno visto  la totale assenza di zone d’ombra per pubblico e artisti (i quali non avevano a disposizione neanche sistemi di amplificazione),ottenendo come previsto la partecipazione di 4 gatti certamente coraggiosissimi.  

Eventi e kermesse culturali garantiscono un "presidio sociale" e la partecipazione dei cittadini scoraggia il vandalismo e garantisce la riappropriazione di spazi pubblici che altrimenti rimangono zone d'ombra. Perchè negli altri quartieri di Roma si possono organizzare ottimi eventi e kermesse come la “città dell’altra economia” oppure “Parco Schuster”, in spazi relativamente limitati e si sceglie di non organizzare nulla nelle enormi aree fronte-mare di cui dispone Ostia? Come è possibile che l’amministrazione di Ostia non comunichi con l’assessore agli eventi del comune che oltre a essere lidense  è stato addirittura presidente del municipio X? 

Caro Sindaco Gualtieri, quand’è che il municipio X smetterà di trattare il mare di Roma come una periferia da dimenticare e un fastidio da gestire con il minimo sforzo?


- Parco del Mare: Opposizione ridicola, maggioranza insipiente.  In questo scenario apocalittico La grande notizia per il municipio X è che il comune vuole riqualificare l’attuale lungomare (che è un deserto di bitume) con un parco dunale che offre uno scenografico percorso ciclopedonale con zone sportive e aree ristoro, cioè portare finalmente un pò di Europa anche sul litorale romano. Se da una parte abbiamo una opposizione sostenuta dai balneari che attacca ferocemente il progetto del “parco del mare”  perchè “riduce i parcheggi a raso e le velocità di percorrenza” dall’altra la maggioranza del municipio non muove un dito per comunicare i vantaggi che tale opera porterebbe finalmente al territorio cioè poter avere un vero lungomare fruibile quindi migliorare la vivibilità e poter diventare un riferimento per Roma a tutto vantaggio dell’economia locale e del rilancio turistico. Caro Gualtieri, un municipio che non lavora insieme al comune non ha senso di esistere. 

Queste erano solo alcune cricità che il municipio X (opposizione compresa) si rifiuta di affrontare, meriterebbero poi capitoli a parte i servizi pubblici di Ostia perennemente collassati perchè sono l’unico riferimento tutto il litorale, gli insediamenti dell’idroscalo ,gli sversamenti di rifiuti, il vandalismo ecc. Tutte situazioni, va ripetuto, presenti già 40 anni fa. 

Caro Sindaco Gualtieri, il Municipio X è un territorio con enormi potenziali e altrettanto grandi criticità che  la politica locale tutta ha dimostrato di non voler amministrare. Il commissariamento è quindi l’unica soluzione percorribile poichè servono professionisti qualificati per gestire tale complessità.Pensiamo al lavoro colossale che è riuscita a fare l’amministrazione di Napoli con  Bagnoli, dove un’ex sito industriale sta diventando un waterfront di eccellenza che ospiterà la coppa America, pensiamo a cosa sta facendo un’altra capitale, Atene, con l’enorme progetto Ellenikon che sta creando una vera smart city dalle ceneri di un quartiere dormitorio dell’area aeroportuale. Questi esempi dimostrano che con la giusta governance, anche le aree più complesse possono rinascere. Roma per il municipio X può fare anche meglio di così,ma il territorio va sottratto dalle logiche feudali di chi siede nel parlamentino, pertanto solo attraverso una gestione tecnica impeccabile si potrà restituire dignità e futuro al mare di Roma.

MASSIMO RUDI

Zona 30 a Roma? Andate piano perché tanto non cambia un catzo! (E questi grafici lo dimostrano)

16 gennaio 2026


Visto che il nuovo limite dei 30km/h in centro ha sollevato tante polemiche e fissato come sono delle tabelle excel ho provato a fare dei calcoli per capire quanto tempo effettivamente perderebbe un giovane avvocato rampante che deve andare di qua e di la nel centro di Roma, quanto tempo perderebbe un povero corriere che è costretto ad entrare nella ZTL del centro di Roma ed andare al massimo a 30km/h.


Ebbene, ecco a voi un po di calcoli stimando un percorso di 3 e di 5 km all'interno della ZTL con il limite a 30 km/h.

Distanza (km)Velocità bassa (km/h)Velocità alta (km/h)Frazione tempo alta velocitàTempo solo bassa velocità (min)Tempo totale (min)Risparmio (min)
3305025%65,10,9
3305030%65,01,0
5305025%108,61,4
5305030%108,31,7

In un ipotetico percorso di 3 km considerato che anche se spingi fino a 50 km/h questa velocità non la puoi mantenere per tutto il percorso perchè tra rallentamenti e semafori ho fatto due stime, la prima che la velocità di 50 km/h venga tenuta per il 25% del tempo, la seconda ipotesi che venga tenuta per il 30% del tempo. Percentuali a mio avviso sovrastimate, ma comunque andiamo avanti.
Quindi bene che vada si risparmia ben 1 minuto su 3 km e meno di 2 su 5 km!!!! E la domanda allora è: questo tempo che risparmiereste come pensate di investirlo?


Dopodiché e visto che avevo impostato le formule ho provato a fare una ipotesi di risparmio di tempo anche laddove si può andare a 50 km/h mentre alcuni pensano che 70 km/h sia una velocità ragionevole.

Stavolta ho impostato il calcolo stimando percorsi di 10 e 20 km
Risultato, bene che vada risparmiate 2 minuti e mezzo su un tempo totale di più di 20 minuti.


Buon viaggio, ed andate piano che tanto non cambia un ca**o!


Distanza (km)Velocità bassa (km/h)Velocità alta (km/h)Frazione tempo alta velocitàTempo solo bassa velocità (min)Tempo totale (min)Risparmio (min)
10507025%1210,91,1
10507030%1210,71,3
20507025%2421,82,2
20507030%2421,42,6

ANTONIO AMATRUDA

La situazione paradossale della raccolta rifiuti al Rione Monti

22 settembre 2025






















Cara RFS,

scrivo per raccontare la situazione della raccolta rifiuti nel rione Monti, in cui una stupida e insensata gestione della raccolta da parte di AMA, una altrettanto stupida raccolta delle utenze non domestiche in appalto e l'inciviltà di molti ha reso il rione ostaggio di discariche e della relativa fauna (topi, gabbiani, blatte), oltre che la raccolta dei rifiuti ridondante e costosa per il Comune. Il testo è lungo, ma è nei dettagli che sta il problema, che è sì complesso, ma che deve essere risolto.

Racconto quello che dovrebbe essere, e quello che è in realtà.
Iniziamo dalla teoria:
A1) Le utenze domestiche con spazio per i cestini condominiali interni avrebbero il porta a porta.
A2) Le utenze domestiche senza spazio per i cestini condominiali interni avrebbero le piazzole di raccolta nei giorni lun-sab 7:30-19:30.
B) Le utenze non domestiche avrebbero la raccolta fuori dal locale, con i cassonetti per l'umido e il vetro (solo locali somministrazione cibo e bevande), mentre tutti gli altri rifiuti sono da lasciare in sacchetti.

Come è in realtà:

A1) Il porta a porta per le utenze domestiche non funziona: il sistema prevede che ci siano 4 contenitori: uno per il vetro, uno per l'organico e due che cambiano ogni giorno e alternano non riciclabile - carta - plastica (tranne la domenica). Lo stesso contenitore, ogni giorno, a seconda del colore sacco, dovrebbe avere un rifiuto diverso. Il che significa che, per funzionare, non si può mai saltare un giorno di raccolta, pena l'incasinare totalmente una settimana di raccolta differenziata, e quindi: 1. AMA deve passare ogni giorno dell'anno; 2. AMA deve trovare sempre qualcuno che gli apra; 3. Nessuno all'interno del condominio deve "sbagliare" conferimento.
Il che è impossibile perché: AMA a volte non passa; i giorni normalmente feriali a volte sono festivi; AMA non cambia tutti i sacchi col colore giusto; i condomini e soprattutto i gestori dei BnB (legali o meno) non conferiscono i rifiuti correttamente. Immaginate la situazioni del BnB: se i gli ospiti se ne vanno il lunedì, e il lunedì AMA prende la carta, buttano tutta l'indifferenziata comunque, che non saprebbero dove buttare altrimenti (o forse sì, nelle postazioni di raccolta, su cui di seguito).

A2) Le postazioni di raccolta, teoricamente riservate ai condomini senza spazio interno per i cassonetti, sono diventate i cassonetti di tutto il Rione. Teoricamente da questa estate dovrebbero essere presidiate, ma non lo sono più. Sono formate da cassonetti di tipo condominiale di plastica, due per tipologia, totalmente insufficienti per la tipologia di rifiuto. Sono la vera "valvola di sfogo" e i veri cassonetti, dove buttano un po' tutti. Chi dovrebbe, chi ci passa, chi avrebbe il porta a porta ma si ostina a voler fare la differenziata (io), gli esercizi commerciali abusivamente. Il problema? Sono poche, con poco spazio e ci sono solo di giorno, dal lunedì al sabato.
Nei giorni/orari in cui i cassonetti non sono presenti le zone delle piazzole diventano discariche.

B) La raccolta delle utenze non domestiche è lo schifo più assoluto: l'unica nota positiva è che chi ce l'ha in appalto passa, ogni sera, almeno per il non riciclabile. Però è pensata male: l'assenza di cassonetti personali "spinge" i gestori dei locali a creare delle discariche in vari punti già durante il giorno, conferendo i rifiuti, non differenziati, per terra. Delle vere e proprie discariche, giganti, che vengono bonificate ogni sera, dove, ovviamente, si butta di tutto: rifiuti misti, RAEE, oli, ingombranti. I pochi cassonetti presenti (vetro e umido) diventano punti di attrazione per le utenze domestiche (o turisti) che vogliono buttare fuori orario o fuori giorno i propri rifiuti.
Alcuni vicoli (esempio Via dell'Agnello) sono quotidianamente destinate a discarica.

Sostanzialmente la raccolta rifiuti nel rione avviene bonificando discariche ogni sera (le discariche nelle isole di raccolta a cura di AMA, mentre quelle nei "luoghi" di discarica delle utenze non domestiche a cura della ditta appaltante) e ogni domenica.
Nessuna sostanziale raccolta differenziata. Topi e altri infestanti che stanno scavando e facendo crollare le strade (letteralmente).
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'eliminazione dei cassonetti da via Cavour. Sì, è vero che come dice AMA ci smaltivano i rifiuti anche le utenze non domestiche, sì è vero che in generale i cassonetti fanno schifo (che poi dipende dalla tipologia...) ma forse erano meglio dei cassonetti che delle discariche vista fori imperiali? Mi chiedo: dopo anni di questo sistema di porta a porta che non funziona, perché ce lo teniamo? (Sia chiaro che sono a favore del porta a porta, ma con un cestino per tipologia di rifiuto, come in altre zone di Roma. Se non c'è spazio non si facesse il porta a porta, che già ora tanto non funziona). Perché il nuovo bando per le utenze non domestiche fatto sotto la giunta Gualtieri non ha cambiato di una virgola le modalità di raccolta?

Calcolate che in ogni strada, ogni giorno, raccolgono i rifiuti tre/quattro volte: AMA per il porta a porta, AMA per le postazioni di raccolta, ditta in appalto per le utenze non domestiche,  AMA per pulire e bonificare. Forse dispendioso in termini e mezzi?

Il Comune è ovviamente a conoscenza di tutto: sia AMA che la ditta in appalto fanno fotografie a ogni bonifica. In un loop infinito.

L'unica soluzione che vedo, sinceramente e paradossalmente, è tornare ai cassonetti, magari divisi tra cassonetti per le utenze domestiche e quelle non domestiche. Alla fine meglio cassonetti divisi per competenze che discariche divise per competenze. (Che poi, ha effettivamente senso avere due gestori per la raccolta?)
ALESSANDRO


Cosa ho imparando facendo le vacanze di quest'anno a Cracovia

25 agosto 2025





Questa volta le vacanze estive con famiglia e amici mi hanno portato a Cracovia. Dopo aver visitato Varsavia lo scorso anno ed essendo rimasti tutti a bocca aperta per come sono tenute lì le città, abbiamo deciso di tornare in Polonia e visitare una seconda città. Perché, si sa, se il turista è soddisfatto e non lo freghi, torna due, tre e più volte e si affeziona ai posti. 

 

Tornato a Roma, è tempo di raccogliere foto, impressioni, commenti degli altri viaggiatori e fare un confronto con la quotidianità in cui viviamo. Non voglio però parlare delle solite cose, arcinote, che ormai trovi da 20 anni in TUTTE le metropoli europee tranne che in Italia e a Roma in particolare: inutile stupirsi ancora una volta del verde curatissimo, dei giardini fioriti (quante sono le piazze a Roma abbellite da aiuole in fiore? ma è così complicato riempire di aiuole fiorite l'area attorno al Colosseo o in una delle nuove piazze riqualificate per il Giubileo), dei larghi marciapiedi fatti in pietra come Cristo comanda, delle ciclabili disseminate ovunque, della pulizia impeccabile di tutto ciò che è pubblico, della polizia municipale che ti taglia le mani se ti vede bere alcol al di fuori dei locali, figuriamoci se lo fai in un parco, della raccolta porta a porta con i secchioni quasi introvabili. 

 

No, vorrei concentrarmi sulla “facilità di utilizzo di una città”. A Cracovia, così come a Varsavia e praticamente in tutte le città del centro e nord Europa, tutto, ma proprio tutto, è in qualche modo digitalizzato, informatizzato, reso concorrenziale, trasparente, e soprattutto di facilissimo utilizzo per cittadini e turisti. Solo per fare qualche esempio, c’è una quantità così alta di auto pubbliche gestite tramite piattaforme/APP -tra Taxi, Bolt, Uber e società locali- che non abbiamo mai aspettato più di 3-4 minuti per una corsa. Alta concorrenza, trasparenza dei prezzi (sai prima l’importo e puoi decidere se dare o meno la mancia), cortesia dei driver, in quanto puoi lasciare le recensioni. In questo modo le tariffe per gli utenti crollano (abbiamo pagato circa 20 Eur da/verso l’aeroporto e non 45-50 come a Roma), ma proprio per questo lì tutti usano questi servizi e alla fine fornitori e clienti sono felici. Per di più, e non è un dettaglio, sono servizi operati in larga maggioranza da extra comunitari che, pienamente in regola, si creano così un futuro dignitoso in queste città facendo i driver. Lavori seri e non ripieghi dei tanti poveracci costretti a lavare i vetri agli incroci o a metter benzina ai distributori sotto il sole o la pioggia. 

 

Sempre sul fronte della facilità di utilizzo, non esiste mezzo pubblico (la rete dei tram è letteralmente da invidia, con possibilità di fare i biglietti a bordo tramite totem installati a bordo e sempre funzionanti), toilette, esercizio commerciale, dove tu non possa pagare agevolmente con la carta elettronica, senza lamentele, senza compromessi. A dire il vero, nessuno del gruppo ha mai avuto necessità di cambiare gli Euro in Zloty (in Polonia non hanno ancora adottato l’Euro), visto che persino le famose e tipiche ciambelle di pane vendute sui marciapiedi dagli anziani le potevi tranquillamente pagare in modalità elettronica. Anche nei ristoranti, nessuno ha mai storto il naso quando, per semplicità, ciascuna famiglia del gruppo chiedeva pagare la propria quota indipendentemente: il pensiero va alle lamentele dei tanti ristoratori nostrani quando ancora smadonnano alla sola domanda di poter dividere il conto. 

 

Ogni viaggio ti fa riportare a casa preziosi ricordi e preziosissime lezioni. Una di queste è che se ad un turista gli semplifichi la vita, non tenti di fregarlo ad ogni angolo, gli fai bastare un “tap” per acquistare un qualsiasi bene o servizio in piena trasparenza, lo invogli a prendere mezzi di trasporto condivisi o a muoversi a piedi per vedere da vicino le realtà commerciali, gli fai vivere la vacanza in un ambiente piacevole, verde, pulito, vuol dire che con ogni probabilità quel turista parlerà bene del posto che ha visitato, altri suoi amici ci andranno per merito del passaparola e lui stesso molto probabilmente ci tornerà. Se invece gli fai vivere una settimana di stress e di sofferenza psico-fisica, lo avrai fregato una volta, ma né lui né chi leggerà le sue recensioni torneranno.

 

A Roma e in Italia in generale, si fa invece pochissimo sul fronte della semplificazione. Siamo indietro anni luce. Tanto, dicono in molti, c’abbiamo il Colosseo e Fontana di Trevi, la gente viene uguale. Ma quando si capirà che -se non ti adegui, non ti modernizzi e non lavori per rendere le città e i suoi servizi veramente piacevoli e vivibili- le crisi nel settore del turismo arrivano velocemente, come fulmini a ciel sereno da un anno all’altro, sarà troppo tardi per correggere la rotta.

 

Semplice.

ANDREA

Quante cose potremmo copiare da Varsavia. Cronache di un viaggio

8 novembre 2024
















Inizio a descrivere l’esperienza del mio ultimo viaggio a Varsavia partendo proprio dal rientro a Roma. Lo shock che più o meno tutti abbiamo sperimentato tornando nella nostra amata capitale dopo un viaggio all’estero (ma in realtà basta scegliere una qualsiasi meta fuori dal G.R.A.), anche questa volta si è manifestato senza pietà: dopo un viaggio, ti si palesa più feroce che mai una città piena di graffiti che i figli di buona famiglia, griffati dalla testa ai piedi, lasciano ormai anche di giorno su ogni muro; cassonetti sgangherati con gli immancabili sacchetti attaccati al gancio di presa ; raccoglitori di abiti usati aperti e con vestiti disseminati ovunque ; giardini pieni di bottiglie e giaciglio notturno di disperati ; tram di oltre 60 anni ; sopraelevate, infrastrutture, condomini, rimasti esattamente come nei film comici di Fantozzi. Una città non solo ferma in tutto ciò che è innovazione, dove per realizzare uno straccio di progetto passano decenni, ma in rapido declino su tutto ciò che è stato realizzato negli anni a causa di una manutenzione completamente assente.

 

Torniamo quindi a parlare di Varsavia. E’ una meta probabilmente non frequentatissima, forse anche per via di quel preconcetto completamente sballato che molti italiani hanno ancora in testa e che la associa allo stereotipo delle ex città sovietiche viste magari nei film di Kieślowski, fatte di grigi palazzoni, Fiat 126, vecchie fabbriche e così via con gli stereotipi.

 

Bene, chi ha superato le ritrosie e ha deciso di ficcarci il naso si è trovato di fronte un gioiello di metropoli, per tantissimi -o tutti- gli aspetti decisamente più avanti di Roma: convogli del tram nuovissimi e tecnologici, tempi di attesa minimi per tram e bus (in 4 giorni non mi è capitato di dover attendere alla fermata più di 3-4 minuti), due linee della metropolitana scintillanti di pulizia e dal design attualissimo, marciapiedi larghi -tutti, ma proprio tutti, fatti di basaltina, non si sognano minimamente di usare l’asfalto, ciclabili presenti ovunque e segnalate benissimo, parchi pubblici immacolati, raccolta porta a porta (non c’è ombra di cassonetti e naturalmente di immondizia in giro).

 

Dal punto di vista urbanistico e architettonico, Varsavia è poi un concentrato di novità e sperimentazioni: lungo il fiume Vistola hanno ad esempio creato dei suggestivi parchi lineari, con tanto di amache, zone relax, aiuole fiorite. E lì è stato realizzato il museo scientifico/planetario Nauki Kopernik nonché un importante intervento di riconversione della centrale elettrica Elektrownia Powiśle, dove i locali dell'ex edificio industriale sono stati rivitalizzati e trasformati in strutture culturali, di servizio, uffici e residenze aggiudicandosi importanti riconoscimenti internazionali. Quello che da noi nella migliore delle ipotesi verrebbe chiamata “speculazione” e nella peggiore farebbe la fine dell’area degli ex Mercati generali ad Ostiense.

Tornando ai mitologici palazzoni grigi ex sovietici, questi ovviamente in grandissima parte ci sono ancora, ma sono stati gradualmente e saggiamente riqualificati con interventi radicali, lavorando sulle facciate, sui balconi, sulle aree comuni: non sono opere d’arte, ma certamente sono accettabilissimi e in linea con la media delle altre città occidentali.

 

Insomma, Varsavia è una città dalla quale i nostri amministratori potrebbero prendere tanti spunti, anche solo copiandone l’energia, la capacità organizzativa e di richiamo dei capitali privati.

 

Ah, anticipando i commenti “ma Varsavia è grande come un quartiere de Roma”, sollevo dalla fatica di cercare su Wikipedia: “Varsavia è la città più grande della Polonia in termini di popolazione con 1.764.615 residenti registrati nel 2017 e la sua area metropolitana di circa 3.100.844 abitanti. Si classifica al decimo posto delle città più popolose dell'Unione europea”. Rimangono poche scuse. Pochissime. 

 

ANDREA

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