Sulla faccenda dell'Ecopass si sta riproducendo, come sempre, il solito squallido teatrino romano che tanto male ha fatto alla città e che non è evidentemente soddisfatto dei danni effettuati fino ad oggi. Ignoranza, politici sciacalli, cittadini impauriti e completamente ignari, superstizioni a tutta callara basate sul nulla.
Stiamo parlando di un semplice provvedimento di road pricing già applicato in molte città del mondo e, in Italia, a Milano. In Europa, a Londra. Se vuoi accedere in centro, l'area più servita, più bisognosa di tutela e più agevolmente raggiungibile coi mezzi pubblici, semplicemente paghi una tariffa, un pedaggio. Non dovrebbe essere nulla di particolarmente strano, invece apriti cielo.
Il progetto è stato inserito nel PGTU da Guido Improta ai tempi della Giunta di Ignazio Marino (2015) e oggi viene portato avanti grazie al lavoro di Enrico Stefàno, capo della Commissione mobilità in Campidoglio. Stefàno è praticamente l'unico esponente politico dei Cinque Stelle che è rimasto fedele alle più alte ambizioni originarie del movimento inventato da Grillo: ambientalismo non preconcetto, raffronto con le migliori pratiche internazionali, attenzione al merito e alla qualità, zero ideologie. Mentre tutti gli altri pentastellati si sono trasformati in pentecatti all'insegna di clientele, collusioni, voti di scambio e una coltre sempre più spessa di continue menzogne e raggiri dell'elettorato, Stefàno ha continuato come nulla fosse a operare come se il tracollo umano e politico del MoVimento non fosse mai avvenuto. Grazie a lui dunque ci ritroviamo alcuni bricioli di buon governo in una città amministrata in maniera raccapricciante.
Portare avanti l'Ecopass, ad esempio, è una misura sacrosanta e utilissima. L'unico problema è che viene proposta in maniera eccessivamente soft: troppe gratuità, troppe eccezioni, troppi anni da attendere prima dell'entrata in vigore. Ci vorrebbe più coraggio, ma a Stefàno tutti nel suo partito (figurati se grillioti impresentabili come Coia o Ferrara vogliono una misura di stampo europeo come l'Ecopass!) e soprattutto fuori chiedono ancor meno coraggio. Chiedono addirittura di interrompere questo progetto che potrebbe solo far del bene alla mobilità cittadina. E in parte ci sono anche riusciti: il provvedimento è stato rinviato, probabilmente ce lo siamo giocato o probabilmente verrà ulteriormente indebolito quando invece ci sarebbe bisogno impellente di provvedimenti forti e decisi.
Vediamo quali sono le motivazioni dei detrattori e soprattutto vediamo perché sono tutte motivazioni strumentali, utili solo a fare l'unica cosa che non va fatta: lasciare tutto com'è.
1. PRIMA BISOGNA INCREMENTARE I MEZZI PUBBLICI
Questa è una tautologia. Ovvio che bisogna incrementare i mezzi pubblici, vale per tutte le città, figurarsi per Roma che è molto indietro. Ma la gerarchia degli eventi è inversa. Non è vero che bisogna prima incrementare i mezzi pubblici e poi ridurre le auto nell'area più nevralgica (e ben collegata!) della città. Bisogna fare il contrario: è vero che bisogna rinforzare bus e tram, ma per farlo è proprio sulle auto private che bisogna agire. Uno dei motivi dell'inefficienza dei mezzi è proprio l'eccessiva presenza di auto che li costringono alla congestione e ad una velocità commerciale non competitiva. Dunque l'Ecopass, indirettamente, incrementa i mezzi pubblici. E lo fa in due modi: sia riducendo uno dei principali motivi di inefficienza dei mezzi (le auto private, appunto) sia raggranellando da chi continuerà ad usare eccessivamente l'auto (chi la usa moderatamente non paga perché ci sono un tot di ingressi gratuiti) le risorse necessarie per investire ulteriormente sul trasporto pubblico locale. E' la quadratura del cerchio. Ecco perché non bisogna aspettare il 2020 a babbomorto, ma bisognerebbe avere il coraggio di agire subito. La situazione romana è così emergenziale che non si può e non si deve aspettare neanche un istante ancora per implementare misure drastiche: non c'è più tempo! Questo stato di cose ci carica miliardi (miliardi!) ogni anno di costi sociali, di inefficienze e ci costa alcune migliaia di morti in parte dovuti agli incidenti e in parte dovuti all'inquinamento. Occorre agire subito: con l'Ecopass e mettendolo assieme ad altre soluzioni che elencheremo sotto.
2. E' UNA MISURA CHE FAVORISCE I RICCHI: CHI PUO' PAGARE ENTRA
Naturalmente è vero il contrario. I poveri la macchina manco se la possono permettere, i poveri vanno coi mezzi pubblici a lavoro (quando lavorano!) e dunque non hanno che da guadagnarci. I ricchi, ovvero coloro che possiedono vetture private e sono soliti usarle smodatamente, vengono penalizzati. Peraltro con un piccolo - piccolissimo, insignificante! - obolo che va a finanziare i servizi a beneficio dei poveri. Dunque è proprio l'inverso di quanto si sente dire in giro. La misura è altamente redistributiva. Una misura di equità da applicare il prima possibile. Una misura che sposta risorse da chi usa l'auto, chiedendogli un contributo, dando risorse a chi si serve del mezzo pubblico, garantendo più investimenti. Cosa aspettiamo ad andare in questa direzione come si sta facendo in tutto il mondo civilizzato?
3. MA IO PAGO GIA' BOLLO, ASSICURAZIONE, ACCISE SULLA BENZINA
Ecco, visto che paghi tutto (per non parlare del costo dell'auto stessa, delle manutenzioni, dei tagliandi, degli pneumatici, del carburante...) non si capisce per quale motivo ti spaventi a pagare pochi euro di pedaggio. Chi sale sulla metro deve pagare un pedaggio e chi entra in centro in auto deve essere tutelato da qualsiasi esborso? Ma quando mai!? Chi è disposto a usare l'auto privata paga per tutto, ogni giorno è un salasso. E poi proprio quando si deve contribuire per la cosa più importante (rimborsare chi subisce il nostro inquinamento e l'ingombro del suolo pubblico) consideriamo il pagamento uno scandalo? Ma allora a sto punto pretendiamo che i distributori eroghino gratis il carburante, del resto è un diritto la mobilità no!? E allora perché pagare la benzina... Va da se che il diritto a muoversi gratis con l'auto privata "perché già pago tante tasse" è una scemenza sesquipedale...
4. SERVE SOLO AL COMUNE PER FARE CASSA
Ah si? Beh, bene! Cosa c'è di male a fare cassa quando si parla di una amministrazione pubblica? Anzi, il ruolo stesso di una amministrazione è fare cassa per avere poi risorse da utilizzare per dare servizi. L'enorme problema di Roma è proprio che la città non ha mai fatto cassa come invece sarebbe stato necessario fare. Fare cassa con cosa? Ma ovviamente con l'unico grande cespite (oltre alle società municipalizzate) che un ente locale possiede: il suolo pubblico. Il suolo pubblico da problema si deve tramutare in opportunità e risorsa economica: così si modula il buon governo di tutte grandi metropoli occidentali. Spiagge, tavolini all'aperto, sviluppo immobiliare, sottosuolo (parking interrati), cartellonistica, ambulanti, parcheggi blu sono tutte cose che devono consentire al Comune di "fare cassa". Fare cassa è la strada giusta, non farlo è criminogeno. Il Comune di Roma, corrotto e inefficiente da sempre, ha preferito negli ultimi cent'anni fare diversamente: si consente ai privati di fare cassa e così la cassa non la fa il Comune si tolgono risorse a tutti e ai servizi per chi ne ha bisogno e si danno a pochi imprenditori senza scrupoli ammanicati con la politica. Di più: i privati, per riconoscenza, pagano o in qualche maniera remunerano sottobanco i rappresentanti istituzionali che consentono questo scempio che ha anno dopo anno generato povertà, declino, depressione economica, debiti pubblici mostruosi.
Insomma, il Comune deve fare cassa. Ogni volta che può. Con l'Ecopass, che comunque è un fare cassa blando perché le tariffe sono bassissime, la cassa fatta è davvero benvenuta: si drenano risorse da chi usa i mezzi privati e le si dirottano verso chi usa i mezzi pubblici, diminuendo il tasso di inquinamento dell'aria per tutti quanti. In più si incassano anche soldi che saranno utilizzati per dare servizi a chi non se li può permettere di tasca sua. Una misura di equità come abbiamo detto: perché se le istituzioni pubbliche fanno cassa è sempre una buona notizia per tutti, specie per i più deboli.
5. SE PIU' GENTE SI RIVERSERA' SUL TRASPORTO PUBBLICO, I MEZZI SARANNO ANCORA PIU' AFFOLLATI
Ma no, non necessariamente. Chiaramente tutto andrà calibrato e misurato. Ma il rischio di sovraffollamento sui mezzi a causa di un maggiore ricorso al mezzo pubblico potrà essere disinnescato facilmente: se ci sarà più gente sui mezzi significa automaticamente che ci sarà meno gente fuori dai mezzi; dunque meno vetture; dunque più spazio per i mezzi stessi. Che con lo stesso materiale (lo stesso numero di autobus, o di tram) potranno erogare più chilometri di servizio. Insomma il "tempo di giro" di un singolo autobus si riduce e nell'arco della giornata lo stesso mezzo passa più volte perché incontra meno ingorghi, meno congestione, meno auto in doppia fila parcheggiate sul suo percorso.
***
E' chiaro che tutto questo va affiancato con un concetto di rete e di sistema ad altre importantissime misure. In primis un'attività a tappeto sulle corsie preferenziali. Il Comune anche su questo (e sempre grazie a Stefàno bisogna dirlo) è partito ma la velocità deve essere 10 volte tanto. Quando si accende l'Ecopass i percorsi dei bus devono essere rigorosamente protetti in modo tale da dare una vera e credibile alternativa a chi deciderà di passare dall'auto al trasporto pubblico. Poi si dovrà rinforzare il controllo in maniera radicale (se si continua ad accettare che sull'autobus salga chi non ha il biglietto avremo sempre autobus affollatissimi di scrocconi). Poi si dovrà agire sulla sosta selvaggia. Sennò si rischia che chi entra, pagando, nell'Area C romana si sentirà titolato ancor più di quanto non faccia oggi a parcheggiare dove gli pare: "aho ho pagato e mo nun me rompercatzo". Bisogna dunque ventuplicare le pattuglie dello street view, chi posteggia in doppia fila e in divieto deve avere la ragionevole sicurezza di prendere contravvenzioni a raffica, anche più di una al giorno.
Poi si dovranno ripensare percorsi e fermate delle linee, anche questa cosa in parte si è fatta ma non si possono dare pillole omeopatiche ad un malato terminale di tumore: bisogna tentare con una radicale chemioterapia per vedere se si riesce a salvare il salvabile. Qui stiamo morendo male e vogliamo la chemioterapia. La vogliamo subito.
PS. Diteci le altre ridicole obbiezioni che avete sentito in giro sull'Ecopass, le aggiungiamo alla lista qui sopra e ci mettiamo la risposta più sensata da dare.
Stiamo parlando di un semplice provvedimento di road pricing già applicato in molte città del mondo e, in Italia, a Milano. In Europa, a Londra. Se vuoi accedere in centro, l'area più servita, più bisognosa di tutela e più agevolmente raggiungibile coi mezzi pubblici, semplicemente paghi una tariffa, un pedaggio. Non dovrebbe essere nulla di particolarmente strano, invece apriti cielo.
Il progetto è stato inserito nel PGTU da Guido Improta ai tempi della Giunta di Ignazio Marino (2015) e oggi viene portato avanti grazie al lavoro di Enrico Stefàno, capo della Commissione mobilità in Campidoglio. Stefàno è praticamente l'unico esponente politico dei Cinque Stelle che è rimasto fedele alle più alte ambizioni originarie del movimento inventato da Grillo: ambientalismo non preconcetto, raffronto con le migliori pratiche internazionali, attenzione al merito e alla qualità, zero ideologie. Mentre tutti gli altri pentastellati si sono trasformati in pentecatti all'insegna di clientele, collusioni, voti di scambio e una coltre sempre più spessa di continue menzogne e raggiri dell'elettorato, Stefàno ha continuato come nulla fosse a operare come se il tracollo umano e politico del MoVimento non fosse mai avvenuto. Grazie a lui dunque ci ritroviamo alcuni bricioli di buon governo in una città amministrata in maniera raccapricciante.
Portare avanti l'Ecopass, ad esempio, è una misura sacrosanta e utilissima. L'unico problema è che viene proposta in maniera eccessivamente soft: troppe gratuità, troppe eccezioni, troppi anni da attendere prima dell'entrata in vigore. Ci vorrebbe più coraggio, ma a Stefàno tutti nel suo partito (figurati se grillioti impresentabili come Coia o Ferrara vogliono una misura di stampo europeo come l'Ecopass!) e soprattutto fuori chiedono ancor meno coraggio. Chiedono addirittura di interrompere questo progetto che potrebbe solo far del bene alla mobilità cittadina. E in parte ci sono anche riusciti: il provvedimento è stato rinviato, probabilmente ce lo siamo giocato o probabilmente verrà ulteriormente indebolito quando invece ci sarebbe bisogno impellente di provvedimenti forti e decisi.
Vediamo quali sono le motivazioni dei detrattori e soprattutto vediamo perché sono tutte motivazioni strumentali, utili solo a fare l'unica cosa che non va fatta: lasciare tutto com'è.
1. PRIMA BISOGNA INCREMENTARE I MEZZI PUBBLICI
Questa è una tautologia. Ovvio che bisogna incrementare i mezzi pubblici, vale per tutte le città, figurarsi per Roma che è molto indietro. Ma la gerarchia degli eventi è inversa. Non è vero che bisogna prima incrementare i mezzi pubblici e poi ridurre le auto nell'area più nevralgica (e ben collegata!) della città. Bisogna fare il contrario: è vero che bisogna rinforzare bus e tram, ma per farlo è proprio sulle auto private che bisogna agire. Uno dei motivi dell'inefficienza dei mezzi è proprio l'eccessiva presenza di auto che li costringono alla congestione e ad una velocità commerciale non competitiva. Dunque l'Ecopass, indirettamente, incrementa i mezzi pubblici. E lo fa in due modi: sia riducendo uno dei principali motivi di inefficienza dei mezzi (le auto private, appunto) sia raggranellando da chi continuerà ad usare eccessivamente l'auto (chi la usa moderatamente non paga perché ci sono un tot di ingressi gratuiti) le risorse necessarie per investire ulteriormente sul trasporto pubblico locale. E' la quadratura del cerchio. Ecco perché non bisogna aspettare il 2020 a babbomorto, ma bisognerebbe avere il coraggio di agire subito. La situazione romana è così emergenziale che non si può e non si deve aspettare neanche un istante ancora per implementare misure drastiche: non c'è più tempo! Questo stato di cose ci carica miliardi (miliardi!) ogni anno di costi sociali, di inefficienze e ci costa alcune migliaia di morti in parte dovuti agli incidenti e in parte dovuti all'inquinamento. Occorre agire subito: con l'Ecopass e mettendolo assieme ad altre soluzioni che elencheremo sotto.
2. E' UNA MISURA CHE FAVORISCE I RICCHI: CHI PUO' PAGARE ENTRA
Naturalmente è vero il contrario. I poveri la macchina manco se la possono permettere, i poveri vanno coi mezzi pubblici a lavoro (quando lavorano!) e dunque non hanno che da guadagnarci. I ricchi, ovvero coloro che possiedono vetture private e sono soliti usarle smodatamente, vengono penalizzati. Peraltro con un piccolo - piccolissimo, insignificante! - obolo che va a finanziare i servizi a beneficio dei poveri. Dunque è proprio l'inverso di quanto si sente dire in giro. La misura è altamente redistributiva. Una misura di equità da applicare il prima possibile. Una misura che sposta risorse da chi usa l'auto, chiedendogli un contributo, dando risorse a chi si serve del mezzo pubblico, garantendo più investimenti. Cosa aspettiamo ad andare in questa direzione come si sta facendo in tutto il mondo civilizzato?
3. MA IO PAGO GIA' BOLLO, ASSICURAZIONE, ACCISE SULLA BENZINA
Ecco, visto che paghi tutto (per non parlare del costo dell'auto stessa, delle manutenzioni, dei tagliandi, degli pneumatici, del carburante...) non si capisce per quale motivo ti spaventi a pagare pochi euro di pedaggio. Chi sale sulla metro deve pagare un pedaggio e chi entra in centro in auto deve essere tutelato da qualsiasi esborso? Ma quando mai!? Chi è disposto a usare l'auto privata paga per tutto, ogni giorno è un salasso. E poi proprio quando si deve contribuire per la cosa più importante (rimborsare chi subisce il nostro inquinamento e l'ingombro del suolo pubblico) consideriamo il pagamento uno scandalo? Ma allora a sto punto pretendiamo che i distributori eroghino gratis il carburante, del resto è un diritto la mobilità no!? E allora perché pagare la benzina... Va da se che il diritto a muoversi gratis con l'auto privata "perché già pago tante tasse" è una scemenza sesquipedale...
4. SERVE SOLO AL COMUNE PER FARE CASSA
Ah si? Beh, bene! Cosa c'è di male a fare cassa quando si parla di una amministrazione pubblica? Anzi, il ruolo stesso di una amministrazione è fare cassa per avere poi risorse da utilizzare per dare servizi. L'enorme problema di Roma è proprio che la città non ha mai fatto cassa come invece sarebbe stato necessario fare. Fare cassa con cosa? Ma ovviamente con l'unico grande cespite (oltre alle società municipalizzate) che un ente locale possiede: il suolo pubblico. Il suolo pubblico da problema si deve tramutare in opportunità e risorsa economica: così si modula il buon governo di tutte grandi metropoli occidentali. Spiagge, tavolini all'aperto, sviluppo immobiliare, sottosuolo (parking interrati), cartellonistica, ambulanti, parcheggi blu sono tutte cose che devono consentire al Comune di "fare cassa". Fare cassa è la strada giusta, non farlo è criminogeno. Il Comune di Roma, corrotto e inefficiente da sempre, ha preferito negli ultimi cent'anni fare diversamente: si consente ai privati di fare cassa e così la cassa non la fa il Comune si tolgono risorse a tutti e ai servizi per chi ne ha bisogno e si danno a pochi imprenditori senza scrupoli ammanicati con la politica. Di più: i privati, per riconoscenza, pagano o in qualche maniera remunerano sottobanco i rappresentanti istituzionali che consentono questo scempio che ha anno dopo anno generato povertà, declino, depressione economica, debiti pubblici mostruosi.
Insomma, il Comune deve fare cassa. Ogni volta che può. Con l'Ecopass, che comunque è un fare cassa blando perché le tariffe sono bassissime, la cassa fatta è davvero benvenuta: si drenano risorse da chi usa i mezzi privati e le si dirottano verso chi usa i mezzi pubblici, diminuendo il tasso di inquinamento dell'aria per tutti quanti. In più si incassano anche soldi che saranno utilizzati per dare servizi a chi non se li può permettere di tasca sua. Una misura di equità come abbiamo detto: perché se le istituzioni pubbliche fanno cassa è sempre una buona notizia per tutti, specie per i più deboli.
5. SE PIU' GENTE SI RIVERSERA' SUL TRASPORTO PUBBLICO, I MEZZI SARANNO ANCORA PIU' AFFOLLATI
Ma no, non necessariamente. Chiaramente tutto andrà calibrato e misurato. Ma il rischio di sovraffollamento sui mezzi a causa di un maggiore ricorso al mezzo pubblico potrà essere disinnescato facilmente: se ci sarà più gente sui mezzi significa automaticamente che ci sarà meno gente fuori dai mezzi; dunque meno vetture; dunque più spazio per i mezzi stessi. Che con lo stesso materiale (lo stesso numero di autobus, o di tram) potranno erogare più chilometri di servizio. Insomma il "tempo di giro" di un singolo autobus si riduce e nell'arco della giornata lo stesso mezzo passa più volte perché incontra meno ingorghi, meno congestione, meno auto in doppia fila parcheggiate sul suo percorso.
***
E' chiaro che tutto questo va affiancato con un concetto di rete e di sistema ad altre importantissime misure. In primis un'attività a tappeto sulle corsie preferenziali. Il Comune anche su questo (e sempre grazie a Stefàno bisogna dirlo) è partito ma la velocità deve essere 10 volte tanto. Quando si accende l'Ecopass i percorsi dei bus devono essere rigorosamente protetti in modo tale da dare una vera e credibile alternativa a chi deciderà di passare dall'auto al trasporto pubblico. Poi si dovrà rinforzare il controllo in maniera radicale (se si continua ad accettare che sull'autobus salga chi non ha il biglietto avremo sempre autobus affollatissimi di scrocconi). Poi si dovrà agire sulla sosta selvaggia. Sennò si rischia che chi entra, pagando, nell'Area C romana si sentirà titolato ancor più di quanto non faccia oggi a parcheggiare dove gli pare: "aho ho pagato e mo nun me rompercatzo". Bisogna dunque ventuplicare le pattuglie dello street view, chi posteggia in doppia fila e in divieto deve avere la ragionevole sicurezza di prendere contravvenzioni a raffica, anche più di una al giorno.
Poi si dovranno ripensare percorsi e fermate delle linee, anche questa cosa in parte si è fatta ma non si possono dare pillole omeopatiche ad un malato terminale di tumore: bisogna tentare con una radicale chemioterapia per vedere se si riesce a salvare il salvabile. Qui stiamo morendo male e vogliamo la chemioterapia. La vogliamo subito.
PS. Diteci le altre ridicole obbiezioni che avete sentito in giro sull'Ecopass, le aggiungiamo alla lista qui sopra e ci mettiamo la risposta più sensata da dare.





















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