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Ecopass a Roma? Ecco come rispondere alle idiote obbiezioni di chi non lo vuole

7 settembre 2018
Sulla faccenda dell'Ecopass si sta riproducendo, come sempre, il solito squallido teatrino romano che tanto male ha fatto alla città e che non è evidentemente soddisfatto dei danni effettuati fino ad oggi. Ignoranza, politici sciacalli, cittadini impauriti e completamente ignari, superstizioni a tutta callara basate sul nulla. 
Stiamo parlando di un semplice provvedimento di road pricing già applicato in molte città del mondo e, in Italia, a Milano. In Europa, a Londra. Se vuoi accedere in centro, l'area più servita, più bisognosa di tutela e più agevolmente raggiungibile coi mezzi pubblici, semplicemente paghi una tariffa, un pedaggio. Non dovrebbe essere nulla di particolarmente strano, invece apriti cielo. 
Il progetto è stato inserito nel PGTU da Guido Improta ai tempi della Giunta di Ignazio Marino (2015) e oggi viene portato avanti grazie al lavoro di Enrico Stefàno, capo della Commissione mobilità in Campidoglio. Stefàno è praticamente l'unico esponente politico dei Cinque Stelle che è rimasto fedele alle più alte ambizioni originarie del movimento inventato da Grillo: ambientalismo non preconcetto, raffronto con le migliori pratiche internazionali, attenzione al merito e alla qualità, zero ideologie. Mentre tutti gli altri pentastellati si sono trasformati in pentecatti all'insegna di clientele, collusioni, voti di scambio e una coltre sempre più spessa di continue menzogne e raggiri dell'elettorato, Stefàno ha continuato come nulla fosse a operare come se il tracollo umano e politico del MoVimento non fosse mai avvenuto. Grazie a lui dunque ci ritroviamo alcuni bricioli di buon governo in una città amministrata in maniera raccapricciante. 

Portare avanti l'Ecopass, ad esempio, è una misura sacrosanta e utilissima. L'unico problema è che viene proposta in maniera eccessivamente soft: troppe gratuità, troppe eccezioni, troppi anni da attendere prima dell'entrata in vigore. Ci vorrebbe più coraggio, ma a Stefàno tutti nel suo partito (figurati se grillioti impresentabili come Coia o Ferrara vogliono una misura di stampo europeo come l'Ecopass!) e soprattutto fuori chiedono ancor meno coraggio. Chiedono addirittura di interrompere questo progetto che potrebbe solo far del bene alla mobilità cittadina. E in parte ci sono anche riusciti: il provvedimento è stato rinviato, probabilmente ce lo siamo giocato o probabilmente verrà ulteriormente indebolito quando invece ci sarebbe bisogno impellente di provvedimenti forti e decisi. 

Vediamo quali sono le motivazioni dei detrattori e soprattutto vediamo perché sono tutte motivazioni strumentali, utili solo a fare l'unica cosa che non va fatta: lasciare tutto com'è.


1. PRIMA BISOGNA INCREMENTARE I MEZZI PUBBLICI
Questa è una tautologia. Ovvio che bisogna incrementare i mezzi pubblici, vale per tutte le città, figurarsi per Roma che è molto indietro. Ma la gerarchia degli eventi è inversa. Non è vero che bisogna prima incrementare i mezzi pubblici e poi ridurre le auto nell'area più nevralgica (e ben collegata!) della città. Bisogna fare il contrario: è vero che bisogna rinforzare bus e tram, ma per farlo è proprio sulle auto private che bisogna agire. Uno dei motivi dell'inefficienza dei mezzi è proprio l'eccessiva presenza di auto che li costringono alla congestione e ad una velocità commerciale non competitiva. Dunque l'Ecopass, indirettamente, incrementa i mezzi pubblici. E lo fa in due modi: sia riducendo uno dei principali motivi di inefficienza dei mezzi (le auto private, appunto) sia raggranellando da chi continuerà ad usare eccessivamente l'auto (chi la usa moderatamente non paga perché ci sono un tot di ingressi gratuiti) le risorse necessarie per investire ulteriormente sul trasporto pubblico locale. E' la quadratura del cerchio. Ecco perché non bisogna aspettare il 2020 a babbomorto, ma bisognerebbe avere il coraggio di agire subito. La situazione romana è così emergenziale che non si può e non si deve aspettare neanche un istante ancora per implementare misure drastiche: non c'è più tempo! Questo stato di cose ci carica miliardi (miliardi!) ogni anno di costi sociali, di inefficienze e ci costa alcune migliaia di morti in parte dovuti agli incidenti e in parte dovuti all'inquinamento. Occorre agire subito: con l'Ecopass e mettendolo assieme ad altre soluzioni che elencheremo sotto.


2. E' UNA MISURA CHE FAVORISCE I RICCHI: CHI PUO' PAGARE ENTRA
Naturalmente è vero il contrario. I poveri la macchina manco se la possono permettere, i poveri vanno coi mezzi pubblici a lavoro (quando lavorano!) e dunque non hanno che da guadagnarci. I ricchi, ovvero coloro che possiedono vetture private e sono soliti usarle smodatamente, vengono penalizzati. Peraltro con un piccolo - piccolissimo, insignificante! - obolo che va a finanziare i servizi a beneficio dei poveri. Dunque è proprio l'inverso di quanto si sente dire in giro. La misura è altamente redistributiva. Una misura di equità da applicare il prima possibile. Una misura che sposta risorse da chi usa l'auto, chiedendogli un contributo, dando risorse a chi si serve del mezzo pubblico, garantendo più investimenti. Cosa aspettiamo ad andare in questa direzione come si sta facendo in tutto il mondo civilizzato?

3. MA IO PAGO GIA' BOLLO, ASSICURAZIONE, ACCISE SULLA BENZINA
Ecco, visto che paghi tutto (per non parlare del costo dell'auto stessa, delle manutenzioni, dei tagliandi, degli pneumatici, del carburante...) non si capisce per quale motivo ti spaventi a pagare pochi euro di pedaggio. Chi sale sulla metro deve pagare un pedaggio e chi entra in centro in auto deve essere tutelato da qualsiasi esborso? Ma quando mai!? Chi è disposto a usare l'auto privata paga per tutto, ogni giorno è un salasso. E poi proprio quando si deve contribuire per la cosa più importante (rimborsare chi subisce il nostro inquinamento e l'ingombro del suolo pubblico) consideriamo il pagamento uno scandalo? Ma allora a sto punto pretendiamo che i distributori eroghino gratis il carburante, del resto è un diritto la mobilità no!? E allora perché pagare la benzina... Va da se che il diritto a muoversi gratis con l'auto privata "perché già pago tante tasse" è una scemenza sesquipedale...

4. SERVE SOLO AL COMUNE PER FARE CASSA
Ah si? Beh, bene! Cosa c'è di male a fare cassa quando si parla di una amministrazione pubblica? Anzi, il ruolo stesso di una amministrazione è fare cassa per avere poi risorse da utilizzare per dare servizi. L'enorme problema di Roma è proprio che la città non ha mai fatto cassa come invece sarebbe stato necessario fare. Fare cassa con cosa? Ma ovviamente con l'unico grande cespite (oltre alle società municipalizzate) che un ente locale possiede: il suolo pubblico. Il suolo pubblico da problema si deve tramutare in opportunità e risorsa economica: così si modula il buon governo di tutte grandi metropoli occidentali. Spiagge, tavolini all'aperto, sviluppo immobiliare, sottosuolo (parking interrati), cartellonistica, ambulanti, parcheggi blu sono tutte cose che devono consentire al Comune di "fare cassa". Fare cassa è la strada giusta, non farlo è criminogeno. Il Comune di Roma, corrotto e inefficiente da sempre, ha preferito negli ultimi cent'anni fare diversamente: si consente ai privati di fare cassa e così la cassa non la fa il Comune si tolgono risorse a tutti e ai servizi per chi ne ha bisogno e si danno a pochi imprenditori senza scrupoli ammanicati con la politica. Di più: i privati, per riconoscenza, pagano o in qualche maniera remunerano sottobanco i rappresentanti istituzionali che consentono questo scempio che ha anno dopo anno generato povertà, declino, depressione economica, debiti pubblici mostruosi.
Insomma, il Comune deve fare cassa. Ogni volta che può. Con l'Ecopass, che comunque è un fare cassa blando perché le tariffe sono bassissime, la cassa fatta è davvero benvenuta: si drenano risorse da chi usa i mezzi privati e le si dirottano verso chi usa i mezzi pubblici, diminuendo il tasso di inquinamento dell'aria per tutti quanti. In più si incassano anche soldi che saranno utilizzati per dare servizi a chi non se li può permettere di tasca sua. Una misura di equità come abbiamo detto: perché se le istituzioni pubbliche fanno cassa è sempre una buona notizia per tutti, specie per i più deboli. 

5. SE PIU' GENTE SI RIVERSERA' SUL TRASPORTO PUBBLICO, I MEZZI SARANNO ANCORA PIU' AFFOLLATI
Ma no, non necessariamente. Chiaramente tutto andrà calibrato e misurato. Ma il rischio di sovraffollamento sui mezzi a causa di un maggiore ricorso al mezzo pubblico potrà essere disinnescato facilmente: se ci sarà più gente sui mezzi significa automaticamente che ci sarà meno gente fuori dai mezzi; dunque meno vetture; dunque più spazio per i mezzi stessi. Che con lo stesso materiale (lo stesso numero di autobus, o di tram) potranno erogare più chilometri di servizio. Insomma il "tempo di giro" di un singolo autobus si riduce e nell'arco della giornata lo stesso mezzo passa più volte perché incontra meno ingorghi, meno congestione, meno auto in doppia fila parcheggiate sul suo percorso.

***

E' chiaro che tutto questo va affiancato con un concetto di rete e di sistema ad altre importantissime misure. In primis un'attività a tappeto sulle corsie preferenziali. Il Comune anche su questo (e sempre grazie a Stefàno bisogna dirlo) è partito ma la velocità deve essere 10 volte tanto. Quando si accende l'Ecopass i percorsi dei bus devono essere rigorosamente protetti in modo tale da dare una vera e credibile alternativa a chi deciderà di passare dall'auto al trasporto pubblico. Poi si dovrà rinforzare il controllo in maniera radicale (se si continua ad accettare che sull'autobus salga chi non ha il biglietto avremo sempre autobus affollatissimi di scrocconi). Poi si dovrà agire sulla sosta selvaggia. Sennò si rischia che chi entra, pagando, nell'Area C romana si sentirà titolato ancor più di quanto non faccia oggi a parcheggiare dove gli pare: "aho ho pagato e mo nun me rompercatzo". Bisogna dunque ventuplicare le pattuglie dello street view, chi posteggia in doppia fila e in divieto deve avere la ragionevole sicurezza di prendere contravvenzioni a raffica, anche più di una al giorno. 
Poi si dovranno ripensare percorsi e fermate delle linee, anche questa cosa in parte si è fatta ma non si possono dare pillole omeopatiche ad un malato terminale di tumore: bisogna tentare con una radicale chemioterapia per vedere se si riesce a salvare il salvabile. Qui stiamo morendo male e vogliamo la chemioterapia. La vogliamo subito. 

PS. Diteci le altre ridicole obbiezioni che avete sentito in giro sull'Ecopass, le aggiungiamo alla lista qui sopra e ci mettiamo la risposta più sensata da dare. 

Abbattono la Sopraelevata a Tiburtina, al suo posto fanno un progetto ancor più mostruoso

26 giugno 2018

"Non conosco una città che sappia peggiorare meglio di Roma" ebbe a dire Giulio Carlo Argan. Se ci pensi un attimo ti vengono i brividi nell'esatto momento in cui pensi "ma cavolo, è proprio vero". 
Non solo incapacità di saper migliorare, non solo sfiducia e fastidio verso l'evoluzione, lo sviluppo, la crescita, lo svecchiamento. Ma anche capacità impeccabile nel peggiorare.

E' quello che succederà alla Stazione Tiburtina. Come dite? Una schifezza simile non ha margini di peggioramento? Ce li ha eccome invece. Come molti di voi sanno, si abbatte la mitica Sopraelevata almeno in quel tratto. Non serve più a granché visto che ormai la Tangenziale Est passa dall'altra parte del fascio di binari per cui i flussi veicolari sono minimi e gestibili anche con una viabilità a raso, il "mostro" non serve più. 

Già, ma dovunque al mondo si cambia per migliorare, non per rimanere uguali o addirittura per peggiorare. Il progetto che sostituirà la Sopraelevata di fantozziana memoria invece è senza ombra di dubbio peggiore della situazione ante operam. Il piano, messo giù da Risorse per Roma e purtroppo ormai andato a bando già assegnato, è così atroce e così superato (pare qualcosa risalente agli anni Sessanta) da sembrare uno scherzo. Ma purtroppo nessuno sta scherzando e presto inizieranno a demolire la tangenziale e a realizzare questa epica idiozia urbanistica. Tanto nessuno protesta: a Tor di Valle si riqualificava un'area abbandonata realizzando il terzo o quarto parco più grande della città e tutti a urlare alla colata di cemento, qui che come vedrete si ricopre tutto di catrame neppure un fiato da quella strana forma di vita chiamata "ambientalista romano"...



Si tratterà sostanzialmente appunto di una striscia di catrame al posto dei piloni della tangenziale. Verranno fatti una serie di parcheggi, qualche rotatoria e qualche miserabile aiuole in mezzo ai flussi di auto. Benché la tangenziale sia stata spostata come tutti sappiamo sotto terra e dall'altra parte dei binari, il progetto qui prevede la realizzazione di una nuova inutile tangenziale a quattro corsie. Una lingua di asfalto assurda. Nessuna riqualificazione per Largo Mazzoni (oggi in condizioni disperate), nessuna pedonalizzazione, nessuno spazio per la ciclabilità. Le decine e decine di pagine di progetto esecutivo che abbiamo avuto modo di sfogliare firmate da una parte dal SIMU (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) del Comune e dall'altra dall'azienda Risorse per Roma fanno spavento davvero. 




Le associazioni di quartiere, di ciclisti, di cittadini attivi hanno scritto e riscritto alla sindaca. Ottenendo nulla. Il progetto assurdo va avanti senza ostacoli. E la cosa fa ancora più rabbia per il fatto che su tutta questa area c'era da anni, vagliato e condiviso coi cittadini, un progetto di alta qualità, firmato da grandi studi di architettura (lo vedete sopra, nelle tavole dello studio Sartogo Grenon), in linea con le prescrizioni europee e internazionali e in linea con le migliori esperienze mondiali di rigenerazione urbana. Le differenze tra la proposta di Nathalie Grenon (nata come Agenda 21, con due Associazioni di Roma, RES Ricerca Educazione Scienza e Coltiviamo) e quella del Comune sono lancinanti. 


Da una parte hai una infrastruttura di aggregazione sociale che mescola ambiente e cittadini tra frutteti condivisi, orti di quartiere e giardini familiari; dall'altra hai una vomitevole autostrada urbana come se ne facevano oltre 50 anni fa. Da una parte hai 4 ettari di verde per quello che sarebbe diventato un polmone per tutto il quartiere e uno dei parchi più straordinari d'Europa; dall'altra hai 4 ettari di catrame. Da una parte hai il recupero di una manufatto industriale straordinario perché il progetto frutto del lavoro anche di tante associazioni di cittadini (La G.R.U.Germogli di Rinascita Urbana, Pedalando Uniti, Jane Goodhall Italia, ApiRomane, ITACA, AssoUtenti, Archeologia Arborea , LABSUS, Città del Vino, AIAB), centri di ricerca (CNR, ENEA, CRA...) e Università (La Sapienza ,Roma Tre ,Tor Vergata ,La Tuscia,Istituto Agrario Emilio Sereni) all'insegna delle risorse rinnovabili sopra ogni cosa, prevedeva di togliere la tangenziale intesa come nastro di cemento armato e catrame, ma di lasciare i piloni a simboleggiare la storia e l'identità, piloni che si sarebbero così tramutati in installazioni, in landmark inconfondibili, in sculture urbane risparmiando anche milioni e milioni per la rimozione e lo smaltimento; dall'altra hai la storica Sopraelevata totalmente demolita (i progettisti della High Line di New York City ridono di cuore). Da una parte hai 1300 posti auto interrati, invisibili e coperti dalla vegetazione capaci di generare risorse per pagare parte del progetto; dall'altra hai 120 posti (oltre 10 volte meno) ma in superficie, con piazzali di sosta nel cuore della città. Da una parte hai strade di quartiere rigorosamente a senso unico e ciclabilità diffusa, dall'altra hai strade a 4 corsie e zero chilometri di piste ciclabili in tutto l'ambito. Da una parte hai un auditorium, un mercato agroalimentare, la riqualificazione a verde del Centro Ittogenico e 500 alberi; dall'altra hai sottopassi carrabili e la realizzazione di un grosso capolinea a raso del Cotral per un totale di 15 alberi da progetto. Da una parte hai mille possibilità per partecipare a bandi europei di finanziamento (Roma in questo senso sta perdendo tutte le possibilità possibili e immaginabili, la prossima scadenza è l'UrbanAct dell'ottobre 2018. Secondo voi parteciperemo?); dall'altra parte hai il comune che investe denari che dovrebbe investire in maniera molto diversa. Da una parte, infine, hai abitazioni rivalutate (basti guardare cosa è successo a New York con la High Line), dall'altra hai immobili che perdono valore e residenti buggerati. 
l'andazzo burocratico

Il tutto, sia chiaro, in maniera definitiva. Il progetto che sta per essere realizzato compromette totalmente qualsiasi progettualità di qualità su tutta quest'area. Significa che grazie alle decisioni scellerate di questa amministrazione (il progetto è datato Giugno 2017 e revisionato Dicembre 2017, dunque è totalmente farina avariata e putrescente del sacco di Virginia Raggi) questa zona della città non solo sarà trasformata in una ridicola schifezza, ma non avrà nessuna speranza futura di poter migliorare davvero. Un danno enorme e una beffa ancor più grande. 

Spesso diciamo che questa Giunta sta facendo danni che necessiteranno di 30 anni per essere sanati. In questo caso il danno è semplicemente definitivo: chi abita in tutta la zona di Tiburtina, Piazza Bologna, Via Livorno, Lega Lombarda, Piazzale delle Province si metta l'animo in pace: c'era l'opportunità di migliorare, ma Roma sa solo peggiorare. C'era l'opportunità di proseguire nel processo di sviluppo dato appunto dalla nuova Stazione Tiburtina, dalla nuova sede BNL, dalla Città del Sole, ma tutto si deve fermare. Non sia mai che si creava un quartiere di livello sul modello (e qui ce ne erano le potenzialità) di Porta Nuova a Milano che ha caratteristiche del tutto similari. Guardate che Porta Nuova era così e pure peggio eh. E oggi è uno dei posti più avvincenti d'Europa...
Un simbolo di tutto questo è il nuovo supermercato nato all'incrocio tra Via della Lega Lombarda e Via Giano della Bella. Andatevelo a vedere. Neppure nel piazzale del casello autostradale di Ceccano sarebbe accettabile nel 2018 una struttura di simile volgarità progettuale. Al confronto il Lidl di Tor Pignattara è un progetto di Norman Foster. E invece questo mostro è stato costruito qui: esattamente di fronte alla Città del Sole (gli acquirenti, infatti inesistenti, delle abitazioni di lusso del bellissimo complesso progettato da Studio Labics ringraziano), di fronte al Cinema Jolly e di fronte alle strabilianti case popolari di Innocenzo Sabatini meta di pellegrinaggi architettonici da mezza città e mezza Italia. Il cattivo gusto che si divora ogni speranza plausibile. Andate a vedere questa immane schifezza perché vi dice molto di quello che sta diventando questa città, della sfrontatezza con cui il male scaccia via il bene. Quando edificarono la Città del Sole i cittadini fecero carne di porco, proteste, manifestazioni, cartelloni, stendardi. Contro questa immondizia urbanistica neppure un fiato ne da parte dei residenti ne da parte della teppaglia dei centri sociali sempre pronti a imbracciare la carabina contro i progetti di qualità. Perché per un dignitoso progetto di supermercato in una zona abbandonata dell'Acqua Bullicante la feccia centrosocialara ha fatto faville per mesi mentre per un merdoso progetto di supermercato in una zona centrale di altissima rilevanza architettonica tutti muti?



Ma torniamo a noi e alla nostra Tangenziale. L'unica piccola flebile speranza: il progetto non rispetta tutta una serie di norme sull'inquinamento, sulle infrazioni europee cui l'Italia è sottoposta, sui regolamenti continentali sulle emissioni. In poche parole fare un progetto così vecchio e assurdo (privo peraltro di Valutazione d'Impatto Ambientale) è ILLEGALE. Ebbene qualcuno impugni e blocchi. Possibile che lo si faccia solo per i progetti di qualità e mai per le zozzerie tipo questa? Se siamo al grado zero di visione di città, allora almeno qualcuno fermi i danni con le carte bollate. E pensare che qui il Comune vuole far arrivare, giustamente, il tram con uno sfiocchettamento da Piazzale del Verano e binari nella preferenziale della Tiburtina. Un tram che poteva correre in un contesto di verde e buona architettura contemporanea, un tram che invece percorrerà una valle di catrame.

Mettono un elettricista a prendere decisioni sul traffico. E la Roma-Fiumicino bloccata da giorni

15 giugno 2018
Vi scrivo per rendervi partecipi della situazione creatasi da qualche giorno sul Viadotto della Magliana dopo la decisione dell'Undicesimo Municipio di dare il via libera alla sperimentazione di 60 giorni del restringimento della carreggiata.

La scelta, sconsigliata dall'ANAS ma applicata nel tratto di Roma-Fiumicino non gestito da Anas bensì dal Comune di Roma, consiste in alcuni jersey e bande sonore poste nel punto di maggior traffico del viadotto, pensati per canalizzare il traffico verso una sola carreggiata. Nonostante siano passati solamente pochi giorni dall'inizio della sperimentazione, i disagi per chi percorre quel tratto di strada sono già enormi, con un traffico aumentato esponenzialmente a qualsiasi ora della giornata. Personalmente percorro quel tratto di strada quotidianamente per arrivare alla metro e poi dirigermi verso l'ufficio, un'avventura che si è ormai trasformata in un incubo. I tempi di percorrenza sono arrivati a toccare un'ora, con file che spesso partono de Parco de Medici o anche dallo svincolo del GRA. Tutto questo con le scuole chiuse.

La portata di tale disastro è tale da aver mobilitato circa 340 cittadini riunitisi in un gruppo Facebook. Protagonista assoluto delle nostre disavventure è Marco Zuccalà, consigliere pentastellato che ha più volte smentito le nostre lamentele, nonostante queste fossero accompagnate da foto e video a qualsiasi ora del giorno. Parliamo di una persona che parlando dei risultati della sua opera ha risposto dicendo "scommettiamo che tra qualche mese le cose cambieranno!?", come se si trattasse di Scommettiamo Che. Zuccalà sembra avere troppo da perdere per ammettere il fallimento della sua opera, mentre il Presidente del Municipio non risponde ai messaggi. Ovviamente l'opposizione si sta buttando sulla questione ma solo per cercare di accaparrarsi qualche consenso in più.

Il dato sconcertante è però uno: che un partito che di solito di presenta come quello della politica dal basso e dalla parte dei cittadini, stia lasciando proprio quei cittadini in balia di scelte e decisioni scellerate, prese su un tratto di strada più volte segnalato come a rischio crollo e che necessiterebbe di tutt'altre iniziative. 

Per adesso, l'unico risultato di questa "politica dal basso" è quello di aver portato in Municipio, con poteri decisionali decisamente superiori alle sue possibilità, una persona che in passato ha fatto l'elettricista e l'agente immobiliare. Insomma, qualificato.
FRANCESCO

*Caro Francesco,
solitamente siamo molto favorevoli alle canalizzazioni del traffico, e anche noi come il consigliere speriamo che le cose si assestino. Certo a giudicare dai risultati dei primi giorni di sperimentazione qui sembra che chi ha fatto i calcoli (li hanno fatti?) abbia sbagliato qualcosa. Decisamente.
-RFS

Nelle mani di chi siamo? Come si può approvare uno sciopero di venerdì ad una settimana esatta da Parigi

21 novembre 2015

Vi sembrerà una scena normale, ma francamente proprio non lo è. Certo, è il solito mezzo di sicurezza (o, peggio, di soccorso) che a Roma rimane impigliato nel traffico urbano. L'assurda e immotivata assenza di corsie preferenziali (atte a diventare corsie di emergenza in caso di bisogno) determina anche questo genere di episodi.



Questo episodio è però più grave. Stiamo parlando di venerdì 20 novembre. Esattamente una settimana dopo i fatti di Parigi, esattamente sette giorni dopo le stragi del 13 novembre. Dopo una settimana di follia fatta di psicosi e di allarmi bomba continui, a pochi giorni dal Giubileo, con artificieri e forze dell'ordine che per tutta la settimana sono dovuti correre a destra e sinistra dietro alle fisime della gente. In questo contesto i due prefetti che amministrano la città non sono stati in grado di precettare i farabutti irresponsabili che hanno proclamato lo sciopero.

Lo sciopero si è così svolto, ha lambito il trasporto pubblico centrale ma ha coinvolto quello periferico con la RomaTPL che ha aderito e ha dunque peggiorato la situazione del traffico. Situazione del traffico che in una città, appunto, non dotata di adeguate infrastrutture come le preferenziali e di una adeguata repressione di fenomeni che provocano congestione come soprattutto la doppia fila, possono essere fatali in momenti di necessità e di emergenza.

A tutto questo si è aggiunto il blocco, anche nella giornata di venerdì, della metro A per ben due volte per fasulli allarmi bomba (a Battistini al mattino e a Cornelia la sera) e le manifestazioni di prammatica che hanno affiancato lo sciopero generale dei sindacati di base. Forse non è chiaro un concetto: scioperi e manifestazioni vanno so-spe-si fino a ordine contrario. Abbiamo la scusa del terrore internazionale, almeno sfruttiamola per reprimere i ciarlatani che da decenni rendono impossibile la vita di questa città. Altrimenti la sospensione della democrazia a Roma che diavolo si è fatta a fare se poi tutto si continua a svolgere come al solito?

Il criminale e gravissimo sciopero bianco dei Vigili Urbani. Ecco solo una delle mille testimonianze che ci sono arrivate

3 ottobre 2013
Avete visto cosa è successo oggi a Porta Maggiore? è mai possibile che la rete su ferro di una città, già poco estesa ed efficiente, debba dipendere del tutto dal traffico cittadino, al punto che se si blocca una piazza si blocca tutta la città?? Parlano di grandi lavori sulla Prenestina, ma se non si decidono a sistemare una volta per tutte Porta Maggiore è del tutto inutile e la rete tram + trenino Te-Giardinetti non sarà mai moderna. E si parla addirittura di aggiungere una nuova linea che sostituisce quella attualmente esercitata dal treno Termini - Giardinetti.
Racconto in breve la mia esperienza:
Volevo andare all'università (Sapienza). Da casa mia (piazza dei Consoli, al Don Bosco) pur avendo Lucio Sestio a poco meno di 10 minuti da casa, se vedo che passa il 558 faccio prima a salire al volo, scendere sulla Casilina, prendere il trenino o il 105 a seconda di quale passa prima, scendere a Porta Maggiore e poi prendere il 3 o il 19. Cronometro alla mano, si risparmiano dai 10 ai 20 minuti, rispetto a raggiungere Lucio Sestio arrivare a Manzoni, aspettare il 3, oppure arrivare a Termini e farmela a piedi o fare il cambio con la B e farmela a piedi da Policlinico. Quindi di solito, se vedo passare il 558 lo prendo al volo, tranne nelle ore di punta, perché sennò vado a imbottigliarmi tra via di Centocelle e via degli Angeli. E già qui... ditemi se vi pare normale che uno deve stare con l'ansia e fare mille ragionamenti su quale strada convenga ogni volta che vuole andare a seguire una lezione...
Ma veniamo al dunque: mi manda un sms una mia amica che stava prendendo il tram a Manzoni, per dirmi di evitare Manzoni perché c'era un casino. Non indago. Supponevo fosse per via dei cordoli nuovi, è comprensibile. Per fortuna passa il 558. Lo prendo al volo. Stranamente niente traffico su via di Centocelle (erano le 9.30). Fila liscio pure su via degli Angeli. Poi cominciano i disturbi... un altro 558 che ci viaggiava attaccato, quasi vuoto, prende e ci supera. E la gente comincia a lamentarsi. "Eh certo! Allora potevamo prenne quello dopo no?"
A piazza Cardinali un camionicino dell'Ama fermo in curva blocca il passaggio degli autobus. Dopo un minuto si vede correre un uomo che si rituffa nel camioncino e libera il passaggio. Ma è altro tempo perso...
Arrivato alla Casilina prendo il trenino subito subito. Ottimo... Sorvolo sullo schifo solito, sulla puzza che c'è lì dentro e sulle condizione igieniche di quei vagoni... Poi... comincio a notare qualcosa che non va... Ci stava mettendo molto più del solito, si fermava troppo ai semafori... e cosa più strana, si fermava anche nel tratto dopo Filarete, dove passa al lato della strada e solitamente va spedito.
Arrivato al semaforo sulla Prenestina, subito prima di Porta Maggiore... il caos! C'era un traffico allucinante e le macchine non rispettavano più i semafori. Di conseguenza i tram non riuscivano ad uscire dalla coppia di binari dal lato di piazzale Labicano, né per andare verso la Prenestina né per andare verso San Lorenzo. Era tutto bloccato. Bloccandosi i tram, a sua volta il trenino non poteva andare avanti e attraversare la piazza e altre macchine ne approfittavano e si infilavano bloccando ulteriormente la situazione. Siamo rimasti fermi 7 minuti! Nell'attesa vedo passare un 514 che credo sia il tram sostitutivo del 5 e del 14 fino a Largo Preneste. La gente schiacciata contro i finestrini...
A un certo punto è iniziata la rivolta. "E vada avanti no!? Che aspetta lo Spirito Santo???" Il trenino ha fatto qualche timido passo avanti... ma niente da fare, le macchine, fregandosene del semaforo "circumnavigavano" il trenino per andare verso la Prenestina. Alla fine abbiamo chiesto di aprire le porte e ci hanno fatto scendere (cosa pericolosa, perché il trenino è alto e non eravamo all'altezza della banchina) Attraversamento pericolosissimo. Una signora per poco non è stata investita e ha cominciato a inveire contro un esemplare di autista romano medio. Le moto impazzite, passavano nella sede dei binari del tram (quella che costeggia le mura e da cui poi si gira verso via di San Lorenzo)... Ovviamente la banchina su via di San Lorenzo era piena... Non ho nemmeno aspettato. La rete tram era del tutto bloccata, non ho visto passare un tram per tutto il tragitto a piedi. Perché sì, me la sono dovuta fare a piedi fino all'università, attraversando quella meraviglia del degrado che porta il nome di San Lorenzo.
Questo il trasporto da terzo mondo della nostra capitale! Ora mi venissero ancora a dire che basta fare altri tram. Se questa è la condizione dei mezzi di superficie a Roma e le metro sono vietate, meglio scappare da qui al più presto.

Adriano

Secondo Ignazio Marino aprire la ZTL a tutti distruggendo la tutela del centro storico nella settimana di Ferragosto equivale a "godere liberamente del patrimonio artistico". Cinque motivi per cui si tratta di una idiozia

13 agosto 2013
Dopo 5 anni di Alemanno pensi di aver visto tutto quanto di peggio si possa vedere riguardo alla mobilità, poi un giorno di mezz'agosto ti arriva la notizia che decide di aprire a tutti la ZTL come "premio" per chi è rimasto in città. Come strumento (la ZTL aperta e dunque il transito con le auto) per "godere più liberamente del centro storico". Neppure Cetto La Qualunque potrebbe pensare una cosa del genere, pensi, e ti convinci che si tratti di uno scherzo. Poi approfondisci e scopri che è proprio così, che è tutto vero, che è tutto ufficiale: l'amministrazione comunale, quella del sindaco ciclista, ha pensato (ed ha scritto, dovunque) che abbassare la tutela del centro storico e aprire il passaggio a tutte le auto è una forma di "godimento". 

1. POVERI TURISTI. Distruttivo il provvedimento per i turisti. Tu vieni magari dall'altro capo del mondo, magari dall'Europa, magari da qualche altra città d'Italia e sai per certo che il centro storico di Roma, ormai da oltre dieci anni, è protetto da una zona a traffico limitato e cosa ti ritrovi? Il centro aperto alle auto con tutte le conseguenze (in termini di inquinamento, caos, rumore, sosta selvaggia) che questo comporta. Una autentica trappola a chi ha deciso di passare il Ferragosto a Roma: forse il Sindaco (lo dimostrano anche i nuovi progetti annunciati sull'ormai famosa intervista all'Huffington Post) pensa che Roma sia solo Via dei Fori Imperiali, al contrario il resto della città, specie del Centro Storico, è altrettanto e forse molto di più interessante sotto ogni punto di vista. 

2. I POSTI AUTO?. Non ce ne sono. Entro la ZTL i posti auto non sono disponibili, quelli regolari sono pochissimi. Aprire il traffico a tutti significa, di fatto, acconsentire la sosta selvaggia, ammenoché non si pensi che tutti coloro che entrano da una parte poi escano dall'altra per trovare posto regolare, magari sotto al parking di Piazza Cavour. Ma così non sarà e allora aprire la ZTL significherà, come tutti sappiamo, auto sui marciapiedi, in curva, sulle strisce pedonali e soprattutto in tutte le piazze dove sarebbe vietato. Piazza Borghese, per dire, non sarà un garage abusivo solo di sera, ma anche di giorno adesso. E Piazza Farnese? E il Nazzareno? Si potrebbe andare avanti ore... Sta di fatto che i turisti (vedi al punto 1.) si troveranno le auto a ingombrare dovunque: saranno costretti a passare la settimana di Ferragosto in una città caotica, piena di macchine in centro quando invece tradizionalmente era deserta, inquinata e con tantissime vetture parcheggiate alla rinfusa nei luoghi storici perché il Comune ha deliberato di far entrare tutti pur senza disponibilità di posteggi.

3. SCEMO CHI PAGA. Aprire la ZTL regalandola a tutti, in maniera inaspettata, è un affronto per chi la ZTL la paga. Se io pago un servizio e poi questo servizio, anche se parzialmente, viene regalato a tutti io ho pagato per una cosa gratis. Inoltre ho pagato per avere un accesso esclusivo, privilegiato e invece mi trovo invischiato nel caos provocato dal libero accesso. E' un po' come quando comprate una rivista, investite i vostri 5 euro in edicola, e il giorno dopo, andando da qualche parte, trovate che quella stessa rivista era distribuita gratuitamente in un centro commerciale. Antipatico quanto meno. Ma qui è ancora peggio rispetto a questo esempio, perché una zona a traffico limitato nella quale il traffico non viene più limitato non solo vanifica il pagamento, ma diventa inservibile, congestionata come il resto della città.

4. UN TERRIBILE MESSAGGIO CULTURALE. Utilizzare l'auto in tutte le città occidentali è una punizione. Non lo si fa mai, non piace a nessuno farlo in città, lo si fa solo se proprio si è costretti. A Roma no, il messaggio che il sindaco ha fatto passare è che prendere l'auto è un premio, un contentino per chi è rimasto in città. Una impostazione culturale di quarant'anni fa. La verità è esattamente il contrario: chi è rimasto in città vuole proprio godere la città priva di macchine, non aperta a cani e porci anche fino ai vicoli del Ghetto o dell'Ansa Barocca. Il tutto è un insulto per chi ama andare a piedi, per chi ama andare in bicicletta, per chi ha scelto di rimanere in città proprio per le caratteristiche che Roma ha in agosto. Per non parlare di chi utilizza il mezzo pubblico che già ha diminuito drasticamente i suoi passaggi in estate e ora abbasserà ancor di più la propria velocità commerciale a causa delle auto in più in centro storico. Ma sicuramente il Comune avrà pensato bene che fosse più facile aprire alle auto una zona che non era mai stata aperta piuttosto che finalmente potenziale il mezzo pubblico in agosto.

5. SOLO IMMAGINE. Spiace constatare, ma questo episodio ne dà conferma plastica, come il Sindaco stia giocando (chi c'è dietro a muovere le corde? Forse proprio Bettini?) solo ed esclusivamente a livello di immagine. Questo provvedimento sulla ZTL, fuori da ogni logica, dimostra come si sia distantissimi da una qualsivoglia competenza, vicinanza e lucidità sulla gestione della mobilità urbana, la contemporanea chiusura dei Fori Imperiali (giusta e bella, per carità) spiega come quello che serva al sindaco non sia sistemare la disastrata capitale d'Italia, ma uscire con qualche bella foto sull'ennesimo giornale straniero o sull'ennesima emittente televisiva d'oltralpe. A fronte di questo, pur di far star buoni i romani, gli si fa financo fare quel che nessun sindaco aveva loro fatto fare: scorrazzare in pieno giorno nel centro storico da anni protetto. Il quadro certifica come l'operazione-Fori sia una pura operazione di immagine, non un passetto verso una mobilità nuova, sostenibile, europea della città.

A questo punto, dopo un provvedimento che neppure il peggior Alemanno si sarebbe sognato, non resta che attendere i primi disagi sui Fori in autunno. Per zittire le proteste il sindaco concederà di ri-trasformare, dopo cinquant'anni, in parcheggio Piazza Navona e Piazza del Popolo? Solo questione di tempo. Il processo di ulteriore diseducazione dei cittadini è partito anche se appariva del tutto impossibile fare di peggio rispetto alla giunta precedente. Ovviamente - speriamo di essere smentiti - solo da queste pagine troverete voci critiche verso il provvedimento: né aprirà bocca il Primo Municipio (fortemente danneggiato da queste scelte), né tantomeno i giornali sottolineeranno l'assurdità della cosa domattina. Nessuno farà notare al Primo Cittadino la contraddizione estrema nell'ammettere che il centro storico va fruito in bici e a piedi (arrivando fino al punto di pedonalizzare i Fori Imperiali) e poi considerare un "godimento" entrarvi in macchina laddove non si è mai potuto entrare

Celebriamo la chiusura di metà dei Fori Imperiali al traffico privato con questo strepitoso servizio di Enzo Capucci su Rai News 24. Da solo rappresenta un buon motivo per pagare il canone Rai

3 agosto 2013

Il servizio ci racconta tante cose, ma due fondamentali: Roma non appartiene a noi che ci abitiamo ma è patrimonio dell'Umanità ergo non possiamo fare come pare a noi, ma come vuole la civiltà anche se questa civiltà non fa mai rima con romanità. L'altra cosa fondamentale, che il video mostra in maniera dura ma comunque mai abbastanza dura, è che una situazione simile, testuali parole che Capucci riprende da quello che è da anni il linguaggio dei blog anti-degrado, "non potrebbe esistere in nessun'altra città al mondo". 
Ecco perché, con tutti i distinguo del caso e soprattutto con l'assurdità di una percorribilità ciclabile che esclude dalla 'festa' proprio le biciclette, dobbiamo sottolineare come la mossa del Sindaco sia fondamentale, strategica, cruciale dal punto di vista simbolico. Andare avanti contro i pochi sfigati contrari con la massima durezza. Perché la deriva è questa qui (cliccate per credere!!!) che raccontiamo oggi su Degrado Esquilino.

Il video che vi fa capire perché aiuole, marciapiedi e segnaletica sono ridotti così a Roma

25 giugno 2013

Muro Torto angolo Via Pinciana. Mega pullman turistico che pretende di fare una curva a gomito come se fosse un'Ape Piaggio. Tra l'altro angolo di curvatura umiliato dalla presenza di auto in sosta vietata sulla destra. Risultato? Il bestione da una parte sale sulla aiuola (i cui cigli sono stati già precedentemente devastati da altri colleghi che evidentemente han fatto altrettanto), dall'altra un collaboratore dell'autista cerca di divellere la segnaletica verticale e si dà una calmata solo quando vede la nostra telecamera. 
Ora avete capito perché a Roma molte aiuole a bordo strada (che in tutto il resto d'Europa, da Londra a Istanbul sono gradevoli spazi verdi) sono distrutte, incolte, vandalizzate. E perché molti pali della segnaletica se ne stanno lì in diagonale...

Ehi, che dite se iniziamo a ragionare sull'abitudine solo Roma di attendere il verde oltre lo stop e dunque sulle strisce pedonali

2 maggio 2013
In realtà ne abbiamo già ragionato, crediamo con una certa efficacia e lucidità, qui in questo post. Ma vogliamo davvero sapere ulteriormente il vostro parere. Perché a parer nostro con pochi accorgimenti la tristissima abitudine, pericolosa e odiosa, si potrebbe debellare. Che dite?

Il giochino mortale di chi arriva dalla Colombo e vuol pigliare la Laurentina

30 settembre 2012
Dal video si vedono solo scooter ma lo fanno tranquillamente anche le automobili tanto che in certi momenti non c'è più spazio per attraversare la strada da parte dei pedoni.
Non si vede bene ma stava per essere arrotato un anziano...

Ale77

Gente che su Facebook dichiara di voler uccidere i ciclisti. E poi continuate a non darci ragione quando vi diciamo che c'è in corso una guerra civile?

26 settembre 2012
Mando questa considerazione che un' "amica" su Facebook ha scritto. Roba dell'altro mondo. 

"A te, che la mattina alle 8 per tua fortuna non hai bisogno di lavorare e vai in bici sull 'Aurelia, già per questo ti odio! ma poi spiegami perché proprio sull'Aurelia? perché devi rompere le scatole a noi comuni mortali che sulla strada ci andiamo con la macchina?! ma dico io se vuoi andare in bici trasferisciti in un paesino! o vai sulla pista ciclabile! se è corta falla avanti e indietro fino a che non ti si smontano le ginocchia!! ma non stressare noi poveri cittadini che dobbiamo strare attenti a non toccarvi perché altrimenti ci fate passare i guai!! e poi se proprio volete pedalare sulle strade NON ROMPETE se di tanto in tanto uno di voi si ritrova come un gatto spiaccicato infondo OGNI SPORT HA IL SUO RISCHIO!!! QUINDI NON ROMPETEEEEEE….."

Giusto per rendersi conto cosa pensa la romanitas che al mattino tanto adora starsene accucciata al calduccio della propria automobile…
Simone B. 


*Simone, innanzitutto dacci subito il nome di questa tua amica su FB. Il nome!
-Roma fa schifo

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