Visualizzazione post con etichetta centri sociali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta centri sociali. Mostra tutti i post

Il ragazzo morto alla festa illegale dei centri sociali alla Sapienza

24 giugno 2019
C'è chi dice che quando c'è di mezzo un morto bisogna solo tacere o al massimo piangere. Inutile sottolinearvi come ci paia borghesuccio e perbenista questo ragionamento: quando ci scappa un morto, invece, bisogna parlare eccome, altro che tacere, e se possibile bisogna con la massima lucidità individuare le responsabilità dirette e indirette e le filiere che hanno portato alla tragedia, in modo tale che l'episodio non si ripeta. Questo bisogna fare e questo proviamo a fare nel nostro piccolo. 

L'appena trascorso fine settimana è morto un ragazzo, classe 1993. E' morto mentre cercava di entrare clandestinamente ad una festa altrettanto clandestina dentro all'Università La Sapienza. Chi ci legge da fuori Roma farà fatica a crederlo: nel più grande ateneo di Roma e uno tra i più grandi d'Europa si tengono feste clandestine? Ebbene sì, da almeno una decina d'anni, due o tre volte all'anno, senza che le forze dell'ordine facciano nulla se non controllare da (molto) lontano.

La scusa è fare aggregazione e parlare di politica, che sarebbero anche cose sante se non fossero menzogne necessarie per coprire la verità: gente che organizza serate ma che lo fa, a differenza di altri coetanei, violando tutte le regole, fregandosene delle autorizzazioni, della sicurezza, della Siae, delle tasse, somministrando fiumi di alcolici illegalmente. 
Come facciano un gruppo di ragazzi o meglio ex ragazzi (le feste sono organizzate dai ras dei centri sociali, che erano studenti qualche anno fa) a montare palchi, amplificazioni in tutta la Città Universitaria nessuno l'ha capito, ma tutti abbiamo capito che il motivo è solo uno: lassismo e impunità. Oltre che connivenza e collusione: nessuno potrebbe fare nulla del genere senza essere immediatamente fermato, bloccato, arrestato perfino; loro invece possono. I soliti gruppuscoli della camorra centrosocialara romana di cui vi parliamo da sempre.

In realtà, alla resa dei fatti, le iniziative di politico hanno pochissimo e sono semplicemente dei mega rave utilissimi a far soldi, a far consenso e a esercitare il potere. Della serie guarda che so fare senza chiedere mezzo permesso. Pisciatine territoriali. Che ci sia poco e nulla di politico lo dimostra anche la partecipazione: a queste feste non vanno i tipici ragazzi da centro sociale che pure a Roma ancora esistono, ma la frequentazione è la più disparata. Ci sono perfino giovani laureati alla Luiss (l'università del capitalismo per antonomasia, di proprietà di Confindustria) che lavorano in fior di multinazionali. E il protagonista di questa storia era esattamente questo: Luiss, 24OreBusiness School, un impiego dai temibili capitalisti. Magari per gli organizzatori che ora lo piangono sui profili Facebook della Notte Bianca della Sapienza (così si chiamava la festa) poteva da vivo essere sulla carta paradossalmente perfino un nemico ma alla festa era bene accetto perché in quei casi basta pagare e consumare e puoi essere chiunque. 

Cosa è successo all'atto pratico? Francesco Ginese, 25 anni, ha visto la lunga fila in Piazzale Aldo Moro: per entrare alla festa si devono versare 3 euro perché loro occupano uno spazio pubblico, privatizzandolo e non contenti fanno pure pagare l'obolo a chi vuole entrarvi. E si crea la coda. Francesco ha così pensato di dirigersi verso un cancello per scavalcare e entrare subito. Se sei in un contesto illegale e incontrollato anche i tuoi gesti illegali e incontrollati assumono minore rilevanza e li compi con grande leggerezza, ti senti coerente con ciò che ti circonda. Poi ha perso l'equilibrio, le aste di ferro del cancello gli hanno reciso una vena importante nella gamba, ed è morto dissanguato.
La manifestazione promossa con campagna di affissioni abusive sopra a una scuola. Così...

Ormai ogni giorno, o qui o su Twitter o su Facebook, siamo costretti a raccontare la bruttissima piega che a Roma hanno preso i movimenti antagonisti e ogni giorno la situazione si radicalizza ancora di più. Cosa altro deve succedere per ripristinare la normalità e la legalità in quell'ambiente? Probabilmente, scappatoci il morto, di rave illegali alla Sapienza non sentiremo più parlare, ma quante sono ancora le attività completamente clandestine che vengono tollerate solo perché portate avanti da queste bande di paraculati e raccomandati? Perché a questi signori viene consentito di fare cose che a qualunque altro cittadino vengono negate con la massima severità?


E' agghiacciante leggere oggi questa intervista che gli organizzatori della Notte Bianca hanno rilasciato ad una testata universitaria qualche tempo fa. Per la serie "sì sì, è tutto illegale ma non ci stanno problemi, non è mai successo niente". Forse ora qualcuno spiegherà a questi imbarazzanti personaggi che non possono essere ne possono comportarsi da padroni dell'Università? Qualcuno spiegherà loro che la loro ostentata illegalità genera solo prepotenza e talvolta morte?

Protesti con l'attacchino abusivo dei centri sociali e lui ti sputa in faccia. La storia

30 dicembre 2016

Via dello Scalo San Lorenzo. Esterno giorno. Ore 14.30 circa di giovedì 29 dicembre. Insomma, ieri all'ora di pranzo. Tu passi in bici tranquillo tornandotene a casa dopo una riunione di lavoro e noti che tutte le affissioni pubbliche - inserzioni o della festa di Capodanno organizzata dal Comune oppure inserzioni, sempre regolari, del Teatro dei Servi - sono state recentemente coperte da affissioni abusive di alcuni centri sociali. Curiosamente sembra che qualcuno sia passato con una gamma diversa di affissioni afferenti a diversi centri sociali e abbia da poco coperto le affissioni regolari. 

Lo scopo di cotanta azione di protesta sociale? Meramente pubblicizzare le feste di capodanno degli spazi occupati. A Dicembre del 2016 un centro sociale ha bisogno delle affissioni, per giunta abusive, per pubblicizzare una festa.


Procedi lungo Via dello Scalo San Lorenzo e sul marciapiede del sottopassaggio ferroviario, parcheggiato in divieto e col portellone aperto trovi il furgone dell'attacchino. Allora era corretta la sensazione dei manifesti attaccati di fresco e con la colla ancora colante. Sta affiggendo i manifesti su un muro, ancora abusivamente.

"Ma scusa hai coperto tutte le affissioni regolari. Non pensi al Teatro dei Servi che ha fatto magari dei sacrifici per comprare quegli spazi?"

"Questo è il mio lavoro, questo è il mio lavoro, sto a lavorà"

"Ma come il tuo lavoro? Con la macchina sul marciapiede e la colla sui muri coprendo le affissioni regolari con manifestini che reclamizzano feste???"

"Ehi aspetta aspetta ma io te conosco, tu scrivi sui blog, tu sei quello che odia i centri sociali"
Dice avvicinandosi fino ad un millimetro come a Roma usano fare i bulli e i coatti.

"Beh certo che odio i centri sociali e tu sei la prova provata che ho ragione"

"Guarda nun te meno solo perché me fai schifo, solo perché ti considero mmerda"

"Eh non meni però intanto minacci di farlo. La solita violenza"

"Puuuu"
In questo momento il personaggio sputa in faccia con tutta la forza che ha. Una colata puzzolente di saliva sulla faccia. Una scena ridicola, ma in fondo c'è soddisfazione: il nostro lavoro per far capire a tutta la città la vera essenza dei centri sociali romani sta funzionando a tal punto che la rabbia è salita a livello di guardia anche in questi vigliacchi, in questi conigli, in questi rifiuti umani.


Ovviamente nessuna reazione. Mai reagire alla violenza fascista di questi personaggi. Mai. Si continua come se nulla fosse.

"Aho nun sai la soddisfazione di averti sputato in faccia guarda"
Dice come uno che poi andrà a raccontarlo agli amici al bar, forse la prima vera soddisfazione di una vita da fallito. Aho io ho sputato in faccia a quello di Roma fa schifo. "Bravooo" tutti in coro

"Si, ok, ognuno ha le proprie soddisfazioni ma il mio pensiero va a quelli del Teatro dei Servi a cui hai coperto le affissioni"

"Ma io mica sono come te che sei un leone da tastiera che scrive sul blogghetto"

Uno è in mezzo alla strada a prendersi gli sputi in faccia e viene chiamato "leone da tastiera", davvero curioso. 

Il tipo comincia a fare fagotto e a mettere via i manifesti. Un po' impaurito un po' sorpreso dalla mancata reazione ad un gesto così ingiurioso come uno sputo in faccia fa per andarsene.

"Scusa ma stai scappando? Aspetta un attimo, io vorrei chiamare la polizia. Mica puoi aggredire la gente così senza conseguenze"

"Ah si? E chiama la polizia. Tanto come glielo dimostri che t'ho sputato? Ma poi lo sai che io so dove abiti vero!?"
Dice coraggioso e spavaldo

"Caspita fai un atto del genere e poi ti tiri indietro? Ma sei proprio un vigliacco"

"Guarda non te meno solo perché non sono deficiente"


Fai per prendere il telefono e chiamare le forze dell'ordine e quello te lo strappa di mano con forza, per fortuna decide di non danneggiarlo e lo butta da una parte all'angolo del marciapiede dove c'è un piccolo rialzo ma la cosa gli dà il tempo di infilarsi nel furgone e dileguarsi urlando "nun t'azzarà a fotografamme, nun me devi fotografà". Ma come, un guerriero della notte così spavaldo che sputa in faccia a chi non la pensa come lui poi ha problemi a farsi fotografare, a gestire una querela per aggressioni e ingiurie che vogliamo fare? Che strano. 

Non sappiamo voi, ma noi siamo convinti che il livello di violenza non sia destinato a fermarsi. E si alza ancor più verso di noi perché qui su questo blog si è coagulato l'unico ambito di dibattito che mette in discussione vulgate e considerazioni incancrenite che vedono il bene dove c'è il male e viceversa. Questo blog è l'unico luogo della città dove si è dimostrato, raccontato e scritto con chiarezza quale sia il tasso di fascismo, di aggressività, di interesse economico e di violenza dietro alla realtà dei centri sociali. Un autentico racket che ormai esiste solo a Roma, che è sparito di fatto da tutte le città europee e italiane. Una forma peculiare e specifica di camorra che, quando sollecitata, reagisce esattamente come la criminalità organizzata. Con gli stessi codici, lo stesso linguaggio: "so dove abiti". Prima c'è stato il dossieraggio in pieno stile casalese (vi ricordate? Roma fa Schifo ufficio stampa della Metro C...), poi le aggressioni, gli sputi, le minacce, i "so dove abiti". Dove arriverà questa gente? Quanto manca a che succeda qualcosa di più significativo? Perché non fermarli prima che accada?

L'unico appiglio per trasformare questo racconto in qualcosa di più concreto e dargli corpo è la targa della vettura dell'aggressore (la scena, ci vogliamo contare, sarà stata ampiamente ripresa dalle telecamere di videosorveglianza). Si tratta di un furgone grigio targato Torino BV 574 HA. Secondo voi come possiamo procedere? Come possiamo segnalare che i centri sociali Intifada (sic.) e Villaggio Globale mandano in giro dei sicari che aggrediscono, minacciano, sputano a chi con la massima educazione fa notare che non è giusto coprire le inserzioni di chi con sacrificio le ha acquistate?

Il fascismo dei centri sociali romani anche nel 2016 è con noi. Oggi squallida performance del Corto Circuito

11 gennaio 2016

Seguiamo la presidente del VII Municipio Susi Fantino e non abbiamo difficoltà a dimostrarvi che un buon 60% dei suoi comunicati stampa sono dedicati alla difesa ed alla tutela non delle forze economiche sane, non dei cittadini onesti, non delle realtà rispettose delle norme e delle leggi ma, al contrario, a favore di chi sistematicamente e da anni viola, occupa, abusa. 

D'accordo che queste realtà esistono ormai quasi esclusivamente per spostare voti e consenso e un uomo politico deve starci attento, ma qui si esagera davvero: la presidente Fantino dovrebbe ricordarsi di essere un rappresentante delle istituzioni, eletta per servire i cittadini per bene, non per fare la lacché dei prepotenti.

Questi prepotenti oggi hanno occupato il Municipio, si sono intrufolati nell'Ufficio di Presidenza, hanno insultato e sbeffeggiato via Twitter la presidente stessa (sui social trovate tutta la cronistoria) e poi la hanno costretta, come vedete nel post che hanno pubblicato, a redigere un comunicato stampa, l'ennesimo a favore di un gruppo illegale dopo i tanti, ad esempio, a favore di Scup. Eccolo qua sotto in tutta la sua assurdità.

Se solo Susi Fantino si impegnasse per le realtà di qualità del suo territorio la metà di quanto si impegna per le realtà illegali e antagoniste, il VII Municipio si trasformerebbe in paradiso delle start-up che manco Berlino.
Ma niente: gli occupanti abusivi, autentici padroni della scena e abituati a fare il bello e il cattivo tempo da decenni sul territorio, sono entrati nella casa civica, hanno deriso, insultato, scritto sulle pareti sciocche frasi razziste contro la presidente che è di origini sudamericane (Fantino torna nella Pampas, uao che simpatici) e poi hanno preteso, e ottenuto che la presidente scrivesse, sotto dettatura, un comunicato delirante.

Ma cosa è la delibera 140/2015 di cui Fantino parla nel suo comunicato? Si tratta di una delibera sacrosanta scritta dalla Giunta Marino che sostanzialmente dice che gli immobili di proprietà del Comune di Roma sono "bene comune". Comune, chiaro? Non un bene degli amici degli amici, non un bene di chi se l'è preso con la forza, no. Un bene co-mu-ne. Di tutti. Che può anche essere dato in gestione ad un privato, beninteso, ma solo se questo ha dei titoli, ha un progetto, vince un bando. E si comporta stando nelle regole. Vi ricordate il buon vecchio Marino e le sue fisse? Tutto tramite bando e vinca il migliore. Meritocrazia, forse la prima nemica di questi residuati del peggior Sessantotto.

Forse (forse!!!) 30 o 40 anni fa quando sono nati, i centri sociali romani (il vero sottosviluppo rispetto a quelli europei e di altre città italiane, intendiamoci) potevano avere un qualche senso e ruolo. Ovviamente oggi il senso non c'è più, c'è solo una macchina di consenso che sposta qualche votuncolo e garantisce percentuali anomale in questa città ai partiti estremisti e c'è solo la cafonaggine coatta che fa di queste realtà un vero grumo diffuso e fascista in città, altro che sinistra, altro che comunisti: si tratta di luoghi dove si coltiva il culto del sopruso, della furbizia, dell'abusivismo e della violenza. Magari non fisica, ma civica. Ad oggi la prepotenza, la violenza, la pervicacia dei centri sociali romani è, molto semplicemente, fascismo. Lo dimostra il fatto che nel frattempo, sempre in questa città, sono nati dei centri sociali che si autodichiarano di destra e che si comportano allo stesso identico modo di quelli nati decenni fa in seno alla sinistra. Ve lo assicuriamo noi che riceviamo insulti, minacce, improperi da entrambi: sono uguali.

Ci sono le ciclo officine popolari alla faccia di chi vuole aprire un negozio normale di biciclette stando in regola. Ci sono le palestre popolari alla faccia di chi gestisce una palestra pagando tasse, affitto, luce, acqua, condominio, contributi e personale. Ci sono le osterie popolari che servono centinaia di coperti al giorno mentre gli imprenditori della ristorazione lottano contro la burocrazia più assurda del mondo pur di non violare le norme. Il tutto all'insegna di un'evasione fiscale monstre, che poi dobbiamo rifondere noialtri che le tasse le paghiamo fino all'ultimo cent anche per chi non lo fa.
Al Corto Circuito è successo di tutto negli ultimi tempi. Un pezzo di centro sociale, perché qui non c'è nulla che sia a norma, è andato bruciato, il ristorante è stato sequestrato, cosa altro deve succedere per chiudere questo come cento altri residuati bellici ormai esistenti solo a Roma? Ehggià perché questa tipologia di aggregazione molto sventies, che un tempo esisteva in tutte le città d'Italia e d'Europa, oggi la trovate solo a Roma. Secondo voi perché?
Si tratta in tutta evidenza di uno dei mille indizi di quanto questa città è arretrata, bloccata, imbalsamata e immobile. Una delle mille tare da rimuovere. 

Poi, detto ciò e espressa tutta la nostra censura verso questi personaggi e la sottocultura, ripetiamolo, fascisteggiante e talvolta paracamorristica che rappresentano (pensate a quando si inventarono la macchina del fango contro questo blog, cercando di dimostrare che eravamo pagati dalle ditte che stanno realizzando la Metro C: solo i casalesi arrivano a questo livello per tentare di squalificare chi parla male di loro, Roberto Saviano lo spiega alla perfezione), nessuno vieta loro di fare attività sociali, politiche, ludiche, popolari. Però per farle in spazi pubblici, di proprietà dell'amministrazione, devono fare un progetto, concorrere ad un bando, spuntarla su altri progetti e vincere. Oppure possono accomodarsi in uno spazio privato. Non occupandolo però, ma pagando l'affitto, come fanno con sacrificio tutte le aziende e le associazioni per bene in questa città. Le stesse che meriterebbero ogni tanto qualche comunicato stampa di incoraggiamento dalla presidente del VII e da tutti gli altri presidenti di Municipio.

Dopo il nostro articolo pulito il Ponte Nomentano (e il Parco Sempione). Ma l'iFest insiste: il degrado è il nostro blog, non i loro vandalismi

7 luglio 2015

Ieri gli organizzatori dell'IFest che ha messo a ferro e fuoco mezzo quartiere Nomentano hanno ritenuto di rispondere alle nostre denunce parlando di "menzogne". Peccato che tutte le nostre "menzogne" fossero documentate da fotografie sia nostre, che del blog Diario Romano, che del blog Roma Migliore. 
Se la sono presa con noi (va di moda) incuranti del fatto che tutta la blogosfera romana che tiene alla città si era mobilitata per denunciare il livello di degrado che la festa aveva contribuito a portare nella zona di Piazza Sempione. 

Il vandalismo sullo storico Ponte Nomentano è stato solo il tocco finale di uno scenario di prepotenza, fascismo, degrado e cafonaggine che ben conosciamo. Ma vediamo cosa hanno scritto i simpatici amici "rivoluzionari" (scrivono proprio così, per davvero!) nel loro comunicato di risposta.


       IL SUCCESSO DELL’IFEST E 
LE FARNETICAZIONI DI ROMAFASCHIFO
RIQUALIFICAZIONE DAL BASSO VS MENZOGNE DI UN BLOG

Apprendiamo con un certo sgomento l’articolo, comparso stamattina sul blog RomaFaSchifo, nel quale sono riportate una serie di menzogne. Inoltre strumentalmente viene accostato l’iFest ad un episodio di cui siamo totalmente estranei.
A chi blatera che “l'iFest si è svolto per far divertire un migliaio di curiosi personaggi, a tanto ammonta il bacino di utenza dei folkloristici centri sociali romani”, noi replichiamo che non ha attraversato il parco Ponte Nomentano in questi giorni 5 giorni. O mente sapendo di mentire. I numeri dicono altro. Quasi 10mila persone hanno animato una kermesse aperta e adatta a tutti e tutte: famiglie con bimbi, giovani e meno giovani hanno assistito ad un evento culturale, di qualità, totalmente autorganizzato e senza aver ricevuto finanziamenti pubblici né sponsor privati.
Una riqualificazione dal basso di un parco troppo spesso abbandonato al disagio (vedere link http://roma.corriere.it/…/ponte-nomentano-storia-nascosta-r…) che abbiamo voluto restituire alla collettività organizzando un festival che dell’eterogeneità del pubblico presente ha fatto un punto di forza. Il tutto, nell’era della desertificazione culturale nella città di Roma e dei tagli draconiani imposti dall’austerity. Ma forse qualcuno preferisce che quel parco sia solo una discarica a cielo aperto, una stanza del buco piena di siringhe abbandonata a se stessa
Invece di valorizzare tali festival, poggiati sulla fatica di 30-40 ragazzi volontari che lo fanno per passione e mossi dal desiderio di un reale cambiamento dei nostri territori, il blog RomaFaSchifo attacca l’iFest per una scritta sul monumento di Ponte Tazio. Fatto che ovviamente condanniamo.
Innanzitutto l’episodio è avvenuto fuori la cornice del festival, e noi avevamo il compito di controllare l’interno e non le strade di Roma, e soprattutto siamo stati noi – appena ci siamo resi conto dell’episodio – a fermare i due ragazzini arrampicati sul ponte e “armati” di bombolette. Erano minorenni. Cosa avrebbe potuto fare la polizia? Abbiamo parlato con loro, fatto capire l’errore commesso e lasciati andare perché a danno avvenuto non si poteva porre rimedio. E’ un lavoro chiaramente da tecnici essendo il Ponte Tazio un monumento antico. Abbiamo subito informato le istituzione dell’accaduto e siamo pronti a collaborare con la Sovrintendenza per ripulire il danno, anche se – ripetiamo – totalmente estranei al fatto, perché non vogliamo prestare il fianco a strumentalizzazioni o a degradanti (quelli sì) articoli di sedicenti blog. Così come le pulizie erano già previste per oggi.
Ci spiace per RomaFaSchifo e per qualche consigliere municipale pronto a tutto per far parlare di se, ma l’iFest è stato un enorme successo, anche quest'anno. In allegato la foto delle decine di bimbi che ieri sono venuti al parco per assistere a giochi di animazione e spettacolo di burattini. Eh sì, caro blog, proprio pericolosi vandali.
Non ci faremo rovinare cinque giorni meravigliosi dal rancore e l'invidia, da inutili strumentalizzazioni.
In due è amore, in tre è una festa, tutti insieme è rivoluzione!
iFest
Ci spiace aver rotto le uova nel paniere dei "ragazzi" (loro parlano così), ma i fatti parlano. L'episodio di Ponte Nomentano era così "esterno" alla manifestazione che loro per primo hanno affrontato il vandalo (se era esterno perché se ne sono occupati), vandalo che è un frequentatore della loro manifestazione, che loro per primi hanno lavorato per insabbiare il fatto, che loro per primi hanno chiesto al vandalo di ripulire "con solventi". E per fortuna che Roma fa Schifo è prontamente uscita (avvertita proprio da alcuni partecipanti e simpatizzanti dei centri asociali: "scrivetene voi, vogliono nascondere quello che è successo e pulire loro")  con un articolo, altrimenti col ciufolo che sarebbe arrivata la Sovrintendenza a pulire professionalmente.


Quello che spiace è che l'iFest si metta sulla difensiva senza rispondere sulla cosa più importante: le centinaia di manifesti abusivi e scritte vandaliche con le quali hanno imbrattato Roma. Come spesso accade in questi casi gli organizzatori strumentalizzano "bambini e famiglie". Vorremo sapere come spiegano ai bambini l'immagine qui sopra. Solo i nostri bambini domandano "babbo ma perché qui è tutto sporco?" quando vedono scene simili?

Vista la cordiale antipatia che lega Roma fa Schifo ai centri asociali romani, perché non facciamo un patto: voi fate manifestazioni in maniera inattaccabile, così noi eviteremo di attaccarvi. Niente sporcizia, niente abusi, niente imbrattamenti. E così sarete liberi di fare qualsiasi manifestazione senza venire presi di mira dai cattivi 'fascisti' del blog. 



Certo noi non avremo mai uno dei nostri come presidente del Municipio, come hanno i centri sociali nel III, e non avremo mai parchi storici a disposizione per dire la nostra. Ma se mai ci succedesse non ci sogneremmo di festeggiare la cosa riempiendo Roma di affissioni abusive e di scritte sui muri. I loro abusi non sono affatto da meno dello scarabocchio del ragazzino sul ponte storico. Se il prossimo anno gli organizzatori decideranno di organizzare una festa senza effettuare queste prepotenze saranno i benvenuti, se continueranno a imbrattare abusivamente e a imbruttire il territorio saranno come sempre i nostri nemici. Speriamo che cambino e speriamo che migliorino: a quel punto, per quanto ci cale, possono far festa anche 365 giorni all'anno. Tanto più che effettivamente hanno alla fine lasciato pulito tutto il giardino.

Lo sgombero di Scup. Che sia l'inizio di una lotta civica e sociale vera contro la stupidità e la violenza

8 maggio 2015

Ieri hanno sgombrato Scup. Noi ne avevamo abbondantemente parlato qui e ancora qui, qui e qui. Dopo qualche ora, increduli di aver visto poliziotti che finalmente ripristinavano la legalità abituati come sono alla più totale impunità, gli occupanti si sono spostati da un'altra parte del quartiere e hanno rubato un altro spazio. Trovateci voi in tutto il resto d'Europa delle realtà abusive e illegali che vengono sgomberate e che per dispetto e per sfregio occupano un altro spazio dietro l'angolo. Un'autentica sfida alle forze dell'ordine fatta - da vigliacchi e da codardi - con la consapevolezza di non rischiare nulla. Provate a chiedere a ciascuno di questi cuor di leone se avrebbe il coraggio di occupare spazi, farci osterie abusive e palestre al nero non a norma a Londra, a Parigi, a Francoforte, a Tokio o a New York City...

Ma oltre a parlare dell'episodio dello sgombero, di cui stamattina fanno cenno tutti i giornali meglio di noi, vogliamo qui invece fare un ragionamento partendo da questa foto qua sopra. Foto risalente a ieri.

Sticaxxi del Festival di Danza (forse colpevole di essere regolare e non abusivo) che ha regolarmente pagato la pubblicità sulle pubbliche affissioni. Sticazzi. Noi dovemo attaccà i nostri slogan perché semo fighi, semo i meglio, famo quello che ce pare. Questa foto vi dice davvero tutto su esperienze come Scup. Vi dice tutto su quale riguardo abbia questa gente per la cultura, per la legalità, per il bene comune, per il rispetto. Questa foto dà un piccolo contributo a imparare a riconoscere la gentaglia, anche se da quarant'anni viene raccontata in maniera differente!
Non esiste nessuna città d'Europa, da Berlino a Parigi, da Londra a Madrid, dove è presente un fenomeno centri sociali nelle proporzioni in cui esiste a Roma. Altrove si tratta tutt'al più di robe folkloristiche. Da noi i centri sociali si sono trasformati da tempo in covi per perdigiorno, astiosi, incapaci di affermarsi in qualsiasi settore, parassiti quasi sempre grazie ai soldi di famiglia. Si sono trasformati poi, grazie non tanto alle capacità dei movimenti ma al lassismo delle amministrazioni ed alla capacità - quella sì - di spostare quel tanto che basta di voti per essere influenti per raggiungere qualche poltrona, in luoghi al di là legge. In ambiti di violenza, sopraffazione, bullismo. Spesso si sono tramutati in hub di business illegali e scorciatoie per gestire attività commerciali in barba a chi per aprire un bar è costretto a trafile burocratiche pazzesche. Ma, cosa più grave di tutte, soprattutto in contesti dove regna e viene diffusa la stupidità, la disinformazione, l'idiozia pura e semplice. Andate a parlare con questi personaggi, fingetevi interessati alle loro attività. Se trovate una persona minimamente intelligente, fatecela presente. Se trovate una persona capace di un ragionamento evoluto e complesso ditecelo, la intervisteremo. Certo ci saranno le eccezioni, ma sono decenni che questi luoghi non danno un contributo culturale, sociale, civico alla vita della città. Club esclusivi dove entrano solo gli amici e gli amici degli amici. Piattaforme di costruzione del consenso politico capaci di mobilitare quel tanto che basta di folla per mettere in difficoltà amministratori e forze dell'ordine. 
Con un contorno squallido di amministratori (alcuni presidenti di municipio, ma magari anche alcuni vicesindaci) che ogni volta che qualcuno osa torcere un capello a questa gentaglia - ove torcere un capello significa semplicemente ripristinare la legalità - urlano alla censura di "fondamentali esperienze sociali". Si è ben visto, nel tessuto umano di una città ormai invivibile, quale è stato il contributo sociale di questi posti: alimentare il cancro dell'ignoranza, della sopraffazione, della coattaggine.

Insomma: se sei un cittadino normale, paghi le tasse, ti spacchi la schiena per pagare l'affitto o un mutuo e fai un abuso edilizio è giusto che le forze dell'ordine ti portino fino ad un processo penale. Se invece sei un centro sociale, occupi immobili non tuoi sottraendoli ai legittimi proprietari, vendi cibo e alcolici in nero e senza controlli, fai concorrenza agli esercizi commerciali dei dintorni e fai un abuso edilizio nessuno ti può dire niente. Non è una invenzione, è successo davvero l'altro giorno al centro sociale Corto Circuito ma poi la cosa è stata oscurata mediaticamente dai fatti di ieri di Scup.

Il fenomeno è talmente redditizio e funzionale che Roma è l'unico luogo nel pianeta ove oltre a centri sociali di sinistra (sinistra???) ci sono anche dei centro sociali di destra! Cioè il meccanismo è così rodato e semplice da attuare, la legalità è così facile da bypassare che tutti attuano la medesima modalità: occupo, faccio quel cavolo che mi pare, se qualcuno osa dirmi qualcosa imbruttisco e, semmai il giorno dopo rioccupo tanto io valgo di più delle forze dell'ordine, valgo di più della legge, valgo di più delle norme e soprattutto tutti coloro che si comportano per bene sono dei cretini e l'unico furbo sono io. 

Insomma a Roma (e ormai solo a Roma perché anche nel resto d'Italia queste ridicolaggini sono iper marginali) se vuoi svolgere delle attività di qualsiasi tipo ma decidi che non ti va di pagare le tasse, di retribuire i dipendenti, di mettere a norma i locali, di pagare l'affitto allora autodichiarati "centro sociale", metti due scritte fuori, urla "fascisti" ai poliziotti e hai risolto: un risparmio di migliaia e migliaia di euro al mese senza colpo ferire. 

In questo humus nasce di tutto e raramente nasce qualcosa di buono. Noi su questo blog abbiamo solo la colpa di non omologarci alla vulgata e a causa di questo abbiamo dovuto subire la macchina del fango orchestrata da questi signori. In una recente inchiesta sono arrivati a sostenere che questo blog sia in realtà, sotto sotto, l'ufficio stampa delle società che costruiscono la Metro C. Rendiamoci conto a che punto sono arrivati pur di mettere in cattiva luce l'unica realtà che propone una narrazione diversa sul loro conto.
Non sapendo come attaccarci e trovandosi sempre più a disagio a causa del cambio di mentalità che questo blog sta innescando in tanti cervelli, si sono inventati una fandonia qualsiasi per cercare di infangarci e ci hanno costruito sopra una finta inchiesta. Non è una novità: questo modo di operare è proprio di un'altra organizzazione oltre ai movimenti romani: la Camorra campana. Questo è ciò che succede sospendendo la legalità e facendo credere a delle persone sostanzialmente stupide (ma prepotenti) di poter fare tutto quel che vogliono senza conseguenze. Qui germina una mentalità familistica e paramafiosa che l'Italia dovrebbe scrollarsi di dosso, invece che alimentare: quella mentalità che porta il disegnatore punto di riferimento di tutto questo mondo a dividere continuamente il mondo non in persone per bene o meno, non in persone oneste e disoneste, bensì in chi è amico mio e chi non lo è. Come fanno i politici con le raccomandazioni. Come fa chi ha massacrato questa nazione all'insegna degli amici e degli amici degli amici. In ogni settore.

Visto tutto ciò, i romani dovrebbero smetterla di chiedere a gran voce lo smantellamento dei campi rom quando poi sono indulgenti e tolleranti verso questi covi di idiozia. Un rom ti può rubare il portafogli in metro, una città piegata e soggiogata dalla stupidità di questi personaggi è una città dove nessuna impresa intraprende, è una città che caccia via gli investimenti internazionali, dove nessun talento straniero viene a formarsi, è una città che fa passare la voglia a chi ne avrebbe capacità di svilupparsi, di crescere, di andare avanti. Un rom può capitare che ti sottragga 50 euro, questa gente ti sottrae il futuro e la possibilità che i tuoi figli vivano un futuro dignitoso senza avere l'obbligo di scappar via in città dove tutto questo pantano fin qui descritto non esiste e non ha alcuna voce in capitolo.

In tutte le capitali occidentali la ridicola e stolta mentalità "da centro sociale" è stata da tempo messa ai margini, resa inoffensiva. Qui fa parte del dibattito, influenza le decisioni, impedisce un normale sviluppo civico ed economico, costituisce ostacolo per progetti, elegge rappresentanti che pur di favorire chi li ha nominati vanno contro le istituzioni stesse. Le altre città occidentali non saranno un granché, per carità, ma Roma è mille volte peggio e lo è perché qualsiasi operazione economica, assolutamente normale altrove, qui viene bollata "speculazione" in ossequio alla mentalità ridicola di questi personaggi, alle istituzioni che ancora li allisciano, ai giornali che non li raccontano come dovrebbero.

Come fai a prendertela con i campi rom e con gli stranieri quando hai dei concittadini così? Che contribuiscono a farti vivere in un posto povero, senza opportunità, senza sviluppo, senza prospettiva? Dove c'è chi opera affinché il benessere non arrivi perché più la gente sta male e più è ricattabile, più è strumentalizzabile, più affollerà le occupazioni a scopo abitativo rendendo sempre più potenti i ras che tutto questo sovraintendono?

Oggi non c'è in Italia nulla di più fascista dell'atteggiamento dei 'movimenti' romani. Non c'è Salvini o Borghezio che tenga.

La cosa grave poi, e chiudiamo, è la reazione della città e della stampa. La città intesa nel senso dell'amministrazione. Tra amministratori apertamente a favore degli abusivi e degli illegali solo per la paura di perdere i voti che queste realtà riescono ancora a spostare e Comune che invece di rallegrarsi del ripristino della legalità quasi si scusa. Nella loro totale imbecillità e impreparazione i movimentari hanno urlato per tutta la giornata di ieri contro il sindaco Marino, come se il sindaco potesse entrarci qualcosa in uno sgombero disposto dalla Magistratura (che è lo Stato non il Comune) e eseguito dalla Questura. Ma il Comune non ha risposto cose tipo "noi non c'entriamo niente e siamo tra l'altro pure felici che si inizi a riportare la legalità in città", no, hanno bofonchiato che ora vigileranno affinché la proprietà non cambi la destinazione d'uso dello stabile.
E che dire della stampa? Leggete i giornali ed è tutto di un buonismo sconcertante. Pare che la Polizia abbia violato il sacrosanto diritto ad occupare immobili altrui. Se siamo combinati così, tra le altre cose è anche colpa della stampa di questa città che appare ogni giorno di più essere lontanissima da ogni minimo standard occidentale. Salvo poche, pochissime, eccezioni.

Auguriamoci che lo sgombero di Scup venga completato e che la Polizia, la Questura e il Prefetto non si facciano prendere per i fondelli da quattro prepotenti e che li caccino via anche dagli stabili di proprietà delle FS che hanno occupato. Ma auguriamoci soprattutto che questo sgombero sia solo l'inizio di una stagione di ripristino della legalità. Lo dobbiamo alle attività commerciali e alle persone che ancora stanno provando a vivere in questa assurda città rispettando le norme, pagando le tasse, sacrificandosi per ottemperare all'affitto o al mutuo. Checché ne pensino i movimenti queste persone sono semplicemente oneste, non stupide...

Stiamo parlando di un sistema inaccettabile, pericoloso perché fuori dal tempo. Un sistema che grazie alla crisi si è rafforzato subdolamente e incattivito. Un serio Governo e un serio Ministero degli Interni dovrebbero considerare questa come una emergenza. Lo faranno invece quando sarà troppo tardi.


Postilla: qualcuno potrà obiettare che gli spazi delle Ferrovie dello Stato occupati ieri dagli attivisti erano "abbandonati" e che dunque non può essere un grande problema occuparli per farci delle attività. Già. Ma cosa significa spazi "abbandonati". E perché sono abbandonati? Vediamo. La mentalità dei centri sociali e la capacità che queste persone, ribadiamolo, stupide hanno di condizionare i decisori impediscono qualsiasi sviluppo. Lo stop a qualsiasi sviluppo generano abbandono e loro su questo abbandono calano i loro interessi. FS avrebbe volentieri sviluppato quei magazzini su Via della Stazione Tiburtina, magari ci avrebbe fatto un centro artigianale, uno spazio per ristoranti un po' come accade nel centro di Berlino sotto le arcate della ferrovia. Ma in Italia non si può, in Italia tutto è vietato, in Italia qualsiasi attività che porti benessere, posti di lavoro, investimenti è "cemento" e "speculazione" anche grazie alla mentalità assurda che questa gentucola diffonde. La conseguenza è l'abbandono.
Prendete l'esempio di San Lorenzo, la gentucola di Communia lotta per far sì che un grande lotto su Via dello Scalo San Lorenzo (tra l'altro di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti, non propriamente uno speculatore privato) non venga sviluppato. C'è un bel progetto immobiliare, dei grandi architetti a firmare i palazzi, tantissimi posti di lavoro si possono creare. Loro fanno carte false per mettere i bastoni tra le ruote: in questo modo gli spazi che si devono trasformare rimarranno abbandonati, così sarà più giustificabile occuparli e per occuparli si utilizzerà quella "stessa" manodopera fallita e disoccupata che avrebbe trovato un lavoro in caso di trasformazione urbanistica e che invece è disoccupata perché tutto viene tenuto bloccato. Avete capito che danno allucinante questi personaggi vi fanno pur di continuare a vivere nella fanghiglia dalla quale hanno paura di uscire?

Centri sociali e "movimenti" romani sempre più nazisti. Per la Festa della Donna una Notte dei Cristalli di minacce e intimidazioni contro le farmacie. Foto allucinanti

9 marzo 2015


Nessuno, a quanto pare, ha intenzione di limitare l'escalation di prepotenza, aggressività e violenza dei centri sociali e dei movimenti romani. In una città non governata, questi gruppi di coatti, violenti, profondamente stupidi e ignoranti stanno prendendo il sopravvento in maniera allucinante. Spadroneggiano in mille settori: l'organizzazione delle manifestazione, il racket delle occupazioni abitative, la narrazione della protesta.
Via via che il tempo passa fanno salti di qualità. L'ultimo ieri, 8 Marzo, Festa della Donna. I 'movimenti' che parlano di bene comune, ma che al contempo occupano spazi privati e pubblici per farci il loro sporco comodo e devastano la città di affissioni illegali, si sono scagliati - a quanto raccontano loro stessi, vantandosene - contro una farmacia rea di non somministrare, per obiezione di coscienza, la pillola del giorno dopo.

Siamo profondamente contrari a questo tipo di obiezioni di coscienza. Le farmacie lascino le persone scegliere per proprio conto non immischiandosi. Detto questo non si può non stigmatizzare il nazismo dei movimenti che ogni volta si appalesa con maggiore ferocia. Qui siamo alle scritte di intimidazione, all'invito a bruciare, al vandalismo, agli avvertimenti mafiosi. Proprio come i seguaci di Adolf Hitler fecero sui negozi degli ebrei. Davvero mostruoso. Ma ancor più mostruoso sapere e notare che nessuno ha voglia di arginare quest'ondata che sta maciullando la città sotto lo sguardo compiacente delle istituzioni e delle forze dell'ordine. 

Gli imbrattamenti selvaggi e illegali del centro sociale Acrobax. Foto e video in diretta. Eccoli, gli alfieri del "bene comune"

5 marzo 2015





Eccoli gli alfieri del "bene comune" del centro sociale Acrobax. Col pandino in giro per la città a imbrattare i muri di affissioni abusive. Non ci stancheremo mai di mettere questi signori (non è un problema di Acrobax, ma di tutte le realtà associative, antagoniste, movimentiste di questo tipo) di fronte ad un fatto inconfutabile: non esiste altra città al mondo dove ogni muro, ogni palazzo, ogni monumento, ogni angolo libero di superficie cittadina sia riempito di cartacce che nessuno guarda (ormai la gente si fa informare sugli eventi tramite Facebook, Twitter, mail o web, non certo guardando i fogli attaccati su un muro). E che, per essere rimosse, richiedono grandi costi pubblici con risorse sottratte a assistenza agli anziani, asili nido, manutenzione urbana. 
Questi sono gli individui che si sentono in diritto di fare qualsiasi nefandezza (bloccare strade, scrivere sui muri, occupare case e stabili pubblici e privati) in nome del bene comune. A noi il compito di raccontare in giro il più possibile che si tratta di bluff. Solo di bluff. 

ShareThis