Per qualcuno sarà noioso, ma a noi sottolineare e insistere sui problemi non annoia mai. Anche perché, è dimostrato, alcuni nostri tormentoni magari hanno stufato qualche lettore ma alla fine hanno ottenuto il risultato: far sì che ci si occupasse del problema e talvolta lo si risolvesse.
Siamo tornati, ieri sera, a Via Marsala. Domenica sera, ore 20, fuori dalla stazione ferroviaria più importante d'Italia. Nonostante il tentativo di canalizzare il traffico, l'ignoranza e l'inciviltà dei romani è stata per ora più forte di qualsiasi arredo urbano. Anche perché come abbiamo più e più volte precisato in passato l'arredo urbano è fatto male e necessita di adeguamenti (vi ricordate il nome del nostro Assessore ai Lavori Pubblici? Ehehehe...).
Quello che ci è venuto in mente girando tra questa autentica pazzia ieri sera e discutendo animatamente, a telecamere spente, con i personaggi dentro e fuori le auto è l'idea di una dissuasione di questi fenomeni non tanto tramite multe, ma tramite una mediazione culturale.
Immaginatevelo e pensate quanto sarebbe innovativo e che incredibile risultato potrebbe ottenere la cosa. Vai a Termini, ti parcheggi in mezzo alla strada o sul marciapiede e aspetti il tuo caro che arriva. Invece del tuo caro dopo pochi secondi ti si avvicina un mediatore culturale, incaricato dal Comune, ti spiega che stai facendo una roba scorretta, che stai rallentando il traffico, che stai creando inquinamento, che altri al posto tuo si comportano più correttamente, che c'è il parcheggio gratuito a quaranta centimetri da te. Il mediatore si prende insulti e rispostacce (se si esagera può qualificarsi come incaricato di Roma Capitale, altrimenti lo può fare tranquillamente in maniera anonima), ma insiste incessante. Pesante. Palloso. Rompe le scatole. Sulla strada 8 mediatori a turno, tutti a spiegare quanto è sbagliato quel comportamento, tutti a disturbare la serenità di chi si comporta con prepotenza, tutti a spiegare che in nessuna città del mondo succede una roba simile, tutti a sottolineare che in caso di emergenza in quello spazietto non passerebbero ne vigili del fuoco ne ambulanze. Tecniche spicce di psicologia, far sentire in colpa le persone, farle sentire adeguate e sporche, metterle in conflitto con coloro che si comportano bene, infine convincerle a mettere in modo e andarsene. Come delle zanzare, uno sciame fastidiosissimo. Davvero se un cittadino vive questa esperienza poi ce ri fa? Davvero? Secondo noi non solo difficilmente ce ri fa, ma secondo noi soprattutto gli rimane molto impresso, magari ne parla a casa, alla moglie, ai figli, in ufficio...
Molti se ne vanno imprecando, molti se ne vanno arrabbiati, molti se ne vanno avendo aperto gli occhi. L'azione non solo tiene la strada pulita o quasi ma soprattutto fa didattica profonda sulle persone. Questo ti saresti aspettato dai grillini quando si vendevano come un progetto innovativo. Invece 'ste proposte le trovi solo sui blog (non quello di Grillo).
Siamo tornati, ieri sera, a Via Marsala. Domenica sera, ore 20, fuori dalla stazione ferroviaria più importante d'Italia. Nonostante il tentativo di canalizzare il traffico, l'ignoranza e l'inciviltà dei romani è stata per ora più forte di qualsiasi arredo urbano. Anche perché come abbiamo più e più volte precisato in passato l'arredo urbano è fatto male e necessita di adeguamenti (vi ricordate il nome del nostro Assessore ai Lavori Pubblici? Ehehehe...).
Quello che ci è venuto in mente girando tra questa autentica pazzia ieri sera e discutendo animatamente, a telecamere spente, con i personaggi dentro e fuori le auto è l'idea di una dissuasione di questi fenomeni non tanto tramite multe, ma tramite una mediazione culturale.
Immaginatevelo e pensate quanto sarebbe innovativo e che incredibile risultato potrebbe ottenere la cosa. Vai a Termini, ti parcheggi in mezzo alla strada o sul marciapiede e aspetti il tuo caro che arriva. Invece del tuo caro dopo pochi secondi ti si avvicina un mediatore culturale, incaricato dal Comune, ti spiega che stai facendo una roba scorretta, che stai rallentando il traffico, che stai creando inquinamento, che altri al posto tuo si comportano più correttamente, che c'è il parcheggio gratuito a quaranta centimetri da te. Il mediatore si prende insulti e rispostacce (se si esagera può qualificarsi come incaricato di Roma Capitale, altrimenti lo può fare tranquillamente in maniera anonima), ma insiste incessante. Pesante. Palloso. Rompe le scatole. Sulla strada 8 mediatori a turno, tutti a spiegare quanto è sbagliato quel comportamento, tutti a disturbare la serenità di chi si comporta con prepotenza, tutti a spiegare che in nessuna città del mondo succede una roba simile, tutti a sottolineare che in caso di emergenza in quello spazietto non passerebbero ne vigili del fuoco ne ambulanze. Tecniche spicce di psicologia, far sentire in colpa le persone, farle sentire adeguate e sporche, metterle in conflitto con coloro che si comportano bene, infine convincerle a mettere in modo e andarsene. Come delle zanzare, uno sciame fastidiosissimo. Davvero se un cittadino vive questa esperienza poi ce ri fa? Davvero? Secondo noi non solo difficilmente ce ri fa, ma secondo noi soprattutto gli rimane molto impresso, magari ne parla a casa, alla moglie, ai figli, in ufficio...
Molti se ne vanno imprecando, molti se ne vanno arrabbiati, molti se ne vanno avendo aperto gli occhi. L'azione non solo tiene la strada pulita o quasi ma soprattutto fa didattica profonda sulle persone. Questo ti saresti aspettato dai grillini quando si vendevano come un progetto innovativo. Invece 'ste proposte le trovi solo sui blog (non quello di Grillo).




































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