Sempre più bancarellopoli. Lo schifo arriva addosso a Porta del Popolo, dove c'erano i librai ecco i venditori di scarpe da ginnastica

27 novembre 2014






Quello che sta succedendo, ogni giorno sempre di più, nell'universo della bancarellopoli romana è un mistero. Anzi no, nessun mistero: semplicemente l'amministrazione è in balia dei 12mila esercenti su suolo pubblico che rendono Roma un caso unico a livello mondiale. Davvero mondiale. Invece di considerare, tuttavia, questo un grave problema quale è, la città sembra orientata al quieto vivere. Ma nel quieto vivere chi sta quieto subisce e chi invece vuole curare i propri interessi la fa franca.
Il fatto che di fronte a Porta del Popolo, in un luogo storicamente, architettonicamente e paesaggisticamente delicatissimo, alcuni banchi dedicati ai libri si siano trasformati in raccapriccianti bancarelle di scarpe col consueto furgonaccio in divieto di sosta è solo un goccia che fuoriesce da un vaso pieno, da anni, fino all'orlo.
Quali sono i progetti? Perché non si interviene in maniera strutturale? Davvero si pensa che si possa continuare così a lungo? Non è che - al di là di qualche tentativo, pur lodevole per quanto riguarda urtisti e camion-bar - l'amministrazione appare troppo debole e rinunciatiaria nei confronti di interessi coriacei e compatti?
Ignazio Marino è stato eletto per rappresentare un momento di forte discontinuità rispetto al passato. Vuole lasciarci, dopo cinque anni, una città con le stesse (anzi con più) bancarelle che ha trovato nel 2013? Sarebbe ridicolo. Significherebbe non aver capito il problema e non aver intuito una delle vere cause (non una generica "crisi") di dissesto economico del tessuto commerciale della città. Per quale motivo la città di Roma deve sopportare nelle sue strade - in cambio praticamente di nulla, tra l'altro - format commerciali da primo dopoguerra? Inesistenti altrove? Degradate e degradanti? Assessore Marta Leonori se ci sei batti un colpo.

Alfio Marchini stecca la prima. Vuole fare lo sgambetto all'amministrazione, ma viene pizzicato con decine di manifesti abusivi. E stasera su Le Iene...

26 novembre 2014


https://twitter.com/Ale_Onorato/status/534387639051616257

Buffo, triste e misterioso il caso dei manifesti di Alfio Marchini usciti le scorse settimane per attaccare l'amministrazione Marino. Una amministrazione che merita critiche a tutto spiano, intendiamoci, ma che va criticata a ragion veduta, nel merito delle scelte poco coraggiose (rispetto alla gravità della situazione) che sta facendo. Senza il populismo che trasudava dalla campagna promozionale di Marchini. Altrimenti la cura (Marchini) diventa peggiore del male (Marino).
Ma partiamo dall'inizio. In centro tutti manifesti regolari, pagati, vidimati e timbrati. A tal punto che, pur non condividendo i toni della campagna, abbiamo scritto (lo trovate nella time line del nostro profilo) un bel tweet di elogi a Marchini: "bravi, raro vedere una campagna politica tutta regolamentare". 

Purtroppo siamo stati smentiti a strettissimo giro perché in molti quartieri i manifesti abusivi si sono sprecati. Molti di questi sanzionati dall'Ufficio Affissioni con i classici cartelli. Insomma Alfio Marchini, senz'altro in buona fede, vuole fare il sindaco di Roma ma non riesce neppure a controllare i suoi attacchini e i suoi collaboratori. 
Peccato perché la campagna - e, badate, non è poco - aveva una bella grafica. In una città che fa del cattivo gusto il denominatore minimo comune anche sulla comunicazione politica. Qui non era male invece. Peccato per i temi improntati al più becero populismo: il problema delle auto non è sosta selvaggia e troppe auto per abitante ma la striscia blu che costa troppo; il problema dei bus non è una evasione tariffaria che ucciderebbe qualsiasi azienda, ma i km di linee tagliati e via così. Visti i temi Marchini se l'è meritata questa magra figura. Magra figura che non sarà affatto mitigata, anzi, da un servizio su tutta questa storia (partita dai nostri tweet a Alessandro Onorato, primario esponente del movimento politico di Marchini) che andrà in onda questa sera a Le Iene.
Insomma non emerge il motivo per cui una campagna regolare è stata affiancata da una campagna abusiva e pirata. Un errore di comunicazione? Difficile. Uno sbaglio del Comune? Improbabile. Una precisa indicazione di fare alcuni manifesti regolari e poi tutti gli altri affiggerli così alla menopeggio abusivamente? Mah. Anche noi quando abbiamo chiesto conto a Alessandro Onorato (come dimostrano i documenti qui sopra) ci abbiamo capito fino ad un certo punto. Voi che dite?

Via IV Novembre. L'unica camionabile dissestata del terzo mondo ad essere collocata nel cuore di una capitale europea
















Via IV Novembre, una strada piena di storia e di prestigio ma che è ormai uno dei tanti fallimenti del continuo pessimo modo di amministrare questa città. Cito un link, questo, tanto per ricordare di cosa stiamo parlando.

Con le recenti pedonalizzazioni e conseguenti modifiche della viabilità, gran parte del traffico di via dei Fori Imperiali è stato deviato su questa strada che sale da Piazza Venezia fino a via Nazionale. Il passaggio giornaliero di autobus, pullman turistici e auto è veramente elevatissimo sia nei giorni feriali che nei giorni festivi, sia di giorno che di notte, tanto che verrebbe da chiedersi quanto meno inquinamento ci possa essere ai Fori se si incanala tutto il traffico in una strada che sta a non più di 50-100 metri di distanza, mah...

Appena passato Palazzo Valentini, all'inizio della via, si incontra un cartello che dice: "Questo luogo è patrimonio artistico di Roma e del mondo..."; da lì in poi però è tutto un disastro! La pavimentazione stradale è un vero colabrodo, piena di buche, avvallamenti e rattoppi fatti in modo quanto meno discutibile. E dire che l'ultimo intervento totale per il ripristino dei sampietrini risalirà a tre anni fa circa, in contemporanea al rifacimento completo di via Nazionale (su cui ci sarebbe da scrivere un capitolo a parte, anzi un romanzo o forse un thriller). Risulta evidente che per una strada con questo alto scorrimento, peraltro aumentato a dismisura nell'ultimo anno, forse la soluzione dei sampietrini potrebbe essere accantonata in favore di un asfalto assorbente o comunque di migliore qualità.

C'è da aggiungere poi che la percorrenza diventa assolutamente pericolosa soprattutto durante o subito dopo una pioggia di qualsivoglia entità, quando dai sampietrini fuoriesce tutto il materiale di scarsissima qualità che è stato utilizzato per il rifacimento; sabbia che diventa vera e propria fanghiglia rendendo la superficie molto scivolosa. Da qualche tempo è apparso anche un cartello all'inizio della discesa, provenendo da Largo Magnanapoli, con il limite a 30km/h e la scritta "STRADA DISSESTATA"! Assurdo, al centro di Roma.

In tutto questo ovviamente regna l'anarchia più totale perché la segnaletica orizzontale che dovrebbe indicare corsie preferenziali, attraversamenti pedonali e quant'altro è assolutamente impossibile da vedere e ogni volta che viene rifatta dura al massimo 2-3 giorni o comunque fino alla successiva pioggia. La conseguenza è che bus e taxi invadono le corsie riservate alle auto e viceversa e che ordate di turisti si riversano in mezzo alla strada per attraversare nei punti più delicati come la curva all'altezza della scalinata Magnanapoli, azione veramente pericolosa.

Anche la segnaletica verticale viene puntualmente ignorata con file di macchine tranquillamente e permanentemente in divieto di sosta all'altezza sempre della stessa curva.

Che in tutto questo caos si veda ogni tanto un vigile o qualcuno che faccia rispettare un po' di regole (a partire da quel limite di velocità che tutti ignorano) è ovviamente inimmaginabile; a parte quelle volte in cui si deve permettere un passaggio di qualche corteo di macchine blu dirette o provenienti dal Quirinale, allora si che tutti si interessano a questa strada!

La responsabilità di tutto questo degrado non può essere data all'attuale amministrazione che ha però di sicuro la colpa grave di aver ignorato fin qui il problema e le conseguenze che avrebbe creato un intervento pesante sulla mobilità del centro storico come quello attuato. La speranza di un normale cittadino che frequenta Via IV Novembre giornalmente è che qualcuno prima o poi si accorga di questa situazione assurda e che si impegni a far si che quanto scritto nel cartello sia rispettato "...aiutaci a conservarlo nella sua bellezza e pulizia".
Enrico Di Paolo

Metro Colosseo. Sciami di abusivi vendono le aste per i selfie disturbando tutti. Forze dell'ordine e vigilantes chiacchierano beati




Situazione semplicemente inquietante alla stazione Colosseo della Metro B. Quanto mancherà ancora che qualcuno si faccia male con queste ridicole aste per farsi gli autoscatti coi telefonini? Ormai è diventato impossibile, per dirne una, tagliare in bicicletta Piazza del Popolo perché si rischia di prendersi una lancia dritta nell'occhio visto che questi signori si aggirano con queste aste lunghe voltandosi velocemente. Fuori dalla metro B al Colosseo è uguale. Se hai un passo sostenuto e non ti guardi bene intorno rischi di prenderti una sprangata. Utilizzando questa sorta di spada gli abusivi controllano ancor di più il territorio.

 

E ad ogni modo non avrebbero bisogno di alcuna arma visto che come si può ben osservare dal video non sono contrastati da nessuno. Ci sono tante forze dell'ordine di diversi gradi, ma - benché pagate tutte coi soldi dei contribuenti - nessuna appare intenzionata a fare il proprio lavoro fino in fondo. Due volanti dei Vigili Urbani, due mezzi dei Carabinieri, un grappolo di vigilantes privati. Pensate quanti stipendi che contribuite a pagare con le vostre tasse, tuttavia... Molto meglio chiacchierare amabilmente nascondendosi dietro al solito "abbiamo le mani legate". In realtà anche un bambino saprebbe che basterebbe un vigilantes attento - anche senza fare niente - a camminare su e giù con fare impegnato di fronte all'entrata per cacciare questa sacca assurda di illegalità che squalifica e umilia tutta la città di fronte al turismo internazionale. 

L'Eur è un gigantesco bordello a cielo aperto. Il servizio de La Gabbia andato in onda l'altro ieri

25 novembre 2014

La cosa assurda non è la prostituzione sotto le finestre dei residenti, la cosa assurda è che il Municipio invece di lottare per una risoluzione civile di questo problema (problema che tra l'altro in mille altri paesi è semplicemente un opportunità: legalizzata, controllata e fonte di un gran bel gettito fiscale), chiede aree rosse di territorio comunale dove lasciare campo libro allo sfruttamento, alle mafie che gestiscono questi traffici, all'illegalità più sfrenata. L'illegalità si combatte e si sconfigge, caro presidente Santoro, non si relega in spazi appositi. Altrimenti significa perdere qualsiasi speranza di un esito europeo e occidentale di questo problema. Sulla prostituzione il grido di dolore deve arrivare al Governo ed al Parlamento, chiamati ad una riforma complessiva che regoli e legalizzi la prostituzione in strutture apposite.

La querelle tra Roma fa Schifo e Marione. Una riflessione da un lettore in attesa della nostra presenza in studio in diretta


(le premesse sono qui)

Di là dalle sue idee e del suo approccio a molte questioni, che non sempre condivido nella loro interezza, ciò che mi piace di RFS è che non cerca mai il facile consenso.  
Come egregiamente dimostrano la maggior parte dei commenti ai suoi post, per ottenere il consenso dei più è assolutamente necessario prendere delle posizioni nette e precise a favore o contro qualcosa. E proseguire per quella via senza se e senza ma.  
Perché il calcio ha tanto successo? Secondo me non tanto per il gioco in se stesso, ma per tutto quel mondo che orbita intorno. Cioè per il tifo. O sei con me o sei contro di me. O sei della Roma o sei della Lazio. Tertium non datur. Una formula semplice, comoda e perciò di grande attrattiva.  
Che nel calcio va pure bene dato che si dovrebbe (e sottolineo il condizionale) trattare di un qualcosa attinente al divertimento. Dal latino devertere, che potremmo tradurre come "deviare", "allontanarsi". Ma da cosa? Dalla vita ovviamente.
Perché la vita non è così. Non è bianca o nera. La vita è un susseguirsi di questioni complesse e articolate. E non si vede per quale ragione i problemi di Roma, che fanno parte della nostra vita, dovrebbero invece prestare il fianco ad un approccio semplice, elementare, unilaterale. Da sempre noi tutti, anche i più intelligenti, siamo alla ricerca di quella formula che semplifichi la complessità della vita, non riuscendo mai del tutto ad abbandonare l'idea che ve ne possa essere una. 
Perché la pubblicità funziona? Perché in ogni sua declinazione mente quando ti dice di possedere quella formula. Compra questo prodotto e il tuo problema sarà risolto. Non devi fare altro. E proprio per il fatto che non dobbiamo fare altro quella menzogna ci piace e dunque ci crediamo senza troppe domande.
Quindi se si vuole il successo derivante dal largo consenso, bisogna proporre formule semplici, fatte di verità assolute e visioni unilaterali. O sei a favore di Marino, o sei contro di lui. Tertium non datur. Come per il calcio.


Guai a lasciar anche solo intuire alla gente la complessità delle cose. Per diverse ragioni: innanzitutto dovrebbero mettersi a pensare e pensare è faticoso. Assai meglio aderire al pensiero di qualcuno che (forse) ha già pensato al posto tuo. Meglio ancora se quel pensiero è suscettibile di essere deformato e snaturato in pochi semplici slogan. 
"Marino è un ladro come tutti gli altri per via della Panda". Bello. Finalmente so perché non mi piace. 
In secondo luogo, nell'intuire la complessità dei problemi, la gente potrebbe scoprire, anche solo a livello subcosciente, di esserne almeno in parte la causa. Eh ma allora proprio non lo vuoi il consenso delle persone? Ma come, tu cerchi il consenso di qualcuno che, anche solo implicitamente, accusi di essere parte del problema? Lo sai che vuol dire? Vuol dire che quella persona a cui ti rivolgi dovrebbe avere prima di tutto l'umiltà di mettersi in discussione. E poi dovrebbe passare dalla comoda posizione passiva di "vittima", perciò stesso innocente, ad una posizione almeno in parte "attiva" che lo vede al timone della sua vita, arbitro del suo destino. Dovrebbe ammettere di essere in quota parte responsabile dei suoi problemi. E dunque, e qui la cosa si fa seria, ammettere che se il problema persiste forse è anche colpa sua, della sua incapacità di essere altro da ciò che è. 


Tutti si riempiono la bocca con la parola "democrazia". "Governo del popolo". Ma lo sapete che vuol dire? Che a ciascuno di noi si richiede di passare dalla confortevole posizione di suddito, vittima irresponsabile, a quella assai più faticosa di "cittadino" responsabile. Maddai... la vera democrazia non piace a nessuno in questo paese. Il che spiegherebbe il pacifico persistere di tante di quelle cose che denunciamo come scandalose.
Meglio pensare ad esempio che traffico, spazzatura, degrado, siano colpa di qualcun altro che mettere in discussione le nostre comode abitudini. 
Oggi poi abbiamo gli immigrati che sono una manna dal cielo. Vuoi mettere il sostenere che "è tutta colpa loro", dall'ammettere che forse non fanno altro che adeguarsi alle nostre abitudini? Che la loro inciviltà si plasma sulla nostra? Con la differenza che la nostra in molti casi è ben celata dietro una bella macchina, una casa, il conto in banca e buone abitudini. Se vediamo scippare una borsetta gridiamo "al ladro", poi magari il fruttarolo amico nostro non ci fa lo scontrino da dieci anni. Ma quelli sono gli ultimi arrivati. Che caxxo pretendono? Di rubare come noi che in questo paese siamo nati e cresciuti? E' il nostro territorio, il nostro terreno di caccia. "Prima gli italiani".
Il degrado e la delinquenza della periferie sono solo colpa loro. Infatti prima c'era la fila fuori per andarci a stare. 
E quanto a Marino. Lo reputo un cretino. Ma è vero: cerca di rompere determinatati schemi. Lo sta facendo a mio avviso malamente ed ingenuamente. Soprattutto perché non vuole proprio rendersi conto del fatto che quegli schemi sono il pane quotidiano dei romani. Nel senso che ad alcuni danno da mangiare (in qualche caso ben di più di quanto i loro stomaci possano digerire), e ai più danno da parlare. Ovvero quella piacevole sensazione di essere una povera vittima, di cui sopra. 
E infatti non è un caso che la trasmissione di cui si parla (che non conoscevo e la cui registrazione ho ascoltato solo in parte perché ho la presunzione di ritenerla un insulto alla mia intelligenza) si articoli secondo il collaudato schema della "chiacchera da bar", dove uno butta lì un argomento con ilarità e sarcasmo e altri due gli fanno il coro.
Diamine non c'è gara. E' una delle formule di "discussione politica" più in voga in questo paese e forse nel mondo. La sua superficialità è la chiave del suo successo. Vuoi mettere con la rottura di coglioni rappresentata dai lunghi articoli che leggiamo in RFS. Il quale si ostina a volerci chiamare in causa, a mettere in discussione realtà che mai abbiamo osato discutere?
Gli urtisti? 1) Ci sono ben altri problemi (benaltrismo, sempre efficace), 2) citazione dotta sull'etimologia del termine (che da credibilità a un presunto ragionamento che in realtà non c'è), 3) osservazione che esistono da secoli ed alcune licenze risalgono ai primi del novecento (riferimento al sempre rassicurante retaggio storico che, giocoforza, a Roma è sempre un argomento vincente... perché, diamine, se siamo qui da venticinque secoli almeno, perché preoccuparci). Problema risolto! 
Quella trasmissione è un capolavoro a livello comunicativo. Se avessi un'attività a Roma affiderei la pubblicità a Marione.
Francesco



*Lettera impeccabile. Avremmo voluto scriverla noi, ma non saremmo stati così bravi a farlo. Parliamone. Intanto ne parleremo, a quanto pare, in diretta in studio da Marione. In settimana...
-RFS

La Terra dei Fuochi è a Roma. E questa mappa lo dimostra. Tra roghi, discariche abusive, medicinali scaduti, scorie interrate. Altro che centri d'accoglienza a Roma Est...


Poniamo l'attenzione su questa mappa Google che segnala le tante situazioni che incidono sulla salute dei cittadini del versante est di Roma. La mappa è incompleta e in continuo aggiornamento (invitiamo a tornare a visitarla nei prossimi giorni).
E' stata volutamente chiamata "terra dei fuochi" di Roma est per denunciare la grave situazioni in cui ci troviamo. Oltre alle società elencate e segnalate, ci sono tante discariche abusive di rifiuti tossici interrati (e mai denunciati, ne dai cittadini ne dalla stampa), la differenziata che non funziona e genera discariche abusive in superficie, un "ecodistretto" in arrivo, campi seminati con medicinali scaduti, società petrolchimiche che inquinano falde acquifere, aria e terre del nostro territorio e chissà quanto altro ancora.

L'idea di questa mappa è nata anche per sensibilizzare l'opinione pubblica su problemi di interesse comune e decisamente più gravi della presenza di centri accoglienza. Il tutto in vista di una manifestazione che si terrà il 29 novembre mattina, organizzata da decine di comitati, associazioni no profit e consorzi locali. (link).

Se infatti molte delle aziende segnalate risultano sotto la soglia dei livelli massimi di inquinamento consentiti, l'alta concentrazione di aziende e situazioni di inquinamento simili fanno svanire ogni possibilità di credere nei numeri e nelle statistiche. Se a questo si aggiunge l'attuale scandalosa gestione della differenziata, l'assenza di controlli e sanzioni applicate a chi alimenta le discariche abusivein un territorio dove in passato (e forse ancora oggi) vengono ammassati rifiuti tossici illegalmente in ex cave di tufo... il quadro diventa dei peggiori.

Leggevo l'altro giorno l'articolo su Marione, dove si parlava di utilizzare il tempo libero per l'impegno sociale e civile. Mentre vi scriviamo è domenica mattina e noi qui lo stiamo facendo, spero possiate darci una mano a denunciare questa grave situazione e a diffondere la notizia della manifestazione. Vi invito anche a realizzarne un articolo o un reportage per quanto in vostra possibilità su tutto questo.
Stefano De Prophetis

La troupe di Piazza Pulita (in onda stasera) va a riprendere il campo rom di Via Salviati e i nomadi gli devastano la macchina a sprangate, minacciano di morte e di violenza sessuale. Liberiamo la città da questa violenza e da questa mafia

24 novembre 2014

Diamo pubblicazione affinché abbia la massima visibilità all'intervista de Il Tempo uscita oggi e riguardante l'aggressione subita al campo rom di Via Salviati. A noi che ci occupiamo ogni giorno di questa vergogna inumana la cosa non ci sorprende, ma è opportuno che quanto accade in questi brodi di coltura di malavita, sopraffazione, violenza, mafia e illegalità venga diffuso il più possibile. Questo il link all'intervista, e qui sotto il testo. Ricordiamoci sempre che pur in presenza di situazioni di questo tipo, tollerate da decenni, gli abitanti di Tor Sapienza (Via Salviati a Tor Sapienza sta) non hanno avuto meglio da fare che prendersela con alcune decine di migranti...

***

«Le mie domande non sono piaciute, soprattutto quelle relative ai rifiuti e alla presenza di tutto quel ferro. Mi hanno consigliato di andarmene, di "stare attenta". Qualcuno mi ha anche urlato in faccia: "Il servizio te lo faccio a letto"». La voce che racconta è ferma e decisa, non tradisce alcun pentimento. La paura per quello che poteva succedere, però, Francesca Mannocchi, giornalista del programma tv «Piazza Pulita», condotto da Corrado Formigli in prima serata su LA7, l'ha sentita tutta quando un tubo di ferro, lanciato con violenza da un gruppo di rom contro l’auto con dentro la troupe, ha fatto esplodere il lunotto. Il rumore dei vetri rotti e le schegge, che sono arrivate dappertutto, hanno spezzato il silenzio della notte e bloccato le riprese. Poi la corsa in auto per sottrarsi ad altre ritorsioni.

Francesca cosa è successo l’altra sera al campo nomadi di via Salviati, nel quartiere romano di Tor Sapienza?
«Dopo aver fatto alcune ore di riprese tra il campo nomadi di via di Salone e l’esterno di via Salviati, con il buio siamo ritornati per capire cosa succede con i roghi tossici e per documentare, se possibile, l’arrivo di tutta quella spazzatura che circonda le roulotte. La mia troupe e io eravamo fermi in auto e l’operatore aveva la telecamera puntata verso l’ingresso del campo. Ad un tratto un gruppo di ragazzi è uscito dall’area con in mano dei tubi di piombo che hanno lanciato verso di noi. È stato un attimo. Abbiamo sentito il rumore sordo e i vetri in frantumi, che hanno colpito anche l’operatore».

Poi cosa è accaduto?
«Siamo subito scappati temendo il peggio. I vetri rotti sono arrivati fino al sedile anteriore in cui ero seduta. In quel momento mi sono spaventata. Per fortuna l’operatore sta bene ed è riuscito a riprendere tutta la scena. Nelle immagini, infatti, si vede un gruppo di ragazzi che entra nel campo e ne esce con il tubo di ferro in mano. Poi lo hanno lanciato verso di noi, puntando l'operatore seduto sui sedili posteriori dell'auto con la telecamera accesa».

Perché questa reazione violenta? Vi siete dati una spiegazione?
«Sicuramente dipende dalle domande scomode, che non sono piaciute agli abitanti dei campi. Già il giorno precedente avevamo fatto una visita in via di Salone e abbiamo subito una prima rappresaglia. Avevamo lasciato l'attrezzatura in auto per fare prima un giro di ricognizione. Al nostro ritorno abbiamo trovato il vetro spaccato e il materiale per lavorare scomparso».

Il giorno dopo però siete tornati e avete riprovato?
«Si siamo ritornati in via di Salone e grazie ad alcuni degli abitanti che si sono dimostrati ben disposti a farci vedere le condizioni in cui vivono, abbiamo avuto accesso all'area. L'aria che si respirava, però, era pesante. Parallelamente a chi voleva mostrare lo stato di degrado che travolge questi posti, abbiamo incontrato persone che non hanno gradito la nostra visita e ci hanno invitato ad andare via. Qualcuno ci ha anche minacciato di morte, mentre altri mi hanno detto in faccia che il servizio me lo avrebbero fatto a letto?».

Ritieni di aver fatto domande scomode o aver ripreso qualcosa che non doveva essere visto?
«Sabato era il nostro secondo giorno di presenza durante il quale ci siamo sentiti dire che le domande fatte in precedenza non sono piaciute».

Che tipo di domande? Su cosa in particolare?
«In continuazione con il viaggio nelle periferie intrapreso dopo i fatti di Tor Sapienza, volevamo capire se le lamentele dei cittadini corrispondono alla verità. E così abbiamo deciso di indagare sulla vita all’interno dei campi nomadi. Premetto che a via Salviati non siamo neanche potuti entrare. In via di Salone, invece, siamo riusciti a parlare con alcuni abitanti, che hanno voluto mostrarci le loro condizioni di disagio. A quanto ci hanno riferito il giorno dopo, però, le domande sulla provenienza di tutta quella spazzatura, su quelle quantità di ferro e rame presenti tra le roulotte e sulla natura dei roghi tossici non sono state gradite. Durante la nostra visita, comunque, l’aria era pesante. Si capiva che qualcosa non andava e che la maggior parte dei rom non era felice di averci tra i piedi».

Che cosa hai visto nel tuo viaggio all’interno e all’esterno di due dei più grandi campi nomadi di Roma?
«Sicuramente una situazione di degrado e abbandono. La vita delle persone oneste è pregiudicata dai comportamenti dei disonesti. Sono zone fuori controllo. I bambini non vanno a scuola anche se il pulmino passa tutte le mattine. Le telecamere di sicurezza sono rotte e il gabbiotto dei custodi è vuoto. Ci siamo trovati davanti anche ad uno dei tanti roghi tossici. In questi posti, in alcuni casi anche le forze del'ordine faticano ad entrare».

Cosa ti ha colpito in particolare?
«Abbiamo chiesto a questa gente come vive e dove prendono i soldi, perchè ho visto una quantità di vestiti nuovi con tanto di etichette. Poi ho visto pile di elettrodomestici di dubbia provenienza. Evidentemente, però, queste domande sono state ritenute fuori luogo o pericolose».
Francesca Musacchio per il Tempo

Videoshock dai bagni de La Sapienza. Se vuoi capire la civiltà di una struttura pubblica, guarda i suoi cessi. Ecco, appunto




Se siete ancora tra coloro che si domandano come mai non c'è l'ombra di un'università italiana nelle classifiche delle cento (cento!!!) migliori del mondo; se siete ancora tra coloro che si domandano come mai mandiamo i nostri migliori cervelli all'estero senza importarne da nessuna parte del mondo, osservate questo video. Quale studente inglese, francese, indiano, giapponese, brasiliano, statunitense, spagnolo darebbe credibilità, per la propria formazione, ad un ateneo con questa qualità di servizi?
Dove siamo? Siamo a Via del Castro Laurenziano, nella city universitaria de La Sapienza, vicino alle facoltà di Economia e di Ingegneria del più grande ateneo europeo per numero di iscritti. Questi sono i bagni della mensa. Buon appetito. 

Video straziante da Via del Monte di Farina. Anziani disabili rischiano la pelle ogni giorno. Ma il Primo Municipio non appare interessato a combattere la sosta abusiva


Non sappiamo a voi, ma a noi questo video, sintetizzato dalle foto qua sopra, ha fatto stringere il cuore. Tanto più che si trova in una strada dove un tentativo civile di riqualificazione era stato fatto, ma che è naufragato come racconteremo. Non senza responsabilità. Un anziano signore con enormi difficoltà nel camminare e con un supporto a rotelle, è costretto ad arrancare nel mezzo della carreggiata a rischio della vita perché il percorso pedonale (ben visibile dalla striscia bianca) è totalmente ingombro di vetture che trovano spazio grazie a paletti anti sosta-selvaggia che sono stati divelti negli ultimi mesi.
Si tratta di una strada che, miracolo, venne riqualificata pochi anni fa. Via la sosta abusiva ai lati della via ed ecco un bel percorso pedonale dotato di paletti anti sosta selvaggia. Alcuni cafoni non ci stettero e immediatamente iniziarono ad abbattere i paletti. Una cosa che è successa anche in altre città dove si è decisamente palettato molte strade (Napoli, ad esempio), una cosa alla quale si deve rispondere prontamente con il ripristino per non dare il senso dell'impunità e della vittoria agli incivili cafoni. Qui purtroppo non è stato fatto. Alcuni si sono abbattuti il "loro" paletto e hanno ricavato un posto auto, altri hanno visto che questa cosa non veniva sanzionata e hanno proceduto allo stesso modo.


 
Nel breve volgere di pochi mesi la strada è stata mutilata in più punti e il percorso pedonale interrotto da file e file di auto. La cosa è stata segnalata (anche in diversi articoli e lettere sui giornali) anche da noi moltissime volte con moltissimi articoli, video, tweet. Cercate "monte farina romafaschifo" su Google e trovate di tutto. Siamo sempre stati ignorati. Qualche volta si è risposto con la mancanza di risorse per ripristinare i paletti sulla strada. Una cosa inaccettabile, basterebbero infatti mezza giornata di multe alle stesse auto in sosta che approfittano dei paletti saltati per ricomprare i paletti necessari a ripristinare. 
Ci piacerebbe poi davvero sapere quante siano state le multe in questi mesi in questa strada. Se fossimo una città normale ci sarebbe un settore del sito del Comune dove puoi inserire una strada e ti dà il dato delle mostre ivi comminate nell'intervallo di tempo indicato. Per capire se lì l'amministrazione sta lavorano per disincentivare comportamenti incivili oppure se li sta tollerando facendo finta di nulla. 










Resta il fatto che qui è il Primo Municipio, che ha realizzato questa strada all'epoca del governo Orlando Corsetti, a dover intervenire. La cosa è stata segnalata più volte (guardate qui, qui e qui ad esempio), ma senz'altro la presidente Sabrina Alfonsi e l'assessore ai lavori pubblici Tatiana Campioni (la stessa che pur di seguire una indicazione tutt'altro che vincolante della Soprintendenza ha deciso di non porre paletti anti sosta selvaggia a Via Urbana, condannando quella strada a pericolo e infruibilità) avranno avuto molto di meglio da fare. E allora siamo andati sulle loro pagine Facebook e abbiamo trovato le ultime iniziative che hanno pubblicizzato: tutte o quasi cose simboliche, pleonastiche, interessanti e importanti, per carità, con temi condivisibili e alti, ma mentre presidente e assessore di municipio parlano di "partecipazione" e "donne & costituzione", gli anziani sono impossibilitati dal girare, i disabili sono umiliati, le persone a mobilità ridotta sono consigliate a starsene a casa e furbi, criminali e incivili vengono premiati. Sanno alla perfezione che alle loro malefatte nessuno porrà rimedio e si sentono sempre più padroni della città. Solo a Via Monte della Farina hanno fatto saltare tra i 20 e i 30 paletti rubando spazio ai pedoni e ricavando una decine di posti auto abusivi. 


Un'operazione banditesca alla quale ogni amministrazione avrebbe - se non altro per motivi simbolici - in qualche modo risposto, ma vuoi mettere occuparsi di "cittadinanza simbolica" e inaugurare "monumenti ai caduti"? E poi c'è un mandorlo simbolico da piantare, c'è la festa dell'albero e c'è la violenza sulle donne. Tanto per le cose serie ci si può nascondere dietro alla mancanza di risorse.
Se volete anche voi come noi svegliare queste signore, ecco le loro e-mail alle quali vi chiediamo di scrivere segnalando questo terrificante video: tatiana.campioni@comune.roma.it e sabrina.alfonsi@comune.roma.it.

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