Come un italo-brasiliano vede Roma

15 settembre 2020

Roma un tempo irradiava bellezza e armonia attraverso la sua cultura e architettura. In seguito Roma e l’Italia continuarono a irradiare di nuovo bellezza con la sua nuova architettura rinascimentale e barocca, oltre alle sue abitudini raffinate e ai suoi deliziosi giardini... Caterina de Medici quando arrivò a Parigi si sentì sopraffatta dall'asprezza della città e costruì per la sua gioia, e poi, per la gioia della civiltà, due dei giardini più belli dell mondo, il Jardin des Tuileries e il Jardin de Luxembourg, oggi, simboli inseparabili di Parigi e dello stile di vita francese!

Secondo Roger Scruton «I giudizi di bellezza non sono né soggettivi né arbitrari e sono una parte necessaria del ragionamento pratico in ogni tentativo di armonizzare le nostre attività e modi di vita con quelli dei nostri vicini. La creazione di un quartiere, di un luogo, di una casa o di qualsiasi altro insediamento in cui risiedono fianco a fianco persone di diverse occupazioni e punti di vista comporta un coordinamento di un tipo che solo il giudizio estetico può tranquillamente raggiungere. Ed è per questo che esiste un tale giudizio, e perché un essere razionale che non lo capisce è disabile».
Raffaello, Montesquieu, Victor Hugo, Edmond Burke, Umberto Eco, Freud, Hegel, tra gli altri, difendono gli standard di bellezza, natura, il segmento aureo che si riflette in armonia, ordine, conforto dell'anima, indipendentemente dal credo, ideologia e cultura. Un tale spirito si avvicina al sublime.

La città è un organo vivente e Roma è un chiaro esempio di questa realtà. Se non ci si prende cura si può morire. Altri ai anni bui dell’alto medio evo che ci hanno privato dello splendore classico, gli anni '50, '60 e '70 del secolo scorso hanno condannato in modo indelebile le periferie delle nostre città, Roma notevolmente. L'architettura utilitarista ha privato la bellezza di ogni possibilità d’esistere ed ha decretato l'impero della bruttezza e del decadimento della società.

Alla fine degli anni '60, gli psicologi americani decisero di iniziare un curioso esperimento. Hanno lasciato due auto identiche abbandonate in due quartieri dello stato di New York, una in un quartiere di lusso e un'altra in periferia. L'auto che si trovava in periferia è stata rapidamente distrutta, rubata e le parti che non erano in vendita sono state distrutte. L'auto che si trovava nella zona privilegiata della città è rimasta intatta. Poi hanno continuato l’esperimento a rompere i finestrini dell'auto abbandonata in un quartiere ricco e il risultato è stato lo stesso di quanto accaduto in periferia: l'auto è diventata oggetto di furto e distruzione. Con ciò, i ricercatori sono giunti alla conclusione che il problema del crimine non risiedeva tanto nella povertà, quanto nello sviluppo delle relazioni sociali e della natura umana.

La base per questa scoperta proveniva dalla teoria della finestra rotta, sviluppata presso la scuola di Chicago da James Q. Wilson e George Kelling. Spiega che se una finestra di un edificio viene rotta e non viene riparata, la tendenza è che i vandali lanciano pietre contro le altre finestre e successivamente occupano l'edificio e lo distruggono. Il che significa che il disordine crea disordine, che il comportamento antisociale può dar luogo a vari crimini.
Roma oggi corre un grande rischio e perde l'occasione per riconquistare il posto che gli spetta di caput mundi, umbilicus mundi.

Io sono un viaggiatore «professionista» e soffro nel constatare lo stato di degrado in cui oggi versano la maggior parte dei parchi di Roma e di molti monumenti, soprattutto se paragonato ad altre città in Europa. Una svolta importante è stata compiuta, soprattutto grazie al Giubileo del 2000, si è assistito ad un grande sforzo collettivo che, a mio parere, ha conferito nuova vita ai palazzi grigi e stanchi della città, che per l’occasione furono ripuliti. Tuttavia alcune cose mi danno davvero fastidio perché, a principio, sono facili da risolvere ed migliorare non solo l'esperienza turistica (degli stranieri e degli Italiani), ma, soprattutto, elevare l'anima dei cittadini romani, piuttosto di quelli meno privilegiati relegati nelle periferie decrepite e nei brutti quartieri residenziali:

1- Stato di conservazione dei parchi: con l’eccezione della Piazza Cavour (di gestione privata), di Villa Borghese, l’Orto Botanico ed il Parco di Villa Ada (per cui vigono ancora molte restrizioni) gli altri parchi di Roma versano in condizioni vergognose, quasi una discarica a cielo aperto, come Villa Sciarra, Piazza Albania, i Giardini Nicola Calipari, Villa Carlo Alberto al Quirinale, Villa Torlonia, Villa Paganini, Parco degli Scipioni e perfino anche le Terme di Traiano (Parco delle Cole Oppio). Villa Dora Pamphilj è un boschetto senza infrastrutture. La mancanza di indicazione e di acqua nel giardino della Villa Aldobrandini è straziante. Luoghi dalle grandi potenzialità come il Parco del Celio, il Giardino degli Aranci, il Parco di Porta Capena, il Parco del Gianicolo, il Parco della Mole Adriana, il Monte di Cocci, solo per citarne alcuni. Come risolvere la questione?  
La mia idea è quella di vedere queste realtà in custodia alle grandi aziende che vogliono adottarli come forma di pubblicità. Le aziende godrebbero di incentivi da parte del governo e il comune risparmierebbe non essendo più responsabile (o irresponsabile) della sua conservazione/gestione. 

2- A Roma non ci sono fiori! Né nei parchi, né su pali, né su balconi o finestre. Il Comune dovrebbe incoraggiare le persone a decorare le loro strade e case, togliendo le tasse alle materie prime o addirittura sovvenzionando in parte, creando gare per la strada più bella, etc. 

3- Una miriade di fantastici monumenti sono in stato di abbandono o poveramente promossi, ed hanno un enorme potenziale turistico. Alcuni esempi sono il Mausoleo de Santa Helena, il Tempio di Minerva Medica, il Mausoleo di Santa Costanza, la Cisterna delle sette sale, il Tempio di Claudio, il lago sotterraneo di  Monteverde Vecchio, Parco della Torre Fiscale, Viale di Porta Ardeatina, il Giardino di via Carlo Felici, gli Horti Sallustiani, la Basilica Pitagorica di Porta Maggiore, etc. Qualsiasi città al mondo darebbe tutto per avere dei simili monumenti. 

4- Monumenti pubblici e privati ​​senza accesso o con accessi estremamente limitati come Villa Madama, Palazzo Madama, il Villino Algardi (Cassino del bel Respiro) alla Villa Pamphilj, la Villa Albani, il Palazzo Colonna e suoi giardini, i sotterranei di Terme de Caracalla, l’Acqua Vergine sul Trinità del Monte, i Templi del Foro Boario, la Cloaca Massima, Il Palazzo Quirinale, il Palazzo del Montecitorio, il Palazzo Chigi, il Palazzo della Giustizia, ecc.  ... Anche la Casa Bianca e i Palazzi della Regina d'Inghilterra sono visitabili!

5- Accumulo di rifiuti ovunque!!! negli ultimi mesi la raccolta dei rifiuti pubblica è leggermente migliorata ma è ancora lontana da un luogo civile! Le campagne educative per la popolazione sono anche assolutamente necessarie!
È difficile, se non impossibile, trovare qualcuno senza il sorriso sulla faccia a Keukenhof, a Giverny, a Tivoli, ecc. Gli ambienti contribuiscono decisamente all'umore delle persone ed nel benessere della società. Roma merita di più!

Renato Dani

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