20 dicembre 2014

Tra qualche settimana forse l'Arco di Costantino sarà liberato da questo schifo da parte degli "storici" urtisti? Facciamo di nuovo il punto e incrociamo le dita


Ve lo immaginate il Louvre di Parigi con accanto, a pochi metri, un schifezza del genere in vendita a pochi, miserabili, euro? Noi no, chiaramente.
Siamo al Colosseo, e precisamente all’Arco di Costantino. Questo accanto è solo uno dei tanti pessimi “oggetti” che un turista si trova costretto a vedere a due passi da un patrimonio storico e artistico che non ha eguali nel mondo.

In un nostro precedente articolo avevamo segnalato la coraggiosa decisione da parte del sindaco Marino di porre fine a questa indecenza tutta romana.
In sintesi mesi fa è stato istituito un “tavolo sul decoro”, un tavolo tecnico con le Soprintendenze Statali, la Sovrintendenza Capitolina, l’Ufficio Città Storica, la Polizia Locale, il I° Municipio e il Dipartimento Attività Produttive, che ha avuto lo scopo di individuare i criteri per regolare la presenza in Centro del commercio su area pubblica, dei posteggi fuori mercato, degli urtisti e dei camion bar.
Il tavolo tecnico ha dichiarato incompatibili la collocazione di 43 urtisti (ovvero i banchetti di venditori di souvenir), 22 posizioni dove ruotano circa 70 camion bar e 11 fiorai con tutta l'area archeologica centrale che comprende i Fori, Colosseo, Piazza Venezia, Tridente, Piazza di Spagna e Trinità dei Monti, Circo Massimo.
Dopo questa decisione i soliti noti erano scesi in piazza, denunciando tra le altre cose la “storicità” delle loro attività e il “diritto” a rimanere al loro posto. Ma l’Italia si sa, è un paese dove i “diritti acquisiti” diventano rendite di posizione, sino ai più alti livelli.
Bene, finalmente, dopo mesi di annunci, ricorsi, ritardi e delibere cadute nel vuoto, una luce nel tunnel si intravede. La decisione del Tar permette, stando a quanto dichiarato dall’assessore al commercio Marta Leonori, di concludere l’iter, fermo da mesi, di rilocalizzazione dei posteggi.
Ci auguriamo che il Comune proceda speditamente, e ci consegni almeno per primavera una città più decente.
Sentiamo però il dovere di fare qualche altra considerazione:
1) è lecito chiedersi come sono stati acquisiti nel corso del tempo i diritti di occupazione del suolo pubblico e perché poche persone (e spesso anche alle stesse, solite persone) ne dispongano in questo modo indecente
2) se pure dovessimo riconoscere tali diritti, chiediamoci in che ordine di importanza dovrebbero essere rispetto al nostro diritto di poter fruire liberamente e in modo pulito e ordinato di bellezze storico/artistiche tra le più importanti della storia non solo nostra, ma dell’intero occidente e che tutti ci invidiano
3) ci rendiamoci perfettamente conto che il problema è più complesso e riguarda anche altri ambiti: proprio ieri in un altro post avevamo segnalato il piacere di fare lo shopping di Natale in una vera favela, quella di via Cola di Rienzo! Avevamo postato 30 foto di ambulanti che oramai stazionano regolarmente, manco fossimo un Suk di Marrakesh…
Se a questo punto intravediamo un po luce in fondo (ma proprio in fondo) al tunnel, e se anni di battaglie sembrano finalmente concretizzarsi, ci auguriamo che, smarcati urtisti, bancarelle e camion bar, i nostri monumenti non diventino preda di ambulanti/bibitari e piazzisti di ogni sorta con buste di plastica colme di paccottiglia al seguito.

La guerra tra bande è dietro l’angolo, ma servono insomma anche vigili su strada per monitorare le aree più importanti. E’ inutile nascondersi dietro un dito.
Marco

3 commenti:

  1. Ma si infatti cacciamo via i romani e mettiamoci i Bangladesh ancora co questi che stanno li da 150 anni , tolti loro Roma finalmente sará Caput Mundi . Bah....

    RispondiElimina
  2. Nella meravigliosa Marrakech non vendono paccottiglia del genere.

    RispondiElimina
  3. Il suk di Marrakech, è un posto affollato, pieno di confusione, ma affascinante e dove si vende di tutto, ma non certo la merda che gira per le bancarelle di Roma. Lo stesso vale per la famosa piazza e per luoghi simili delle altre capitali imperiali marocchine. Ma siamo in Africa, mica a Roma.
    In Marocco, ma anche in altri paesi, non si sognerebbero mai di massacrare importanti monumenti con certi spettacoli deprimenti

    RispondiElimina

Ogni commentatore si assume la responsabilità di ciò che inserisce nel commentario. Questa bacheca non può essere moderata a monte.