9 dicembre 2010

Di pubblica utilità


Sono da pochi anni a Roma, ma questa mi sembra proprio una novità! Pubblicità
nascosta da messaggi apparentemente utili... Foto fatta in via Nazionale dove
ne puoi trovare a decine.
Carlo C.

11 commenti:

  1. Mah... mi pare che l'utilità non ci sia in alcun modo;nemmeno in apparenza. E' solo una forma sciatta di promozione che ho notato da un po' di tempo e che, almeno nel mio caso, è solo servita ad abbassare considerevolmente la stima del locale.

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  2. Leggete che titolo:

    "Da Wikileaks a cartellopoli.com: se il web è sotto attacco"

    http://www.linkontro.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3782:da-wikileaks-a-cartellopolicom-se-il-web-e-sotto-attacco&catid=47:il-punto-di-oggi

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  3. Solidarietà da Luigi Nieri di Sinistra e Libertà!

    Da Wikileaks a cartellopoli.com: se il web è sotto attacco

    9 dicembre 2010. Democrazia globale, democrazia locale. Wikileaks, cartellopoli.com. Un filo rosso collega i fatti internazionali a quelli locali: l’attacco alla rete e alla libertà di espressione che questa veicola. Julian Assange è oggi il nemico pubblico numero uno, ricercato dalle principali forze internazionali, Stati Uniti in testa. Più volte, anche all’interno della nostra redazione, ci siamo confrontati per comprendere meglio il fenomeno Wikileaks. Pirateria? Minaccia per la democrazia? Anarchico? Moderno Robin Hood? Strumento di poteri occulti? La risposta non è di facile soluzione. Ciò che è certo è che, al di là del contenuto delle rivelazioni pubblicate sul sito più discusso del mondo, l’affaire Wikileaks pone al mondo un ribaltamento di prospettiva che non può essere sottovalutato. Oggi anche l’operato dei Governi può essere soggetto al controllo dei governati: da controllori a controllati, quindi. Con tutto ciò che ne consegue, nel bene e nel male. E’ accaduto lo stesso a Roma.

    Il sito cartellopoli.com, che aveva l’obiettivo di raccogliere le segnalazioni dei cittadini circa il fenomeno della cartellonistica abusiva, è stato oscurato. Il decreto di sequestro preventivo, con cui lo scorso 11 novembre é stato disposto l'oscuramento del sito, in accoglimento della querela contro ignoti presentata da una ditta operante nel mercato delle affissioni, é stato motivato dalla “pubblicazione sul predetto sito internet di interventi che incitano a danneggiare la cartellonistica pubblicitaria, dando conto dei vari danneggiamenti via via provocati”. Dal globale al locale, dunque, la consuetudine sembra ormai quella di aggredire lo strumento di comunicazione anziché i contenuti da esso veicolati. Invece di smentire le (presunte?) rivelazioni e i messaggi pubblicati, si procede all’oscuramento dei siti. E’ forse la verità a mettere paura? Se fosse così la vicenda riguarda non solo il tema delle libertà di espressione ma l’essenza stessa della democrazia.

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  4. copie di quell'adesivo in fotografia, di dimensioni nemmeno piccole all'incirca 30x15, sono state affisse in via Nazionale intorno a un mese fa a decine e decine non salvando nemmeno un paolo o lampione.
    i delinquenbti proprietari di quel locale spero siano stati pesantemente multati in quanto hanno fatto letteralmente ricoprire tutti i lampioni tipici della via e ogni palo. una cosa veramente tremenda.
    dubito però che le autorità abbiano fatto qualcosa, tanto a loro che cosa gliene frega?
    di sicuro l'iniziativa criminale dei titolari del locale fa gridare allo scempio. vergognatevi schifosi incivili

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  5. Roma cambia: chi vuole se la prende.

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  6. Se ci passo e li rivedo là, li rimuovo personalmente e li porto ai vigili.
    Dall'ordinanza del Sindaco:
    " È così vietato distribuire o affiggere volantini o manifestini collocandoli, in particolare, sui pali dell’illuminazione e della segnaletica stradale [...]"
    -
    "Le sanzioni sono di 412 euro per i committenti e 50 euro per gli autori materiali della violazione."

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  7. http://www.amaroma.it/public/files/pdf/ordinanza%20sindaco%2037-3.02.10-affissione%20e%20volantini.pdf

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  8. E' d'obbligo boicottare il suddetto ristorante...

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  9. Il nome di un ristorante associato a quell'immagine non mi sembra proprio l'ideale per farsi pubblicità...a meno che non siate abituati a mangiare cacca di cane come secondo :)
    Chi ha avuto una simile idea dovrebbe seriamente farsi vedere da uno psicologo, ma uno bravo eh!

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  10. posto che se lo trovo per strada lo stacco, il ristorante in questione ha un indirizzo, sito internet e casella di posta (info@lacarbonara.it).Io ci ho mangiato un paio di volte e anche abbastanza bene. Però lo schifo deve finire e non credo ci tornerò a questo punto. Inviterei tutti a scrivergli e a chiedergli conto di questo investimento in pubblicità-regresso.
    Adriano

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