Abbattono la Tangenziale ma al suo posto stanno per realizzare un progetto orribile

30 luglio 2019
Il progetto di riqualificazione presentato dai residenti della Stazione Tiburtina già approvato dai due municipi, ha sicuramente il merito di aver smosso quel pachiderma che è il Comune di Roma che dopo quasi 10 anni di immobilismo si è messo a riprogettare l’area attorno alla Stazione Tiburtina, quella che la Sindaca Raggi definì il 5 dicembre “cuore pulsante di Roma e il polo direzionale della città”. La Sindaca si lasciò un po’ andare con la fantasia e uscendo dalla seconda Stazione più importante d’Italia sul lato della BNL questo è il panorama. Una zona totalmente abbandonata dove il nostro Comune fenomenale non riesce neanche a curare un’aiuola o a non far parcheggiare le auto in divieto di sosta, benvenuti a Roma sembra dire la scena ai poveri malcapitati!



Veniamo dunque al progetto di riassetto della Stazione Tiburtina presentato venerdì 19 luglio in Commissione Mobilità presieduta da Pietro Calabrese. Come piccola premessa vi diciamo che le tavole sono due non perché ci siano due luoghi differenti, siamo sempre alla Stazione Tiburtina, ma perché il Comune di Roma non è riuscito a stampare nella stessa tavola i due lati della Stazione. Purtroppo riportiamo delle foto perché il progetto essendo ancora in una fase di valutazione non è disponibile su file. Scopriremo che, pur migliore rispetto al precedente assetto, il nuovo progetto comunale è e resta una schifezza. 

Nel progetto del Comune l’elemento fondamentale nonché l’unico che può essere realmente realizzato è l’eliminazione dell’autostazione dei pullman Tibus. I progettisti del Comune hanno poi scopiazzato in parte e in brutta copia il progetto dei residenti eliminando il famoso parcheggiaccio al posto della sopraelevata che sta per essere demolita. Proprio grazie ai nostri articoli di un anno fa, che gridavano contro quel progetto, ci si è probabilmente mossi per cambiarlo. C’è poi tra gli obiettivi l’acquisizione da parte del Comune di Roma dell’ex Istituto Ittiogenico dismesso dalla Regione che verrebbe contornato da un parco. Vediamo nel dettaglio gli elementi.

Lato Ovest: eliminata l’autostazione dei pullman e superata l’ipotesi del parcheggione

L'immondo progetto attuale 

Progetto nuovo del Comune

Progetto dei residenti

Nelle tre immagini riportiamo il progetto attualmente in esecuzione del Comune di Roma di abbattimento della sopraelevata (lavori partiti che dureranno 450 giorni), il nuovo progetto del Comune di Roma e il progetto di riqualificazione dei residenti sotto. Del progetto di abbattimento della sopraelevata che riduceva la zona ad un enorme parcheggio ne abbiamo già parlato. Il Comune su questo sembra aver preso spunto dal progetto dei residenti creando una stretta piazza ad Elle in continuità con la Stazione Tiburtina. Viene eliminato quindi l’attraversamento delle macchine all’uscita della Stazione creando un viale alberato che non si capisce bene dove porti. Se infatti nel progetto dei residenti il percorso pedonale (arancione nell’immagine) porta e fa da contorno alla Stazione dei pullman in quello del Comune avendo eliminato l’autostazione non si collega a nulla. 
Poco visibile ma nonostante questa riscoperta della pedonalità, il Comune sceglie di spostare parte dei capolinea degli autobus Atac tra l’area pedonale e i palazzi a Via Guido Mazzoni.  Perché spostare dei capolinea di autobus sotto i palazzi? Nell’intento di eliminare la Stazione dei pullman, nel dogma che lì i pullman non possono stare, i progettisti del Comune hanno eliminato anche Cotral i cui pullman si andrebbero ad aggiungere ad Atac nel piazzale della Stazione tiburtina dove gli stalli anziché essere rivolti verso l’ingresso della Stazione cambierebbero verso e diventerebbero rivolti verso Via della Lega Lombarda. Qualche capolinea non entrava e per questo li hanno buttati sotto ai palazzi a Via Guido Mazzoni. 

Grande spazio seppur utopistico nel nuovo progetto del Comune di Roma è il recupero dell’ex Istituto Ittiogenico (in giallo nell’immagine), immobile totalmente vincolato che era di proprietà della Regione Lazio e che la stessa ha ceduto ad un fondo immobiliare di natura privata per rivenderlo al miglior offerente (2,8 milioni il prezzo stabilito). Il Presidente della Commissione Mobilità Pietro Calabrese ha lasciato intuire un interesse da parte del Comune ad acquisirlo ma va tenuto presente che ai 2,8 milioni di euro per l’acquisto vanno aggiunti almeno 7 milioni di euro per il recupero. L’ittiogenico è situato al di sotto del livello della strada. Vediamo dalla tavola che il Comune ha pensato di creare un ingresso inclinato sia dal lato della Stazione Tiburtina che dal lato opposto. Il grande parco verde che verrebbe realizzato, in alto nell’immagine dove ora c’è l’autostazione dei pullman, sarebbe anche questo inclinato per arrivare al livello dell’Ittiogenico. Anche questo livellare e creare un parco ha un costo elevatissimo da aggiungere al costo dell’acquisto e del recupero, la semplicità con cui è stato disegnato il tutto lascia pensare che anche i progettisti del Comune sanno che a Roma trovare 15milioni di euro per creare questa roba di dubbia utilità è fantascienza. Sull’ittiogenico sappiamo che ci sono dei privati che ne stanno trattando l’acquisto, il Comune quindi perché mai si dovrebbe inserire? Per farci cosa? Perché non lasciare che dei privati dotati di fondi e di velocità operativa facciano qualcosa di interessante qui?


La futura Circonvallazione Nomentana
Seppur il nuovo progetto del Comune raffigura solo un piccolo tratto della Circonvallazione Nomentana e della ex Tangenziale che con l’abbattimento della sopraelevata perderebbe la sua funzione visto che non permetterebbe più il collegamento con San Giovanni qualcosa lo intuiamo. Intuiamo ad esempio che seppur diventerebbe una normale strada di quartiere non c’è la volontà di ridurre l’asfalto. Il Comune lascerebbe difatti tre corsie rispetto alle cinque attuali aggiungendo una striscia di parcheggi al centro e un marciapiede lato binari del treno.


 
Il confronto col progetto dei cittadini, quello coi colori accesi, è d’obbligo. Nel progetto dei cittadini si parte dal presupposto che quella è viabilità di quartiere e pertanto non servono le tre corsie di automobili pensate dal Comune. Il progetto dei cittadini seppur aumenta di poco i parcheggi in superficie rispetto alla situazione attuale posiziona diverse centinaia di parcheggi sottoterra. E’ proprio il privato che si aggiudicherà la realizzazione e la gestione dei parcheggi interrati che pagherà la realizzazione e la gestione del parco lineare in superficie che costeggia il confine coi binari del treno dalla Stazione Tiburtina a Via Nomentana. Un parco lineare lunghissimo dove una pista ciclabile collegherebbe la pista in realizzazione sulla Tiburtina con quella appena inaugurata sulla Nomentana. Quello che oggi è un tratto autostradale in città diventerebbe un punto verde importantissimo per un quartiere altamente popolato come il Nomentano-Italia.
Lato est: l’eterno incompiuto
Il lato est, quello dove sorge la sede della BNL, è ad oggi immerso nel degrado. Andandoci oggi troviamo accampati un centinaio di migranti che potrebbero essere posizionati in maniera più dignitosa e il motivo paesaggistico dominante è fatto di erbacce, rifiuti e macchine parcheggiate in divieto di sosta. Il parcheggio pubblico comunale realizzato su quel lato è chiuso da ormai quasi cinque anni al pari di quello sul lato est realizzato sotto la Città del sole che è chiuso da quasi dieci anni. Entrambi i parcheggi sono stati realizzati dai privati che hanno costruito le loro architetture, sarebbero pronti per essere utilizzati ma il Comune di Roma non li ha mai collaudati e messi a servizio della cittadinanza. La geniale idea che hanno avuto le migliori menti dell’urbanistica e della mobilità del Comune di Roma per riqualificare il lato est è realizzare un parcheggio per i pullman privati del centro Italia che sostituirebbe l’attuale Autostazione dei pullman posizionata sull’altro lato della Stazione. 

Questo parcheggio per i pullman che ci troveremmo di fronte appena usciti dalla Stazione Tiburtina è stato definito dai progettisti del Comune di Roma una autostazione che dovrebbe servire 9 milioni di passeggeri. Senza nulla togliere agli illustrissimi progettisti ci preme ripetere a noi stessi che una autostazione oltre a degli stalli a terra deve avere dei servizi tra cui: biglietterie, bagni, sale d’attesa, punti ristoro, deposito bagagli, commerci, spazi per gestire i flussi di persone che partono e arrivano, parcheggi di servizio almeno per il trasporto di anziani e disabili, monitor che indichino le partenze e gli arrivi, ecc. Al contrario viene realizzata questa “cosa” per pullman in questa rotatoria ovale senza alcun servizio e senza possibilità di prevedere nessuno dei servizi prima elencati. A riguardo vogliamo partire da quello che chiedevano i residenti nel loro progetto di riqualificazione ovvero un bando di gara per la realizzazione e gestione di una autostazione moderna anche architettonicamente dove il gestore sarebbe obbligato per tutta la durata della concessione a gestire e ad effettuare la manutenzione a tutti quegli spazi attorno la Stazione Tiburtina che il Comune ha ormai tralasciato. Vediamo le immagini dell’autostazione pensata dai residenti:

La Stazione è totalmente chiusa per limitare al massimo l’impatto acustico e ambientale dei pullman e per far percepire il meno possibile a livello visivo la presenza di mezzi pesanti. L’ingresso e l’uscita dei pullman è dal lato di Via Tiburtina cosicché il transito non tocchi mai i palazzi.

La Stazione pensata dai residenti si collega direttamente alla Stazione dei treni creando un grande hub della mobilità. L’autostazione viene quindi intesa come una architettura moderna che si inserisce tra la Nuova Stazione Tiburtina e la Città del Sole potendo quindi anche essere fattore di rivitalizzazione di quest’ultima. 
Per dare l’idea di cosa avviene invece in Europa in tema autostazioni riportiamo le seguenti immagini dove al di là della bellezza vediamo che fuori da Roma le autostazioni non sono intese come quattro strisce disegnate per terra per creare dei finti stalli come nel progetto del nostro Comune ma come architetture vere e proprie.




Il dibattito sul futuro della Stazione Tiburtina entrerà nel vivo nei prossimi mesi. Vi salutiamo elencando delle linee guida fondamentali per poter seguire il dibattito che si verrà a creare:
  • Di un intervento di riqualificazione ce ne è assoluto bisogno
  • Il Comune di Roma non ha la forza ne la capacità per gestire nessuno degli spazi pubblici fuori dalla stazione
  • I privati se messi in condizione possono avere un forte interesse ad insediarsi a Tiburtina e proprio a questi investimenti può essere legata la riqualificazione dell’area



41 commenti | dì la tua:

Massimo ha detto...

450 giorni per un lavoro che in Cina hanno fatto in una sola notte!!!
A che serve aggiungere altro?!?

Anonimo ha detto...

Ma i 450 giorni servono perchè per l'abbattimento uno lavora col piccone dalle 8 alle 2 e altri 3 guardano ?

Anonimo ha detto...

visto che devono metterci mano, perchè non predisporre una linea tram (o filobus o metrovia) che colleghi la stazione con tutti quartieri lungo l'attuale tangenziale, cioè Olimpico, Falminia - Corso Francia, Parioli, Salario, Nomentana, San Lorenzo, San Giovanni ? Così uno esce dalla stazione treni e trova la metro B o una alternativa tram moderna e sostenibile per andare altrove nella città

Anonimo ha detto...

Perchè non lasciare la sopraelevata come preferenziale solo per i mezzi pubblici ?

Anonimo ha detto...

era meglio il parcheggio a raso. almeno ce stava qualcosa di utile. la pista ciclabile nun serve a nisuno. il parco lineare ancora de meno. daa stazione dei autobusse nun me frega popo n cazzo che tanto vado ngiro cor gran cherokee. tirassero giu quella sopraelevata demmerda e daje coi parcheggi che servono come er pane! i cittadini smettessero de fa proposte der cazzo e se vonno fa du tavole colorate se comprano un paro de matite e pennarelli dar bangladesh alla bancarella. anzi mo arrivano pure gli zaini e gli astusci per il nuovo anno scolastico. a prezzi imbattibili.

Anonimo ha detto...

Bell'articolo. Abito a Montesacro, di lì ci passo quotidianamente e così mi sono fatto un'idea. Chi diceva che l'ideologia era morta? Mi sembra che ogni scelta dei vertici del Comune, per quando mediocre e discutibile, sia irrazionale e ottusa. Non è novità purtroppo, come non lo è che si faccia tutto ad agosto, nel torpore generalizzato di Roma. Ora, come cittadini, che fare?

Anonimo ha detto...

Ammazza che tristoni, siete.
Ma che ce frega, se stamo a piá El pipita, vole vení solo alla capitale!

Anonimo ha detto...

i parcheggi servono ma non a raso : sotterranei o nei palazzi. le strade devono essere il più possibile libere dalle auto e dedicate a fluidificare la circolazione

Anonimo ha detto...

nel progetto mi pare manchino tutte quelle cose di qualità che rendono la spesa efficace anche per il futuro, consegnado ai cittadini opere moderne che reggono nei decenni futuri

L'Amico del Tonels ha detto...

>Perché non lasciare che dei privati dotati di fondi e di velocità operativa facciano qualcosa di
>interessante qui?

e riparte in tromba il Tonels. Daje Tonels, vedrai che un domani riuscirai a cucì il pranzo con la cena con un posto al municipio dai

Anonimo ha detto...

a Londra esistono aree pubbliche a gestione privata, anche a Roma esistono i consorzi stradali. certe zone andrebbero anche ridenominate perchè l'eredità dei nomi che portano ne pregiudica lo sviluppo.

Anonimo ha detto...

Mettiamoci il Mc Donald's.

Anonimo ha detto...

Ah ah ah! Mi hai anticipato. Prima al Colosseo.

Anonimo ha detto...

In Cina lavorano bambini di dieci anni nelle fabbriche qui hanno diritto di parola tutti anche lei.

Anonimo ha detto...

Beh questa rubrica e l'articolo rappresenta plasticamente Roma e i romani...saga del qualunquismo, il progetto dei residenti bah! Ma chi siete anzi ma chi pensate di essere!!!

Gli adepti del pelatello ha detto...

Siamo gli adepti del Pelatino, sciacquetelabbocca!

Anonimo ha detto...

la "nuova" stazione tiburtina mi pare nata male, mal collocata e mal progettata nel contesto urbano, come la "nuova" fiera di roma. La salva solo la coinciudenza con la linea B della metro. Ma poichè è un esempio di sciatteria urbana rifare tutto da zero può essere un progetto pilota valido anche in altre zone. fossi in loro oserei con l'architettura più avanzata, almeno si caratterizza l'area e la si rende interessante

Anonimo ha detto...

"questa rubrica e l'articolo rappresenta plasticamente Roma e i romani...saga del qualunquismo, il progetto dei residenti bah! Ma chi siete anzi ma chi pensate di essere"

mi sfugge il senso di questa osservazione su "Roma e i romani"

Anonimo ha detto...

Trovo veramente difficile criticare questo progetto: in fondo vivete già nella merda, tipo attuale situazione dell'area, qualsiasi cosa, anche due fioriere, migliora la merda in cui sguazzate, quindi pigliatela per buona e basta, inutile puntare alto in un ambiente di ratti ed amebe.

Franco Testa ha detto...

Mah, francamente tutta questa ossessione per il verde mi pare un pò scema oltre che ipocrita....voglio dire, vuoi il verde vai nei boschi, se stai in città è perchè ti piacciono i palazzi e le strade, no?
Io lì ad esempio ci avrei visto un piccolo circuito a uso dei residenti, magari con asfalto multicolore per renderlo più accattivante, così quando la domenica c'è la sfiga che non puoi guidare per andare a lavoro almeno puoi farti qualche giro lì e ti diverti un po'. Ecco, queste sarebbero innovazioni di cui ha bisogno la nostra città, i circuiti di quartiere! Oltretutto si tutelerebbe anche il pedone, al quale i circuiti sarebbero preclusi.

Anonimo ha detto...

Visto il livello di manutenzione del verde a Roma meglio ridurlo nei nuovi progetti. Tra l'altro ce ne è gia moltissimo. Meno inutili piccoli prati e giardini che dopo poco diventano incolti. Bene per gli alberi. Andare a Milano per fare un confronto . I parchi pubblici sono pochissimi ville tipo villa Ada mai viste.

2 player games ha detto...

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Anonimo ha detto...

concordo anche io, più alberi, molti alberi ma adatti alla città, per fare ombra senza enormi radici. e meno prati inutili perchè non manutenuti dal servizio (chiamiamolo così...) giardini.
PS Leggo sui giornali online di oggi notizie secondo cui la Raggi ( persino lei ha deciso di muoversi !) vuol togliere le bancaqrelle davanti al policlinico e alla metro B ma nel governo qualcuno vorrebbe bloccare le rimozioni. Possibile ? non ci posso credere, si può avere un approfondimento ?

Anonimo ha detto...

io invece penso che a Roma non servano altri alberelli lungo le strade (avete presenti i rami spezzati quando piove e tira vento, cosa ormai frequntissima ?)anche perchè siamo pieni di monconi di alberi mai sostituiti dopo la loro caduta. Servono invece dei veri e propri boschi intorno alla città - e dunque non lungo le vie di circolazione - per aumentare l'ossigeno, ridurre l'isola di calore urbana abbassando le temperature estive ed evitare gli effetti alluvionali delle piogge su terreni non trattenuti dalle radici.
Invece il restyling dei quartieri deve esser efatto usando materiali moderni, con cablatura completa, sensori, asfalti e tinteggiature resilienti, in modo da spendere bene una volta per tutte e non rimetterci le mani mille volte. Cose che non vedo in questi progetti. All'estero ormai si fa così la riqualificazione urbana.

Anonimo ha detto...

Non vedo alcuno problema francamente: la stazione dalle foto mi sembra perfettamente in linea con l'arredamento romano: un pò radical un pò popolare. Uno stile unico al mondo, ricco di grigio e di odori vissuti, capaci di stordire l'ignaro passante, uno stile a metà fra una zona demilitarizzata negli anni '90 ed una discarica abbandonata che vuole essere entrambi ma non solo.
Questo stile rende Roma unica e pulsante, ed inspira arte nello stesso cittadino che ne contribuisce attivamente al valore artistico delle sue composizioni con una birra rotta qui, un frigorifero là, un auto abbandonata da mesi senza marmitta lì.
Io proporrei la modifica dello stemma capitolino... al posto della lupa un bel cinghiale a ruspo nell'immondizia con un paio di gabbiani a volare su uno sfondo fatto da un Colosseo circondato da cartoni bagnati e voragini stradali. Su sfondo rosso, che ci sta bene.

Gino. ha detto...

a me onestamente di quello che fanno a Tiburtino non me ne frega un cazzo, perché io lavoro a Prati e vivo sulla Cassia e da sempre, dico proprio da sempre, esistono zone di Roma che fanno schifo e ci vivono i borgatari o gli sfigati ed altre signorili per esempio la mia zona dove vive la gente per bene. Quindi potrebbero pure spianarla e raderla al suolo e farci pascere le vacche a Roma Sud-Est, ne trarremmo solo un beneficio sul prezzo del latte che ultimamente mi pare francamente eccessivo voglio dire il latte porcoddio é una poppata di mucca quanto cazzo deve costare?

A meglio,
Gino.

Anonimo ha detto...

mi pare cha alcuni commenti siano proprio agostani ... della serie, non so che dire e scrivo a casaccio

Akex ha detto...

La mia paura è un'altra, forse peggiore del rischio paventato dall'autore di questo post, e cioè che a tangenziale abbattuta non ci sia proprio un progetto alternativo approvato, e che tutta l'area resti un'eterna incompiuta, con tutte le conseguenze anche sulla viabilità che ne deriverebbero. Spero tanto di sbagliarmi, ma a giudicare dagli svincoli della variante in galleria realizzata oramai da più di un decennio, mai aperti, e dall'orribile, oserei dire criminale innesto della vecchia tangenziale sulla nuova all'altezza della rampa per la A24, evidente raccordo provvisorio in attesa di miglior sistemazione mai realizzata ,temo
che le mie paure non siano infondate. D'altronde, da una giunta che ha dimostrato in tutte le situazioni di non voler decidere (perché si sa, chi non fa non sbaglia), non mi sorprenderei se anche in questo caso confermassero il loro modus operandi. Ci manca solo che adesso si prendano pure i meriti per aver abbattuto la vecchia tangenziale, come se la decisione fosse stata loro e non frutto di delibere di giunte precedenti

Anonimo ha detto...

A parte la bestemmia che qualifica lo sfigato che millanta un benessere inesistente, qui si parla di soluzioni non di visioni allucinogene.

alex ha detto...

luglio 30, 2019 6:09 PM: semplice e geniale al tempo stesso. Talmente semplice e talmente geniale che stiamo pur certi che non lo faranno.

Anonimo ha detto...

speriamo che qualcuno pensi a studiare questa idea. le tangenziali sono oggi quasi solo appannaggio delle automobili, ed è un peccato perchè hanno il pregio di collegare quartieri diversi dentro la città (e non fuori come il raccordo). Usare la tangenziale est come tracciato per una sorta di linea semicircolare con tramvia leggera consentirebbe di dotare roma di quella circle line del trasporto pubblico che le manca

Gino. ha detto...

io c'ho un sacco di soldi vivo a piazza giuochi delfici sono ricco di famiglia frega cazzo di lavorare e bestemmio quanto voglio visto che sono pure ateo

ricco e ateo
segna e porta a casa

Anonimo ha detto...

SE VABBE' .. MA A TIBBURTINA??? NOVITA' ???

Unknown ha detto...

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Anonimo ha detto...

Immagino le aiuole come diventeranno entro breve tempo gialle e spelacchiate.

Anna Maria Fogliano ha detto...

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Anonimo ha detto...

Ah ah ah, e la cassia sarebbe signorile? La strada in cortina adibita a deposito trans e amici di carminati? Allora le pubblicità truffa delle agenzie immobiliari funzionano!
E' la seconda zona più brutta di roma dopo la Camilluccia e i Parioli, pure spacciati per le sette meraviglie onde rifilare ai ricchi cretini ripuliti un casermone in cemento fuori mano al prezzo di un attico a piazza Navona.

Anonimo ha detto...

Tornando ai lavori bulgari, si sa che ormai le amministrazioni hanno l'unico scopo di fornire ai palazzinari il pretesto per colare cemento, e a ditte settoriale la normativa giusta per diventare indispensabili.
Quindi si tratta semplicemente di fare come Penelope: tessi di giorno e disfa di notte: devasti mezza roma con la tangenziale negli anni '70, e la sfasci quando ormai è diventata una parte fondamentale della viabilità e del paesaggio nel 2019, quando le periferie hanno bisogno di tutto.
Ed è anche un modo per impedire una vera crescita del paese, creando un continuo cantiere a cielo aperto in centro.
Prima era metro C a creare problemi infiniti, e ora sarà quest'altro sconcio.
E poi: qualcuno sa chi è la ditta incaricata?

Anonimo ha detto...

Tre settimane fa ho avvertito polizia, vigili, carabinieri, finanza e sovrintendenza che in Via delle Terme Deciane 5 stavano sfasciando gli interni di una palazzina dell'Ottocento senza esporre alcun cartello di autorizzazione, ossia senza autorizzazione.
Dopo la mia segnalazione, l'unica differenza è che i lavori ora si tengono a porte chiuse.
Questo vuol dire che se ne fregano tutti della tutela del tessuto urbanistico, che se ne fregano tutti della sicurezza, visto che senza controllo chissà come saranno fatti i lavori, ma l'unica cosa che conta è far lavorare ditte mafiose che poi votano i delinquenti che vedete al comune e al governo, da pd a 5 stelle nihil novi.

ANNA ha detto...


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