Video. Come si fa una strada. Un esempio virtuoso (a Roma eh!)

18 gennaio 2017
Non sappiamo chi l'abbia progettata Viale Maresciallo Pilsudski, non sappiamo sotto quale amministrazione sia stata concepita e da cosa sia scaturito il progetto. Sappiamo però che quando dobbiamo indicare come si fa una strada, come si progetta lo spazio pubblico, come si affronta e si risolve l'annoso problema della sosta selvaggia e del corretto utilizzo delle carreggiate stradali (un problema che impatta in maniera cruciale sulla vita di ciascuno di noi), abbiamo degli esempi anche a casa, che potrebbero essere replicati facilissimamente in decine se non in centinaia di altri contesti. Separare i flussi di traffico dalla sosta non è la soluzione, ma senza dubbio è una delle soluzioni che, a costi contenutissimi, possono risolvere gli annosi problemi e difetti della città.

In questo video abbiamo provato a spiegare la nostra visione a riguardo, ovviamente con tutti i distinguo del caso (qui c'è poco spazio per la pedonalità, mancano ciclabili, mancano preferenziali, ma si afferma il principio fondamentale della separazione tra flussi e sosta). Sarebbe bello se questi stimoli venissero raccolti da un Assessore ai Lavori Pubblici, che diventassero oggetto di dibattito e che, infine, venissero se ritenuti corretti applicati in scala, dovunque. Perché ci può essere un "modello Roma" per affrontare le tare che la città si porta dietro, un modello adeguato e cucito addosso ai cancri che si stanno portando via questa città.

Questo vale per la sosta, per l'ambulantato, per la cartellonistica, per la segnaletica. E alle volte essere rimasti indietro può essere opportunità: perché poi affrontare il problema ora avendo in mano le leve della tecnologia. 
Solo che stiamo talmente all'anno zero che neppure un Assessore ai Lavori Pubblici abbiamo. Per dire...

Indicammo di votare Raggi? Ecco perché lo rifaremmo anche oggi stesso

17 gennaio 2017
In questi giorni, dopo l'uscita della sopravvalutata classifica del Sole24Ore, a Roma è impossibile trovare qualcuno che solo sei o sette mesi fa sosteneva Virginia Raggi. Sono tutti scomparsi, svaniti. "Imbucati" dice su Twitter il direttore della parte web de Il Messaggero Davide Desario che ha cercato di intervistare Claudio Santamaria o Sabrina Ferilli vedendoseli sfuggire come sorci.

E invece noi no. Proprio no. E' dal giorno dopo delle elezioni che qui, nei commenti, sui social, la cantilena da parte del settore meno intelligente del nostro lettorato è la solita: "avete dato indicazione di votare Raggi, quand'è che fate mea culpa?". Mea culpa un ciufolo di nulla! Abbiamo dato quella indicazione e la rivendichiamo oggi più di allora. 

Non era possibile fare diversamente, non era praticabile alcuna altra strada, abbiamo dato quell'indicazione consapevolissimi (quello che sta succedendo oggi noi lo scrivemmo ben prima del ballottaggio) ma convinti che, turandosi il naso, bisognasse fare in quel modo.

Quale era l'alternativa essendo l'opzione di Marchini una opzione evanescente? L'alternativa era forse la Meloni pronta a far tornare in campo, volente o nolente, tutta o una parte della classe dirigente che aveva scarnificato la città sotto Alemanno? No grazie, già dato. Eh ma c'era il PD, dirà qualcuno, tutto sommato è sempre l'alternativa più affidabile. Purtroppo, neanche per sogno. Si trattava e si tratta del partito più marcio e colluso della città, il partito che aveva appena giustiziato un suo fondatore, allora sindaco di Roma, solo perché aveva osato non mettere le mani nel torbido, ma lasciar intendere che le avrebbe messe. E' bastato quel proposito, quell'intenzione. Fatto secco, subito.

Giachetti sindaco? O sarebbe stato una sotto specie di Veltroni-secondo-mandato e di Rutelli-secondo-mandato (genero immagine e comunicazione, ma poi dietro di  me si divorano Roma), oppure, in alternativa, sarebbe stato un sindaco rivoluzionario, coraggioso, pazzo, arrembante. Già, ma in quest'ultimo caso avrebbe fatto l'esatta fine di Marino. Come fare dunque ad avere dubbi? Il PD non era votabile neppure lontanamente.

Alla luce dei fatti poi la scelta è stata doppiamente valida. Guardate cosa ha fatto il PD in questi mesi. Gli spazi per ricostituire una credibilità c'era tutti, l'amministrazione "nemica" andava malissimo e ci si poteva inserire con un racconto di qualità, di priorità. Si poteva cambiare classe dirigente, cercare nuove energie fuori, mettere ai margini i peggiori rappresentanti della vecchia guardia. Nulla di fatto. Comandano i soliti con poche eccezioni, ragionano come sempre, l'impostazione intellettuale rispetto ai problemi della città è esattamente la medesima. Pensate se avessero governato: avremmo avuto le solite porcate con, in più, anzi in meno, la disattenzione dei giornali. Non hanno sfruttato la sconfitta per migliorare, pensate cosa avrebbero fatto questi signori in caso di vittoria.

Tutte le decisioni più forsennate del M5S - e sono state tantissime - hanno avuto o lo sguardo benevolo del PD oppure una finta opposizione, mai incalzante, mai preparata, mai volta davvero a mettere in difficoltà l'avversario politico. Su molte questioni (il collateralismo col racket degli ambulanti così come con quello dei cartellonari) i due partiti sono andati in Commissione e perfino in Aula d'amore e d'accordo. Una melassa indifendibile. Le poche cose invece che il M5S ha fatto bene (vedasi il progetto, seppur migliorabile, della riqualificazione del Rione Monti presentato ieri in Commissione Mobilità) hanno visto l'opposizione cieca del PD, non per migliorare le cose ma per affossarle favorendo il mantenimento dello status quo.
Si potrebbe fare una opposizione incalzante, durissima, arrembante, divertente, creativa. Non si fa nulla. Vi viene in mente il nome e il cognome di qualche rappresentante del PD in Assemblea Capitolina? Pensateci. Il nulla vestito di niente.

Siamo gli unici a criticare davvero Virginia Raggi, siamo gli unici a mettere ogni giorno l'amministrazione di fronte alle sue porcate, siamo il punto di riferimento per chi vuole leggere un racconto diverso su quello che sta succedendo e ha bisogno di assegnare un'altra gerarchia ai problemi (il taglio di cubature alla Ex Fiera è, tanto per dire, più grave della nomina di Marra; checché ne dica tutta la stampa italiana), ma questo non ci impedisce di rivendicare l'endorsement. Nel 2016 non si poteva votare diversamente.
E se il PD non cambierà davvero non si potrà votare diversamente neppure alle prossime elezioni. Durante le quali però ci sarà Giorgia Meloni e la sua parte politica che rischierà di essere imbattibile. Ma tanto per il PD va bene lo stesso, perché il tornaconto è storicamente esistito sia al governo che all'opposizione della città. Opposizione tra mille virgolette, ovviamente, visto quanto fatto durante il quinquennio di Alemanno.

Il M5S sta deludendo tutte le aspettative di chi voleva cambiamento, merito, qualità, crescita, sviluppo economico, trasformazione urbana, lotta ai privilegi, parametrizzazione occidentale. Si sta facendo, su tutto, esattamente il contrario di quanto ci si sarebbe aspettati. Non c'è nessun altro però che a queste aspettative dia una benché minima risposta. Chiunque sarebbe stato al loro posto avrebbe fatto lo stesso, se non altro perché memore della fine fatta fare a chi, Ignazio Marino, si era permesso di dirazzare. Dunque come si fa a chiederci se ci siamo pentiti del nostro endorsement?

Esiste solo una soluzione plausibile e credibile. L'abbiamo abbozzata qua

Guarda che brutti e cattivi quei privati che si prendono cura della città

16 gennaio 2017
Passi da Corso Trieste e vedi una scena insolita, mai vista, rara, utopistica: qualcuno che pulisce la città. Con la massima cura peraltro. Con macchinari adeguati. Con voglia, magari perfino con amore, sicuramente credendoci e non pensando solo a quando iniziano le ferie, pensando solo a quando finisce il turno, pensando solo a quando prendere la prossima finta malattia o la prossima finta giornata di 104, pensando ad ottenere il massimo dando il minimo.
Gente che lavora, cavolo. La-vo-ra. E lo fa "accanendosi" su un bene che, al di là della burocrazia, è comune. Un bene, infatti, può essere comune anche quando è privato. O magari quando è pubblico ma gestito da privati. L'acqua, ad esempio, al di là delle fisime di alcuni e al di là dei risultati dell'ennesimo patetico referendum, è sempre pubblica, i privati al massimo la gestiscono e fanno sì - controllati a dovere dal pubblico, perché così deve funzionare - che la sua distribuzione sia efficiente e non determini sprechi, corruzioni o ruberie.


Le fermate dell'Atac, quelle belle bianche disegnate da un concorso di ragazzi dell'università, sono un bene comune. Poco cambia se è un privato a gestirle, poco cambia se è un privato a tenerle in maniera impeccabile, poco cambia se portano informazioni utili e pubblicità di alto livello (a differenza della immondizia di tutte le altre inserzioni cittadine). Poco importa, per l'utente, che dietro alla loro manutenzione ci sia un sacrosanto interesse economico, quello che una enorme percentuale dei nostri cittadini considera un peccato, un demonio, una fonte di corruzione morale. Un sacrosanto interesse economico: tu mi dai una concessione a fare, mi controlli affinché io faccia bene, e io faccio bene. Ovvero monto le pensiline, pensiline di qualità, le manutengo, le pulisco, le lustro, faccio in modo che la gente, il pubblico, che le utilizza abbia un servizio per davvero. 


Questo meccanismo come abbiamo spiegato mille volte può funzionare in decine e decine di altre circostanze. Così, allo stesso modo: concessioni > gare > controlli > servizi. A costo zero per l'amministrazione, anzi spesso con un notevole guadagno. Dalla manutenzione delle aree verdi al bike-sharing, dalla cartellonistica al patrimonio immobiliare, dal commercio ambulante ai tavolini all'aperto fino ai parcheggi interrrati. Tutto può essere gestito con questa logica che è la roba più democratica e sociale che si possa immaginare, perché offre servizi gratis di qualità a chi non se li può permettere valorizzando l'unico cespite che una amministrazione ha a disposizione: lo spazio pubblico.

Oggi lo spazio pubblico è quasi del tutto umiliato. Così chi è abbiente può pagarsi i servizi, chi invece abbiente non è deve marcire nello squallore. Vincono così i prepotenti e i ricchi, e perdono i poveri. E pensate che i primi oppositori a queste politiche da noi propugnate sono proprio quelli che dicono di lottare per i poveri e per gli ultimi. Convincetevene: fanno finta. Fanno finta!


Post Scriptum. A Roma le pensiline (l'unica cosa decente di Atac oltre al funzionamento del profilo Twitter) sono gestite e manutenute dalla Clear Channel, una terribile e temibile multinazionale ammmerigana. Brrr...

Dopo Giolitti canalizzazione del traffico anche a Via Marsala. I video

14 gennaio 2017
Dopo un anno di stop al cantiere finalmente - forse anche grazie alle nostre insistenze - il progetto di realizzazione dei cordoli di Via Marsala (progetto della Giunta Marino che riguarda anche la già realizzata, seppur con tanti difetti, canalizzazione di Via Giolitti) ha ripreso avvio.

Consideriamo la sistemazione delle strade circostanti la Stazione Termini qualcosa di super-strategico per cui siamo andati subito a vedere a girare un video (che parte con la ormai consueta partita a calcetto dei tassinari in attesa a Via Marsala: passano la loro giornata lavorativa a giocare a pallone  - tra l'altro ridicolizzando l'immagine della città agli occhi dei turisti - e poi si lamentano che guadagnano poco. Geniale) per offrirvi qualche riflessione che potete trovare nel commento al filmato.


I video sono stati girati, nei giorni di questa settimana, sia di giorno che di sera. Purtroppo sembra che gli errori compiuti a Via Giolitti che abbiamo largamente documentato (cercatevi gli articoli) si stiano ripetendo anche a Via Marsala. Con il più il fatto che a Via Marsala c'è, appunto, un grosso parcheggio taxi e che dunque ogni congestione viene "pagata" anche dai clienti del taxi. Sali sull'auto bianca, parte il tassametro, ma la tua corsa non parte perché rimani imbottigliato in mezzo agli incivili che aspettano persone o le accompagnano ferme in mezzo alla carreggiata dove tu dovresti transitare e correre a destinazione. Un perfetto benvenuto per turisti e business man in città...

Parcheggiatori abusivi e il trucco infallibile per debellarli dalla città

13 gennaio 2017







Da questa mattina la Polizia di Roma Capitale sta operando per il contrasto delle attività illecite di parcheggiatore abusivo: numerose segnalazioni ricevute dai cittadini riferivano del crescente fenomeno, dove diverse persone chiedono denaro per la custodia delle auto nei parcheggi con alta concentrazione di veicoli.
Dalle 7,30 numerose pattuglie provenienti dal Comando Generale PSO, dai gruppi territoriali e dal GPIT, stanno fermando per identificazione tutti i parcheggiatori abusivi colti a chiedere denaro nei parcheggi degli ospedali Bambin Gesù e Policlinico Umberto I, a Piazzale del Verano, a Piazza Venezia, Piazzale della Radio, e l'area attorno al Comando Generale, Piazza della Consolazione e Piazza Bocca della Verità. .Almeno 10 persone appartenenti a varie nazionalità tra cui italiana, cubana, romena, bengalese e indiana sono stati portati al Comando Generale per identificazione e per elevare i relativi verbali ai sensi dell'art. 7 comma 15 bis del codice della strada, che prevede una sanzione amministrativa pecuniaria di 772.00 Euro e la confisca di tutti i proventi dell'attività illecita.
L'operazione, come spiega il Comandante Generale Diego Porta, "Che verrà ripetuta nei prossimi giorni, si inquadra nell'ambito delle direttive impartite dall'Amministrazione capitolina al Corpo di Polizia Roma Capitale". Sul contrasto al fenomeno dei parcheggiatori abusivi, aggiunge Porta, "si auspica un intervento legislativo finalizzato alla modifica della suddetta norma contenuta nel codice della strada che non consente una efficace azione di contrasto a questo odioso fenomeno".


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E fin qui il comunicato stampa - sopra le foto - arrivato ieri pomeriggio, dopo una (meritoria, intendiamoci) azione della Polizia Locale di Roma Capitale. Il Comune ha detto "colpite i parcheggiatori" e la Polizia Locale cerca di colpire i parcheggiatori e poi lo fa sapere tramite ufficio stampa.

Tutti sanno ad ogni modo che i personaggi fermati dopo qualche ora torneranno in strada a taglieggiare gli automobilisti. Certo, bisogna cambiare le norme e su questo ha ragione Diego Porta, ma ancor di più bisogna cambiare le strade togliendo lo spazio fisico ove i parcheggiatori operano. Questa dovrebbe essere la visione e la gerarchia delle soluzioni, anche perché le strade le può cambiare il Comune da solo, quanto alle leggi invece vanno cambiate semmai assieme al Parlamento e dunque le cose si fanno parecchio complicate. 

Leggete le strade dove l'azione dei Vigili si è svolta. Guardate l'elenco. Sono tutte strade - davvero tutte - dove prima ancora delle leggi nazionali può agire la programmazione e la pianificazione del Comune. Bambin Gesù? Ma attorno agli ospedali non ci deve essere sosta disponibile, le strade devono essere sgombre e sicure perché sono percorse da persone deboli e in difficoltà che non possono barcamenarsi tra doppie file, auto sul marciapiede o posteggiate davanti alle strisce pedonali. E poi devono arrivare di corsa le autoambulanze, non si scherza. Arrivare in auto? Se è una urgenza si entra dentro al pronto soccorso, se si è in visita si posteggia all'adiacente parcheggio interrato. Punto. Il resto dello spazio va tolto, non ci deve essere lo spazio fisico per fermarsi. E così i parcheggiatori non possono lavorare e il problema si elimina a monte.
Ma andiamo avanti. Policlinico Umberto I? Vale lo stesso identico discorso fatto sopra, peccato che la zona esterna al Policlinico sembri la Birmania. Piazzale del Verano? Il sagrato di un cimitero monumentale di strepitosa bellezza e con potenzialità turistiche infinite trasformato in accampamento e autorimessa a cielo aperto è uno scandalo, lì le auto dovrebbero essere totalmente bandite e si dovrebbe fare un parco vero. E invece è un parcheggio di scambio. Qui il problema non è il parcheggiatore: se crei spazi dell'abbandono e della prepotenza poi ci vanno ad operare i prepotenti e il racket, è assolutamente consequenziale.
Piazza Venezia non ne parliamo neppure. A Piazzale della Radio pende un parcheggio interrato, cosa si aspetta a farlo magari sul modello di Piazza Cavour con un bel giardino sopra? Chi vuole parcheggiare va nel sottosuolo (dove magari la sosta, oltre ad essere legale e più sicura, costa anche meno del parcheggiatore stesso) e sopra la sosta viene eliminata grazie al nuovo arredo urbano.
E si conclude con Piazza della Consolazione e Bocca della Verità, aree di una qualità urbana, paesaggistica, sociale, culturale, architettonica unica al mondo. Dovunque sul pianeta Terra sarebbero aree pedonali, a Roma sono trasformate in mega parcheggi. Qui il reato lo ha fatto chi ha disegnato le strisce a terra laddove dovevano esserci esclusivamente zone rigorosamente pedonali, non il parcheggiatore abusivo. 

Quando la Polizia Locale imparerà a mettere in fila seriamente i problemi definendone una gerarchia e facendosi lei per prima promotrice delle giuste soluzioni presso la politica e l'amministrazione? Nello specifico per eliminare i parcheggiatori il trucco è semplice: togliere i parcheggi che questi "vendono". Finché ci saranno migliaia di posti auto laddove non dovrebbero stare, i parcheggiatori ci saranno sempre. Sopra a tutto la tara culturale solo romana e il rapporto assolutamente malato dei romani con la loro vettura privata (tutti, anche quelli che mai ti aspetteresti, preferiscono pagare 2 euro all'abusivo - magari facendoselo amico - piuttosto che 1 euro al Comune cattivo e usurpatore). Ma cancri come quello della mentalità romana si curano con le opportune terapie, se necessario aggressive, non con l'omeopatia dei blitz a misura di comunicato stampa.

Le affissioni contro la Fedeli non sono anonime. Ecco come trovare gli autori

12 gennaio 2017
Tradizionale giro di affissioni abusive a Roma. Questa volta particolarmente pruriginoso e diffuso in tutta la città. Migliaia di manifesti abusivi, forse decine di migliaia. A differenza di tutte le altre campagne abusive, che a Roma sono all'ordine del giorno e sempre ordite da un racket di pochi attacchini illegali ben congegnati residuati bellici di un mondo dove Facebook e Twitter erano di là da venire, questa assurge agli onori delle cronache.

Dichiarazioni indignate, tweet di solidarietà. Evidentemente una figura politica di prima rilevanza (il ministro dell'istruzione della Repubblica italiana, dico...) non può essere criticata - benché indifendibile viste le circostanze - poiché donna. Visto che non è un maschio, non la puoi attaccare e non te la devi pigliare con lei, questo il tono delle dichiarazioni vergate da esponenti politici e civili a Roma e in Italia.

Peccato che quando siamo di fronte ad una affissione abusiva il punto è la sua abusività, non certo il contenuto del suo messaggio. Se il contenuto fosse stato un altro, la gravità sarebbe stata pari poiché una affissione abusiva sporca, genera costi per chi deve pulire, copre le affissioni regolari che hanno pagato la tassa prevista, genera concorrenza sleale tra chi rispetta e chi non rispetta le norme. Ecco perché il concetto stesso di affissione abusiva non esiste in altre capitali occidentali evolute. 

Già, ma perché non esiste? Non esiste perché funzionano le sanzioni. E come funzionano le sanzioni? Semplicemente in virtù della certezza di essere pizzicati. E come si viene pizzicati? Ma ovvio: con le telecamere. 

A Roma un serio circuito di telecamere cctv pubbliche non c'è, ma non mancano gli occhi elettronici in città che, all'occorrenza e magari passando dalla magistratura, si possono controllare. 

Tanti politici hanno dichiarato stigmatizzando l'anonimato delle affissioni (e se fossero state firmate? Sarebbe stato meno grave? Questo appariva...). Ma l'anonimato non esiste e sapere chi ha effettuato la campagna di affissioni, chi ha pagato le svariate migliaia di euro necessarie per attaccare il Ministro Fedeli è facilissimo. Sarebbe stato sufficiente che solo uno dei solidati nei confronti della Fedele avesse fatto un esposto. Anzi sarebbe stato sufficiente che l'esposto l'avesse fatto la Fedeli stessa.

Cosa succede, in presenza di inquirenti seri e di magistratura seria (cosa non scontata, lo sappiamo), a valle dell'esposto? Ma è lineare e semplicissimo: le forze dell'ordine constatano la campagna, ne saggiano la diffusione a macchia d'olio su tutta la città, consultano alcune delle telecamere tra le centinaia che hanno inquadrato il furgone dell'attacchino, risalgono alla targa, convocano il titolare della vettura, gli mostrano le immagini, risalgono tramite questo all'attacchino e insieme a queste persone trovano in un lavoro di mezza giornata - non di più - il nome e cognome del committente. Si può fare ora e si può fare sempre, per ogni campagna di affissioni abusive. 

Di più: dopo averlo fatto una volta le campagne abusive spariranno o scemeranno moltissimo perché il senso di totale impunità degli affissori pirata verrebbe meno. Dunque? Di cosa stiamo parlando? Anonimato? Non esiste nessun anonimato rispetto ad un'azione del genere in una città nel 2017.

Sgombero di Alexis. Cacciati da uno spazio occupato, gliene danno uno migliore!

11 gennaio 2017
Lo sgombero avvenuto ieri, dopo decine di lettere, diffide e avvisi (benché ci abbiano fatto credere che fosse una sorpresa) dello stabile occupato Alexis lungo Via Ostiense ha degli elementi positivi e degli elementi molto negativi, inquietanti.

Positivo è che si proceda ancora a sgomberare stabili illegalmente occupati da chi non ne ha il minimo diritto. Positivo soprattutto che alla solita pantomima inscenata dagli occupatori via social (la consueta chiamata alle armi da parte dei movimenti: "venite ad aiutarci contro la polizia cattiva") non abbia risposto nessuno. Dopo ore e ore di lagne via Twitter e di dirette via Facebook (fatevi una cultura perché seguire la loro viva voce vale più di mille analisi di Roma fa Schifo) la zona era sostanzialmente vuota, avevano aderito alla mobilitazione contro le forze dell'ordine (perché a Roma chi occupa ha il diritto di aizzare il popolo contro le forze dell'ordine senza pagarne le conseguenze, sapete!?) pochissime folkloristiche figure. Tra queste il più folkloristico era l'assessore all'urbanistica il quale, sostituendosi all'assessore alle politiche sociali che dovrebbe occuparsi di queste faccende, è intervenuto in patetica difesa degli occupanti abusivi (in coerenza con questo fatto gravissimo avvenuto qualche settimana fa, un intervento in cui prefigurava non si sa quanti reati solo per difendere i presunti diritti degli occupatori) mettendosi in mezzo in maniera ridicola. 

E qui appunto iniziano le cose inquietanti. Perché ad un Movimento che non esiste più, che non ha più riscontro in città, che non riesce più a mobilitare nessuno, che non ha rilevanza alcuna a livello politico, sociale, culturale, elettorle, che si muove ormai esclusivamente in funzione della propria aggressività, delle proprie ossessioni, della propria violenza e della propria capacità di mobilitare consenso e potere (a Roma abbiamo gli unici occupanti difesi dalle amministrazioni che subiscono le occupazioni, proprio dei veri eroi dell'antagonismo non c'è che dire!), invece di rispondere come si risponderebbe a qualsiasi cittadino ovvero con sanzioni e arresti a fronte di illeciti e reati, si risponde con la tutela, con la ricerca di accordi, con la più totale attenzione istituzionale. L'assessore Berdini pur di seguire le sorti dei 20 occupanti dell'Alexis ha disertato perfino le riunioni sulla sistemazione urbanistica del nuovo Stadio della Roma, cosa che riguarda centinaia di migliaia di cittadini. 

Cosa è successo dopo? Dopo le resistenze, documentate in diretta social da alcuni sbruffoni intenti a deridere i poveri poliziotti che per 1200 euro al mese stavano lì a fare il loro dovere e ad eseguire indicazioni della Magistratura, lo stabile è stato finalmente liberato. C'era un progetto di auto-recupero pendente, ma i progetti di auto-recupero non sono unilaterali, devono prevedere l'accordo di tutti in primis dei proprietari degli immobili e poi per partire e ricevere i soldi (regionali) si deve vincere un bando. Dunque occhi aperti su quel che si farà in futuro su questo grazioso palazzetto dotato di una bella decorazione dello straordinario street artist Blu, tanto talentuoso quanto patetico quando, finite le occupazioni illegali, va a cancellare le sue opere. 

Lo stabile è stato liberato dicevamo. E gli occupanti? Sono stati portati in questura? Gli si è chiesto conto dell'occupazione? Dei reati connessi? Gli è stato fatto notare che aizzare il popolo contro le forze dell'ordine è un reato grave? Niente di tutto questo. Sono intervenute le istituzioni capeggiate dall'assessore Berdini e hanno firmato un "accordo" per trasferire le venti persone all'ex Deposito Atac di Via della Collina Volpi. Uno spazio di proprietà di Atac, e dunque di tutti noi, che già in passato è stato occupato e poi liberato e che ora viene destinato di nuovo a persone che hanno come unico titolo quello di essere stati autori di una occupazione illegale. 

I 20 ragazzi che erano dentro ad Alexis hanno davvero (davvero!) diritto ad una assistenza sociale? Sono davvero bisognosi? Chi sono? Come si chiamano? Su chi - cognome e nome - il Comune sta investendo tanto da fare uan forzatura a tal punto? Hanno sul serio maggiori difficoltà rispetto alle migliaia di altri studenti che invece per pagarsi un affitto si barcamenano tra sacrifici assurdi, piccole e grandi umiliazioni, aiuti dalle famiglie e lavoretti serali? Perché a loro è garantito un trattamento di super favore? Chi ha deciso che questi signori sono una casta di venti eletti che non possono provvedere a loro stessi come tutti ma che possono sopravvivere solo col contributo del Comune, con l'impegno dell'assessore, con la casa a gratis, coi milioni stanziati da una vergognosa legge regionale scritta sotto ricatto? Come mai è pieno a Roma di quarantenni che stanno ancora da mamma e papà non potendo permettersi un affitto mentre ad un gruppo di cannaroli di 20 anni bisogna garantire una casa in pieno centro città e se la loro casa, pagata da noi, va sgomberata allora gli se ne trova subito un'altra all'istante? Possiamo sapere in virtù di cosa oltre che del fatto che siano persone politicamente vicine alla Giunta? Nessuna legge vieta a degli scioperati di comportarsi da fricchettoni in attesa che il babbo avvocato, notaio o imprenditore gli trovi un posto pubblico in cui scaldare la poltrona, ma farlo a scapito della collettività non è accettabile. Perché in nome loro viene occupata illegalmente una struttura immobiliare che non solo è di tutti, ma che è una delle uniche chance possibili per Atac per non fallire? Come sappiamo Atac ha solo una strada per fallire oltre al recupero dell'evasione del ticket: valorizzare il suo patrimonio immobiliare, se n'è parlato anche l'altro ieri alla trasmissione Presadiretta. E con la stupenda e straordinaria rimessa di Via della Collina Volpi che potrebbe fruttare all'azienda decine e decine di milioni noi cosa facciamo? La diamo ad un gruppetto di ragazzini. Così. Li chiamano "giovani precari". Ma cosa significa essere "giovani precari"? Che diritti dà questa cosa? Se proprio bisognava privare Atac di questo cespite immobiliare così strategico sebbene colpevolmente abbandonato (e non bisognava!), allora perché non fare un bando? Si mettono a bando dei dannatissimi posti letto e vediamo se davvero il gruppetto di coattelli che occupava Alexis ha i requisiti per vincere il bando, vediamo se sono davvero loro i primi bisognosi di questa città destinatari di un'assistenza sociale mille volte più efficace di quella data agli abitanti del palazzo crollato di Ponte Milvio. 
Con quali standard igienici questa gente vivrà in un deposito, in uno spazio che non ha requisiti di abitabilità? Con quale sicurezza visto che il deposito contiene dati sensibili, l'archivio Atac, alcuni veicoli elettrici attualmente non utilizzati? E se qualcuno si fa male abitando in un immobile che non è un appartamento chi paga? Il Comune o Berdini in solido?
L'assessore Berdini continua a chiedere soldi al Governo, e dunque a tutti i cittadini italiani, e poi si rifiuta di mettere a reddito le immense e sconfinate opportunità che a Roma ci sono già. Questo non è minimamente accettabile e va rinfacciato in ogni istante a questa amministrazione.

Dice: ma ad Alexis facevano cultura, c'erano incontri, c'era pure una libreria. Già. Ma perché con cento associazioni culturali che vogliono fare attività e non ce la fanno a causa degli affitti e della burocrazia, perché con decine di librerie costrette a chiudere noi dobbiamo tutelare PROPRIO la libreria illegale, proprio quella che non sta nelle norme, proprio quella che evade il fisco e qualsiasi legge.

Noi non riusciamo a farci pace e non lo capiamo, ma sicuramente riuscirete a spiegarcelo voi coi vostri commenti e i vostri stimoli intellettuali. A noi ci pare soltanto che, nel silenzio come al solito, ieri si sia compiuta l'ennesima ingiustizia. Sempre peggio di quella prima, sempre più grave di quella prima, coperta da sempre maggiore omertà rispetto a quella prima. Alexis è stato sgombrato non per la vergogna di un'occupazione abusiva, ma solo perché considerato pericolante come edificio. Robe su cui riflettere. 
Il deposito negli anni Cinquanta

Una cosa è certa. Ogni sostegno, ogni mossa a favore, ogni attenzione rivolta a questa gente equivale ad un sostegno, ad una mossa a favore ad una attenzione e ad una tutela sottratta a chi davvero ne ha bisogno. Non c'è nulla di più elitario e di destra della vicinanza ai centri sociali a scapito di chi ha problemi reali e non ideologici, psichiatrici o derivanti dalla nota malattia chiamata paraculite acuta. Guerra tra poveri? Forse. Ma se così è, noi siamo dalla parte dei poveri veri. 

3274007407. Chi c'è dietro il numero che ha coperto Roma di affissioni abusive?

10 gennaio 2017

3274007407. Chi c'è dietro questo numero? Per chi amministra e vede una città totalmente umiliata dalle affissioni abusive la ricerca forse è impossibile. Ma con un pizzico di buona volontà bastano 5 minuti e un collegamento ad internet per scoprirlo.

Ovvio che non stiamo dicendo che il responsabile e titolare di quel numero di telefono sia il colpevole delle mille affissioni che stanno massacrando mezza città, però magari se fossimo le autorità competenti una telefonata per chiedere spiegazioni la faremmo...
Il numero fa capo ad un certo Adriani Simone con Codice Fiscale DRNSMN80A14H501N e Partita IVA 07521821004 (informazioni pubbliche reperibili sul sito delle paginegialle e della guidamonaci, nessuna violazione daaapraivasi). Da questo link veniamo a sapere anche che è alla ricerca di personale. L'attività del signor Adriani ama cambiare sede: prima si trovava in un edificio che sembra più una residenza privata in via Monteroduni 80 nella periferia Est di Roma mentre ora dal sito delle Paginegialle apprendiamo che si trova in via della Stazione Prenestina 86. Cercate su Google Maps e Google Street View questa strada e vedete se riuscite a trovare il civico. Noi non ci siamo riusciti, sarà mica un civico inesistente?



Considerata l'incredibile difficoltà di reperire queste informazioni e quello che sono riusciti a combinare in tutta la città - le foto sotto sono solo una infinitesima parte di tutto quello che hanno devastato - quanto è difficile per il Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale fermare questo scempio e fargliela pagare cara magari obbligandolo a rimuovere lui stesso queste affissioni, specie quelle che sono posizionate così in alto da non essere raggiungibili? 


Roma ha il numero di dipendenti pubblici più esorbitante delle città europee, ma nessun funzionario o addetto che possa mettersi a seguire un attimo i pochi indisciplinati che massacrano il suolo pubblico a detrimento di tutti?

















Elementi esterni dei condizionatori. Uno schifo solo romano?

9 gennaio 2017




A questo come ad altre mille forme di degrado i romani sono talmente abituati che quando glielo fai notare la maggior parte, i più idioti (che poi sono una percentuale abbastanza cospicua purtroppo), si arrabbiano. E' stato sufficiente mettere una foto di queste nel nostro Instagram per raccogliere indietro insulti e improperi (come usa a Roma un tizio, che abbiamo dovuto bannare, per insultarci ci ha dato del "mongoloide", scambiando una sindrome e un disagio come qualcosa su cui insultare il prossimo).

"Aho ma come se poffà a sta senza condizionatori???".

Come, come se poffà? Come fanno in definitiva in altre città? Anche a Firenze, Torino o Milano palazzi storici di inizio novecento, di fine ottocento se non addirittura di secoli e secoli prima sono sfregiati dalla presenza costante di orripilanti elementi esterni dei condizionatori? Anche nelle altre città italiane e occidentali (Londra, Parigi...) il benessere privato - stare al fresco d'estate - è ottenuto a scapito dal decoro pubblico oppure questa è una caratteristica specifica di Roma? In effetti il costume in linea con la città che ha le strade più sporche e le case più pulite d'Europa: il tutto si inscrive perfettamente in un disprezzo della cosa pubblica, comune, condivisa. E pensare che ci sono ormai delle soluzioni tecniche che funzionano e che uniscono all'interno dell'appartamento le due unità limitandosi a soli due buchetti sulla parete. Nella foto qui sopra vedete il cittadino più civile che ha optato per questa soluzione e subito al piano di sotto il cittadino meno civile che ha piazzato il motore che gli permette di stare al fresco fuori, alla vista di tutti.

Cosa norma questo aspetto? C'è una ordinanza vigente che viene violata o non c'è legge alcuna? Si demanda tutto ai condomini? Perché le Soprintendenze prontissime a fermare tramvie e metropolitane che potrebbero salvare la vita alla città e impegnatissime a decidere il colore di una serranda o di una finestra, qui non parlano e ignorano tutti gli elementi (tantissime volte abbiamo parlato della selva di antenne, ormai presente solo a Roma, coi loro cavi-liane di Tarzan) che deturpano il nostro patrimonio architettonico? E la norma è uguale a Roma così come in altre città italiane o cambia? 

Aiutateci a capire perché noi non ci arriviamo...

L'assurda storia della Ferrari rossa che adesca i turisti per un "test drive" in centro

7 gennaio 2017





Apri una società, comperi alcune auto di grande cilindrata, di lusso, d'epoca. Organizzi dei bei tour nel centro della città (accedendo alla città non saprei come) consentendo in cambio di una somma relativamente accessibile a persone che non se lo potrebbero mai permettere di rombare in Ferrari lungo il Corso, Piazza di Spagna o Villa Borghese.



Fermo restando che tutto deve essere dentro le norme del codice della strada (non superare i 50 all'ora e in alcuni punti i 30 ad esempio) e sicuramente sarà - ehmmm - così, la cosa sembra anche una interessante idea imprenditoriale che genera lavoro e valorizza, anche se in un modo secondo noi assai cafone e lontano dal nostro gusto, le bellezze della nostra città. Certo la prestazione deve essere regolarmente fatturata, il personale deve essere autorizzato, l'assicurazione deve essere ben congegnata e chi guadagna deve pagare le relative imposte, ma per il resto, come dire, si può fare. E si fa. E se invece di farti un giro vuoi fare solo una foto, paghi anche quella. E va be, lodi a chi spilla denaro ai poveretti che si sentono fighi fotografandosi vicino ad un bolide di Maranello



Il problema è che la Ferrari d'ordinanza non aspetta, dopo prenotazione, il cliente a caccia di emozioni nel suo garage (eppure il posto ci sarebbe, a Via del Vantaggio), bensì costantemente in mezzo alla strada. A Via del Corso, dove blocca il traffico, a Piazza del Popolo in mezzo alla carreggiata sotto il segnale di divieto di sosta e fermata. Lì ad adescare turisti e romano con tanto di prezziario e stendardi, ogni giorno in sosta selvaggia nonostante le segnalazioni a IoSegnalo (strumento formidabile che questa amministrazione sta uccidendo).

 

Abbiamo anche un bel filmato, inviatoci da un nostro lettore, dove si può apprezzare la voce del prestigioso manager della compagnia Loki (così si chiama la società, che fa pensare ad una vivace imprenditoria dell'est europeo. E sul sito c'è anche il localizzatore live della Ferrari) che spiega prezziario e modalità. E con soli 20 euro hai un filmato che ritrae la tua performance alla guida, poco importa se questo possa spingere i clienti del "test drive" a spingere sull'acceleratore in aree praticamente pedonali di fatto, ci penseremo a valle del primo incidente grave mentre "saliamo su al Pincio" o "attraversiamo Piazza di Spagna"...

Al di là di tutto la domanda è come possa una attività del genere, probabilmente non del tutto illegale ma neppure del tutto legale, prosperare tranquillamente nei luoghi più delicati, tutelati, controllati della città. A fronte di decine e decine di segnalazioni da parte dei cittadini.

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http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/ferrari_via_corso_roma_vigili_centro-379972.html

http://www.quattroruote.it/news/roma/2016/05/11/ferrari_in_sosta_vietata_quelle_rosse_in_via_del_corso.html

https://andreapolidori.wordpress.com/2016/09/12/ruote-a-raggi/

Dopo le tristi Feste iniziano i tristi saldi dell'abusivismo. Due video raccapriccianti

5 gennaio 2017
Dopo la tristezza delle due settimane delle feste, a Roma iniziano le sei settimane dei saldi. Ma come le prime anche queste saranno all'insegna della sciatteria, del declino, della depressione e soprattutto dell'abusivismo.
La città è percettibilmente non governata o, nella migliore delle ipotesi, mal governata. Questo è intuito dal racket e dalla malavita che gestisce i traffici di merci abusive e la loro rivendita sui marciapiedi e dunque la recrudescenza di questi fenomeni è in grande crescita. Quello che è capitato ieri a Napoli è da analizzare con attenzione guardando Roma. A Roma gli ambulanti non si ribellano alla Camorra, dunque non c'è nessuna guerra, ma anche a Roma i posti degli abusivi sono tutti assegnati dalla criminalità organizzata, il fai da te per tirare a campare è solo apparente e ogni euro è impeccabilmente gestito dalla mala. Il livello di organizzazione è tale che gli abusivi hanno anche il servizio mensa, un signore che arriva con carrellino pieno di cibarie e offre vettovaglie ai venditori. Nei video si vede anche questo. 


Il Comune può fare poco perché la presenza di venditori abusivi in ogni dove è dovuta in particolare alle assurde leggi nazionali. Provate a aprire un banchetto illegale a New York, a Londra, a Tokyo, a Sydney, a Singapore. Poi ne riparliamo. Altri paesi, invece, come l'Italia in particolare, hanno deciso che "i problemi sono altri" e che l'abusivismo commerciale, che alimenta la mafia e uccide il commercio regolare, può essere tollerato. Certo il Comune non può fare molto, ma qualcosa sì eccome: ad esempio il Comune, al di là dei blitz della Polizia Locale che lasciano il tempo che trovano (sempre meglio farli che non farli, beninteso) può far sì che le strade siano luoghi unfriendly per l'abusivismo. E' ovvio che se consenti che Piazzale Flaminio ospiti 10 bancarelle "autorizzate" è del tutto normale che se ne affianchino altre 10 non autorizzate (alcune vendono patate o cipolle) e che tutto questo sciame di illegalità - come si vede dai nostri video - si espanda e invada Piazza del Popolo giù giù fino a tutto il corso e Piazza di Spagna come potete ben osservare nei nostri video.


Ma il Comune fa esattamente il contrario. Non solo non imbastisce politiche di medio e di lungo periodo che contrastino la immondizia bancarellara, ma arriva addirittura ad approvare in aula richieste - poi peraltro approvate dal Governo PD perché quando si tratta di tutelare le peggiori lobbies si trovan sempre tutti d'accordo - per prorogare le scadenze fino al 2020 quando invece in questo 2017, grazie appunto alle scadenze, si poteva seriamente mettere mano ad una riforma radicale del comparto. 

Ovvio che in questo quadro il racket bancarellaro "regolare" e il racket bancarellaro criminale che gestisce gli abusivi si senta padrone della città e titolato a fare il suo porco comodo. Con le conseguenze che vedete qui. 

Il Municipio della Vergogna. Gli assessori in conflitto d'interessi. Il parere dell'Anac

2 gennaio 2017

Riceviamo e volentieri pubblichiamo i nuovi sviluppi del Municipio della Vergogna. Un territorio martoriato dalla mala politica partito con un presidente che neppure si ricordava tre punti del suo programma in campagna elettorale (il video divenne virale) e proseguito peggio tra opacità, conflitti di interesse marchiani, incapacità totali, consiglieri che si sono dimessi perché si guadagnava troppo poco e così via. Tutto il catalogo del peggio del Movimento 5 Stelle guarda caso nel territorio dove è nata e cresciuta politicamente Virginia Raggi. Per tutta la copertura vi invitiamo a perdere mezza giornata leggendovi tutti i nostri articoli qui a partire dall'articolo del 21 ottobre indietro per qualche mesetto.
Oggi gli alcuni tra gli atti di questa assurdità passano dall'Anac direttamente alla Procura della Repubblica. E si va avanti. Ovviamente per chi ne avesse necessità possiamo produrre tutto il PDF del parere Anac.

***


Carissimi del blog, sono Julian Colabello il consigliere del XIV Municipio a cui avete accennato più volte parlando di quanto è successo in questi mesi nel nostro territorio; vi invio il parere dell'ANAC sul caso Menna/Salamone (Assessore e Presidente Comm Lavori Pubblici Municipio 14 emesso su mia richiesta del 30/8/16).

Ricostruzione apprezzabile: in sostanza l'ANAC nel parere dichiara la questione archiviabile perché fuori dalla sua competenza ma procede a rispondere alle questioni poste a seguito dei due protocolli successivi inviati il 30 agosto e il 27 ottobre riconoscendo l'esistenza del conflitto di interessi. La parte politicamente più significativa è in due passi nella penultima pagina in particolare nelle conclusioni all'ultima pagina (il grassetto è mio):
...
E’ sufficiente constatare, infatti, che la mancata sottoscrizione o partecipazione diretta dell'assessore alla pratica edilizia presentata presso l'ufficio tecnico,poiché curata dagli altri associati allo studio, non solleva il medesimo da quella personale responsabilità politica e deontologica cui deve essere sempre improntato il proprio comportamento. A nulla rileva, come constatato dal RPC, che non vi sia materiale riscontro del "compimento di attività ricadenti nell’obbligo di astensione", in termini di documentazione tecnica presentata presso il Municipio, infatti, stante la qualità di socio amministratore dello studio dell’Assessore architetto [omissis], le pratiche sono comunque da ritenere, indirettamente e potenzialmente, riconducibili al medesimo (Ministero dell’Interno nel parere del 19 febbraio 2010).

e poi segue 

...
Tutto ciò considerato, l’art. 78, comma 3 si applica al consigliere presidente della commissione lavori pubblici del Municipio, oltre all’obbligo, ai sensi del comma 2, di «astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado», nonché il generale dovere di comportamento secondo i principi di imparzialità e buon andamento.

E infine a pag.7 le Conclusioni dell’ufficio

Le risultanze dell’accertamento, anche alla luce dell’ulteriore documentazione posta all’attenzione dell’Autorità dal segnalante, conducono alla conclusione dell’esistenza di un conflitto di interessi tra le attività professionali esercitate e/o in corso dell’assessore [omissis] e del geometra [omissis] e le cariche politiche rivestite. Ulteriori approfondimenti non di competenza di quest’Autorità sono necessari rispetto alle dichiarazioni rese dagli interessati nella pubblica audizione nell’ambito della verifica effettuata dall’esponente e dal RPC di Roma Capitale e ad eventuali vantaggi che gli interessati abbiano potuto avere nell’esercitare un’attività professionale che non dovevano esercitare o seguitare a proseguire nell’ambito della carica politica ricoperta.

Virginia Alemanno e le fandonie dell'ultimo dell'anno. Il post analizzato pezzo pezzo

1 gennaio 2017
Segue il post di fine anno pubblicato ovviamente su Facbeook (le multinazionali sono tutte brutte e cattive, meno quella di Mark Zuckerberg) ieri da Virginia Raggi in Alemanno. Lo abbiamo copincollato qui e abbiamo cercato di chiosare ogni capitolo sostituendoci ad una opposizione cittadina che no esiste visto che il ventre molle del PD, annusata la clientela da pascere, ha fatto come fece ai tempi di Alemanno: si è messo di fatto ad amministrare sottobraccio col finto nemico. Diteci cosa ci siamo dimenticati. 


Buon 2017!
Il 2017 è alle porte. Ci aspettano grandi sfide e insieme alla mia squadra, giunta e consiglieri, siamo pronti ad iniziare un nuovo anno con una determinazione ancora più forte. Il cambiamento è iniziato quando mesi fa i cittadini sono saliti in Campidoglio e il Movimento Cinque Stelle ha vinto le elezioni amministrative della Capitale d'Italia. Da quel giorno molte cose sono state fatte. Alcuni frutti del nostro lavoro li abbiamo già raccolti, altri li raccoglieremo insieme già dai primi mesi del 2017, penso ai servizi per una mobilità sempre più sostenibile o al piano buche. Abbiamo avviato quella rivoluzione gentile e trasparente che la città ci ha chiesto, dopo anni di mala gestione i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Ma quindi ancora va avanti questa retorica dei "cittadini" che sono saliti in Campidoglio? Esiste ancora un solo lettore di questi sproloqui che casca nella trappoletta dei "cittadini" Avanzi di centri sociali, residuati bellici dell'alemannismo peggiore, mandrie di incapaci e squallidi personaggi che, dopo una vita di fallimenti, cercano nella pozzanghera della post-verità un modo per riscattarsi ovviamente cercando non di sviluppare la cosa pubblica ma di rivalersi e confezionare punizioni verso coloro che ritengono a torto o a ragione responsabili del loro essere dei falliti. Questi non sono i "cittadini", sono una parte della cittadinanza. Solitamente la peggiore, ovviamente con le dovute eccezioni visto che una piccola minoranza di persone di buona qualità c'è perfino nel partito del sindaco.

Lo abbiamo detto più volte: le bacchette magiche non esistono ma servono l'impegno ed il lavoro quotidiano. Ciò che dobbiamo fare è invertire la rotta, perché siamo convinti che Roma possa volare alto; noi, da parte nostra, non ci fermeremo un istante pronti a superare ogni ostacolo per il bene dei romani.
Quindi ripristinare il regime dei tempi di Alemanno tornando indietro di anni e anni su tutte le partite (Municipalizzate, dipendenti comunali...) significa "invertire la rotta"? Certo! Invertire la rotta rispetto al cambiamento che era stato introdotto da Ignazio Marino e tornare a percorrere la rotta consueta.

Ecco un elenco delle principali azioni intraprese da questa amministrazione dall’inizio del suo insediamento:
BILANCIO: Abbiamo portato il bilancio di previsione 2017-2019 in giunta con largo anticipo, il 15 novembre, e c’è tutto il tempo per approvarlo in aula entro i termini di legge. Giunta, commissione comunale competente e Assemblea capitolina hanno lavorato anche tra Natale e Capodanno per riconoscere oltre 98 milioni di euro di debiti fuori bilancio, ereditati dalle precedenti amministrazioni. Questa operazione ridarà ossigeno alle aziende che aspettavano da anni di ricevere i pagamenti dal Campidoglio, darà impulso al mercato del lavoro e rivitalizzerà il tessuto sano dell’imprenditoria romana. Inoltre, nel nuovo bilancio sono già previsti circa 500 milioni di euro di investimenti per il triennio 2017-2019.
Tessuto sano? I debiti sono stati riconosciuti in maniera indistinta a ditte oneste e a società criminali. Senza alcun distinguo. La retorica del lavorare a Natale e Capodanno è semplicemente ridicola, con un Consiglio Comunale che non ha fatto un ciufolo o si è concentrato su autentiche idiozie per sei mesi queste delibere potevano essere approvate per tempo senza arrivare all'ultimo secondo. Tra l'altro il grosso delle delibere erano state preparate dagli assessori della Giunta precedente, significa semplicemente che se il PD non avesse fatto cadere la Giunta Marino i debiti (e non 100 milioni, ma 140, ovvero tutta la capienza finanziaria messa a disposizione dal Governo) sarebbero stati pagati ugualmente: nessun valore aggiunto da parte di questa amministrazione su faccende di bilancio che, tra l'altro (ma la sindaca nella sua grande onestà intellettuale non lo dice, evidentemente chi le scrive i testi ha lavorato alla Settimana Incom sotto Buonanima) la attuale giunta si è fatto bocciare sonoramente dai revisori dei conti, una cosa che non è mai esistita. Imbarazzante, poi, che la sindaca parli di tessuto dell'imprenditoria sana: l'imprenditoria sta fuggendo da questa città dove il refrain è il no a tutto; gli unici a essere tutelati sono gli squallidi palazzinari che hanno divorato la città, tutti gli altri progetti di sviluppo sono stati stoppati con conseguenze che pagheranno i nostri figli tra venti o trent'anni. Un modo tecnicamente criminale di governare la cosa pubblica. 

TRASPORTI: Vanno nella direzione di migliorare il trasporto pubblico l’arrivo di 150 nuovi autobus (ed entro maggio ne arriveranno altri 15), la sperimentazione di controllori a bordo, i 18 milioni di euro per la manutenzione della Metro A, l’avvio del piano antievasione e di implementazione della sicurezza. Sul fronte della mobilità sostenibile segnalo la pedonalizzazione definitiva di via dei Fori Imperiali nelle domeniche e nei festivi e l’apertura entro il 2017 di un’isola ambientale nello storico rione Monti. Abbiamo anche inaugurato una nuova corsia preferenziale e siamo al lavoro per crearne di nuove, oltre alla realizzazione di nuove piste ciclabili.
Lo squallore di considerare come progetto di questa Giunta l'arrivo dei 150 bus ordinati dalla Giunta Marino e dal Commissario Tronca non ha fine. Una roba di una scorrettezza istituzionale crassa e cafona a dir poco. La sperimentazione dei controllori a bordo è una presa per i fondelli - chi aveva provato a proporre una pagliacciata simile? Ma esatto: Alemanno! - che non ha alcuna efficacia, pura pubblicità: il tesso di evasione resta quello che è e sui bus nessuno paga e nessuno pagherà finché non si imporrà la salita da davanti e il controllo da parte degli autisti come accade in tutto il mondo civile ed evoluto. La sindaca parla di pedonalizzazione definitiva di Via dei Fori Imperiali: è vero, sulla carta la delibera è stata resa definitiva, ma nella realtà il presidio della polizia locale è stato eliminato e le telecamere sono state smantellate e in questo modo entrano tutti, i Fori Imperiali sono tornati nel tratto Veneza-Corrado Ricci ad essere un'autostrada, lo abbiamo documentato con diversi video che trovate nel blog e nella nostra pagina YouTube. La nuova corsia preferenziale, di cui parla Virginia Alemanno, è quella di Via Emanuele Filiberto, andate a vedere che presa per il sedere è questo progetto, se non potete andare cercate il nostro articolo nel blog. Ovviamente zero ciclabili, anche quest'anno le ciclabili le facciamo l'anno prossimo. Naturalmente il sindaco non menziona NULLA nel concreto: nuove preferenziali? Dove? Nuove ciclabili? Dove? Quando? Non si sa. Un anno intero per fare un'isola ambientale a Monti si commenta da se. Ignazio Marino fece i Fori Pedonali, un progetto iconico e rivoluzionario, in due settimane. E riqualificò Via del Babuino in due mesi dopo 25 anni di chiacchiere e patetici dibattiti. Lui era il vero grillino...
Naturalmente la sindaca, tornando ai trasporti, non dice cosa sta succedendo in Atac dove i dirigenti cacciati via da Rettighieri vengono piazzati ai posti di potere, per tacere della Polizia Locale che dovrebbe fluidificare il traffico è dove invece si è applicata una restaurazione selvaggia che è arrivata perfino a stoppare la fondamentale rotazione del personale. Tutto è studiato per tutelare la corruzione, l'inefficienza, le lobbies dei sindacati e degli incapaci dipendenti pubblici. 
Intanto il nulla sul trasporto merci, il nulla sull'allargamento delle ZTL, il nulla sulle isole pedonali, il nulla sulla sosta selvaggia, il nulla sui taxi, il nulla sui nuovi tram. E in sei mesi non si è stati capaci di prendere una straccio di decisione definitiva sulla metro C.

PERSONALE: la nostra amministrazione ha sbloccato l’annosa vicenda del salario accessorio degli oltre 23mila dipendenti capitolini, che a novembre hanno ricevuto il conguaglio relativo all’anno 2015. Abbiamo disincagliato i concorsi per 136 architetti e 300 istruttori della Polizia locale. Stiamo procedendo all'assunzione di 191 dipendenti individuati tra i vincitori del ‘concorsone’, già sbloccato a ottobre per altri 485 vincitori. Nuove risorse a servizio dei cittadini.
In assenza di alcun progetto di efficientamento, anzi in presenza di un lassismo totale da questo punto di vista, la sindaca avrebbe potuto sintetizzare questo capitolo con: "a Roma è tornato l'assistenzialismo pubblico". Tanto poi il debito, che così facendo non farà che accrescersi, lo pagano i nostri figli. Anzi quella parte dei nostri figli che non avendo la possibilità economica di scappare via da questa città rimarrà intrappolata e strangolata a Roma.

CRESCITA CULTURALE: Abbiamo aperto per la prima volta al pubblico l'area archeologica del Circo Massimo, la più grande struttura per spettacoli dell'antichità. E riaperto, dopo 20 anni, l'area archeologica dei Fori Imperiali, un altro pezzo importantissimo del patrimonio storico-culturale di Roma. Sempre prevedendo percorsi di visita senza alcuna barriera architettonica, per una città sempre più accessibile. Abbiamo riaperto i teatri di cintura, lanciato il primo percorso partecipato per il bando sulla gestione del Cinema L’Aquila, avviato i lavori per il restauro del Teatro Valle, riaperto la biblioteca Giovenale e riservato ai romani la possibilità di partecipare con un sorteggio a tutte le inaugurazioni culturali con il progetto “Cittadini in prima fila”.
Questo potrebbe essere un programma culturale di successo dopo sei mesi di governo di Piacenza, di Pescara, di Agrigento. Abbiamo aperto una biblioteca, abbiamo fatto un bando per la gestione di un cinema (perché abbiamo fatto casino noi, altrimenti L'Aquila lo regalavano alla camorra dei centri sociali del Prenestino, andatevi a leggere le nostre inchieste dell'epoca). Ma ci rendiamo conto che siamo in una delle capitali culturali del paese. Ma non è scandaloso affrontare la cosa con questa sciatteria e questa pochezza. Si tratta di cose che non andrebbero neppure menzionate, ordinaria amministrazione. Dove stanno i progetti veri? Dove stanno le visioni? Per non dire che il capitoletto inizia con "abbiamo aperto per la prima volta..." riferendosi ad un cantiere iniziato 10 anni fa e solo per puro caso temporale completatosi ora. Davvero penoso. Probabilmente neppure l'amministrazione a Cinque Stelle di Pomezia ha impostato  uno storytelling culturale improntato a questo imbarazzante squallore. E pensare che le persone che dovrebbero scrivere dei testi decenti alla sindaca consentendoci di non vergognarci i essere romani le paghiamo milioni all'anno.

POLITICHE SOCIALI: A Roma nessuno deve rimanere indietro: è una delle priorità della nostra amministrazione e per questo abbiamo deciso di integrare con 18 milioni di euro i fondi destinati ai Municipi per l’erogazione dei servizi sociali sui territori e nelle periferie, visto che le somme stanziate dalla precedente amministrazione risultavano insufficienti. Con il Piano Freddo abbiamo aumentato i posti per i senza fissa dimora nel periodo invernale. Abbiamo dato il via all'elaborazione del piano sociale cittadino, con l'approvazione delle linee d'indirizzo da parte del coordinamento degli assessori municipali. Abbiamo inoltre istituito un Tavolo per l'inclusione di Rom, Sinti e Caminanti, nel rispetto della relativa strategia nazionale: il quale, prevedendo di arrivare al superamento progressivo dei campi nomadi presenti nella Capitale, rappresenta un primo e importante passo per un approccio focalizzato sul riconoscimento dei diritti di queste popolazioni all’interno della società.


SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE: Stiamo applicando il Piano di risanamento della qualità dell’aria. Per ridurre lo smog, è scattato lo stop per le auto a benzina Euro 2 nell'Anello Ferroviario. Abbiamo previsto il divieto di circolazione nella Fascia verde, e non le targhe alterne, in caso di polveri oltre i limiti; ripristinato le domeniche ecologiche. Stiamo scrivendo le linee guida per il Piano del verde e il nuovo Regolamento del verde con le associazioni. Per il decoro è partita l’operazione “strade pulite”, che si aggiunge al “piano foglie” avviato a novembre e al “piano caditoie” attivo dal mese di luglio.
Alemannismo rampante di ritorno. I divieti finti che tanto nessuno può controllare. La lotta al traffico privato la fai aumentando il costo delle strisce blu, chiudendo per più ore la ztl, applicando il Pgtu quando impone una congestion charge (come a Milano e a Londra) per entrare nel cuore della città, combattendo la sosta selvaggia. Nulla di tutto questo è stato fatto. Semplicemente il nulla più cosmico. Sul piano foglie tutti possono semplicemente aprire la finestra e giudicare, e attenzione al regolamento del verde. Invece di farlo guardando alle buone pratiche internazionali (in tutto il mondo parchi e giardini sono piattaforme economiche che ospitano attività commerciali private in gran numero e proprio grazie a questo sono manutenute e impeccabili), lo fanno accordandosi con la feccia delle associazioni romane. Saranno anche qui danni che ci porteremo avanti per decine di anni.

RIFIUTI: Stiamo intervenendo sulla gestione sostenibile dei rifiuti, agendo sulla riduzione della produzione, l’estensione della raccolta porta a porta e una tariffa puntuale. È ripartito il servizio di raccolta a domicilio di rifiuti ingombranti. È in programma l’apertura di nuove isole ecologiche nelle periferie e di nuovi centri per il riuso e il riciclo, che produrranno posti di lavoro. È al via la nuova raccolta differenziata per negozi, bar e ristoranti e a breve partirà la raccolta porta a porta per le utenze domiciliari nel VI Municipio. La Giunta ha stabilito l’obbligo di tracciabilità dei rifiuti dei cantieri edili.
Sulla situazione dei rifiuti la prima cittadina poteva tacere visto quello che è capitato attorno alla figura di Paola Muraro e invece ha aggiunto questo capitolo generico, senza progetti, senza visione, senza obbiettivi. Roma resta l'unica capitale occidentale a non avere un piano su come smaltire i rifiuti che vada oltre alla costosissima e fraudolenta gestione dell'emergenza.

LAVORI PUBBLICI: Finalmente, dopo la lunga stagione degli appalti affidati con trattativa privata, Roma Capitale affida i lavori tramite gare pubbliche e trasparenti. Partirà nei primi mesi del 2017 la verifica sulla staticità degli edifici scolastici. Ci sono inoltre importanti novità su un problema molto sentito dai cittadini: le buche stradali. Ripartono gli interventi di manutenzione delle strade con un piano da 132 milioni di euro. Nel frattempo la task force del Campidoglio contro le buche si rafforza e si “moltiplica” in tutti i Municipi di Roma, con “squadre di controllo” distribuite capillarmente in città per un’attività costante di monitoraggio delle strade.
Non esiste l'assessore ai lavori pubblici, il dipartimento lavori pubblici fa il suo porco comodo e si sente talmente padrone (in assenza di manico) da arrivare a modificare i progetti che gli viene chiesto di realizzare. Un esempio su tutti è Via Marsala e Via Giolitti: finalmente si doveva riqualificare tutta l'area della stazione, sono stati capaci di bloccare tutto. 
Il piano sulle buche stradali è una bufala: è impossibile correggere questa stortura se non si fa un appalto integrato consegnando la responsabilità delle riparazioni e delle relative manutenzioni ad un unico contractor generale come fece Walter Veltroni una decina d'anni fa. Il progetto ovviamente venne stoppato da Alemanno perché non permetteva alle tantissime dittuncole romane di quart'ordine di spartirsi la torta. In questa configurazione mettere soldi nel calderone delle buche significa mettere acqua in uno scolapasta sperando che prima o poi si riempia. Non succederà mai: è una truffa.
Quanto al presente, la situazione della "task force" contro le buche (pensiamo ad un cittadino di Berlino o di Parigi che legge queste cose...) e i suoi risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nulla cambierà se non cambierà il modo di centrare il problema. Ma per farlo bisogna pestare i piedi alle clientele. E mai sia...

SPORT: In questi primi mesi abbiamo definito un percorso per migliorare la sicurezza e la manutenzione degli impianti sportivi e per questo motivo abbiamo attivato un nucleo ispettivo di monitoraggio. Stiamo recuperando risorse significative da alcuni concessionari o ex concessionari da reinvestire nello sport. Contestualmente, abbiamo ultimato la prima bozza del nuovo Regolamento degli Impianti Sportivi che andrà avanti nell'ambito di un progetto aperto, trasparente e partecipativo con chi si occupa di sport a Roma. Siamo al lavoro anche per aggiornare il Regolamento per i Centri Sportivi Municipali, la cui bozza sarà presentata a gennaio e seguirà lo stesso iter partecipativo. Abbiamo avviato una indagine per definire l'aggiornamento del tariffario, nel quale saranno incluse nuove discipline sportive e si valuteranno i relativi costi. Abbiamo creato la mappa della nuova area del sito del Comune di Roma dedicata alle informazioni sugli impianti sportivi che sarà online nei primi mesi del 2017. Abbiamo avviato un percorso per il restauro dello Stadio Flaminio per ridare vita a una struttura dal grande valore architettonico, artistico e sportivo. Abbiamo trovato le risorse per la riqualificazione del Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano. Con il Coni stiamo realizzando 15 playground composti da un impianto al coperto e un campo multifunzione in ogni municipio. Abbiamo avviato dei progetti per la pratica dello sport nei parchi: il "progetto parchi", ovvero dei percorsi misurati e certificati dalla Fidal, e i "punti sport" riutilizzando locali abbandonati per farne degli spogliatoi. Ospiteremo 4 partite degli Europei di calcio del 2020 e abbiamo in serbo altri grandi eventi sportivi per il 2017/2018.
Occhio al nuovo Regolamento perché è lì la chiave. Come si possono gestire gli impianti comunali? Semplice. Bandi regolari, assegnazioni a società private (no associazioni o mafiosità simili) che hanno degli obblighi (gestire, manutenere alla perfezione, garantire tariffe di un certo tipo) e in cambio hanno delle opportunità sullo sfruttamento commerciale delle aree. E vince chi offre di più al Comune. Il tutto sotto il rigido controllo pubblico. Si farà così oppure si continuerà col compromesso al ribasso per cui io, Comune, ti do i miei beni, tu mi paghi poco ma in compenso io ti chiedo poco e tutto galleggia nella sciatteria più nera?

POLITICHE ABITATIVE: Cominciamo a mettere ordine nello scenario dell’emergenza abitativa, muovendoci per garantire una casa a chi ne ha diritto, tutelare le fragilità sociali e ristabilire la legalità. La Giunta ha riaperto i termini per la concessione del Buono Casa, per procedere verso la totale chiusura dei Caat, sospendendo temporaneamente gli spostamenti delle famiglie. Abbiamo avviato una revisione delle graduatorie per verificare la sussistenza dei requisiti in capo agli assegnatari degli alloggi popolari, anche per rispondere alle difficoltà di chi, incolpevolmente, in passato ha beneficiato di assegnazioni di abitazioni poi ritenute irregolari da sentenze dell'autorità giudiziaria. Abbiamo intenzione di procedere a una riassegnazione delle case tenendo conto della nuova graduatoria aggiornata come sopra descritto: se risulterà che gli attuali inquilini hanno il diritto all'alloggio popolare, verrà loro garantita l'assistenza abitativa di cui hanno finora goduto. In tutti i casi verrà assicurata la massima tutela a quei nuclei familiari in condizione di particolare debolezza, per la presenza al loro interno di disabili, anziani e minori, mediante la prossima predisposizione di un Piano assistenziale alternativo per l’accoglimento delle fragilità sociali. Abbiamo inoltre sottoscritto e potenziato il protocollo di intesa per l’utilizzo a fini sociali dei beni immobili confiscati alle mafie.
Quello che sta succedendo sulle politiche sociali grida vendetta, ma su questo si sta già muovendo la magistratura dunque non aggiungiamo molto. Il fatto che la chiusura dei residence, per dar retta ai raggruppamenti fascisti del XIV Municipio, sia stata procrastinata e che anzi ai residence sia consentito ora di incassare il buono casa - che serviva proprio per superare quel tipo di allucinante modello - dice tutto.

SOCIETA’ PARTECIPATE: dall’analisi sulle società partecipate emerge una situazione di grande criticità, con sprechi e inefficienze ereditate dal passato: 40 aziende producono un deficit di 823 milioni l’anno per il Campidoglio e perdite per circa 440 milioni negli ultimi tre anni. È iniziato un processo di risanamento che sarà lungo ma che porteremo avanti con costanza e determinazione, a cominciare da Atac e Ama.
Al contrario è iniziato un progetto di peggioramento: in Ama Paola Muraro ha imposto la sua macrostruttura di governo dell'azienda con dirigenti che rispondono a lei e che sono in continuità con i top manager dei tempi di Mafia Capitale, tutte le persone oneste e capaci sono state allontanate a partire da Frattini. In Atac la situazione è ancora peggiore: tutta la dirigenza che stava raddrizzando l'azienda è stata giubilata perché ovviamente invisa alla mafietta dei sindacati, da quel momento si sta tornando indietro su tutte le conquiste faticosamente raggiunte (a prezzo di disservizi e mesi di scioperi bianchi) durante gli anni di Ignazio Marino. Con la scusa degli accordi sugli orari per le festività natalizie, l'azienda ha pensato bene di rivedere tutto l'accordo coi lavoratori portandolo indietro di anni: niente più badge, niente più orari in linea con le altre città italiane, ancora maggiori costi e nulla sui maggiori introiti.

COMMERCIO: Sull’abusivismo commerciale abbiamo lavorato nell’ottica della ‘tolleranza zero’, con oltre mille controlli al giorno e multe per milioni di euro. Ho rinnovato le ordinanze di divieto per centurioni e risciò nel centro storico e ho chiesto alla Polizia Locale di Roma Capitale di intensificare il contrasto ai fenomeni dei parcheggiatori abusivi, della sosta selvaggia e delle doppie file.
I controlli ci saranno anche stati, ma sono totalmente inutili. Infatti è sufficiente una passeggiata in centro o sulle strade commerciali per vedere a che livello è l'abusivismo commerciale. Dopo 10 minuti dal passaggio del controllo le favelas commerciali si riformano più potenti di prima. Questo si risolve pulendo radicalmente le strade e eliminando il commercio su area pubblica (leggasi: bancarelle) che esiste solo a Roma e in nessun'altra città occidentale in questa modalità. Finché ci saranno bidonville "autorizzate" a queste si affiancheranno in maniera del tutto naturale bidonville non autorizzate.

SEMPLIFICAZIONE: Il Campidoglio deve diventare un palazzo di vetro aperto a tutti i cittadini. Per questo abbiamo deciso di aderire al Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), abbiamo reso confrontabili i dati dei bilanci di Roma Capitale con la piattaforma “Open Bilancio” mentre diamo il via alla consultazione per l’Agenda Digitale di Roma Capitale per avere una macchina amministrativa comunale sempre più smart.
Parlare di palazzo di vetro dopo mesi di omertà e opacità come non la si vedeva dai tempi, guarda un po', di Alemanno. Boh...

NATALE: Via del Corso e l’albero di piazza Venezia si sono vestite di luce per le festività, e quest’anno ad accendere le luminarie sono stati i bambini. Abbiamo salvato la tradizionale Festa della Befana in piazza Navona, mentre a Capodanno ci sarà “La festa di Roma”: più di 18 ore di spettacoli con 500 artisti, dalle 22,00 del 31 dicembre alla sera del primo gennaio2017, al Circo Massimo e su quattro ponti sul Tevere.
Al di là della buona idea della Festa di Roma (da vedere se riuscita), la città ha un livello di decori natalizi che neppure Timisoara nel 1984. Una roba di un livello inquietante: sembra fatta apposta. I risultati sul turismo sono eloquenti: città vuota, sciatta, depressa, triste. Albergatori e commercianti forse potrebbero aiutare la sindaca a non ripetere idiozie sulla sua pagina Facebook. "Abbiamo salvato la tradizionale Festa della Befana in Piazza Navona" è frase che potrebbe bastare a commentare tutta questa sequela di fandonie.

SCUOLA: Sul fronte della scuola, abbiamo portato a casa un notevole risultato: la stabilizzazione di oltre 1.100 tra educatrici dei nidi e insegnanti delle scuole dell'infanzia, intervenendo su una situazione difficile che durava da anni e garantendo lavoro e diritti. Grazie a una linea di finanziamento aperta con Cassa Depositi e Prestiti, inoltre, abbiamo stanziato oltre 47 milioni di euro per la messa in sicurezza e l’adeguamento alla normativa antincendio delle scuole di tutti i Municipi.
Un risultato del governo usurpato dal Sindaco della città. Pensate ad una dialettica istituzionale del genere in paesi come la Svezia, la Francia, la Germania, il Regno Unito. Il Governo fa una norma e il Sindaco, che beneficia di questa norma, se ne vanta come se l'avesse fatta lui. Ancora e sempre più penoso.

TERREMOTO: Abbiamo assicurato sostegno alle popolazioni colpite dalle violente scosse di terremoto che, a partire dal 24 agosto, hanno interessato il centro Italia. Con la campagna "Roma adotta Amatrice" abbiamo già raccolto donazioni per oltre 250 mila euro. Inoltre, il personale tecnico-amministrativo del Campidoglio continuerà a supportare il lavoro di alcuni Comuni colpiti: Norcia, Preci, Monteleone di Spoleto e Cascia.
Cioè questa è cosa che merita di essere menzionata come uno dei risultati dei primi 6 mesi di amministrazione??? Virginia, licenziare chi ti scrive i testi è possibile e fattibile. Ora. 

GIUBILEO: Siamo riusciti a 'salvare' tutti i fondi inizialmente stanziati per il Giubileo e abbiamo aggiunto più risorse: sia per restituire pienamente ai cittadini piazza Vittorio, con 375mila euro oltre ai 2,5 milioni già in programma, che per riqualificare l'Appia Antica, con altri 200mila euro oltre a 1,35 milioni già previsti.
Abbiamo già parlato in un post (cercatevelo!) dei Giardini di Piazza Vittorio e di come sia assurdo vantarsi di aggiungere soldi su progetti errati. Sull'Appia Antica c'era un bel progetto di Società Autostrade, a costo zero per l'amministrazione. Ma vuoi mettere vantarsi di fare spesa pubblica? Quanto ai cantieri del Giubileo, neppure si è riusciti a riaprire le toilette pubbliche. Andate con i vostri occhi a verificare di fronte a San Giovanni in Laterano. Ma è solo un esempio, di Via Marsala e Via Giolitti abbiamo parlato sopra...

VIAGGIO DELLA MEMORIA: Dal 6 all’8 novembre, insieme alla comunità ebraica e alla Fondazione Museo della Shoah, ho accompagnato gli studenti di Roma ad Auschwitz e Birkenau per il viaggio della Memoria. E’ stato un privilegio condividere, con 136 studenti romani provenienti da 34 scuole, la testimonianza di chi ha vissuto quella tragedia. Con noi c’erano Sami Modiano e Tatiana Bucci, che hanno accettato di rivivere ancora una volta l’orrore del quale sono stati vittime. Solo grazie a loro testimonianza possiamo mantenere viva quella memoria. I primi a capirlo sono stati proprio i ragazzi, che poi incontrato di nuovo in Campidoglio: sono diventati testimoni dei testimoni, riportando idee ed emozioni di quel viaggio che stanno prendendo la strada che volevamo, trasformandosi in progetti e iniziative concrete.
Cioè questa è cosa che merita di essere menzionata come uno dei risultati dei primi 6 mesi di amministrazione??? Virginia, licenziare chi ti scrive i testi è possibile e fattibile. Ora. 

POLITICHE DI GENERE: in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la giunta capitolina ha aderito alla campagna “posto occupato”: nella Sala delle Bandiere, dove mi riunisco con gli assessori, ci sarà sempre una sedia vuota dedicata a tutte le donne vittime di violenza. L’esecutivo capitolino ha anche approvato una memoria per la prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne, la violenza domestica, gli stereotipi di genere e ogni forma di discriminazione. Tra le misure che adotteremo: un bilancio di genere per il raggiungimento delle pari opportunità, un codice di condotta e un osservatorio contro la pubblicità discriminatoria, l’introduzione di una tariffa rosa per il car sharing, iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e l’introduzione del tema violenza e discriminazione di genere nel piano sociale cittadino.
Vabè...

OLIMPIADI: Era da irresponsabili dire ‘sì’ a una candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Sarebbe stata l’ennesima occasione per sprecare denaro pubblico senza migliorare la qualità della vita dei cittadini. Siamo orgogliosi di aver bloccato i ‘giochi del mattone’ e vogliamo che lo sport sia di tutti, non solo di chi vuole arricchirsi tramite i grandi eventi.
Un contributo immenso alla depressione e al declino della città. Ne pagheremo lo scotto per decine di anni. Da trent'anni ormai (da Barcellona 1992 a Expo 2015 Milano, ma passando anche dal Giubileo di 17 anni fa) i grandi sistemi urbani si rilanciano e ritrovano il loro ruolo SOLO grazie ai grandi eventi. Rinunciare ai grandi eventi significa abdicare al ruolo di grande città internazionale. 

IMMIGRAZIONE: Sul tema dell’accoglienza ci sono buone notizie: gli ultimi migranti transitanti che hanno dormito nei pressi della stazione Tiburtina sono stati accolti presso un centro sostenuto da Roma Capitale e gestito dalla Croce Rossa Italiana. Il nostro fine è garantire un’accoglienza dignitosa per i migranti transitanti, con un’azione concreta per togliere queste persone dalla strada e offrire loro un tetto, non una tenda. Abbiamo inoltre aumentato i posti per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Basti dire che l'assessore che si sta occupando di queste questioni - lì non per merito ma per amicizia con Giggino di Maio - è chiamata "l'ectoplasma" nel giro.

TUTELA DEGLI ANIMALI: Abbiamo dato un nuovo impulso agli interventi sul tema degli animali anche grazie alla nomina, alla guida della direzione Promozione tutela ambientale e benessere, di un'esperta professionista. Stiamo lavorando all'istituzione di un nucleo operativo per il benessere degli animali, per agire tempestivamente sulle criticità nel territorio comunale. È in corso, inoltre, l'elaborazione di un regolamento sui circhi con lo scopo di vietare lo sfruttamento degli animali negli spettacoli. Uno sforzo importante di visione lo stiamo dimostrando anche nel settore delle aziende agricole, con l'obiettivo di trasformare in oasi naturalistiche quelle di Castel di Guido, che ha anche accolto 360 capre precedentemente alloggiate in un'azienda ad Accumoli, e della Tenuta del Cavaliere, secondo le linee guida del rispetto della biodiversità e della tutela di flora e fauna.
360 capre. Invece di parlare dello schifo mafioso che stanno approntando sui cartelloni, invece di parlare della loro collateralità alla camorra degli ambulanti, invece di parlare della vergogna che, per tutelare gli interessi di Caltagirone, si sta facendo sulla Ex Fiera di Roma, sulle Torri dell'Eur e sul Nuovo Stadio della Roma, sugli Ex Mercati, sul Park di Via Giulia (progetti, assieme a mille altri, che potrebbero rilanciare la città e che invece sono stati uccisi), la sindaca parla di 360 capre. La degna conclusione di questo scritto. Più o meno, per dirla alla Sgarbi, è il gruppo di classe dirigente che oggi ha la pretesa di amministrare la capitale del paese. Cambiate immediatamente e radicalmente o toglietevi di mezzo dando spazio ad un commissariamento lungo. Prima che sia troppo tardi: altri 6 mesi così la città non li regge. Ma non li regge proprio.

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