Il Codacons non molla: "altro esposto alla Procura contro Roma fa Schifo" (ma su cosa?)

25 settembre 2017
"Siamo grati al Tar per aver escluso i blog dal rispetto delle norme sull’editoria. Ora anche il Codacons potrà scrivere ciò che vorrà sul proprio blog senza timore di dover rispettare le leggi che valgono per la stampa". Parte così il nuovo comunicato dell'associazione diramato questo finesettimana. Dopo aver ricevuto una sonora scoppola dal Tar, al quale aveva chiesto di obbligare il nostro blog a rivelare proprietari e autori (peccato che si tratti come tutti sanno di un progetto collettivo nel quale tutti possono intervenire e non certo di una società, un'azienda o una testata giornalistica), la reazione è bambinesca: "e allora adesso lo facciamo pure noi!". Gne gne. E' davvero incredibile constatare come una associazione di questa notorietà arrivi a comportamenti infantili di questa risma. 

Ma la cosa più grave è nella parte successiva del comunicato che potete trovare qui e che replica al nostro articolo dell'altro ieri che invece potete trovare qui. Perché nonostante il diniego da parte del Tar, che ha specificato che i blog non hanno e non potrebbero avere i medesimi obblighi delle testate giornalistiche, il Codacons insiste: faremo querela contro Roma fa Schifo, dice il comunicato, per "fare chiarezza sui violenti attacchi del sito al Codacons e ad altri soggetti". Insomma secondo il Codacons noi non possiamo esercitare liberamente il nostro sacrosanto esercizio di critica, lo stesso esercizio di critica che qualche mese fa, quando il nostro blog fu fatto oggetto di intimidazioni, il Codacons sottolineò in un comunicato che oggi appare quanto mai patetico e strumentale. Secondo il Codacons chi attacca il Codacons deve essere segnalato alla Procura. E quando leggiamo queste cose la roba che ci fa più male è pensare ai nostri magistrati, ai nostri pubblici ministeri che, invece di concentrasi su faccende rilevanti al fine di abbassare un poco il quoziente di illegalità e di mafia di questa città si trovano sulla scrivania querele strumentali, atte a fare pubblicità a chi le inoltra, inutili, campate in aria. Cosa significa segnalare alla Procura? In nome di quale reato? Fare un blog è un reato? Criticare è un reato? Sottolineare il comportamento inaccettabile di una associazione di consumatori è un reato o è semplice diritto di opinione? Noi forse siamo andati in Procura per denunciare la sfilza di menzogne e calunnie (queste sì reati) che il Codacons ha scritto e continua a scrivere riguardo alla nostra piattaforma e ad alcuni dei suoi fondatori? 

Nel suo comunicato, in maniera profondamente meschina, il Codacons poi insiste nell'insinuare fantomatici doppi fini riguardanti il nostro blog. Secondo il Codacons noi vogliamo decidere a quali ditte assegnare i lavori per la riasfaltatura delle strade e altre considerazioni totalmente surreali e lunari che potete leggere, divertendovi assai, nel comunicato. Altre deduzioni sono prese col copia incolla da una inchiesta di anni fa pubblicata su un blog anonimo, con firma anonima, facente capo ai famigerati "movimenti" romani. Secondo questo blog (vi ricorderete) Roma fa Schifo non era altro in realtà che l'ufficio stampa nascosto della Metro C. Peccato che sullo scandalo della Metro C non si contano (ma sono più di 30!) i contenuti da noi pubblicati in cui durissimamente abbiamo attaccato questo autentico scandalo fino ad associarlo alla 'ndrangheta. Se siamo l'ufficio stampa di Metro C siamo proprio un ufficio stampa particolare... Indomma il Codacons ha basato il suo esposto contro le eventuali fake news di Roma fa Schifo su un contenuto fake pubblicato su un blog di fake news...

Codacons ci accusa - evidentemente volendo scrivere lui la nostra linea editoriale - di dare peso a questioni marginali trascurando faccende importanti. Può essere, proprio perché siamo un mero blog e non una testata giornalistica abbiamo i nostri temi e approfondiamo quelli: non c'è qui una redazione, degli inviati, dei finanziamenti. Ci sono cittadini che pubblicano contenuti e analisi senza una vera organizzazione. Ciò di cui Codacons ci accusa, insomma, è esattamente il motivo per cui il Tar ha spiegato che non possiamo essere considerati una realtà strutturata. Ed ecco l'ennesima contraddizione surreale e ridicola.

Tra le cose "marginali" di cui ci occupiamo, per dire, c'è il fenomeno della sosta selvaggia (incredibilmente dilagato da quando il Codacons con un ricorso strumentale poi colto al balzo dalla pessima amministrazione di Alemanno ha fatto saltare il sistema delle strisce blu che sono il deterrente maggiore all'abuso dell'auto privata), c'è il fenomeno della cartellonistica pubblicitaria, un bubbone da quasi 1 miliardo l'anno di "fatturato" gestito da ditte criminali la cui riforma, per motivi di clientela, viene ritardata dall'amministrazione (vi risultano comunicati del Codacons?), c'è il fenomeno della bancarelle, un vero e proprio cancro maligno che sta uccidendo la città con il quale il Codacons potrebbe fare molto ma non fa. E così via per mille altri fenomeni. Ma è ovvio che dà più visibilità fare l'esposto contro i "disagi" dovuti al mega concerto dei Rolling Stones a Lucca e assillare, ormai da mesi, un piccolo e totalmente indifeso blog di cittadini che neppure ha un centesimo di risorse proprie per pagarsi gli avvocati per difendersi (a proposito, il link per fare donazioni sempre gradite è qui a destra).

Ma davvero i soci Codacons, ovvero coloro che con il pagamento delle quote annuali danno la forza alla dirigenza dell'associazione, vogliono questo? Davvero condividono questa linea? In un contesto normale e civile il Codacons, per il suo statuto e la sua missione, non dovrebbe far altro che seguire le denunce fatte emergere da Roma fa Schifo e le dovrebbe portare a dama grazie alla sua forza organizzativa mettendo al muro i tanti profittatori che stanno ammazzando Roma da decenni, qui invece il Codacons se la prende con chi denuncia e non con chi delinque. A suon di minacce, esposti, ricorsi e quintali di calunnie. La faranno finita?

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