Video. Il misterioso numero di telefono che organizza mercatini e offre corsi di dizione. Imbrattando di manifesti abusivi Via del Corso fin sotto Palazzo Chigi

23 giugno 2015
Ieri sera, ore 21 circa. Un giovane signore si aggira con grande rotolo di scotch in una mano e volantini nell'altra. Su ogni superficie possibile attacca due volantini: uguali le dimensioni, curiosamente uguale il recapito telefonico, diversi i servizi offerti. Si fa tutta Via del Corso, attacca dovunque, addosso ad edifici storici, a muri centenari, addosso a Palazzo Chigi e attorno a Piazza Colonna. 
Pensate ad un abusivo che con lo scotch si mette ad affiggere poveri e miserabili volantini addosso alla Casa Bianca, alla Moncloa, al numero 10 di Downing Street...

Secondo noi episodi come questo sono simbolici del livello di anarchia, pressappochismo (perché se qualcuno affigge queste schifezze significa che si aspetta che vi sia qualcuno che legge queste schifezze, significa che qualcuno si affida a queste tipologie di annunci per orientare le proprie scelte di consumo), fallimento del sistema dei controlli. Una città in cui settori economici interi sono affidati a questo genere di modalità.

E poi c'è da entrare nel merito: chi ha autorizzato questo mercatino? Dove si tiene? Quanto paga di spazio pubblico? Non saranno mica i finti mercatini di artigiani di Trastevere che con la fake dicitura di artigiani aggirano tutto il sistema dei permessi sfruttando una falla della normativa? E poi: cosa c'entra un corso di dizione con un mercatino? Le attività sono tutte regolari? Oppure sono abusive come queste pubblicità?

In un mondo normale, in una capitale che viene imbrattata abusivamente da volantini che riportano tanto di utenza telefonica, qualche addetto si preoccuperebbe di telefonare, prendere appuntamento, incontrare il responsabile, multarlo, chiedergli conto, diffidarlo. Qui, al massimo, ci sarà qualche volenteroso lettore di Roma fa Schifo che si impegnerà a fare una chiamata per pubblicare un commento pertinente...

54 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Attenzione alla privacy quando si filma.

Anonimo ha detto...

la privacy....la privacy. continua a guardare il dito continua.

Anonimo ha detto...

Esiste una cosa chiamata diritto di cronaca, quello sta compiendo un illecito caro il mio genio della privacy.
Piuttosto invece di filmare meglio staccarli.

Comunque che città di merda, ma come fate a viverci? Ci siete abituati?
Vi sembra la normalità?
Siete stati educati così?
Non è Roma che fa schifo, sono i ROMani a far schifo. Contenti voi... basta che non venite nel resto d'Europa a sporcare. Statevene dentro il raccordo a tifare per la magggica e a vantarvi der colossssseo, da bravi.
A quello che tra 5 minuti mi darà del leghista: quanti volantini illegali hai staccato oggi? Quante carte hai raccolto da terra?
Dove vivo io è normale, saremo leghisti ma non viviamo nella merda come voi.
Quando avrete uno scatto d'orgoglio potrete replicare, fino a quel giorno: MUTI ZOZZONI!!!!
Che già vi manteniamo, almeno non costringeteci ad ascoltarvi.

Anonimo ha detto...

Ecco, dateci un po' piu' di soldi.pero' che ultimamente non ce la passiamo bene.

Anonimo ha detto...

Ci sono ancora nelle bacheche dell’universita’ i volantini di “ricerche bibliografiche”? (= tesi a pagamento)
…altro indice di “civilta’” impensabile in un’universita’ tedesca o americana

Anonimo ha detto...

La qualità si vede dai DIECI puntini di sospensione ("se volete partecipare come standisti ........."). Come a dire "Nun se potrebbe fà però ....... BLINK BLINK.... AUMM AUMM...................."
L'importante è abbondare coi puntini di sospensione.

Complimenti al fesso che ha abboccato al primo messaggio, scritto dal TROLL. Davvero, sei un genio.

Anonimo ha detto...

MUTI, e vi tocca pure starci!
Una città di fasci che non può replicare per la ben nota legge del menga: non ha prezzo.

Anonimo ha detto...

Visti dapperturro sti maledetti fogli attaccati alla cazzo di cane con lo scotch. Sarà l'ennesima truffa di qualche peracottaro... SEQUESTRATEGLI TUTTO!!!

Anonimo ha detto...

Ma staccali invece di postare su un blog, siamo milioni di persone oneste e dobbiamo farci prendere per il c**lo da e per colpa di poche migliaia di incivili?
Basta un piccolo retake di un minuto ogni giorno da parte di tutti per cambiare le cose.

Devolantintore ha detto...

ho contattato il numero in questione spacciandomi per un interessato al mercatino mi hanno dato i seguenti dettagli *4-5 luglio oppure 5-6 settembre
*location è una non ben definita galleria d'arte in via di San Callisto
* il prezzo è di 80€ un giorno 150€ due giorni
purtroppo non sono riuscito a ottenere il nome della associazione di riferimento però cercando su internet "Teatro Indipendente" ho trovato questo sito http://www.teatroindipendente.it/ in cui si fa riferimento ad una certa Rossana Malfarà. Spero che qualcuno abbia ottenuto altre informazioni e si riesca a mettere su qualcosa per fermare questa piaga

Anonimo ha detto...

Io vi leggo dagli USA, ma come fate a vivere in un posto cosi'? Parlo soprattutto a quelli che hanno figli e nipoti come fate a pensare di poter assicurare loro un futuro decente in un posto del genere? Restare per lottare e cambiare le cose? Ma a che pro? La vita e' una sola, e ricordatevi che state scegliendo (compromettendo) il futuro di persone che non posso scegliere.

Anonimo ha detto...

Bè, manco voi state messi così bene. Leggi che belle invenzioni partorite.

Bruce, Brenda, David. La tragica storia della prima vittima del dottor Money, il guru del gender


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Marzo 31, 2014 Emanuele Boffi
Esce in Italia con vent’anni di ritardo la terrificante verità sul caso che screditò per sempre l’inventore della teoria di genere
«La sua prima domanda non fu come o perché i genitori potessero avere preso una simile decisione, né come potesse essere accaduto un incidente di circoncisione così devastante. Lei chiese invece il suo nome di nascita. Chiese, in effetti, Chi sono?».
bruce-brenda-david-reimer-hLa casa editrice San Paolo, a quattordici anni dalla sua uscita nel 2000, ha tradotto e pubblicato As Nature Made Him. The Boy Who Was Raised as a Girl. Il titolo, in italiano, suona così: Bruce Brenda e David. Il ragazzo che fu cresciuto come una ragazza. Nelle prime tre parole è raccolto il senso della vicenda: tre nomi, un’unica persona. L’autore è un giornalista americano, John Colapinto, che trasformò in libro una sua celebre inchiesta, apparsa per la prima volta nel dicembre 1997 su Rolling Stone. Il caso, che in America ebbe una notevole risonanza, è sostanzialmente sconosciuto in Italia, ma merita di essere ripercorso. Perché è all’origine della cosiddetta teoria del gender. Un’origine tragica.
BRUCE. Il 22 agosto 1965 vennero alla luce all’ospedale St. Boniface a Winnipeg (Canada) due gemelli identici, Bruce e Brian Reimer. Entrambi avevano un problema di fimosi al pene, per la quale era necessaria una circoncisione. Operazione semplice e routinaria, alla quale i due genitori, Ron e Janet, acconsentirono senza problemi. Il 27 aprile 1966, il giorno dell’operazione, un’insolita bufera di neve si abbatté su Winnipeg. Presagio shakespeariano di quel che doveva accadere, fu il contorno atmosferico all’incidente che capitò al piccolo Bruce. Per un incredibile errore, il suo pene fu bruciato. «Si staccò a pezzetti» e «sparì completamente».

Anonimo ha detto...

I genitori, disperati, dopo una serie di consulti medici, si affidarono a John Money, un medico che avevano sentito parlare alla tv dei miracoli della «riassegnazione sessuale» in corso al Johns Hopkins Hospital di Baltimora. Money era già allora uno dei ricercatori in sessuologia più rispettati al mondo. Eloquio brillante, intelligenza sofisticata, era l’ideatore della gender identity, basata sull’idea che l’identità di una persona non si fonda sui dati biologici della nascita, ma sugli influssi culturali e l’ambiente in cui cresce. Money, che guidava la pionieristica clinica per la chirurgia transessuale a Baltimora, fu ben felice di occuparsi del piccolo. Bruce era, infatti, la cavia che egli attendeva per dimostrare la bontà delle sue teorie. Un piccolo maschio senza pene, da trasformare in una bambina.

Anonimo ha detto...

john-money-genderIl dottore, già allora, frequentava i salotti televisivi, portando argomenti a favore del «matrimonio aperto, del nudismo e di altre forme di cultura sessualmente disinibita». Definito dal New York Times un «agente provocatore della rivoluzione sessuale», si spese a favore del film porno Gola profonda e firmò editoriali sulla «nuova etica del sesso ludico». Spingeva i suoi pazienti a sperimentare ogni tipo di desiderio sessuale, ivi compresa la «pioggia dorata» (urinarsi addosso durante il rapporto), la coprofilia, le amputazioni, l’autostrangolamento. Per Money non erano perversioni, ma «parafilie». Nell’aprile del 1980 spiegò a Time che un’esperienza di pedofilia «non aveva necessariamente un influsso negativo sul bambino».

Anonimo ha detto...

Quest’uomo, per tutto il corso della sua carriera, fu omaggiato e riverito, aggiudicandosi numerosi riconoscimenti e premi (oltre che corpose sovvenzioni). Fu lui l’ideatore della prima clinica per l’identità di genere, celebrata da tutte le maggiori e più importanti riviste americane e internazionali. I suoi studenti e protetti, racconta Colapinto, «hanno finito per occupare posizioni preminenti in alcune delle università, istituzioni di ricerca e riviste scientifiche più stimate negli Stati Uniti».
Fino all’incontro con Bruce, il campo d’azione di Money si era limitato agli ermafroditi. Il bambino rappresentava per lui un’occasione d’oro. Quando lo incontrarono, Ron e Janet – che all’epoca avevano solo 20 e 21 anni – ne rimasero affascinati. «Mi sembrava un dio», disse lei. Il medico spiegò loro che avrebbe potuto dare al bambino una vagina perfettamente funzionante, ma che necessitava della loro collaborazione affinché Bruce diventasse femmina. L’importante era che loro lo vestissero come una femminuccia, non gli tagliassero i capelli, lo facessero sentire una lei e non un lui. Così avrebbe avuto una vita felice.
Il 3 luglio 1967 Bruce fu castrato dal dottor Howard Jones, un collaboratore di Money che in seguito lo abbandonò per intraprendere una professione più remunerativa. Aprì in Virginia la prima clinica americana per la fecondazione in vitro. Fu così che Bruce diventò Brenda.
bruce-brenda-e-david-colapinto-san-paoloBRENDA. Ron e Janet, almeno per i primi anni, si buttarono a capofitto nell’impresa. Ma qualcosa non funzionava. La piccola Brenda ignorava le bambole che le venivano regalate, adorava azzuffarsi coi suoi amichetti, costruiva fortini anziché pettinarsi davanti allo specchio. In bagno, faceva la pipì in piedi.

Anonimo ha detto...

I primi anni di scuola peggiorarono notevolmente la situazione. Brenda iniziò a diventare particolarmente violenta e fu bocciata. Nel frattempo, nel 1972, Money pubblicò il libro Man & Woman, Boy & Girl, in cui mise al corrente il mondo dello straordinario «caso dei due gemelli». Il volume descriveva l’esperimento come un «assoluto successo». Era la «prova conclusiva» che «non si nasce maschi e femmine, ma lo si diventa».
Il fatto ebbe una risonanza mondiale. Sposata dal movimento femminista, l’opera trovò il plauso sulle prime pagine di Time e del New York Times Book Review, conferendo al suo autore l’indiscussa celebrità di un guru. Le sue tesi, si scrisse allora, avrebbero avuto sulla storia umana un’influenza paragonabile alla «teoria dell’evoluzione di Darwin».
Solo uno sconosciuto ricercatore di nome Milton Diamond osò sollevare perplessità sul caso. Fu ignorato. Al contrario, «il caso dei gemelli di Money fu decisivo perché venisse universalmente accettata non solo la teoria secondo la quale gli esseri umani sono alla nascita psicosessualmente plastici, ma anche la chirurgia di riassegnazione sessuale come trattamento per bambini con genitali ambigui o danneggiati. La metodica, un tempo principalmente limitata al Johns Hopkins, si diffuse ben presto e oggi viene eseguita praticamente in tutti i principali paesi».
La realtà, però, andava in un’altra direzione. Brenda continuava a comportarsi «come un maschiaccio», difendeva il fratello nelle zuffe, soffriva a stare con le amichette. Periodicamente, i due fratelli facevano delle visite nella clinica di Money per snervanti test psicologici. Durante queste sedute, ai due gemellini di sei anni erano mostrate immagini di sesso esplicite «per rafforzare la loro identità/ruolo di genere». I due fratelli erano anche obbligati a simulare atti sessuali tra loro. In un’occasione, il dottor Money «scattò loro una Polaroid».
man-woman-boy-girl-moneyPer Brenda quelle sedute – cui doveva sottoporsi anche da sola – erano una tortura. Nei suoi sogni si immaginava ventenne «con i baffi», ma temeva di dirlo ai suoi genitori, essendo sicura che li avrebbe delusi. Ron e Janet, infatti, frustrati dal comportamento della bambina, cercavano in tutti i modi di applicare i consigli di Money. Giravano nudi per casa, frequentavano campi nudisti, facevano pressioni sulla piccola perché assumesse atteggiamenti femminili. Tutto ciò li portò all’esaurimento: Janet tentò il suicidio, Ron iniziò a bere. Money, intanto, pubblicò un nuovo libro di successo (Sexual Signatures) in cui tornò a parlare di Brenda, che «stava attraversando felicemente l’infanzia come una vera femmina».

Anonimo ha detto...

Brenda, in realtà, già a undici anni cominciò a nutrire istinti suicidi. Gli assistenti sociali e i dottori del suo paese capirono che qualcosa non andava, ma troppo scintillante era la fama di Money per metterla in ombra. Brenda trascorse l’infanzia passando da uno psicologo all’altro. All’età di dodici anni cominciò la cura con gli estrogeni per fare crescere il seno e, nell’ultima visita che ebbe nello studio del dottor Money, trovò un transessuale che le magnificò i vantaggi dell’operazione chirurgica per cambiare sesso. Brenda fuggì e disse ai genitori che, se l’avessero fatta tornare, «si sarebbe suicidata».
Anche lontana dal dottore, Brenda continuò ad avere una vita difficile. A scuola la chiamavano «gorilla» e alcuni giornalisti avevano iniziato a interessarsi a lei. Nel 1977 una troupe della Bbc si recò a Winnipeg per parlare con i suoi medici. Tutti confermarono la medesima impressione: Brenda non era la «ragazza felice» celebrata nei best seller di Money. Lo stesso dottore, contattato dalla Bbc, rifiutò di incontra i giornalisti, mettendoli alla porta. Il documentario, intitolato The First Question, andato in onda il 19 marzo 1980, passò sotto silenzio.
Solo pochi giorni prima, il 14 marzo, Ron aveva rivelato alla figlia la sua storia. Come annota Colapinto, Brenda «si sentì sollevata» perché finalmente capì «di non essere pazza».

Anonimo ha detto...

La prima domanda che fece al padre fu: «Qual era il mio nome?».
bruce-brenda-david-reimerDAVID. Brenda decise di tornare al suo sesso biologico. Scelse di chiamarsi David perché questo è il nome «del re uccisore di giganti della Bibbia», il bambino che combatte e sconfigge il poderoso Golia. Iniziò a fare iniezioni di testosterone, gli crebbero i primi peli sulle guance, a sedici anni si sottopose al primo intervento per la creazione del pene. Attendendo la maggiore età, visse nascosto per due anni nella cantina di casa. A diciotto anni entrò in possesso del denaro assegnatogli come risarcimento dal St. Boniface Hospital, acquistò un furgone equipaggiato coi migliori comfort, che fu battezzato secondo lo scopo che avrebbe dovuto avere: «Il carretto da scopata».
Non andò così. David non aveva capacità di erezione e la cosa circolò fra gli amici. Tentò di nuovo il suicidio, per due volte. A ventidue anni si sottopose a una nuova falloplastica e, due anni dopo, ebbe il suo primo rapporto sessuale. Ma era ancora profondamente infelice.
Colapinto racconta che nell’estate 1988 David fece «qualcosa che non avevo mai fatto prima. Finii per pregare. Dissi: “Tu sai che ho avuto una vita terribile. Non ho intenzione di lamentarmi con Te, perché tu devi avere una qualche idea del perché mi stai facendo passare tutte queste cose. Ma potrei essere un bravo marito, se me ne fosse data la possibilità”».
Due mesi dopo conobbe Jane, una ragazza madre che aveva avuto tre figli da tre uomini diversi. Si innamorarono. David vendette l’inutilizzato carretto da scopata e comprò un anello di diamanti. Il 22 settembre 1990 si sposarono.

Anonimo ha detto...

ONEY. Milton Diamond, il ricercatore che per primo aveva contestato Money, inferse un duro colpo alla sua credibilità. Quest’ultimo, sebbene non parlasse più del caso dei due gemelli, perseguiva nel sostenere le tesi sul gender che continuarono a valergli cospicui finanziamenti, anche pubblici. Ma nel 1994, Diamond, dopo aver incontrato David, scrisse un articolo per svelare come fosse andato a finire il “caso dei due gemelli”. La tesi del testo era che, sebbene l’educazione abbia un ruolo importante nel contribuire a plasmare l’identità, essa è frutto del dato biologico assegnato dalla natura. Diamond impiegò due anni per trovare una rivista che accettasse il testo. Quando apparve, fu una bomba. David concesse alcune interviste in tv con il viso oscurato. Poi accettò la richiesta di incontrare Colapinto per la semplice ragione che lavorava per Rolling Stone e a David piaceva il rock’ n’ roll.
Per Money – «Hot Love Doctor», come lo chiamavano i giornali – iniziò il declino. Al Johns Hopkins fu nominato direttore di psichiatria Paul McHugh, un fiero cattolico che fece condurre un’indagine su cinquanta transessuali curati alla clinica per l’identità sessuale della Johns Hopkins a partire dalla sua fondazione nel 1966. Nessuno di loro ne aveva tratto giovamento. La clinica fu chiusa, la comunità transgender protestò inutilmente. Ancora nel 1997 Money ottenne un riconoscimento come «uno dei più grandi ricercatori del secolo in campo sessuale». Si spense il 7 luglio 2006 a Towson.
I REIMER. I demoni non smisero di perseguitare la famiglia Reimer. Solo Ron, dopo un periodo di difficoltà legato all’alcol, riuscì a riprendere in mano le redini della sua vita. Janet continuò a soffrire di profonde crisi depressive. Brian passò attraverso fallimenti matrimoniali, droghe, alcol. Si suicidò nel 2002. David, dopo la morte del fratello, non fu più lo stesso. L’azienda dove lavorava chiuse, bisticciò con la moglie. Il 4 maggio 2004 guidò fino a un parcheggio desolato e puntò il fucile alla testa. Aveva 38 anni.


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Anonimo ha detto...

Ecco per cosa si è fatta la manifestazione del 20 giugno a San Giovanni: per fermare questi malati di mente.

Anonimo ha detto...

i manifestini del corso di dizione esistono da anni.
io gliene avrò staccati diverse centinaia.
li sta rimettendo perché io ne stacco a tonnellate.
così perlomeno gli faccio spendere un po' di soldini in carta, toner e fotocopie.

Anonimo ha detto...

Ma chiamare subito i vigili no? Capisco che sicuramente non verrà nessuno ma almeno provarci. Al leghista non dico nulla, fondamentalmente hai ragione ma vacci piano con le parole, di merda ne avete parecchia pure voi ma io non sognerei mai di dirti ZOZZONE.
Qui sta la differenza....

Anonimo ha detto...

cercate il numero su google,
secondo link della pagina,
svelato il proprietario del numero

:-)

Anonimo ha detto...

nel primo link invece potete leggere che l'autorizzazione al mercatino è stata negata.....

Anonimo ha detto...

e un pochino più sotto c'è l'annuncio che pubblicarono su portaportese per cercare un insegnante di recitazione... mah!
cmq quel nome non vuol dire che sia l'intestatario del cellulare.
per evitare grane è probabile che quel numero risulti intestato a un qualche rom fantasma, in modo che qualsiasi denuncia cada automaticamente nel vuoto dei tribunali, che tempo addietro espressero parere negativo sulla possibilità di disattivare le utenze telefoniche che compaiono sui foglietti e gli adesivi che vengono appiccicati abusivamente su tutto il territorio della città per gli annunci più disparati.
quindi figuratevi... che speranze si hanno?
c'è uno che in questi giorni, in prossimità delle fermate metro, sta attaccando sui pali degli annunci plastificati su carta gialla riguardo la vendita di una villa a piana del sole mi pare. si chiama franco.
staccateli tutti please.

Anonimo ha detto...

Alcuni turisti mi hanno indicato tutti i luoghi ufficiali dello spaccio a Roma ,c'è un sito in inglese con tanto di mappa e corrisponde al vero..A ponte sisto lo sapevo ma colle oppio mi suonava nuovo.Complimenti alle forze dell'ordine per lasciare che cio accada,pero mi raccomando di indossare la cintura..Ecco il link

http://webehigh.org/rome-italy/

Rosanna Malfara' ha detto...

Sono Rosanna Malfara' titolare delle attività pubblicizzate nel volantino.
Intendo sporgere denuncia contro il giornalista e il giornale che hanno pubblicato l'articolo.
Le mie attivita' sono tutte legalmente dichiarate.
Documentatevi prima di parlare.
Reati : Violazione della privacy diffamazione, danno all'immagineverranno anche denunciate tutte le persone che hanno commentato o commenteranno impropriamente l'articolo.

Roma fa Schifo ha detto...

Signora Malfarà dove sarebbero di preciso le violazioni della privacy, le diffamazioni e i danni d'immagine che le farebbe l'articolo? Se si può spiegare meglio ne parliamo.

Anonimo ha detto...

Ah, la Malfarà è la titolare? Complimenti vivissimi. Dunque lei è la "signora" che sguinzaglia da anni bande di giovani (regolarmente assunti o pagati in nero?) a impiastrare sistematicamente, impunemente, nonché ABUSIVAMENTE lungo il centro storico della capitale: cabine telefoniche, sportelli Acea, centraline semaforiche, vetrine e serrande di attività commerciali, cassette per lettere di Poste Italiane, plance per affissioni regolari, balaustre protettive di monumenti storici ecc.? Beh, l'immagine se l'è già danneggiata da sola. E ha l'inpudenza di parlare di reati altrui? Il bue che dice cornuto all'asino! Non mi è chiaro se la sua è una denuncia o un'auto-denuncia pubblica.

Anonimo ha detto...

Quanta protervia. Si vergogni piuttisto di imbrattare la città.

Lele ha detto...

Allora se le sue attivita' sono legalmente dichiarate posso avere partita iva e sede legale?

Anonimo ha detto...

FINALMENTE QUALCUNO CHE SI OCCUPA DI QUESTA TRUFFATRICE! IO HO QUERELATO PRESSO LA TENENZA DEI CARABINIERI LA TITOLARE DEI CORSI DI DIZIONE CHE CAMBIANO CONTINUAMENTE SEDE LEGALE, ESSENDO STATA INGIURIATA VIA SMS. INOLTRE SPESSO LA PERSONA DI CUI PARLIAMO CHE IMBRATTA ROMA MI DEVE DEI SOLDI E PERTANTO è PARTITA CONTRO DI LEI ANCHE UNA DENUNCIA AI CARABINIERI DEL LAVORO!

Anonimo ha detto...

Rosanna Malfará è solo 'na sola. Ma cosa deve denunciare, se considerando i procedimenti avviati a suo carico la stanno a cercare ahahaha.. fá sempre come i bambini, " io vi denuncio !".. ma se ai reati da lei descritti aggiungiamo frode fiscale, lavoro nero ( perchè lei, oltre a sparire e non pagare i ragazzi, non fa nemmeno i voucher..non risulta registrata, hanno valenza inail, non solo di compenso, e vanno fatti per forza, e sui volantini c'è il suo numero di cellulare, privo di p.iva..come era? " tutto legalmente dichiarato" ahi ahi ahi ), pubblicità ingannevole, dato che i mercatini NON ESISTONO, ed una luuuuunga serie di reati fiscali appunto tutti nero su bianco e certificati?. Comunque, considerando che al 23 di aprile 2016 ancora si adopera in questa truffa, la signora Rosanna Malfarà la potete trovare le mattine dalle parti di largo argentina dove si trova la cartoleria nella quale rimedia lo scotch e dove dá appuntamento per la consegna del materiale. Il percorso si snoda nelle vie principali che vanno da termini a campo de fiori e flaminio metro ( tappe fisse come i vicoli di trastevere). Perciò Evitatela!, razzista e arida come poche ( ma poi vedo che sfrutta i bangladini mah ). Brutto non avere nulla del dono artistico ma dover essere solo un fantasma che scappa dagli organi statali vero? Apra un vocabolario ahahaha

Anonimo ha detto...

Ma siamo sicuri che Malfarà non sia un cognome tarocco? Anche io ho da poco inoltrato una dettagliata segnalazione agli organi competenti, corredata di una ricca documentazione fotografica. Intendo coinvolgere anche le aziende colpite da questi atti vandalici (Gestore Telefonico in primis), fornendo loro tutto il materiale necessario affinché possano citare per danni la diretta interessata. Questo squallido individuo agisce indisturbato da anni muovendosi in una sorta di zona grigia che le ha consentito sino ad oggi totale impunità. Ma prima o poi i nodi vengono al pettine e bisogna pagare il conto. Io nel frattempo gli faccio venire il mal di cuore staccando sistematicamente ogni locandina che mi capiti a tiro. Non lascio certo che a Roma comandino simili personaggi. Sarebbe interessante scoprire dove trova i fondi per stampare così tanto materiale e pagare quelli che vanno in giro a fare il lavoro sporco, perché di certo non caccia un centesimo di tasca sua. Forse qualche finanziamento pubblico destinato allo spettacolo erogato al famigerato Teatro Indipendente?

Anonimo ha detto...

Attenti!!!! Non cadete nell'inganno come è successo a me e ad altri 5 ragazzi. La signora si fa pagare in anticipo per corsi farsa che vengono continuamente rimandati...e se le accade di organizzare un corso magari una volta non paga nè l'insegnante di turno caduto nella rete nè la sala affittata per l'occasione. tenetevi lontano da lei e da quei volantini!!

Rosanna Malfara' ha detto...

Gentili signori,
Sono sempre Rosanna Malfara '.
Che cosa vi disturba tanto il successo delle mie attività che esistono da più di dieci anni e a cui partecipano sempre centinaia di persone.
Vi ricordo che ai miei corsi hanno partecipato magistrati , avvocati, poliziotti e carabinieri e se fosse come dite voi a quest'ora sarei in galera.
Diciamo che più volte sono stata vittima di tentate truffe e di tentate estorsioni per cui ho dovuto fare denunce e richiedere l'intervento delle forze dell'ordine.
Vi faccio anche alcuni esempi concreti con nomi e cognomi che anche se vi nascondete sotto anonimato io conosco perfettamente.
Premesso che non devo soldi a nessuno perché con tali persone non ho alcun tipo di contratto .
Le persone che si spacciavano per insegnanti qualificati non avendo nessuna qualifica sino stati sbattuti fuori . Erano solo in prova , ma essendo dei millantatori non sono stati assunti.
Io con loro non ho alcun contratto e legalmente non possono pretendere nulla.
In caso contrario possono essere citati per estorsione.
Ripeto: Le forze dell'ordine sono già a conoscenza di questa situazione.
Ho dovuto denunciare alcune persone tipo Danila Stalteri per diffamazione, la quale si era intrufolata nella mia scuola mettendo zizzania e che ho dovuto sbattere fuori.
La tizia pretendeva da me un compenso che io non ho mai accordato ( ripeto non è stato firmato alcun contratto lei era solo in prova ).
Per quanto riguarda la sala che non ho pagato era uno scantinato in via della vetrina n. 9 ( via dei Coronari ) presso un negozio di biciclette.
Il proprietario di nome Nicola mi ha chiesto euro 180,00 per 4 ore per uno scantinato in cui non si poteva stare per l'umidità .
Con lui non ho firmato nulla e dopo esser stati li' 4 ore siamo andati via.
Questa persona mi ha seguita, minacciata e diffamata.
Quel locale per i motivi che ho detto non può essere affittato.
Ho fatto la segnalazione alla polizia e denunciato questo Nicola che voleva estorcermi 180,00 euro per 4 ore in uno scantinato.
Andrea Corti uno dei partecipanti al corso non voleva pagare e siccome non è riuscito a fregarmi mi si è messo contro.
Forse i truffatori siete voi che pretendete soldi che non vi spettano.
Comportatevi onestamente e non avvicinatevi alle persone con l'intenzione di fregarle sperando che non se ne accorgano.
Per pretendere dei soldi bisogna avere un contratto in mano altrimenti si chiama estorsione.
Se qualche Volantinatore none' stato pagato e ' perché ha cercato di fregarmi e io l'ho mandato via.
Per quanto riguarda i mercatini ne ho organizzati tanti e uno partirà prossimamente.
Ai mercatini partecipano sempre tante persone quindi come fate a dire che non esistono?
Forse siete stati sbattuti fuori perché avete avuto qualche comportamento non corretto.
Raccontate la verità.
Adesso ho capito perché siete sempre disoccupati.



Rosanna Malfara' ha detto...

A proposito la sede legale e ' la stessa da 10 anni e non la vengo certo a dire a voi.
Le indagini spettano agli organi di competenza.
Un consiglio : Trovate un' occupazione che vi distragga così non perseguitate gli altri con illazioni prodotte solo dal vostro cervello.
P.s. Ammesso che ne siate capaci

Anonimo ha detto...

Signora Rosanna Malfarà...
- lei è tenuta per legge, a maggior ragione in presenza di una pagina internet, a render pubblico il suo numero di partita iva e conseguente sede legale a qualsiasi consumatore..altrimenti se non la si trova quando la si visiona lei semplicemente NON ESISTE
-lei è tenuta per legge a sottoscrivere e tracciare qualsiasi attivitá lavorativa di qualsiasi genere ( comprese le collaborazioni e i periodi di prova tramite voucher lavoro ) per via di attività pubblicitaria e INAIL..altrimenti è LAVORO NERO, che sia retribuito o meno..per sua stessa ammissione ha mandato in giro gente senza registrarla
- lei fa perdere tempo a chi giá lavora e a chi poveretti che lo cercano, approfittandone ( e la sua risposta al riguardo parla per lei)
- considerando che di lei non ci interessa assolutamente niente che conosce magistrati etc etc, invece di scrivere poemi, risponda concretamente
PS: le sue risposte tipo Senza contratti= niente prove non fanno altro che alimentare la pessima immagine di approfittatrice che già possiede..e non servono, dato che è tutto giá documentato

Rosanna Malfara' ha detto...

Ripeto : I documenti vanno esibiti alle autorità. Studi meglio la legge come ho fatto io e vedrà che troverà tutte le risposte. La mia scuola e' frequentata da vari esponenti delle forze dell'ordine e in oltre 10 anni di attività non ho mai avuto alcun tipo di problemi.
Quanto ai reati di cui mi si accusa ne discuteremo meglio in tribunale.
Intendo sporgere regolare denuncia.
Le indagini sono dovute a chi di dovere.
Per parlare ci vogliono delle prove.
Non fornisco certo generalità a telefonate anonime e scherzi telefonici fatti per incastrare le persone di cui lei è autore.
Come vede non ho niente da nascondere e mi firmo anche .
Non mi nascondo dietro all'anonimato sia scritto che telefonico come fa lei.
Anche questo e' reato.
E se in anni di attività ho avuto nella mia scuola centinaia di allievi anche illustri un motivo ci sarà.
L'invidia e' una brutta bestia.
Altre persone prima di lei hanno cercato di screditarmi , ma è andata male pure a loro.
Io non mi approfitto di nessuno.
Semplicemente non mi faccio fregare dai numerosi truffatori che cercano di estorcere soldi spacciando titoli che non hanno.
Queste persone di fatto non lavorano perché non sono in grado di farlo e vogliono solo fregare la gente.
I periodi di prova prima dell'assunzione sono perfettamente legal.
E' diritto di tutte le aziende farli e la essendo la mia un 'azienda legalmente dichiarata con tanto di partita iva segue questo regolamento.

Anonimo ha detto...

Articolo 35
I soggetti che intraprendono l’esercizio di un’impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione, devono farne dichiarazione entro trenta giorni ad uno degli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate ovvero ad un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima Agenzia; la dichiarazione è redatta, a pena di nullità, su modelli conformi a quelli approvati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.
L’ufficio attribuisce al contribuente un numero di partita Iva che resterà invariato anche nelle ipotesi di variazioni di domicilio fiscale fino al momento della cessazione dell’attività e che deve essere indicato nelle dichiarazioni, nella home-page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto.
..onde per cui, lei è tenuta per legge a mostrare il numero di partita iva sulla home del sito del teatro indipendente.
Inoltre continua ad ammettere di far fare dei periodi di prova lavoro a persone senza registrarne l'atto in sede alcuna. Sto parlando alla figura commerciale quando le dico che è lei l'anonima.

Rosanna Malfara' ha detto...

Ripeto: La partita iva e la sede legale sono registrati, ma un'eventuale verifica spetta alle autorità competenti.
La reperibilità spetta solo all'autorità giudiziaria.
Come vede conosco le leggi meglio di lei e ho un commercialista che si occupa di questo.
Come vede le sue accuse sono del tutto infondate

Anonimo ha detto...

Rispondere a casaccio invece che sui fatti non le fa bene all'immagine..così come non le fa bene insinuare in maniera abbastanza evidente che, dato che conosce a destra e manca, si sente al sicuro tra le maglie delle autoritá. Internet, ed il sito ROMAFASCHIFO, sono di talmente dominio pubblico che ogni sua risposta di questo genere è per l'appunto un ulteriore danno all'immagine che da sola si fa. Personalmente, tanto per chiarire, non mi interessa minimamente che lei mi attacchi sul personale, dato che è lei. Tornando ai fatti, quale parte del discorso legato al fatto che lei DEVE PER LEGGE mostrare la p.iva sul sito non le è chiaro?..come il resto?..e se le dico giallo non risponda carciofo, o che si vede tutto nei tribunali dove pensa di sentirsi protetta, perchè, le ripeto, qui è sotto gli occhi di tutti...non è diffamazione, la sua fama la precede

Rosanna Malfara' ha detto...

La partita iva e la sede legale devono essere indicate sul timbro dell'e ricevute fiscali.
Non sul sito come lei sostiene.
Ho ricevuto queste informazioni dal mio commercialista
Ho citato dei personaggi perché frequentano i corsi della mia scuola.
Noi organizziamo corsoi anche per strutture esterne.
Le fa paura il tribunale perché è costretto a vedere come stanno realmente le cose?
Con questo chiudo

Anonimo ha detto...

Deve indicare la p.iva anche sul sito..obbligatoriamente..quindi invece di infilare parole che ritiene evocative a casaccio (che un commercialista ce l'hanno tutti),risponda semplicemente scrivendoci il numero di partita iva..è un suo dovere e un diritto del consumatore, con tanto di sito per verificarne l'autenticità,e lei, invece di continuare a nasconderlo facendo una pessima figura, può stare tranquilla che nessuno qui pensa più a male..che a pensar male..intanto, mentre mi risponde ancora a disco rotto che non deve, negando la realtà, risponda pure sul lavoro a nero...lei ora sta ammettendo sia che fattura sia che manda gente..pensi lei che casino succede se queste cose non dovessero risultare da nessuna parte

Anonimo ha detto...

Non ci si può aspettare nulla di buono da un personaggio che addirittura ammette pubblicamente di scroccare servizi e prestazioni ( a nero ) per poi sparire, che ha evidenti problemi a dichiarare la sua posizione commerciale ( chissà come mai guarda un po' ) e che sfrutta tutto questo vantandosene pure!, invece di vergognarsene..ha fatto proprio una figuraccia.

Anonimo ha detto...

Imbrattare una città così, è imbarazzante. Non basta sfruttare e creare lavoro a nero. Bah.

Anonimo ha detto...

Malfarà, certo che se i suoi corsi sono della stessa qualità della sua lurida pubblicità stiamo freschi. Lei è un individuo della peggior specie, che anziché servirsi di legali canali pubblicitari imbratta Roma con i suoi merdosi pezzi di carta buoni per pulircisi il culo. E pretende pure di avere ragione? Una bella faccia dev'essere la sua anche se non la conosco, complimenti. Dica dove prende i soldi per stampare il materiale e pagare chi lo appiccica ABUSIVAMENTE. Risponda di ciò, anziché fare la furba e buttarla in caciara.

Anonimo ha detto...

"il successo delle mie attività che esistono da più di dieci anni e a cui partecipano sempre centinaia di persone"....buahahahahaha!!! Con magistrati, avvocati, forze dell'ordine...ahah, si come no! E questi personaggi avrebbero chiamato un numero telefonico preso da un pezzo di carta attaccato con lo scotch? Ma mi faccia il piacere, mi faccia. Se lo cerchi lei un lavoro, magari cominciando a staccare i manifesti abusivi con cui insozza Roma da anni.

Anonimo ha detto...

Segnalazione: Avvistati di nuovo, in data 28 luglio, i volantini della Malfarà in zona via tiburtina, letteralmente TAPPEZZATA...tipo una Vanna Marchi, attenzione!

Anonimo ha detto...

Grazie anonimo 4.46 PM, giro alle autorità competenti.

Anonimo ha detto...

Sugerisco di chiamare a tapetto a questo sinistro individuo allo stesso tempo che viene segnalato anche masivamente al grupo Trevi di Polizia Locale 'seg01trevi.polizialocale@comune.roma.it' e alla Presidenta del I Municipio, dove acadono i fatti 'presidenza.municipio01@comune.roma.it'
Il numero di affissione di questi ultimi giorni ha superato ogni limiti.

Anonimo ha detto...

Stavolta i volantini stanno in giro per un mercatino Navona expo ogni weekend dal 17 settembre in via dell'orso 29.. per saperne di più ( prenotazione? ) chiamarla al solito numero.. oppure andare creditori, sfruttati e controlli sul posto a chiarire tutti gli aspetti passati.. oppure controllarla già da adesso su come sta pubblicizzando questa sua "attività di successo"

Anonimo ha detto...

Ciao,
Siete schedati vietato bancario e non avete il favore delle banche, o meglio avete un progetto e necessità di finanziamento, una cattiva cartella di credito o necessità di denaro per pagare fatture, fondo da investire sulle imprese.
Allora se avete necessità di credito non esitate a contattarlo per ulteriori informazioni sulle mie condizioni. Volete contattarlo direttamente per posta elettronica: salvarevite@hotmail.com

Anonimo ha detto...

Quindi lei manda ad affiggere locandine senza previa registrazione dei voucher necessari. Interessante

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