1 maggio 2014

Vi ricordate il mega articolo sul degrado a Roma uscito sul Der Spiegel? L'amico Domenito Matilli che collabora con la Casa di Goethe lo ha tradotto per voi in italiano

DER SPIEGEL, Nr. 17/2014 (21.4.2014)

Eternamente bella, in rovina

Per la canonizzazione di due papi, il 27 aprile pellegrini da tutto il mondo si recheranno a Roma. in una metropoli che è quasi in bancarotta e sempre più trascurata, ma è governata da un sindaco poco ortodosso.

 Il "Leonardo Express" rimbomba dall'aeroporto romano nel cuore della città. Dopo 32 minuti è il capolinea: Stazione Termini. Nel tunnel pedonale pubblicità incollati: "Roma Termini un posto dove vivere" Alle 23.10, silenzio irreale, nessuna traccia di vita. Avvolti nei loro sacchi a pelo, barboni da tutto il mondo sono sdraiati all'uscita nord. Qualche volta ci sono un centinaia di senzatetto che si riuniscono intorno alla stazione per evitare il congelamento, come se fosse un camino. Sono innanzitutto profughi provenienti dall'Africa a passare qui la notte.  Di giorno i rumeni sono la maggioranza, in gran parte indisturbati dagli uomini della polizia di pattuglia, chiedono soldi ai turisti stranieri.
Non avrebbe  visto e vissuto mai "una mix più miserabile di feccia e malvagità" al momento dell'arrivo in treno a Roma - per motivi di sicurezza sarebbe opportuno trascorrere a Termini "meno tempo possibile”: L’arrabbiato commento è di turista londinese è stato postato sulla pagina facebook di Ignazio Marino, da giugno 2013 sindaco di Roma. Il sindaco prende sul serio queste critiche, ma in modo sportivo. Seduto al suo posto di lavoro nel Palazzo Senatorio (trasformato da Michelangelo) pare un uomo con la coscienza a posto. Due mesi fa  rimproverava ancora i suoi avversari di voler lasciare la città alle fiamme, come aveva fatto l'imperatore Nerone. Ma lui non sarebbe disponibile a fungere da  liquidatore ufficiale della capitale.
Che cosa era successo? La città era sull'orlo del fallimento. Secondo il sindaco l’ultimo salvataggio era un finanziamento d’urgenza di  € 600.000.000 da parte del governo in 24 ore. Alla fine Marino ha ottenuto ciò che voleva, e Roma non bruciava. Ora si tratterebbe di guardare in avanti, così il Sindaco commenta sotto una foto che lo ritrae in un abbraccio intimo con Papa Francesco. Perché il “il 27 aprile, i fari di tutto il pianeta saranno puntati su Roma, con due miliardi di persone davanti alla TV”
La Domenica dopo Pasqua, quando i due papi più popolari del 20 ° secolo, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, saranno canonizzati dal loro successore Francesco, pellegrini di tutto il mondo vogliono esserci, e gli hotel della capitale sono quasi al completo.
Almeno per un breve periodo i romani "potranno sognare di vivere in una città veramente europea", perché grazie ai tre milioni di pellegrini la metropolitana funzionerà anche di notte,  dice in una nota l'associazione "Abitanti del centro storico". I vecchi residenti si sentono abbandonati dalla politica,  impotenti devono assistere alla diffusione di tanti nuovi fastfood e Bed and breakfast".
L’anno scorso più di dodici milioni di turisti hanno visitato a Roma, anche se la Caput Mundi, la capitale del mondo antico, ha perso il suo lustro. Questo dicono tante persone che ci vivono.

I visitatori come i pellegrini in arrivo, scrive l’autore Mauro Evangelisti, devono prepararsi ad un “vecchio aeroporto, tassisti disonesti, ladri, borseggiatori e strade disastrate come a Cuba. In un appello prima delle ultime elezioni amministrative, 21 intellettuali lamentavano segnali desolanti di “decadenza” e “tramonto culturale”.
Uno degli attori del film premio Oscar “La grande bellezza”, Carlo Verdone, definisce la sua città a immagine specchio di un “paese completamente fallito”.
Il nuovo premier Matteo Renzi chiede riforme radicali. Da quando la bancarotta è stata evitata last-minute alla fine di febbraio, la città è sottomessa a una sorta di amministrazione controllata del Governo. Per decreto al sindaco è stato imposto un severo rigore di bilancio. Questo sarebbe chance di ritorno, ha detto il sottosegretario all’economia renziano. Roma dovrebbe fungere da esempio per il resto del paese.
Ma dove cominciare? La prima impressione di molti pellegrini è una statua di 5,5 m, dedicata a papa Giovanni Paolo II, e saggiamente collocata con le spalle alla piazza della stazione – dove le siringhe dei tossicodipendenti nuotano nel fango e dove sono parcheggiati i carelli della spesa pieni delle povere cose dei senzatetto.
Un uomo pelato energico cammina in mezza alla folla di questa mattina. Dice: “Prima cosa, bisogna riconquistare lo spazio pubblico di questa città. In tutta Roma è difficile trovare una strada in cui uno ci si sente in Europa  - cioè dove tutto funzionerebbe".
Massimiliano Tonelli conosce benissimo le zone ombre della capitale. Il 35enne giornalista è uno dei blogger più letti ma anche più odiati della città. Il suo biotopo sono le strade, piazze e sponde del fiume di Roma, e i suoi nemici naturali sono tutti coloro che violentano la bellezza della Città Eterna.
Tonelli tiene conferenze alle unversità. Nel 2010 è stato premiato “Romano dell’anno”, perché non si fa scrupoli quando si tratta di lottare per la sua città natale. I nomi dei blog che ha fondato e ai quali collabora insieme a migliaia di cittadini ne sono una dimostrazione: “Roma fa schifo” o “Cartellopoli”.
Anche il sindaco raccogli i contributi di romafaschifo.com in una cartella gialla. Perché in questo blog i romani di tutti i strati sociali forniscono prove dell’anarchia quotidiana con immagini e testi. Per esempio: maiali che cercano cibo nei cassonetti strapieni dei quartieri di periferia. Venditori di souvenir che fanno i bisogni nelle rovine antiche. Depositi di portafogli rubati e buttati, capanne in mezzo alla città, come a Mumbai.
Vuole iniettare questo messaggio nella testa del sindaco: che “tutto quello che vede nel suo quartiere, non è normale, che non ci si deve abituare a questo”. Chi legge il suo blog osserverebbe la metropoli con occhi più svegli. “Questo vale per tanti angoli della città. Dai, andiamo fare un giro”.
Primo stop, Colosseo. Tonelli chiede: perché il Comune tollera questi cavalieri con la spada di legno, finti romani, che posano per i turisti, incassando un ricco compenso? O i venditori di occhiali da sole del Bangladesh, che giocano a nascondigli con la polizia prima di disfarsi della loro merce falsificata? Oppure questi signori con il cartello fantasioso “Colosseo Tour Guid”, visita guidata per cinque persone per 150 euro?
“Tutto illegale, economia sommersa, non pagano tasse, imbruttiscono la città e alla meglio lasciano solo rifiuti”, s’arabbia Tonelli. “E sono i romani a pagare per la rimozione dell’immondizia”.
Anche la direttrice del Colosseo, Rossella Rea, parla di una sporcizia “da terzo mondo” intorno al più famoso Anfiteatro del mondo. Solo per la visita privata del presidente degli USA del 27 marzo tutta la zona è stata sgombrata dai fachiri, venditori ambulanti e finti legionari. “Se Roma va sempre più in rovine, non è perché la città sia quasi fallita, ma al contrario. Mancano gli introiti perché regna l’illegalità” dice il blogger Tonelli.
Adesso attraversiamo il centro storico, lungo il Tevere, dove stracci di plastica sventolano dagli alberi come bandiere tibetane della preghiera. E poi verso il ponte presso il Museo per l’Arte contemporanea, dove immigrati rumeni hanno costruito una piccola tendopoli con focolai, proprio in mezzo del patrimonio UNESCO dell’umanità.
A causa dell’illegalità naturalmente Roma “attrae un certo tipo di immigrazione”, dice Tonelli. La colpa principale di questo grande degrado sarebbe comunque degli abitanti storici. “Questa città è malata per la mancanza di senso civico”. Il fatto che il Museo della Civiltà Romana sia stato chiuso all’inizio dell’anno per problemi di sicurezza sembra fare parte di questa immagine. Dopo ripetuti scontri a Trastevere, quartiere di divertimento notturno, si parla addirittura dei coinvolgere l’esercito. “Siamo in guerra qui, la situazione è fuori controllo” dice l’assessore comunale Orlando Corsetti. Il presidente della circoscrizione ha fatto sapere che i soldi per asili nidi, ospizi e l’assistenza ai disabili basterebbero solo fino a maggio”.
Grande dramma nella Città Eterna o solo Opera buffa?
Chi vede il sindaco di Roma, pedalando in abito scuro e cravatta in Via del Corso sulla bici elettrica, si tranquillizza per un po’: Se il capo della città va in giro così, apparentemente tranquillo, scortato da 6 poliziotti, la situazione della capitale italiana non può essere così terribile.
Fu una sensazione quando Ignazio Marino vinse sull’avversario del partito di Berlusconi nel giugno 2013. Contro lo sfidante avevano pesato il fatto che il figlio di una svizzera e di un siciliano aveva lasciato Roma a 14 anni per tornare a 35 – per far carriera negli USA e in Inghilterra come medico. Il chirurgo Marino assistette al primo trapianto del fegato di un babbuino sull’uomo.
Il Sindaco dice che si intende per questo di tagli, e che l’esperienza passata gli è utile. “Togliere i tumori è la parte più facile. Poi bisogna cucire tutto e far ripartire l’organismo”. Marino annuncia interventi massici. “Mi hanno lasciato una città piena di buche, con un sistema scolastico sfinito, con una povertà crescente. Inoltre 14 miliardi euro di vecchio debito, in parte di un periodo che sale alla candidatura di Roma del 1960 per gli Olimpiadi.
Quando assunse l’incarico non aveva ancora compreso la “dimensione del disastro”, ma ora nessuno potrebbe distoglierlo dai suoi propositi: “Spendo solo i soldi che ci sono. Per decenni hanno fatto in un altro modo in questa città”.
A molti romani questo sindaco appare un po’ bizzarro. Con i suoi calzini azzurrini a strisce, il suo accento non romano e la sua visione di un centro storico pedonalizzato. Il suo primo atto d’ufficio, la chiusura dei tratto stradale vicino al Colosseo fu aspramente criticato.
Tuttavia Marino rimane fedele a se stesso a alla sua gestione poco ortodossa. Una volta cade davanti ai Ministero dei Beni Culturali e si rovina i pantaloni, l’altra volta attraversa il ponte sul Tevere in bici e chiede alle guardie svizzere dove parcheggiare, prima di incontrare Papa Francesco. Per il degrado alla stazione Termini propone che gli oltre 8000 senzatetto di Roma potrebbero essere impiegati come ausiliari nelle biblioteche.
Ha buone intenzioni, questo sindaco. Ed è fiero di non essere cresciuto nelle paludi della politica romana, di essere indipendente e senza problemi economici. Proprio questo gli darebbe mano libera, dice Marino: “Ho l’incredibile vantaggio di non dover far carriera. Questo significa che posso prendere delle decisioni impopolari.”
Esempi? L’AMA e l’ATAC (di proprietà del Comune) hanno accumulato negli anni un debito di tre miliardi di euro. Inoltre il 18 % dei collaboratori dell’AMA è sempre in malattia, e in agosto la quota dei malati dell’ATAC era il 22%. “Non accetteremo più una situazione del genere”. Dice Marino.
I pellegrini venuti a Roma per la santificazione dei papi probabilmente non si accorgeranno di questo -  sono stati imposti turni straordinari. Normalmente, l’ATAC con i suoi 12.000 impiegati e più direttori della NASA non è in grado di organizzare un numero sufficiente di bus per il trasporto pubblico romano.
Un centinaio di veicoli è fermo nei depositi, mancano i pezzi di ricambio. Per mancanza di batterie è operativa solo la metà dei costosi bus elettrici. Ogni anno sono cancellate corse per un volume di ca. 16 milioni di chilometri. Cosa dicono i romani onesti che comprano ancora i biglietti? Che non si approfittano, come tanti altri “portoghesi”, del fatto che i controlli sono rari come la neve in agosto?
Non dicono nulla.
I romani di vecchia data sono eroi del quotidiano. Aspettano a 38 gradi e sotto le piogge torrenziali di gennaio alle fermate dell’autobus. Prendono ciò che passa. Per il privilegio di vivere nella capitale si pagano anche le imposte più alte sul reddito. Nessun miglioramento in vista. Al contrario, mancano un miliardo al bilancio 2014. Prossimamente devono essere presentati i programmi dettagliati per il risparmio. Potrebbe essere tagliato oltre il 50% nel settore sociale.
E’ vero che ogni anno solo il turismo porta un fatturato di 8 miliardi di euro. Ma invece di finire nelle casse del comune, gli introiti si trovano alla fine nelle casse di quelli che sono vicini al Comune.  Un turista su due che acquista al chioschetto vicino al Colosseo una bottiglia di birra a 5 euro o un panino, arricchisce in questo modo il benessere di un consigliere comunale della coalizione di Berlusconi e della sua famiglia, proprietari di queste licenze.
Il Sindaco è indignato. Viaggia molto e si informa perché altrove funziona meglio. A Parigi discute sul bike-sharing e la tutela dell’ambiente, a Madrid sui concetti della “Smart City”. A Riad con un principe saudita, alla cui madre aveva trapiantato un nuovo fegato, sugli aiuti per i monumenti decadenti della capitale italiana.
Marino sa che la salvezza di Roma dalla bancarotta dipende se e in quanto tempo riesce ad avviare i passi giusti. “Renzi e il suo governo hanno ragione, questa è la nostra ultima chance” dice. Le aziende municipale dovrebbero essere vendute, i nomi di alcuni stazioni metro messi all’asta, le tasse di soggiorno alzate fino a 10 euro a pernottamento. Si tratta di “condurre una delle città del pianeta” in un futuro migliore, dice Marino.
E molto grande il proposito del Sindaco, dice Raffaele La Capria. Perché la crisi di Roma è solo un riflesso della situazione dell’intero paese. “Siamo tutti un po’ depressi, quando pensiamo alla decaduta dell’Italia.”.
La Capria, 91 anni, un vecchio sveglio e modi eleganti, è il decano degli scrittori italiani. Da oltre mezzo secolo vive nell’ultimo piano di un palazzo a Piazza Grazioli, da dove guarda in basso su Silvio Berlusconi, che abita alcuni metri più in giù.
Ma “quello lì”, dice La Capria, Berlusconi e il suo ventennio, sono solo parzialmente responsabili per la crisi di Roma. Alla capitale e la sua “borghesia decaduta” mancherebbe innanzitutto la consapevolezza necessaria per la propria gloriosa eredità.
La Capria, uno degli ultimi rappresentanti dell’epoca in cui Fellini, Pasolini e Moravia coniavano l’immagine di Roma nel mondo, osserva un cambiamento inarrestabile della società romana, verso il basso.
Molto in basso, visto dal podio dove i Papa santificherà due dei suoi predecessori, sono gli uomini di Via della Conciliazione. A 300 metri da S. Pietro dormono all’aria aperta, sotto le arcate. A destra rumeni, che ascoltano musica fino a tarda notte, a sinistra i polacchi con damigiane in cartone di vino rosso.
Jacek, l’unico del gruppo che non beve, ha studiato agrimensura nel suo paese. Da 25 anni vive a Roma, da 11 mesi per strada. Ha 67 anni, vorrebbe lavorare, e per questo continua ad aver cura di sé: abbigliamento ordinato, doccia mattutina in un ospizio per senzatetto, lettura serale sotto la luce abbagliante neon in un sottopassaggio a S. Pietro.
Nella bibbia Jacek conserva una foto. Ritrae il suo compaesano Giovanni Paolo II.
Il 27 aprile, giorno della santificazione, Jacek si alzerà come tutte le mattine all’alba. Poserà i suoi averi dietro un muretto e si metterà in cammino, verso S. Pietro, per mischiarsi tra i pellegrini. Come se fosse uno di loro.



14 commenti:

  1. Grazie per la traduzione.

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  2. La traduzione di un articolo che dimostra, se mai ce ne fosse bisogno , di come questa città è vista all'estero.
    Grazie a chi ha tradotto questo articolo.

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  3. Se c'è una cosa che mi ha urtato più di ogni altra è stato il lavoro certosino svolto da AMA e dai vigili da 3/4 giorni prima fino all'evento della canonizzazione dei papi. Abito in zona Pio XI e da quando vivo a Roma non ho mai visto pulire così bene le strade che conducono in p. S.Pietro, persino lo spartitraffico di Leone XIII hanno pulito e quante auto sono state portate via, da guinness. (Bastava però percorrere le vie interne per trovare il solito schifo). Dal giorno dopo il nulla.
    Rappresenta una presa per i fondelli inaudita da parte delle amministrazioni locali, in quanto i cittadini romani giorno dopo giorno stanno affogando nello sporco e nella microcriminalità, in un disagio senza fine.

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  4. Un grazie di cuore a chi ha tradotto l'articolo!!

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  5. vabbè, direi che ci è andato pure leggero... non parla per esempio del fatto che Roma - fuori le Mura - stia diventando una delle città più brutte del mondo

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  6. Grazie ai traduttori. Segnalo che, sul sito dello Spiegel international, l'articolo è integralmente tradotto in inglese.

    Così, dagli Stati Uniti all'Oceania, tutti potranno leggere....

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  7. Per fortuna che l'hanno tradotto, io non ci dormivo.

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  8. Ma guarda, manco io ci dormivo, mentre me stavo a scopà tua madre.
    Al momento propizio ha voluto condividere però la lauta gioia con tua sorella, in quanto ha detto che è abituata a farsi inculare dai negroni e romeni che spopolano a Roma.
    Tiette stà città di merda! Anzi, crepa pure

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  9. Se te scopi mi' madre te scopi i morti, mio sorella ha i pisello, in ogni caso faresti tutto cio' per cui sei contro. Complimenti per la leonaggine da tastiera.

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  10. complimenti per l'articolo.... è la pura verità comunque. Grazie Marino.

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  11. Da oggi Marino è ZingaMarino.....il primo supereroe del popolo Rom (ma anche di quello Sinti e dei camminanti tutti)

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  12. Meno male che c'è il pagliaccio tonelli, difensore di roma...che omo triste...che magari tra una foto al degrado e l'altra fa pure a mignotte...come s enon si sapesse che tutto il blog è fasullo e che gli utenti son tutti finti...

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  13. In risposta all'anonimo prima di me vorrei semplicemente dire che è un poraccio...
    La sua unica utilità consiste nel giustificare il nome del blog.

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